Università degli studi di Macerata: Riviste digitali
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L’identità culturale della “Storia costituzionale”. Riflessioni sugli ultimi venticinque anni di produzione scientifica
Academic teaching and research on the subject of Constitutional History up to the end of the 1980s was almost absent and the production of handbooks in this direction was little more crowded. However, in the last 25 years, the picture has strongly changed and a scientific and cultural profile of Constitutional History has progressively been affirmed, not easily referable, however, to a precise disciplinary space. In this article, I will limit myself to offer a fresco, necessarily incomplete, of the most important handbooks and essays in the field of the History of the Constitutions, Constitutional History, History of Public Law and History of Institutions, leaving aside the distinctions of scientific- disciplinary sectors, inappropriate to identify the cultural identity of Constitutional History.L’insegnamento universitario in tema di storia del diritto pubblico fino alla fine degli anni Ottanta del Novecento risultava pressoché assente e la produzione manualistica in tale direzione era poco più affollata. Tuttavia negli ultimi 25 anni il quadro è fortemente mutato e si è progressivamente affermato un profilo scientifico e culturale della storia costituzionale, non facilmente riconducibile, tuttavia, in un preciso spazio disciplinare. In questo articolo mi limiterò a offrire un affresco, necessariamente incompleto, della manualistica e degli interventi più rilevanti nell’alveo delle materie di storia delle costituzioni, storia costituzionale, storia del diritto pubblico e storia delle istituzioni, evitando le distinzioni dei settori scientifico-disciplinari, inappropriate per individuare l’identità culturale della storia costituzionale
Profilo di Nicolao Merker
On 6th June 2017 many colleagues, friends and pupils of Nicolao Merker met at the Department of Philosophy of the University “La Sapienza” in Rome, in order to remember the great scholar after few months of his death. It was the occasion for reflecting on the important role played by Merker in the Italian culture of the last decades, as well as on the most relevant themes which were at the core of his long and prolific intellectual path: from the political and cultural history of modern Germany to the transformations of Marxism, from the nationalism/colonialism nexus to the populist issue. The focus published in this issue of the «Journal of Constitutional History» gathers the contributions of that day of studies, in a polyphonic dialogue which is also an endorsement of the extraordinary richness and modernity of that research path.Il 6 giugno 2017 molti colleghi, amici e allievi di Nicolao Merker si sono riuniti presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma, per ricordare il grande studioso a pochi mesi dalla sua scomparsa. È stata l’occasione per riflettere sull’importante ruolo svolto da Merker nella cultura italiana degli ultimi decenni oltre che sulle più rilevanti tematiche poste al centro del suo lungo e prolifico itinerario intellettuale: dalla storia politica e culturale della Germania moderna alle trasformazioni del marxismo, dal nesso nazionalismo/colonialismo alla questione populista. Il focus pubblicato in questo numero del «Giornale di storia costituzionale» raccoglie i contributi di quella giornata di studi, in un dialogo a più voci che è anche una testimonianza della straordinaria ricchezza e attualità di quel percorso di ricerca
Il Marx di Nicolao Merker
On 6th June 2017 many colleagues, friends and pupils of Nicolao Merker met at the Department of Philosophy of the University “La Sapienza” in Rome, in order to remember the great scholar after few months of his death. It was the occasion for reflecting on the important role played by Merker in the Italian culture of the last decades, as well as on the most relevant themes which were at the core of his long and prolific intellectual path: from the political and cultural history of modern Germany to the transformations of Marxism, from the nationalism/colonialism nexus to the populist issue. The focus published in this issue of the «Journal of Constitutional History» gathers the contributions of that day of studies, in a polyphonic dialogue which is also an endorsement of the extraordinary richness and modernity of that research path.Il 6 giugno 2017 molti colleghi, amici e allievi di Nicolao Merker si sono riuniti presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma, per ricordare il grande studioso a pochi mesi dalla sua scomparsa. È stata l’occasione per riflettere sull’importante ruolo svolto da Merker nella cultura italiana degli ultimi decenni oltre che sulle più rilevanti tematiche poste al centro del suo lungo e prolifico itinerario intellettuale: dalla storia politica e culturale della Germania moderna alle trasformazioni del marxismo, dal nesso nazionalismo/colonialismo alla questione populista. Il focus pubblicato in questo numero del «Giornale di storia costituzionale» raccoglie i contributi di quella giornata di studi, in un dialogo a più voci che è anche una testimonianza della straordinaria ricchezza e attualità di quel percorso di ricerca.
 
Sovereignty doctrines in the constitutional debates around the Cádiz Cortes: Transition of monarchical sovereignty to national sovereignty?
Come molti Paesi europei, la Spagna sperimentò un risveglio costituzionale all’inizio del diciannovesimo secolo, con la Costituzione di Cádiz del 1812. Il processo costituzionale spagnolo, però, fu unico, in quanto si verificava nel contesto dell’invasione e dell’occupazione napoleoniche, dell’abdicazione della monarchia borbonica e dell’istaurazione di una dinastia napoleonica. Di conseguenza, le Cortes di Cádiz, riunite nel 1810 con l’intento di fornire un legittimo “governo in esilio” alternativo al regime napoleonico, affrontarono numerose sfide, che vanno da questioni incidentali – uno stato di guerra e assedio da parte dei francesi – a questioni tecniche, quali ad esempio quelle relative alla definizione della sovranità e dove si potesse attribuire quella sovranità. Questo articolo esamina i lavori del comitato costituzionale delle Cortes, precedenti ai dibattiti costituzionali del 1812 e alla successiva redazione della Costituzione. Essi dimostrano che la Costituzione ha cercato di attenuare non solo il dominio straniero imposto dei francesi, ma anche il pericolo della restaurazione dell’assolutismo borbonico. Guidato e influenzato dalle teorie di Francisco Martínez Marina, il comitato costituzionale combinava il liberalismo con il conservatorismo spagnolo allo scopo di trovare soluzioni uniche alla crisi politica spagnola. In ultimo, se la Costituzione del 1812 non poteva evitare il ripristino dell’assolutismo borbonico nel 1814, la sua eredità sarà la base per le future costituzioni spagnole, così come un “laboratorio” entro cui testare idee di sovranità e legittimità che saranno centrali nelle successive lotte per l’indipendenza dell’America spagnola.Like many European countries, Spain experienced a constitutional awakening in the early nineteenth century, resulting in the Cádiz Constitution of 1812. The Spanish constitution-making process, however, was unique, as it occurred within the context of the Napoleonic French invasion and occupation, the abdication of the Bourbon monarchy, and the establishment of a Spanish Bonaparte dynasty. As a result, the Cortes of Cádiz, convened in 1810 with the intention of providing a legitimate Spanish alternative “government in exile” to the installed Napoleonic regime, faced numerous challenges, ranging from the immediate – a state of war and besiegement by the French – to the technical, such as questions regarding the definition of sovereignty, and where that sovereignty could be vested. This article examines the workings of the constitutional committee of the Cortes, leading up to the constitutional debates of 1812 and the subsequent drafting of the constitution. It demonstrates that the constitution sought to mitigate not only the imposed foreign dominion of the French, but also the danger of the reimposition of Bourbon absolutism. Guided and influenced by the theories of Francisco Martínez Marina, the constitutional committee combined liberalism with traditional Spanish conservatism in its attempts to find unique solutions to the Spanish political crisis. Ultimately, while the 1812 constitution could not avoid the restoration of Bourbon absolutism in 1814, its legacy provided the basis for Spanish constitutions to come, as well as a “laboratory” for testing ideas of sovereignty and legitimacy that would prove central to the subsequent struggles for independence in Spanish America.
La chimera Antifa-Block. Alla ricerca della forma di governo per una “Weimar migliore” nella Zona di Occupazione Sovietica
Between 1945 and 1948, in the Soviet zone of occupation the surviving party leaders of the Weimar era tried jointly to re-establish German democracy by correcting the mistakes of the past that in their opinion had opened the way for Nazism. On Communist initiative an unprecedented governmental institution was launched – the Antifa-Block – which, by correcting the dysfunctions of Weimar parliamentarianism, should have laid the structural foundations for a “better Germany”. To avoid the erosion of parliamentary democracy caused by the contradictions of class society, the decision-making process was bound to the unanimous rule. In addition, to ensure against the instability of governmental coalitions and the obstructionism that had delegitimized the governments of the 1920s, the parties were denied the right to abandon the government and forced to “constructive solidarity.” The launch of the Cold War in 1948 allowed the Stalinist wing of the SED to alter the rules of Antifa-Block and turn it into the instrument with which the SED state-party monopolized power in a seemingly democratic way. The question of the potential of the institute in itself remains open, especially the issue if parties divided by opposed social interests were able to combine political pluralism and unanimous cooperation. The denunciation of any opposition in the name of “armed democracy” was a valid response to the Weimar parliamentary crisis? And lastly, did the (relatively) free local and regional elections of September-October 1946 prove that the solidarity of Antifa-Block could contain the political conflict that accompanies democratic voting procedures?Tra il 1945 e 1948, nella Zona di Occupazione Sovietica gli esponenti politici superstiti dell’era di Weimar erano accomunati dall’intento di rifondare la democrazia tedesca riparando agli errori del passato che a loro giudizio avevano aperto la via al nazismo. Su iniziativa comunista fu varata una istituzione governativa inedita – l’Antifa-Block – che, correggendo le disfunzionalità del parlamentarismo di Weimar, avrebbe dovuto gettare le fondamenta strutturali per una “Germania migliore”. Affinché la democrazia parlamentare non venisse nuovamente erosa dalle contraddizioni della società di classe, il processo decisionale fu vincolato alla regola dell’unanimità. Inoltre, per garantirsi contro l’instabilità delle coalizioni governative e l’ostruzionismo che avevano delegittimato i governi degli anni Venti, si negò ai partiti il diritto di porsi all’opposizione costringendoli ad una “solidarietà costruttiva”. L’avvio della Guerra Fredda nel 1948 permise alla corrente stalinista della SED di alterare le regole dell’Antifa-Block tramutandolo nello strumento con cui il partito-Stato SED monopolizzò il potere in modo apparentemente democratico. Rimane aperta la questione delle potenzialità dell’istituto in sé, in particolare se partiti divisi da interessi sociali contrapposti erano in grado di coniugare il pluralismo politico a una collaborazione unanime. La denuncia di ogni opposizione in nome della “democrazia armata” poteva essere una risposta valida alla crisi del parlamentarismo di Weimar? Ed infine, le (relativamente) libere elezioni locali e regionali del settembre-ottobre 1946 avevano dato prova che la solidarietà coatta dell’Antifa-Block poteva contenere il conflitto politico che accompagna le procedure democratiche di voto
Primo piano / In the foreground Paolo Armellini legge / reads Luca Mencacci, The Best Man. Le campagne elettorali viste da Hollywood
The nation at the change of epochs. Russian state and society at the turn of the XX century
L’articolo si occupa della situazione sociale in Russia nel tardo XIX secolo. Tentativi degli industriali e burocrati conservatori per impedire le riforme del lavoro introdotte dal Governo crearono una situazione nella quale i metodi più radicali di trasformazione della società russa divennero più appetibili del metodo delle riforme. In tal modo la politica degli industriali e burocrati conservatori russi produssero come risultato l’ascesa dei bolscevichi all’interno del movimento socialdemocratico russo. In realtà i conservatori contribuirono grandemente allo scoppio della rivoluzione.The article focuses on the social situation in Russia in the late XIX century. Attempts of Conservative industrialists and bureaucrats to impede labor reforms introduced by the Government, created the situation in which the most radical methods of Russian society’s transformation became more appealing than the method of reforms. Thus, the policy of Russian Conservative industrialists and bureaucrats resulted in the rise of Bolsheviks within the Russian Social Democratic movement. In fact, the Conservatives contributed greatly to the outbreak of the Revolution