Università degli studi di Macerata: Riviste digitali
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Crise politique (stásis) et métamorphoses de la cité chez Aristote
In this paper I aim at discussing the status of the absence of the analogy stásis/nósos (sedition/disease) in Aristotle’s political thought. Is this Greek tópos so obvious that it is implicit in his explanation of civic discords? Or is this absence significant, and does it imply a neutral perspective of stásis? Therefore, is it possible to conceive stásis as a mean to lead political community to its own good, that is to say the happiness of all citizens ? Then, what becomes the couple disease/health in Aristotle’s politics? These are the questions this paper will try to answer.In questo articolo intendo discutere il significato dell’assenza dell’analogia stásis/nósos (sedizione/malattia) nel pensiero politico di Aristotele. Questo tópos è così evidente da operare in modo implicito nella spiegazione aristotelica delle discordie tra cittadini? O invece questa assenza possiede un significato specifico, e implica una prospettiva neutrale sulla stásis? D’altra parte è possibile concepire la stásis come un mezzo capace di condurre la città verso il suo proprio bene, ovvero la felicità di tutti i cittadini? Da ultimo, che ne è della coppia salute/malattia nella città di Aristotele? È a tali questioni che l’articolo cercherà di offrire delle risposte
Primo piano / In the foreground Maria Sofia Corciulo legge Eugenio Di Rienzo / Maria Sofia Corciulo reads Eugenio Di Rienzo, Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee (1830-1861)
‘Una società di società’: Why Australia is a Federation
Sebbene la federazione Australiana venne costituita nel 1901 sotto l’autorità del Parlamento Imperiale Britannico a Londra, la decisione di confederarsi e i termini e le condizioni in base alle quali avvenne furono tutti negoziati e concordati dai rappresentanti eletti dei numerosi Stati costituenti. Gli Stati costituenti della federazione si erano assicurati poteri indipendenti di autogoverno locale e di autodeterminazione costituzionale negli anni 50 del Milleottocento, e nel considerare la possibilità di formare una federazione, essi non desideravano rinunciare a questi poteri a favore di un governo consolidato centrale. A questo riguardo, essi guardavano agli esempi di altre federazioni storiche, come Svizzera e Stati Uniti, come modelli di governo sulla base dei quali gli Stati costituenti concordarono di formare un livello federale di governo per alcuni ‘scopi’ nazionali, conservando una capacità fondamentale di governare se stessi in modo indipendente per altri versi. L’assetto della costituzione australiana rifletteva questo principio fondamentale, particolarmente nelle specificamente limitate competenze conferite alle istituzioni federali del governo, la riserva di tutti gli altri poteri agli Stati, la rappresentazione degli Stati come uguali all’interno di una delle Camere del Parlamento Federale, e il requisito che ogni cambiamento addizionale alla normativa federale dovesse essere concordato da una maggioranza di persone in una maggioranza di Stati. Fin dalla formazione della Federazione australiana, l’High Court of Australia (Alta Corte d’Australia) non ha coerentemente interpretato la costituzione in una maniera che renda effettive le intenzioni dei suoi estensori. Sebbene la Costituzione fu disegnata per mantenere una sorta di equilibrio tra livello federale e statale di governo, la tendenza generale in Australia è andata verso una centralizzazione crescente. Ci sono diverse strategie che potrebbero essere adottate per tentare di invertire questa tendenza. Una delle più radicali comporterebbe che i governi degli Stati inizino un procedimento in cui le costituzioni degli Stati sarebbero sottoposte alla ratifica ed approvazione mediante referendum da parte dei rispettivi cittadini. Tale iniziativa ha il potenziale di rinvigorire il ruolo e la posizione costituzionale degli Stati all’interno della Federazione. Questo perché, al momento, solo la Costituzione federale è stata ratificata popolarmente, e i fondamenti democratici della Federazione sono stati una delle ragioni sottostanti il fatto che la High Court (Alta Corte) ha dato priorità interpretativa ai poteri della federazione con preferenza su quelli degli Stati. Mentre le implicazioni pratiche di un tale cambiamento non possono essere predette con assoluta certezza, se le costituzioni degli Stati fossero ratificate dai rispettivi cittadini, ciò darebbe alla Corte ragione di considerare gli Stati come sedi di autogoverno costituzionale e democratico almeno altrettanto fondamentali per la federazione quanto il governo della federazione nel suo insieme, proprio come gli estensori avevano originalmente inteso, e di interpretare la Costituzione federale in questo senso.
Although the Australian federation came into being in 1901 under the authority of the British Imperial Parliament in London, the decision to federate, and the terms and conditions upon which it occurred, were all negotiated and agreed to by elected representatives of the several constituent states. The constituent states of the federation had secured independent powers of local self-government and constitutional self-determination in the 1850s, and when considering the possibility of forming a federation, they were not willing to give up those powers to a consolidated central government. In this respect, they looked to the examples of other historic federations, such as Switzerland and the United States, as models of government in which the constituent states agreed to form a federal level of government for certain ‘national’ purposes, while retaining a fundamental capacity to govern themselves independently in all other respects. The design of the Australian Constitution reflected this fundamental principle, particularly in the specifically limited competences conferred upon the federal institutions of government, the reservation of all other powers to the states, the representation of the states as equals within one of the houses of the federal parliament, and the requirement that any additional changes to the federal compact would have to be agreed to by a majority of people in a majority of states. Since the formation of the Australian federation, the High Court of Australia has not consistently interpreted the Constitution in a manner that gives effect to the intentions of its framers. Although the Constitution was designed to maintain a kind of balance between the federal and state levels of government, the general trend in Australia has been to towards increasing centralisation. There are several strategies that might be adopted to attempt to reverse this trend. One of the most radical would involve the state governments initiating a process whereby the state constitutions would be submitted to their respective peoples for ratification and approval by referendum. Such an initiative has the potential to reinvigorate the role and constitutional standing of the states within the federation. This is because, at present, only the federal constitution has been popularly ratified, and the democratic foundations of the federation have been one of the underlying reasons why the High Court has given interpretive priority to the powers of the federation in preference to those of the states. While the practical implications of such a change cannot be predicted with absolute certainty, if the state constitutions were ratified by their respective peoples, it would give the Court reason to consider the states as locations of constitutional, democratic self-governance at least as fundamental to the federation as the government of the federation as a whole, just as the framers had originally intended, and to interpret the federal Constitution in that light
Engineers:TheCasethatChangedAustralian Constitutional History
Il sistema federale australiano di governo è stabilito dalla Costituzione del Commonwealth che prevede un governo centrale del Commonwealth con poteri limitati e sei governi di Stati con pieni poteri. Quando la Costituzione venne originariamente stesa, gli estensori cercarono, nelle norme e nella struttura della costituzione, di mantenere i poteri degli Stati, per quanto possibile. Dopo che l’Australia divenne una federazione nel 1901, la High Court of Australia (Alta Corte d’Australia), nelle sue prime decisioni, tentò, con il metodo di interpretazione costituzionale che utilizzarono (originalism), di dare effettività all’intenzione degli estensori di proteggere la natura federale della Costituzione. Comunque, nel 1920 nel processo Amalgamated Society of Engineers contro Adelaide Steamship Co. Ltd (‘Engineers’), la High Court (Alta Corte) rigettò questo approccio. Invece, la High Court (Alta Corte) sostenne un metodo di interpretazione costituzionale (literalism) che favoriva un’interpretazione ampia dei poteri del Commonwealth, e che comprometteva l’equilibrio federale successivo. Questo paper fornisce una panoramica e una critica della decisione nel processo Engineers, spiegan- do il suo significato per il federalismo australiano. Questo paper conclude con alcune osservazioni sul ruolo del precedente nell’interpretazione australiana e tenta di offrire alcune indicazioni sul perché una decisione che fu così mal fondata ha dato prova di essere così duratura.Australia’s federal system of government is established by the Commonwealth Constitution which provides for a central Commonwealth government with limited powers and six state governments with plenary powers. When the Constitution was originally drafted, the framers sought, in the provi- sions and structure of the Constitution, to retain the powers of the states as much as possible. After Australia became a federation in 1901, the High Court of Australia, in its early decisions, sought, in the method of constitutional interpretation they utilised (originalism), to give effect to the framers’ intention to protect the federal nature of the Constitution. However, in 1920 in Amalgamated Society of Engineers v Adelaide Steamship Co Ltd (‘Engineers’), the High Court rejected this approach. Instead, the High Court advocated a method of constitutional interpretation (literalism) which favoured a broad interpretation of Commonwealth powers, and which compromised the federal balance there- after. This paper provides an overview and critique of the decision in Engineers, explaining its significance for Australian federalism. This paper concludes with some observations about the role of precedent in Australian constitutional interpretation and seeks to offer some suggestions as to why a decision that was so ill-founded has proven to be so enduring
La Gran Bretagna e le regioni di crisi: Italia e Germania, 1815-1870/71
Following the difficult re-adjusting of the European State system resulted from the Congress of Vienna in 1814-15, Germany and Italy found themselves to be both crisis regions. Tensions within the German Confederation in the 1817-21 period, the revolutions in the Kingdom of the Two Sicilies and in the Kingdom of Sardinia in 1820-21, the revolutionary repercussions of the Paris revolution of July upon both the German and Italian States in the 1830-34 period, the European revolution in 1848-49 as well as the many wars linked to the process of nationalisation in Italy and Germany between 1859 and 1870-71 brought the just-made-up system to the fringe of disfunctionality. Causes and reasons of the continual instability of the Italian and German State systems are numerous: among them the lack of a State-nation unity, the fight for the constitution and a law-based State, the wish for political participation and emancipation, the growing criticism to the traditional conditions of society and therefore to the Church, the economic situation and the consequent social unrest in the period of the industrial revolution. This scenario of recurring crises both North and South of the Alps, a certain parallel running of the Italian and German developments, which has been put under strict observation by the modern historical research only recently, had profound changes in the European system of the powers as a consequence, especially at the expense of Austria. The multinational State of the Habsburg, both for its preeminent position within the German Confederation and for its dominion on certain Italian States, should have precisely carried out the decisive role of central element of stabilisation in the European system of States. On the contrary not only Austria did not play this role because of the continual crises and tensions in Italy and Germany, upon which in the meantime it had lost domination, but also it itself weakened. After the Prussian victory over Austria in 1866 at Königgraetz/Sadowa, the latter not only lost its dominant role, but the nation-building process in Germany and Italy received a great impulse from this. From this moment onwards, both unification processes proceeded side by side, until they reached the construction of the national States in 1870-71.Dopo il difficile riaggiustamento del sistema europeo degli Stati conseguito al congresso di Vienna nel 1814/15, Germania e Italia si trovarono ad essere entrambe regioni di crisi. Le tensioni nella Confederazione germanica del periodo 1817-21, le rivoluzioni nel Regno delle due Sicilie e nel Regno di Sardegna del 1820/21, i riflessi della rivoluzione di luglio parigina negli Stati sia tedeschi che italiani nel periodo 1830-34, la rivoluzione europea del 1848/49 nonché le numerose guerre legate al processo di nazionalizzazione in Italia e Germania fra il 1859 e il 1870/71 portarono il sistema appena composto al margine della disfunzionalità. Cause e motivi della continua instabilità degli ordinamenti statali sia italiani che tedeschi sono numerosi: fra questi la mancanza di una unità statal-nazionale, la lotta per costituzione e Stato di diritto, il desiderio di partecipazione ed emancipazione politica, la crescente critica alle condizioni tradizionali della società e quindi alla Chiesa, la situazione economi- ca e le conseguenti agitazioni sociali nell’età della rivoluzione industriale. Questo scenario di crisi ricorrenti sia a nord che a sud delle Alpi, un certo parallelismo degli sviluppi tedeschi e italiani, che è stata messa sotto stretta osservazione dalla moderna ricerca storica solo in tempi molto recenti, ha avuto come conseguenza profondi cambiamenti nel sistema europeo delle potenze, soprattutto a carico dell’Austria. Lo Stato multinazionale degli Asburgo, sia per la sua posizione preminente nella Confederazione germanica sia per il dominio su alcuni Stati italiani, avrebbe dovuto svolgere proprio il ruolo decisivo di elemento centrale di stabilizzazione nel sistema europeo degli Stati. Non solo l’Austria però non esercitò questo ruolo a causa delle continue crisi e tensioni in Germania e Italia, su cui nel frattempo aveva perso il predominio, ma si indebolì essa stessa. Dopo la vittoria della Prussia sull’Austria nel 1866 a Königgraetz/Sadowa, quest’ultima non solo perse il suo ruolo dominante, ma il processo di nation building in Germania e Italia ricevette da ciò grande impulso. Da questo momento in poi entrambi i processi di unificazione procedettero di pari passo, fino a raggiungere nel 1870/71 la costruzione degli Stati nazionali
Organizzazione costituzionale e principio di divisione dei poteri nel pensiero di Giuseppe Maranini. Appunti sul metodo
The essay analyzes Maranini’s scientific method and its implications concerning the function of Law and the role of jurists in modern societies. Starting from his cultural background with a thorough examination of his personal history, the paper stresses the differences between Maranini’s approach and the traditional formalistic one, that was predominant at that time. Maranini’s method is a peculiar one, aiming at studying socio-political and economic dynamics as a fundamental part of every legal order, and calling into question the self-sufficiency of Law and its consequences. In this way, Maranini highlights the instrumental and collateral function of law, in order to understand the juridical basis of every society.Il saggio si propone di analizzare il metodo scientifico sviluppato da Giuseppe Maranini e le sue implicazioni in tema di ruolo del giurista e funzione del diritto nella società contemporanea. Attraverso un itinerario storico-biografico, che sottolinea la formazione culturale dello studioso, lo scritto evidenzia anzitutto le differenze tra l’approccio maraniniano e la logica formalistica tradizionalmente adottata per l’indagine giuridica. Un metodo peculiare che si prefigge di studiare le dinamiche socio-politiche quale parte integrante di ciascun ordinamento, mettendo in discussione il principio di autosufficienza del diritto e sottolineandone, al contrario, l’ontologico carattere collaterale e strumentale