Università degli studi di Macerata: Riviste digitali
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Manoeuvre tactique ou idéologie? Diritto di voto e sovranità nel pensiero di Daunou
Affrontare il tema del diritto di voto e della sovranità nella Rivoluzione francese costituisce sempre motivo di grande difficoltà, non solo in virtù della complessità in sé delle due questioni, ma forse soprattutto perché, ad oggi, la letteratura a riguardo è talmente vasta da vanificare anche i migliori sforzi interpretativi. Proprio per questo, l’oggetto della mia analisi non saranno i due concetti presi nella loro essenza generale quanto piuttosto come essi furono interpretati e rivisti da chi, della Rivoluzione, non fu un semplice spettatore bensì un personaggio politico attivo: Pierre Claude François Daunou
Kelsene la Corte costituzionale austriaca: un percorso storico-politico (1918-1920)
Nella ricca letteratura fiorita attorno alla sua opera, Hans Kelsen è stato spesso definito «padre della Costituzione austriaca del 1920», «ideatore della Corte costituzionale»; il suo nome è stato tradizionalmente associato alla nascita della prima Repubblica d’Austria e al sistema di controllo giurisdizionale delle leggi. La maggioranza degli studiosi ha ricondotto il contributo kelseniano principalmente alla filosofia del diritto e alla ingegneria costituzionale, individuando nella Corte costituzionale l’applicazione e l’espressione di una mentalità giuridica tesa a ricondurre il momento politico entro le maglie di una razionalità asettica e astratta
I giudici costituzionali e la comparazione giuridica
In queste pagine ci proponiamo di esprimere alcune riflessioni circa l’accresciuto interesse dimostrato dalle corti costituzionali per il dialogo con esperienze straniere al fine di evidenziare come la comparazione non rappresenti più un’opportunità, ma una necessità per il giudice costituzionale. Il tema riveste particolare interesse poiché l’ammissibilità del ricorso ai precedenti stranieri al fine di interpretare la costituzione nazionale investe anche i profili di natura sostanziale della tutela dei diritti nonché l’attitudine delle corti ad affrontare sfide prime ignote agli organi di giustizia costituzionale
Controllo di costituzionalità e forma di governo in Italia
Le osservazioni che seguono sono poco più che ipotesi di ricerca su un terreno sul quale in genere non si avventurano gli studiosi della teoria politica, a torto peraltro, come vorrei mostrare qui di seguito. In ogni caso mi sono lasciato guidare dalla regula ad diretionem ingenii la quale sostiene che una teoria risk adverse è sempre una teoria povera e da piccolo funzionario dello spirito
Il nuovo allestimento della “Tomba della Regina” di Sirolo-Numana: Restauro e ricerca al servizio della fruizione
The rooms of the Antiquarium Statale of Numana were reorganised twice between 2018 and 2022. Both interventions aimed to enhance the exhibition’s appeal to visitors and to display newly available material from significant contexts within the local necropolises. Special attention was given to the “Tomba della Regina” of Sirolo-Numana, which underwent a new restoration campaign during the period between the two reconfigurations. This paper outlines the scholarly rationale behind the 2022 display, which seeks to balance the aesthetic appreciation of key masterpieces with the documentary value of more modest artefacts. Focus is placed on a contextual reading of the grave assemblage, highlighting objects that demonstrate Numana’s interregional connectivity. Several artefacts are presented here, either reinterpreted considering recent restorations or entirely unpublished, contributing to a deeper understanding of the tomb’s assemblage and reaffirming its importance as a source for the study of pre-Roman Italy.Le sale dell’Antiquarium Statale di Numana hanno subito due riallestimenti consistenti tra il 2018 e il 2022, motivati sia dalla necessità di rendere l’esposizione più fruibile da parte dei visitatori, sia dalla volontà di esporre nuovi materiali provenienti da alcuni importanti contesti delle necropoli locali. In tal senso, grande attenzione è stata dedicata alla “Tomba della Regina” di Sirolo-Numana, che proprio negli anni intercorsi tra i due riallestimenti è stata oggetto di una nuova campagna di restauri. L’articolo chiarisce le ragioni scientifiche del nuovo allestimento del 2022, che cerca di combinare la godibilità estetica di alcuni capolavori con l’interesse documentario di oggetti meno appariscenti, mettendo in primo piano la lettura contestuale del corredo ed esaltando i materiali che testimoniano la connettività di Numana a livello interregionale. Vengono quindi presentati alcuni reperti riletti alla luce dei recenti restauri o completamente inediti, che contribuiscono ad arricchire la fisionomia del corredo tombale e ne riaffermano il valore di fonte per lo studio della storia dell’Italia preromana
Il frammento “in hortis Leopardi” a Recanati e altri documenti epigrafici
This paper reexamines the epigraphic materials preserved at Casa Leopardi in Recanati, collected by Monaldo Leopardi and partly published by Mommsen. It concentrates on the fragment “in hortis Leopardi” (CIL IX 5816) and other unpublished or little-known items, including a funerary inscription fragment, new bronze seals, and a re-evaluation of CIL IX 6083, 113. The study underscores the historical and antiquarian importance of the collection and its role in safeguarding the epigraphic heritage of the Marche region.Il contributo riconsidera i reperti epigrafici conservati a Casa Leopardi a Recanati, raccolti da Monaldo Leopardi e in parte pubblicati dal Mommsen, con particolare attenzione al frammento “in hortis Leopardi” (CIL IX 5816), e altri documenti inediti o poco noti, tra cui un frammento di epigrafe funeraria, nuovi sigilli bronzei e un riesame di CIL IX 6083, 113. L’analisi evidenzia il valore storico e antiquario della raccolta, nonché il suo ruolo nella conservazione della memoria epigrafica del territorio marchigiano
Riccardo Cavallo legge / reads Mariano Croce, Andrea Salvatore, L’indecisionista. Carl Schmitt oltre l’eccezione; Tommaso Gazzolo, Stefano Pietropaoli (a cura di), Il corvo bianco. Carl Schmitt davanti al nazismo
«EU’s legal history in the making». Substantive Rule of Law in the Deep Culture of European Law
Il presente contributo è suddiviso in tre parti. Nella prima il rule of law e il Rechtsstaat vengono esaminati come parte della cultura giuridica europea più radicata. Viene discusso il modello di comprensione del diritto e sviluppata la riflessione sul rapporto tra la cultura giuridica dottrinale e quella della collettività. La seconda parte ripercorre l’evoluzione del concetto di Stato di diritto. Sebbene tale concetto sia stato introdotto nei trattati e nei regolamenti solo di recente, i principi essenziali che lo compongono sono stati sviluppati molto prima dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, segnatamente negli anni ‘60 e ‘70. Il rispetto dello Stato di diritto non rappresenta solamente un criterio per entrare nell’Unione, bensì anche un elemento imprescindibile del diritto dell’Unione. Infine, ci si interroga sull’opportunità di rassegnarsi a guardare in un’ottica puramente nostalgica ad un’epoca in cui lo Stato di diritto era visto come un concetto sulle cui fondamenta costruire il futuro. La conclusione che se ne trae è che lo Stato di diritto sia in realtà ben radicato nella cultura giuridica profonda alla base del diritto europeo, a tal punto che i suoi contorni sono diventati molto più nitidi negli ultimi anni, e che gode di un vigoroso e ampio sostegno. In contemporanea, stiamo assistendo alla storia giuridica in divenire nell’Unione a causa del perdurare della crisi dello Stato di diritto e delle azioni intraprese per superarla.This article is divided into three parts. First, the rule of law and the Rechtsstaat are discussed as part of the deep European legal culture. The model of understanding law is discussed and the relationship between the expert legal culture and the legal culture of the general public is developed. Second, the development of the concept of the rule of law is discussed. Even though it is only more recently that this concept has been brought into treaties and regulations, the main component principles developed much earlier in the case-law of the Court of Justice of the European Union, in part even in the 1960s and 1970s. Adhering to the rule of law is not only a criterion for joining the EU, but the rule of law is also an essential part of EU law. In the final section of the article, the question is posed as to whether we can only look back nostalgically to a time when the rule of law was seen as a concept for the future. The conclusion drawn is that the rule of law is in fact well-established in the deep legal culture of European law, that it has become much clearer as a concept in recent years, and that it has strong and broad support. However, we are witnessing legal history in the making in the EU, as the rule-of-law crisis continues and as action is taken to overcome it.
The Concept of the Rule of Law – Just a Political Ideal, or a Binding Principle?
La nozione di Stato di diritto è un problema sempre più attuale e controverso. Il presente contributo sostiene una concezione thick dello Stato di diritto, seguendo l’idea che questo ricomprenda sia aspetti sostanziali che formali. Che lo Stato di diritto abbia un profilo di natura sostanziale potrebbe rappresentare un’affermazione controversa, in quanto si potrebbe leggere come un offuscamento di quello che alcuni considerano la sua stessa essenza: un criterio di legalità. Tuttavia, il profilo sostanziale dello Stato di diritto può essere ricollegato ai valori di base dell’Unione, laddove democrazia, Stato di diritto e rispetto dei diritti fondamentali e umani formano una trinità di elementi che si presuppongono a vicenda. In via esemplificativa, viene preso in esame il caso britannico Ponting che, sebbene risalga agli anni ’80, è pur tuttavia emblematico alla luce degli attuali dibattiti sullo Stato di diritto sia nel Regno Unito che nell’Unione. Il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione è un prerequisito perché si abbia fiducia reciproca tra gli Stati membri che, a sua volta, è necessaria per il buon funzionamento dell’Unione e per assicurare il buon governo. Non c’è motivo per vedere nella concezione thick dello Stato di diritto una vaga ed estremamente astratta “bolla retorica” con un significato indefinito. In realtà, una serie di sotto-principi più specifici alla base dello Stato di diritto è stata elaborata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE): tali sotto- principi contribuiscono ad inquadrare lo Stato di diritto in maniera sufficientemente nitida. Non a caso, tale elaborazione giurisprudenziale ha trovato rinnovata conferma nella sentenza CGUE del 16 febbraio 2022 (causa C-156/21, Ungheria/Parlamento europeo e Consiglio, ECLI:EU:C:2022:97, pp. 236−237).The concept of the rule of law has become a topical and controversial issue lately. This article advocates for a thick concept of the rule of law, reflecting the idea that the rule of law has both substantive and formal aspects. The claim of substantive content may be controversial in that it can be seen to obscure what some see as the essential meaning of the rule of law: a requirement of legality. However, the substantive aspect of the rule of law can be linked to the value base of the European Union (EU), where democracy, the rule of law and respect for fundamental and human rights form a trinity where each element is a precondition for the others. To illustrate this trinity, I analyse the British Ponting case, which although it dates from the 1980s remains illustrative given the current debates about the rule of law both in the United Kingdom and in the EU. The observance of the core values of the EU is a precondition for mutual trust between Member States, which, in turn, is necessary for a well-functioning EU and for good governance. There is no justification for perceiving a thick conception of the rule of law as a vague and highly abstract “rhetorical balloon” with an undefined meaning. In fact, there are a number of more specific sub-principles to the rule of law which have been interpreted in the case-law of the Court of Justice of the EU (CJEU) and which help to define the rule of law accurately enough. In fact, this has recently been confirmed by the CJEU in its judgment of 16 February 2022 in case C-156/21, Hungary v. European Parliament and Council (ECLI:EU:C:2022:97, pp. 236-237).