Università degli studi di Macerata: Riviste digitali
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Primo piano / In the foreground Marco Fioravanti legge/reads Luigi Lacchè, La Costituzione nel Novecento. Percorsi storici e vicissitudini dello Stato di diritto
Un groviglio costituzionale. Fasie problemi della costituzione “fascista” nelle trasformazioni del regime
The task of this article is to try to analyze, in a synthetic but “organic” way, the processes of “constitutionalisation” of the fascist regime, identifying the salient stages and themes. The metaphor of the entanglement is recalled to reflect on the complexity, stratification and incompleteness of the constitutional discourse during fascism. What is meant by the “fascist constitution”? What are its fundamental features? Through what stages did the fascist regime elaborate – without a real initial project – a strategy to shape its political revolution? This essay identifies five phases highlighting their main dynamics and results.L’obiettivo di questo articolo è di provare a rileggere, in maniera sintetica ma “organica”, i processi di “costituzionalizzazione” del regime fascista individuandone le fasi e i temi salienti. La metafora del groviglio viene richiamata per riflettere sulla complessità, la stratificazione e l’incompiutezza del discorso costituzionale durante il fascismo. Che cosa si intende per “costituzione fascista”? Quali sono i suoi caratteri fondamentali? Attraverso quali fasi il regime fascista ha cercato di elaborare – senza un vero progetto iniziale – una strategia per dare forma alla sua rivoluzione politica? Il saggio individua cinque fasi evidenziandone le principali dinamiche e i risultati
Le dottrine costituzionali nell’Italia fascista
The advent of the Fascist regime repeals the constitutional modernizations of the years 1918-1922, including the expansion of voting and freedom rights and the growing role of political parties and trade unions. A Fascist oriented cultural policy manages to impose a “Fascist constitutional law” thanks, in part, to the collaboration of jurists who bend to the regime’s authoritarian and totalitarian vocation as well as to its corporative inclination. However, there remains a large group of jurists, from Santi Romano to Oreste Ranelletti, who cultivate a more traditional reading of the innovations introduced by the regime and who do not shy away from emphasizing the elements of continuity with the Italian Nineteenth-century constitutional monarchy. Finally, starting from the early Thirties, a new generation of jurists comprising Costantino Mortati, Carlo Esposito and Vezio Crisafulli begin to develop a more comprehensive study of the Fascist legal innovations, focusing on the relationships between politics and law and laying some theoretical foundations also relevant for the forthcoming Italian constitutional State of 1948.Il saggio esplora la pluralità delle declinazioni costituzionali nell’Italia tra le due guerre. L’avvento del regime cancella rapidamente le modernizzazioni costituzionali del primo dopoguerra (allargamento del suffragio, partiti politici, sindacati, diritti di libertà). Una politica culturale oculatamente orientata impone, con la collaborazione di una ampia parte della scienza giuridica, un ‘diritto costituzionale fascista’ che esprime la vocazione autoritaria e totalitaria del regime, ma anche la sua anima corporativa. Resiste tuttavia anche una lettura tradizionale delle novità introdotte dal regime, coltivata dai giuristi formatisi nell’Italia liberale, che sottolineano gli elementi di continuità con la monarchia costituzionale ottocentesca. Mentre, a partire dai primi anni Trenta, inizieranno a svilupparsi letture più complesse, espressione di una nuova generazione di giuristi (Mortati, Esposito, Crisafulli...) che sensibile alle novità del regime, s’interroga sui nuovi rapporti tra politica e diritto, con esiti concettuali che si proiettano verso il secondo dopoguerra e lo Stato costituzionale