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Rito, ripetizione, riferimento: Per una semiotica della soglia del senso
A condition for constructing a semiotics of music is that of being able to do without the notions of reference and representation, evidently crucial notions, however, for a semiotics of language. In these pages we discuss how music works right on the threshold of meaning, a pre-representational threshold, in which the dimension of repetition is fundamental, as a way of building expectations (according to a perspective that has its origins in the thought of Leonard Meyer) which are then managed in various ways to create aesthetic-emotional effects. Understanding music, in this perspective, seems to go more in the direction of doing than in that of conceiving, bringing music closer to rite, understood as a pre-representational collective action.Una condizione per costruire una semiotica della musica è quella di poter fare a meno delle nozioni di riferimento e di rappresentazione, nozioni evidentemente cruciali, invece, per una semiotica del linguaggio. Discutiamo in queste pagine come la musica si ponga proprio sulla soglia del senso, una soglia pre-rappresentazionale, in cui è fondamentale la dimensione della ripetizione, in quanto modalità di costruzione di aspettative (secondo una prospettiva che ha le sue origini nel pensiero di Leonard Meyer) che vengono poi in vario modo gestite per creare effetti estetico-emotivi. Comprendere la musica, in questa prospettiva, sembra andare più nella direzione del fare che in quella del concepire, avvicinando la musica al rito, inteso come azione collettiva pre-rappresentazionale
Analisi dell’espressività gestuale di "In the flesh?" dei Pink Floyd: Un’illustrazione musicale del parto
This text highlights the importance of bodily metaphors in the imagination of listeners and proposes an interdisciplinary model for analysing such forms of metaphorisation, drawing on Luca Marconi's reflections on the gestural expressiveness of music. In particular, it analyses the gestural expressiveness of Pink Floyd's song In the Flesh?, exploring how listening to music can evoke bodily movements and gestures. Using the Musical MetaKinesis model, the author examines how gestural metaphors emerge during careful listening to an excerpt from the song. The analysis focuses on four distinct proprioceptive behaviours, which correspond to different listening phases. These behaviours are linked to archetypal bodily patterns and reflect profound motor experiences, such as childbirth.Questo testo sottolinea l'importanza delle metafore corporee nell'immaginario degli ascoltatori e propone un modello interdisciplinare per analizzare tali forme di metaforizzazione che si avvale del contributo delle riflessioni di Luca Marconi sull’espressività gestuale della musica. Si analizza qui, in particolare, l'espressività gestuale del brano In the Flesh? dei Pink Floyd, esplorando come l'ascolto musicale possa evocare movimenti e gesti corporei. Utilizzando il modello della MetaKinesis Musicale, l'autore esamina come le metafore gestuali emergano durante l'ascolto attento di un estratto del brano. L'analisi si concentra su quattro comportamenti propriocettivi distinti, che corrispondono a diverse fasi dell'ascolto. Tali comportamenti sono collegati a schemi corporei archetipici e riflettono esperienze motorie profonde, come il parto
Categorie culturali e processi di valorizzazione della musica elettronica
The article analyzes the cultural dynamics behind the legitimation of electronic music through the work of Luca Marconi, focusing in particular on the Bologna scene in the early 2000s. Marconi adopts a methodological approach that is innovative within the musicological tradition, based on qualitative interviews with organizers and musicians from the electronic scene. His aim is to understand the transformations in meanings and symbolic categories associated with electronic music, identifying three main trends: prerave-lazionaria, rave-lazionaria, and postrave-lazionaria. The article then broadens its scope with a case study on the Sónar festival in Barcelona, a prominent example of the institutional valorization of electronic music as both an art form and a tourist resource. Through these two cases, the article shows how electronic music has shifted from being perceived as a marginal or deviant phenomenon to a recognized form of art, highlighting the collective and situated dimension of the cultural meanings associated with dance music, and thus proposing an expansion of analytical approaches within popular music studies.L’articolo analizza i processi culturali di legittimazione della musica elettronica, partendo dal contributo di Luca Marconi focalizzato in particolare sulla scena bolognese dei primi anni Duemila. Marconi adotta un approccio metodologico innovativo per la tradizione musicologica, basato su interviste qualitative a organizzatori e musicisti della scena elettronica. Il suo obiettivo è comprendere le trasformazioni nei significati e nelle categorie simboliche associate alla musica elettronica, osservando tre principali tendenze: prerave-lazionaria, rave-lazionaria e postrave-lazionaria. L’articolo amplia poi lo sguardo con un caso di studio sul festival Sónar di Barcellona, esempio di valorizzazione istituzionale della musica elettronica come arte e risorsa turistica. Attraverso questi due casi l’articolo mostra come la musica elettronica sia passata dall’essere percepita come fenomeno marginale o deviante a forma d’arte riconosciuta, rendento evidente la dimensione collettiva e situata dei significati culturali legati alla music dance, proponendo così un ampliamento degli approcci analitici nei popular music studies
Twilight of the Authors: Remix Culture and Critique of Uncreative Writing in Contemporary Popular Music
The article reconsiders authorship in contemporary popular music by reframing remix culture as an ecological paradigm that spans production and consumption, arguing that the convergence of DAWs, VST-based automation, MIDI workflows, and platform logics has shifted creative authority from composers to producers while normalising procedural recursion, formulaic harmonic environments, timbral homogenization, and dynamic flattening, all effects intensified by algorithmic optimisation and prosumer labour. Positioned against celebratory accounts of recombination – and written mainly in 2019–2020, with minor later additions, as a non-scientific provocation – the essay contends that today’s remix culturetends toward an “uncreative drift”: a mnemonic stalemate in which re-use and automation cease to generate new meanings and instead stabilise standardised solutions aligned with platform affordances and algorithmic capital Historical vignettes (from musique concrète to hip-hop turntablism and rock experimentalism) clarify that repetition and reuse are not inherently uncreative, as their aesthetic valence is context-dependent and now increasingly governed by industrial mediation and gatekeeping within platformised media ecologies. The conclusion situates algorithmic composition within this landscape, clarifies its limits, and reaffirms the centrality of human agency. Remix culture emerges as an ecology marked by mnemonic stabilisation and an ‘uncreative drift’, a regime that privileges reproducibility and procedural efficiency while weakening conditions for exploratory meaning-making.Attraverso le categorie interpretative della cosiddetta ‘remix culture’, l’articolo propone una riflessione provocatoria sulle trasformazioni che hanno interessato negli ultimi decenni il concetto di “autorialità” nel contesto della popular music. Si sostiene che la convergenza di pratiche generalizzate di composizione assistita attraverso specifici plug-in e VST, il sempre più ampio ricorso a libraries di campioni, i processi di ottimizzazione algoritmica, la semplificazione dei processi produttivi e le aspettative create dal sistema delle piattaforme che veicolano la circolazione delle registrazioni musicali abbiano contribuito a una radicale ridefinizione dei contorni del songwriting contemporaneo. Il contributo – compilato in larga parte tra il 2019 e il 2020 –, senza rivendicare alcuno statuto scientifico, considera le letture celebrative delle pratiche ricombinatorie stabilizzatesi nella produzione e nella scrittura popular contemporanee insufficienti. La discussione evidenzia l’emergere di una “deriva non-creativa” caratterizzata da una generalizzata condizione di stallo mnemonico, in cui riuso e automazione dei processi non generano nuovi significati ma tendono alla cristallizzazione di soluzioni musicali standardizzate. Riferimenti a pratiche storiche di ricombinazione (come il sampling tipico della cultura hip hop) chiariscono che ripetizione e riuso non recano necessariamente qualità estetiche prefissate, poiché la loro valenza si costituisce nei contesti di emersione, nelle condizioni d’ascolto e negli usi situati, ed è in questi stessi contesti che forme apparentemente standardizzate possono acquisire pregnanza culturale. Ad oggi, si sostiene, tali contesti risultano sempre più strutturati da mediazioni industriali e protocolli di gatekeeping entro ecologie mediali piattaformizzate. La conclusione inquadra la composizione algoritmica e mediata da sistemi di intelligenza artificiale generativa in questo contesto, ipotizzandone i confini operativi e riaffermando la centralità dell’agentività umana nei processi di innovazione culturale
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Crossing Borders: Ernesto De Martino and the Arts.Attraversando i confini. De Martino e le Arti
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Crossing Borders: Ernesto De Martino and the Arts.Attraverso i confini: Ernesto De Martino e le arti
Fonctionnement des affixes en esperanto d'un point de vue enonciatif
Constructed languages often rely on a more or less extensive system of affixes, allowing for economical lexical expansion – a process already observed in natural languages. This study focuses on Esperanto, as it is a constructed language which has been in actual use since its origin. As far as the lexicon is concerned, Esperanto borrows its lexical elements (radicals and affixes) from Indo-European languages, but makes a particular use of them from a morphological point of view, through the autonomous use that can be made of them. This use will lead us to take an interest in the affix system of Esperanto, examining its dynamics from an enunciative perspective. Through various examples of affixes and their autonomous use, the aim is to highlight the role of enunciation (particularly the relationship to the enunciator and the qualitative dimension) in shaping the interpretation that can be made of these markers, by comparison with forms often considered as synonyms.Les langues construites font souvent usage d'un système plus ou moins étendu d'affixes, qui permet d'enrichir le lexique à moindre frais, et qui constitue un procédé déjà présent dans les langues naturelles. Nous nous intéresserons à l'espéranto, dans la mesure où il s'agit d'une langue construite qui a pour particularité d'avoir donné lieu à un usage effectif depuis son origine. S'agissant du lexique, l'espéranto emprunte ses éléments lexicaux (radicaux et affixes) aux langues indo-européennes, mais fait un usage particulier de ceux-ci, du point de vue morphologique, à travers l'emploi autonome qui peut en être fait. Cet emploi nous conduira à nous intéresser au système des affixes de l'espéranto, afin d'en retracer la dynamique d'un point de vue énonciatif. L'objectif est de montrer, à travers différents exemples d'affixes et leur emploi autonome, le rôle joué par l'énonciation (en particulier la relation à l'énonciateur et la dimension qualitative) dans l'interprétation qui peut être faite de ces marqueurs, par comparaison avec des formes souvent considérées comme des synonymes
Animals in the Shri Sai Satcharita
This essay documents the symbolic use of animals in one of the most popular Hindu hagiographies of modern times, i.e. the Shri Sai Satcharita or ‘The True Life of Lord Sai’ written by Govind Raghunath Dabholkar (1859–1929) and dedicated to the famous saint Sai Baba of Shirdi (d. 1918). Divided into fifty-one chapters (plus two additional ones, i.e. an epilogue and an epitome), the Shri Sai Satcharita is written in traditional ovī verse form and comprises more than 9,300 verses. Special attention is paid to those animals that recur most often and with whom Sai Baba and his devotees are identified. The significance of the Shri Sai Satcharita lies in the fact that it is a Hindu appropriation of an eclectic Sufi ascetic, part and parcel of Maharashtra’s integrative culture. This peculiar feature reflects itself even in its choice of animal symbolism. The essay is divided into six paragraphs: Introduction; Fundamental presuppositions in the Shri Sai Satcharita with regard to animals; Auspicious and inauspicious animals; Animals that are symbolically ambivalent; Identification of Sai Baba and his devotees with particular animals; The Islāmic element. Appendix 1 offers the complete list of animals present in the Shri Sai Satcharita, and Appendix 2 the number of their occurrences in descending order. Animal deities (such as Kamadhenu, the wish-fulfilling cow) and all deities and their animal vehicles (such as Sarasvati and her ‘swan,’ Ganesh and his mouse, etc.) have purposefully been omitted
The politics of imagining the West in the Egyptian novel: Resignifications of the European woman trope from the 1960s to the Arab Spring
This article is a study in the poetics and politics of imagining the West in modern Arabic literature. It focuses on the deployment of the European woman trope in four Egyptian novels published between 1959 and 2012 and describes the re-enactment and transformation of this trope in relationship to the authors’ new critical attitudes toward hegemonic nationalist imaginaries in the second decade of the Twentieth century and in the early 2000s. After the 1960s, de-othering the European woman trope became also a means of questioning the hegemonic images of the Self that had been constructed against stereotyped images of Europe. This process led the authors in the early 2000s to re-imagine collective identity in the light of their aspiration to a democratisation of political life
L'illusione del controllo: quanto possono davvero prevenire le ispezioni sul lavoro?
OBIETTIVO: valutare la prevenibilità degli infortuni mortali sul lavoro accaduti in Piemonte con gli ninterventi ispettivi dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPreSAL). In particolare, si esaminerà se un azione ispettiva condotta il giorno prima dell'infortunio avrebbe potuto evitarlo, verificando le differenze di impatto tra i diversi comparti produttivi.
MATERIALI E METODI: la fonte informativa di riferimento è l’applicativo InforMo Web dove gli operatori dei Servizi PreSAL delle diverse Regioni italiane inseriscono le informazioni raccolte dalla classificazione delle loro inchieste infortunio. In specifico, si sono analizzate le descrizioni delle dinamiche degli infortuni mortali accaduti in Piemonte tra il 2002 e il 2022 raccolte dal Sistema di sorveglianza. Dopo aver suddiviso gli infortuni per comparto produttivo, si sono classificati gli eventi in “probabilmente prevenibili”, “probabilmente non prevenibili” e “dubbi”. Si sono validati i criteri utilizzati per classificare gli eventi attraverso interviste semistrutturate rivolte ad alcunioperatori di vigilanza dei Servizi PreSAL referenti del Sistema di sorveglianza e con adeguata esperienza.
RISULTATI: due terzi dei 786 infortunati con infortunio mortale lavoravano in edilizia e agricoltura, mentre il restante terzo svolgeva la propria attività nel manifatturiero e in altri comparti. L’analisi sulla prevenibilità degli infortuni mortali indica che in almeno la metà e fino a due terzi dei casi, un sopralluogo ispettivo effettuato il giorno precedente probabilmente non avrebbe potuto prevenirel’evento. Le interviste agli operatori di vigilanza SPreSAL hanno confermato la validità dei criteri adottati per classificare la prevenibilità degli infortuni.
CONCLUSIONE: i risultati suggeriscono che, sebbene le ispezioni possano giocare un ruolo significativo nella prevenzione degli infortuni, una considerevole porzione di essi probabilmente non si sarebbe potuto evitare con un ipotetico intervento ispettivo effettuato il giorno antecedente l’evento. Per corroborare questo risultato è necessario estendere l’analisi agli infortuni mortali accaduti in altre Regioni. In ogni caso occorre rafforzare il contributo dei diversi attori previsti dai D. Lgs. 81/2008 e D.Lgs 626/1994 (RSPP, RLS ecc.) per migliorare in maniera significativa la sicurezza negli ambienti di lavoro