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Disabilità, migrazioni, ambiente e sviluppo: il ruolo empowerment delle persone con disabilità nelle risposte contemporanee
Questo intervento analizza l’intersezione tra disabilità, migrazione e condizioni ambientali nel contesto dello sviluppo globale, evidenziando la vulnerabilità delle persone con disabilità nei contesti emergenziali. Nonostante l’importanza del tema, la disabilità è spesso trascurata, o solo citata, nelle politiche umanitarie. L'empowerment emerge qui come strumento fondamentale per garantire il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità, sia come beneficiari che come attori, nelle risposte umanitarie e nei programmi di sviluppo. Si propongono strategie partecipative per un cambiamento sistemico verso una maggiore resilienza nelle risposte umanitarie, sempre più influenzate dal cambiamento climatico, al fine di promuovere inclusività, equità e sostenibilità
The CUCS (University Coordination for development Cooperation) conference 2024: synthesis and way forward
Alcune considerazioni su un’epistola di Antonino Pio : (IGBulg IV, 2263 = V, 5895)
The article provides an interpretation, together with a translation, of a letter sent by Antoninus Pius to the Trajan's foundation of Parthicopolis in Thrace. The imperial document, possibly requested by the Parthicopolis community itself through an embassy, is noteworthy for its originality when compared with the corpus of imperial constitutions of the 2nd century CE. Following deliberations concerning Parthicopolis and the proximate, more powerful city of Heraclea Syntica – both engaged in a dispute whose particulars have been rendered uncertain due to the damage of the epigraphic support – the emperor firstly authorized the imperial foundation to collect a poll tax, the revenues of which were intended to cover the «necessary expenses» of the city; moreover, he accorded the polis the right to expand the civic boulé, with a view to enlarge the public funds with the summae honorariae paid on an honorary basis by the newly appointed members. Finally, Antoninus Pius acknowledged a special jurisdictional space for civic courts, enabling them to judge on disputes, not exceeding 250 denarii in value, among «owners within their own territory».
The constitution of Antoninus Pius is evidence of the eclecticism and prudence of imperial regulatory intervention. In order to avoid any disturbance to the political and institutional equilibrium to which Parthicopolis itself was subject, the emperor acknowledged a number of benefits, each of which was modest in size and incapable of producing "side effects" affecting the other political and economic actors in the area: However, when considered as a whole, these measures constituted a substantial intervention in favour of Trajan's foundation, which decided to commemorate the imperial recognition in stone. In conclusion, the article provides some preliminary considerations on the actions of the emperor as a whole, and the analytical categories that a contemporary reader might consider in order to understand their significance.L’articolo offre una rilettura con testo e traduzione di un’epistola di Antonino Pio inviata alla fondazione trainaea di Parthicopolis in Tracia. L’intervento imperiale, forse richiesto dalla stessa comunità particopolitana attraverso ambasceria, si distingue per la sua originalità, se confrontato con il corpus di costituzioni imperiali del II secolo d.C. Dopo aver ridiscusso alcune questioni tra Parthicopolis e la vicina e più potente Heraclea Syntica, città coinvolte in una disputa i cui termini specifici non è possibile ricostruire per il danno del supporto epigrafico, l’imperatore riconosce alla fondazione imperiale la possibilità di riscuotere un testatico, che potesse coprire le «spese necessarie» della città, e di allargare la boulé civica, al fine di ingrossare le casse pubbliche con summae honorariae che i nuovi buleuti avrebbero versato a titolo onorifico. Insieme a questi benefici, Antonino Pio riconosce uno spazio giurisdizionale alle corti giudiziarie particopolitane, che avrebbero potuto giudicare i «possessori entro il loro territorio» per controversie di valore non superiore a 250 denarii.
La costituzione di Antonino Pio è una prova di eclettismo e avvedutezza dell’intervento normativo imperiale. Per non alterare gli equilibri politici e istituzionali cui era soggetta la stessa Parthicopolis, l’imperatore riconosce una somma di benefici, ciascuno dei quali di modeste dimensioni e incapace di produrre “effetti collaterali” sugli altri attori politici ed economici dell’area: l’insieme di ciò si tradusse però in un importante intervento in favore della fondazione traianea, la quale decise di eternare nella pietra il riconoscimento imperiale. In ragione di quanto espresso, l’articolo avanza infine alcune riflessioni conclusive sull’azione dell’imperatore, e sulle categorie analitiche che un lettore contemporaneo potrebbe considerare per comprenderne la portata. 
Appropriazione di un deposito per affrancamento (παρακαταθήκη εἰς ἐλευθερίαν) da Delo: una rilettura di I.Délos 2531
Il presente saggio, che nasce all’interno di un’indagine da me condotta sulle cd. prayers for justice nel mondo greco, è dedicato all’iscrizione I.Délos 2531. L’iscrizione reca la richiesta di giustizia di un individuo in stato di schiavitù defraudato del deposito destinato al proprio affrancamento, costui si rivolge da un lato a Helios e alla Hagne Thea mettendo in luce l’agire empio della ladra, la quale ha infranto un giuramento, dall’altro chiede giustizia ai therapeutai della dea, chiedendo loro di maledire la colpevole.
Un primo intento di queste pagine è quello di contribuire alla definitiva messa a punto del testo, accogliendo le letture offerte da Roussel e Launey in I.Délos, verificate grazie ad alcune fotografie di un calco dell’iscrizione[1], a cui finora nessuno dei precedenti editori aveva avuto accesso e di motivarle anche su base contestuale; un secondo intento è di proporre, a partire da alcune considerazioni in merito alla tipologia di crimine lamentato in questa petizione alle divinità, vale a dire l’appropriazione di un deposito (παρακαταθήκη), e alla condizione di schiavitù del richiedente giustizia, una lettura più approfondita del documento.
[1] Le fotografie del calco sono state rese disponibili per gentile concessione dell’archivio delle Inscriptiones Graecae della Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften
Vistilia, matrona, prostituta e infine bandita: libido feminarum o voce del dissenso nella Roma tiberiana?
According to Tacitus (ann. II 85, 1-3), in 19 A.D. a woman by the name of Vistilia, born into a praetorian family, had publicly declared her activity as meretrix before the aediles. This striking gesture cannot trivially be taken as a sign of vindication of one’s sexual freedom by women anxious to indulge, with numerous partners, in the same amusements sought by men with prostitutes and/or with free women in extra-marital flings (Pomeroy, Cantarella, Berrino), but rather must be considered a political manifestation of dissent against the regime and the economic violence it perpetrated against women. Vistilia embodied a segment of the upper-class female population that intended to act in self-protection with the ultimate aim of safeguarding their own wealth, in the event that an accusation – well-founded or simply instrumental – of adultery rained down on the unfortunate woman of the moment, a crime that the lex Iulia de adulteriis coercendis ascribed exclusively to the female gender and condemned with heavy penalties, such as relegatio in insulam and the confiscation of one third of their property (including the dowry).Secondo quanto riferisce Tacito (ann. II 85, 1-3), nel 19 d.C. una donna di nome Vistilia, nata da famiglia pretoria, aveva pubblicamente dichiarato al cospetto degli edili la propria attività di meretrix. Questo gesto eclatante non può essere banalmente ritenuto il segno di rivendicazione della propria libertà sessuale da parte di donne ansiose di concedersi, con numerosi partners, gli stessi svaghi ricercati dagli uomini con le prostitute e/o con donne libere in avventure extraconiugali (Pomeroy, Cantarella, Berrino), ma piuttosto deve essere considerato una manifestazione politica di dissenso nei confronti del regime e della violenza economica da esso perpetrata contro le donne. Vistilia incarna una fetta della popolazione femminile altolocata che intendeva agire in autotutela con il fine ultimo della salvaguardia del proprio patrimonio, nel caso in cui fosse piovuta, sulla malcapitata di turno, un’accusa – fondata o semplicemente strumentale – di adulterio, reato che la lex Iulia de adulteriis coercendis ascriveva esclusivamente al genere femminile e condannava con pesanti sanzioni, quali la relegatio in insulam e la confisca di un terzo dei beni (inclusa la dote)
Il mare in versi, dalla Grecia omerica alla Spagna contemporanea
El presente artículo quiere ofrecer una brevísima antología de los versos que a los mares dedican los poetas y cantantes de las culturas que abarcan Italia y España. Un recorrido cronológico que parte de Homero y llega hasta el día de hoy, pasando de la tradición oral, por la alta literatura, hasta llegar a las canciones populares y a la música ligera.Il presente articolo vuole offire una breve antologia di versi dedicati al mare dall'epoca omerica alla Spagna attuale, in Italia e in Spagna, appunto
Les médias socio-numériques en tant que dispositifs : analyse des tweets-médias de l’anniversaire du 24 février 2023
This paper is part of COMETE Europe research project and is based on the LEMEL-DIREPA media corpus as far as the period 21st-27th February, 2023, is concerned. It deals with the media and semio-discursive analysis of the first anniversary from the beginning of the Russian aggression to Ukraine on 24th February, 2022, looked through the tweets coming from Le Monde (LM) and Le Figaro’s Twitter accounts. Socio-digital media will be related to the notions of “socio-digital dispositif” and of “dispositif”. Methodology used in order to study Twitter cards also containing illustrations, whose total number is 33, is based, on the one hand, on French Discourse Analysis; on the other hand, on a Peircean approach of illustrations. The aim of this research is to verify if, on the basis of the analysis of the tweets and of their illustrations, it is possible to consider these tools as European dispositifs. The analysis shows that a European dimension is only dealt with the Russo-Ukrainian war by itself rather than with its media characterization, which is more interested in the consequences of the war for civilians (LM) and in the breaking off the international stability (LF).
Keywords: 24th February anniversary, dispositif, media discourse, media tweets, Peircean illustrations
Cette contribution tire son origine du projet de recherche COMETE Europe et s’appuie sur le corpus médiatique LEMEL-DIREPA par rapport à la période 21-27 février 2023. Elle aborde le traitement médiatico- et sémio-discursif du premier anniversaire du début de l’agression russe en Ukraine du 24 février 2022 à partir des tweets du Monde (LM) et du Figaro (LF). Les médias socio-numériques étudiés seront encadrés dans la notion de “dispositif socio-numérique” et, en amont, de “dispositif”. La méthodologie utilisée pour examiner le corpus des cartes Twitter assorties d’une illustration, dont le nombre total s’élève à 33, repose, d’un côté, sur l’analyse du discours « de l’école française » ; de l’autre côté, sur une approche peircienne des illustrations. Le but de cette recherche est de vérifier si, à l’appui de l’étude menée sur les tweets des deux médias et sur leurs illustrations, il est possible de considérer ces outils comme des dispositifs d’Europe ou européens. Notre analyse montre qu’une dimension européenne relève du conflit russo-ukrainien en soi plutôt que de son traitement médiatique, qui privilégie des aspects qui portent en revanche sur les conséquences de la guerre pour la population civile (LM) et sur la déstabilisation des équilibres internationaux (LF).
Mots clefs : anniversaire du 24 février, discours médiatique, dispositif, illustrations peirciennes, tweets-médias
 
Adapting ILO Occupational Safety and Health Standards to New Challenges: Remote Work and Hybrid Employment Models
The spread of remote and hybrid employment models, intensified by digitalisation and the COVID-19 pandemic, has reshaped labour relations and raised new challenges for occupational safety and health. Existing ILO standards and EU directives were primarily designed for centralised workplaces and therefore require adaptation to decentralised and digital forms of work. The aim of this study is to evaluate the effectiveness of current ILO OSH standards in the context of remote and hybrid work, identify emerging risks, and propose recommendations for updating international and regional frameworks. The research applied philosophical, dialectical, analytical, and inductive methods to examine the relevance of ILO conventions, EU directives, and collective agreements. Findings show that while ILO Conventions No. 155 and 187 provide a strong foundation, they lack clarity for home-based environments. EU Directives 89/391/EEC and 90/270/EEC remain relevant but insufficiently address psychosocial risks. Trade unions increasingly fill these gaps through provisions on equipment, working time, and psychological support. The study concludes that adapting OSH standards requires clarifying employer obligations, integrating digital and psychosocial risks, and fostering social dialogue to ensure safe and sustainable remote and hybrid employment