Università degli Studi di Catania: Open Journal Systems
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La regione lionese, programmazione territoriale e politiche urbane
L’area urbana di Lione è stata, per diversi anni, il fulcro di una delle economie più forti del pianeta. La programmazione territoriale ha caratterizzato al pari di altri fattori i processi economici, oltre ad aver rappresentato sicuramente la principale particolarità dello sviluppo locale. Il saggio analizza il ruolo assunto dalla programmazione territoriale e da istituzioni come le associazioni di comuni nello sviluppo dell’economia locale dal dopoguerra. A fronte della fase di crisi che ha colpito l’intero sistema europeo, le strutture locali si sono dotate di un nuovo piano di intervento, considerando l’investimento sul tessuto urbano anche un veicolo di rilancio dell’economia. I differenti livelli amministrativi hanno stimolato un confronto sullo sviluppo economico che ha prodotto una precisa visione dell’intervento politico-economico.The urban area of Lyon has been, for several years, at the heart of one of the strongest economies in the world. Spatial planning has characterized as other factors, business processes, as well as having represented definitely the main peculiarity of the local development. The essay analyzes the role played by the local planning and by institutions, such as associations of municipalities, in the development of the local economy since the war. Given the stage of crisis in the entire European system, local facilities have developed a new plan of action, considering the investment in the urban fabric as essential for economic recovery. The different levels of government proved to be a place for discussion on economic development that has produced a clear vision of the intervention
Stili attentivi e pratica sportiva. Quale relazione? Un contributo di ricerc
L’attenzione gioca un ruolo centrale nei processi di elaborazione dell’informazione ed un suo adeguato funzionamento costituisce il presupposto fondamentale per lo sviluppo delle abilità cognitive e comportamentali. L’attenzione è, infatti, implicata nella selezione ed integrazione delle informazioni, nei processi mnestici e di apprendimento, nonché nella programmazione delle risposte motorie e comportamentali. Ciascun individuo presenta un peculiare stile attentivo che può essere modificato attraverso addestramenti specifici. Diversi studi hanno mostrato i positivi effetti psicologici dell’attività fisica in soggetti con disturbi dell’attenzione. Alla luce di queste considerazioni, lo studio si è proposto di analizzare le differenze negli stili attentivi tra soggetti che praticano abitualmente attività sportive e soggetti che non praticano sport.Attention plays a critical role in information processing and its adequate functioning is required for the correct development of cognitive and behavioural abilities. Attention, in fact, is involved in the integration of selected information, learning and mnestic processes, and programming of both motor and behavioural responses. Individuals differ in personal attention styles. Moreover, attention style can be modified through specific training, and several studies have shown the psychological benefits of physical activity in subjects with attention disorders. Based on these considerations, the present study has aimed to analyze the differences in attention styles between subjects practising sport and those not practising any sport
Antecedenti porfiriani della triade ousia-dunamiS-energeia
I concetti di sostanza, potenza e atto costituiscono una triade di fondamentale importanza nel neoplatonismo a partire da Giamblico, per il quale gli atti dell’anima ne realizzano le potenze, che a loro volta ne manifestano la sostanza. Questa teoria è probabilmente già presente in Porfirio, secondo cui la sostanza dell’anima non è in un luogo, ma si relaziona con il corpo per mezzo delle proprie potenze e dei propri atti; d’altronde gli atti traducono in pratica le potenze. Porfirio introduce anche un quarto concetto, quello di parte, perché la sostanza dell’anima, essendo proiettata in una molteplicità di potenze e atti, è al tempo stesso divisa in diverse parti.The concepts of substance, power and activity are a triad of fundamental importance in Neoplatonism since Iamblichus, who believes that the activities of the soul fulfil its powers, that on their turn manifest its substance. This theory is probably already present in Porphyry, according to whom the substance of the soul is not in a place, but it relates to the body through its own powers and activities; on the other hand the activities put into practice the powers. Porphyry introduces a fourth concept, the part, because the substance of the soul, being projected in a variety of powers and activities, is at the same time divided in different parts
Istanze di rinnovamento educativo in Europa agli inizi del XX secolo, tra clichés interpretativi e nuove frontiere della ricerca
oai:ojs.ojs.unict.it:article/12Il saggio riassume in forma sintetica gli esiti del lavoro di interpretazione/ricostruzione di tratti caratterizzanti la complessa stagione di rinnovamento educativo-didatticoce pedagogico che va a delinearsi tra fine Ottocento-inizi Novecento, comunemente ricondotta al movimento dell’Educazione Nuova e della Scuola Attiva. Operando con occhio critico un riesame dei più scontati protocolli di lettura che a tale contesto sono stati fino ad oggi riferiti dagli studi italiani, il testo presenta una veloce rassegna del percorso interpretativo e delle iniziative, anche di livello internazionale, promosse presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Catania, che restituiscono alla letteratura di settore, a fronte di documentazione anche inedita, originali piste di indagine.This essay summarises the results of a work of interpretation/reconstruction of the characterising aspects of the complex series of educational reforms – didactic and pedagogic that took place between the end of the nineteenth century and the beginning of the twentieth, which led back to the movements of the New Education and the Active School. By critically re-examining the most conventional approaches to readings that Istanze di rinnovamento educativo in Europa agli inizi del XX secolo,… 23 in this context have so far referred only to Italian studies, the text presents a brief review of the interpretations and initiatives, also on an international level, promoted by the Education Faculty at the University of Catania, that, dealing with unedited documentation, gives the literature of the sector original investigative tracks
Di un severo ed eccentrico pianista. La presenza di Sviatoslav Richter nella vicenda musicale novecentesca
Dieci anni or sono, l’1 agosto 1997, Sviatoslav Richter, uno tra i massimi protagonisti dell’arte pianistica del nostro tempo, cessava di vivere nella sua dacia nei pressi di Mosca. Con lui se ne andava l’ultimo rappresentante di quella generazione di “sovrani” della tastiera, nata nei primi due decenni del Novecento:il cileno Claudio Arrau (1903-1991); i russi-ucraini Vladimir Horowitz (1904-1989), Emil Gilels (1916-1985) e lo stesso Richter (nato nel 1915); l’italiano Arturo Benedetti Michelangeli (1919-1995). 
Comportamenti di consumo e costruzione di nuove identità: la valenza cognitiva del brand equity
Gli studi sui consumi sono stati per lo più letti e analizzati attraverso una visione di tipo macro-economica. Con l’andare del tempo e soprattutto con l’affievolirsi del concetto di nozione utilitaristica dei beni di consumo, hanno preso sempre più corpo gli studi di tipo micro-economico che analizzano il processo di consumo attraverso variabili che non rispondono più solo alla logica produzione-prezzo, ma prendono in considerazione le dimensioni sottostanti, latenti, che governano il processo di consumo. Le determinanti della scelta di consumo sono favorite da variabili quali desideri, bisogni, pulsioni, ed è attraverso la gratificazione che trae dal soddisfacimento di esse che il consumatore manifesta se stesso e la propria identità.Studies on consumption have been mainly read and analysed through a macro-economic type vision. With the passing of time, and especially with the weakening of the concept of the utilitarian notion of consumer goods, a micro-economic type study has increasingly gained credit, as it analyses the consumption process through variables that no longer respond only to the production-price logic, but consider the latent underlying characteristics governing the consumption process. The determinants of consumer choice are favored by variables such as desires, needs and drives, and it is through the gratification deriving from their fulfillment, that the consumer reveals himself/herself and his/her identity
Creazionismo, eternalismo e causalità del primo principio. Platone, Aristotele e alcuni interpreti neoplatonici
La prima parte dell’articolo mette a confronto le due principali posizioni antiche sull’origine del mondo: il creazionismo, il cui principale rappresentante in età classica fu Platone, e l’eternalismo, sostenuto nella medesima età soprattutto da Aristotele. La seconda parte della ricerca verte sugli esiti del contrasto tra i due summenzionati punti di vista, dal momento che né la posizione platonica né quella aristotelica vennero accolte dai loro rispettivi seguaci in maniera lineare e semplice. Nella tarda antichità, i maggiori contributi al dibattito sulla questione dell’origine del mondo, in generale, e in merito al contrasto tra le posizioni platonica e aristotelica, nello specifico, sono giunti principalmente da Plotino, Proclo, Ammonio di Ermia e Giovanni Filopono; tra questi, tutti, ad eccezione del cristiano Filopono, confermeranno (fatte salve alcune importanti differenze esegetiche), contro Aristotele, la lettura metaforica e non letterale del testo platonico, che era già stata proposta dagli accademici Speusippo e Senocrate. L’esame di alcuni testi di questi filosofi ci restituirà sulla questione un quadro ermeneutico complesso e variegato; infine, la disamina del problema dell’origine del cosmo permetterà di far luce su un’altra questione dibattutissima tra gli esegeti e a quel problema strettamente connessa: quella della causalità del primo principio.The first part of this essay describes and compares the two main ancient positions on the origin of the world: ‘creationism’, whose main representative in the classical age was Plato, and ‘eternalism’, supported mainly y Aristotle in the same age. The second part of the research focuses on the outcomes of the conflict between the two aforementioned points of view, since neither the Platonic nor Aristotelian position was accepted by their respective followers in a linear and straightforward way. In late antiquity, the principal contributions to the debate on the question of the origin of the world, in general, and on the contrast between the Platonic and Aristotelian positions, in particular, have come mainly from Plotinus, Proclus, Ammonius of Hermias and John Philoponus; among these, all except the Christian Philoponus, will confirm (except for some important exegetical differences), against Aristotle, the metaphorical and not literal reading of Plato’s Timaeus myth, which had already been proposed by the academic philosophers Speusippus and Xenocrates. An examination of several texts by these philosophers will provide us with a complex and varied framework on the question, and finally, the discussion on the problem of the origin of the universe will shed light on another very discussed issue between neoplatonic exegetes, that is strictly connected to the question of the origin of the world: that of the causality of the first principle
Filosofia crisi/verità
Innanzi tutto comincio a precisare che «filosofia» e «verità», viste all’interno di una pratica filosofica didattica, sono le parole-chiave del discorso che mi accingo a fare a partire dalla problematica vera o presunta della crisi e a partiredalla chiarificazione storico-teorico-culturale che tale concetto di crisi comporta
Ri-concettualizzare strumenti e risorse metodologiche per l’osservazione del pregiudizio in una società multiculturale e multirazziale
L’osservazione empirica del pregiudizio è ostacolata da problematiche implicite alla sua definizione concettuale. A questo riguardo, sono infatti necessari due ordini di considerazioni preliminari relative all’ampia estensione semantica della categoria analizzata ed al carattere multidimensionale della sua rilevazione empirica come atteggiamento
Tradurre la Economy of Human Life nell’Italia del secondo settecento
Il saggio ripercorre le fortune editoriali dell’opera di Robert Dodsley OEconomy of Human Life nell’Italia del secondo Settecento. Attraverso lo studio delle differenti versioni approntate, si sottolinea come le traduzioni si prefiggessero obiettivi diversi: le prime, addirittura ritoccando il testo, avevano ridotto il lavoro di Dodsley – un’opera dove non mancano le critiche al cattolicesimo – a un testo pienamente compatibile con le aspettative del pubblico italiano; l’ultima, in una Milano del 1800 dominata dal modello rivoluzionario di Francia, sottolineava invece il profilo deistico dell’opera e puntava a riconciliare per quella via i valori del 1789 con la morale cristiana. In tal modo, tutte le versioni hanno finito per distorcere l’intentio operis: l’esempio è utile per sottolineare come la storia delle traduzioni, collocata in un quadro dove il contesto politicoideologico torna ad avere significato, sia una disciplina in cui linguistica e storia profondamente interagiscono.This essay aims to provide a historical, chronologically presented overview of Robert Dodsley’s OEconomy of Human Life fortune in Italy during the second half of the XVIII century. By analyzing various printed editions, the author discusses how the translations served several purposes: some, by considerably shortening the text, were used to appease the acquired taste for English books while in others the translators had overtly censored entire passages in order not to hurt the feelings of the devout Catholic audience and thus it could became a long bestsellers. The latest edition of Dodsley’s book published in 1800, in particular, openly underlined the deistic character of the work and consciously attempted to reconcile the values of the French Revolution with Christian morality.The author, by offering numerous examples of different translations, tries to emphasize how translations can manipulate the original text and thus twist the intentio operis for many, diverse reasons – be it political, ideological or simply economical – and supports the claim that the history of translations should be a multidisciplinary topic to be explored with both the tools of linguistics and history