UniURB Open Journals (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
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    Autonomia differenziata: tra promessa di federalismo e realtà dei vincoli

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    Il contributo analizza la prospettiva dell’autonomia differenziata delle Regioni ordinarie in Italia alla luce della legge n. 86/2024, mettendo in evidenza i vincoli finanziari, normativi e macroeconomici che ne limitano l’attuazione effettiva. Partendo dal lessico del federalismo, la dimensione decisiva è quella fiscale, sia dal lato delle entrate (tributi propri e compartecipazioni) sia dal lato delle spese (fabbisogni standard e vincoli europei di bilancio). L’esperienza trentennale del settore sanitario fornisce un banco di prova: pur avendo ampliato formalmente il decentramento, i vincoli costituzionali ed economici hanno mantenuto un ruolo centrale dello Stato, riducendo la reale autonomia regionale. L’analisi conclude che un federalismo fiscale compiuto resta difficilmente praticabile e suggerisce di orientare il dibattito verso una maggiore equità nei criteri di riparto e un rafforzamento delle capacità amministrative regionali

    Trasparenza, buona amministrazione, etica pubblica. La persona oltre l’intreccio delle parole

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    This paper explores the dual nature of transparency and its implications for good governance and public ethics, with particular attention to the challenges emerging in the context of digital transformation. At the heart of the discussion lies the need to understand transparency as a philosophy of administration, one that goes beyond appearances and mere perception. When transparency does not lead to genuine understanding, it risks becoming superficial, limiting citizens’ ability to interpret and evaluate how public power is exercised, and ultimately weakening their active participation in democratic life. A further issue concerns the paradox of information overload: the abundance of available data does not necessarily enhance knowledge but may instead obscure it. Moreover, the interpretation of administrative data and processes is inevitably shaped by individual factors (competence, experience, linguistic and legal literacy, and even perceptual or cognitive biases). These elements influence how transparency is experienced and, at times, distort its meaning. In the current phase of modernization, there is a growing risk that innovation and digital tools, rather than serving the public interest, become ends in themselves. Technology, especially artificial intelligence, should remain an instrument to strengthen accountability and bring citizens closer to public institutions. Yet its misuse can undermine the very principles of transparency, respect, and clarity that it is meant to promote. These dynamics call for a renewed ethical reflection, particularly on the increasingly sophisticated and sometimes opaque persuasive techniques used in the digital sphere—techniques that are not always directed toward socially beneficial purposes.Il presente lavoro propone una riflessione sulla dualità della trasparenza e sulle ricadute in termini di buona amministrazione ed etica pubblica, considerate, in particolare, le implicazioni legate alla transizione digitale. Profilo centrale la necessità di leggere la trasparenza quale filosofia dell’amministrazione in una dimensione sostanziale, che la distingua dalla mera percezione che, non traducendosi in conoscenza, potrebbe limitare le potenzialità in termini di comprensione (e conseguente valutazione del cittadino sull’uso del potere da parte dell’amministrazione) e, dunque, di partecipazione attiva del cittadino. In secondo luogo del rischio che la molteplicità di dati resi disponibili possa in qualche misura non favorire la piena conoscenza, ma tradursi in un oscuramento; o che, ancora, sia naturalmente possibile una diversa lettura dei dati e dei processi amministrativi in conseguenza di differenti fattori personali quali le competenze, l’esperienza, la padronanza linguistica, giuridica, le illusioni percettive e o cognitive. Elementi tutti alla base del diverso atteggiarsi della trasparenza che, prescindendo dalla centralità della persona nel rapporto con la pubblica amministrazione, in questa fase di modernizzazione, nella quale l’innovazione e l’uso degli strumenti digitali non dovrebbero essere l’obiettivo, ma lo strumento funzionale a meglio perseguire l’interesse pubblico e avvicinare amministrazione e cittadino, potrebbero, invece, soprattutto ad opera dell’intelligenza artificiale, indurre un uso non corretto; non rispettoso della trasparenza, del rispetto e della chiarezza. Implicare, così, riflessioni etiche; in particolare sulle diverse opzioni di utilizzo, più o meno trasparente, delle tecniche di persuasione non sempre per finalità socialmente favorevoli

    Criteri ambientali minimi ed eccezione culturale nei contratti pubblici per la cultura

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    The article analyses the evolution of public contracts for cultural sector in the Italian legal system, especially focusing on pursuing sustainability. This goal can be achieved through the implementation of specific Minimum Environmental Criteria (MEC). As defined at the European level, these criteria must consider environmental, social, and cultural protection aspects, requiring contracting authorities to act as “strategic clients”. The contribution proposes a new perspective of the cultural exception in Italy and Europe as not only a derogation from competition, but also as the basis for protecting creativity and uniqueness in the cultural sphere. This would promote opening the market to new economic operators who are qualified to innovate and be sustainable in the sector.L’articolo analizza l’evoluzione dei contratti pubblici per il settore culturale nell’ordinamento giuridico italiano, con particolare attenzione alla sostenibilità, da realizzarsi anche attraverso i Criteri Ambientali Minimi (CAM) specifici. Criteri che, come declinato in ambito europeo, debbono tener conto degli aspetti di tutela ambientale, sociale e culturale, richiedendo alle stazioni appaltanti di agire come committenti strategici. Si propone, a tal fine, una rilettura dell’eccezione culturale, da intendersi non solo come deroga al principio di concorrenza, ma come fondamento della disciplina a tutela della creatività e dell’unicità della prestazione in ambito culturale, promuovendo l’apertura del mercato a nuovi operatori economici qualificati per l’innovazione e la sostenibilità nel settore

    Abbagnano Nicola

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    Nicola Abbagnano si confrontò precocemente con le correnti esistenzialiste europee, verso le quali sviluppò un proprio percorso specifico, che sottolineava non tanto le carenze delle esistenze finite quanto le loro aperture “positive” verso possibilità autentiche (“esistenzialismo positivo”). Influenzato dall’empirismo critico e dal pragmatismo di Dewey, Abbagnano si mosse poi verso un “neo-illuminismo” opposto alle varie forme di più o meno esplicito romanticismo filosofico.  In questa direzione, l’argomentazione critica di Abbagnano si appunta soprattutto verso atteggiamenti provvidenzialistici ed assolutistici, tanto filosofici che religiosi, i quali, pur utilizzati per dare sicurezza alla finitezza e incertezza umana, tendono di fatto poi a ripercuotersi in attitudini dogmatiche fuori controllo. Il suo pensiero influenzò la cultura italiana del Novecento, con un approccio interdisciplinare che integrava filosofia, scienze umane e storia della filosofia. Parole chiave: Nicola Abbagnano, esistenzialismo positivo, neo-illuminismo, filosofia della religione, razionalità critica   Nicola Abbagnano engaged early on with European existentialist currents, towards which he developed his own specific path, emphasizing not so much the shortcomings of finite existences but their “positive” openings towards authentic possibilities (“positive existentialism”). Influenced by critical empiricism and Dewey’s pragmatism, Abbagnano then moved towards a “neo-enlightenment” opposed to the various forms of more or less explicit philosophical romanticism. In this direction, Abbagnano’s critical argumentation particularly targets providentialist and absolutist attitudes, both philosophical and religious, which, while used to provide security to human finiteness and uncertainty, tend to result in uncontrolled dogmatic positions. His thought influenced Italian culture in the twentieth century, with an interdisciplinary approach that integrated philosophy, human sciences, and the history of philosophy. Keywords: Nicola Abbagnano, positive existentialism, neo-Enlightenment, philosophy of religion, critical rationalit

    Balducci Ernesto

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    Ernesto Balducci, sacerdote scolopio e intellettuale, sviluppò un pensiero che, partendo dal rinnovamento ecclesiale stimolato dal Concilio Vaticano II, giunse a una riflessione globale sulle sfide dell’umanità. Critico sia del dogmatismo religioso che del laicismo riduzionistico, promosse il dialogo interculturale e interreligioso e propose un umanesimo planetario fondato sull’autoconsapevolezza e sulla responsabilità collettiva. Nei suoi scritti, affrontò temi legati alla pace, alla giustizia sociale e alla crisi ecologica, sottolineando la necessità di una transizione verso un’umanità solidale. In merito alla sua riflessione sul cristianesimo, al centro vi è la persona di Gesù quale promotore di fratellanza e superamento delle barriere. Il suo impegno civile e culturale ha lasciato un segno profondo nel dibattito religioso e politico contemporaneo. Parole chiave: Ernesto Balducci, Concilio Vaticano II, uomo planetario, dialogo interreligioso e interculturale, pace   Ernesto Balducci, a Piarist priest and intellectual, developed a thought that, starting from the ecclesial renewal stimulated by the Second Vatican Council, led to a global reflection on the challenges of humanity. Critical of both religious dogmatism and reductionist secularism, he promoted intercultural and interreligious dialogue and proposed a planetary humanism based on self-awareness and collective responsibility. His writings addressed issues of peace, social justice, and the ecological crisis, emphasizing the need for a transition toward a solidaristic humanity. At the center of his reflection on Christianity is the person of Jesus as a promoter of brotherhood and overcoming barriers. His civil and cultural engagement left a lasting impact on contemporary religious and political discourse. Keywords: Ernesto Balducci, Second Vatican Council, planetary human, interreligious and intercultural dialogue, peac

    Carabellese Pantaleo

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    Discutendo con filosofi coevi come B. Varisco e G. Gentile, oltre che con autori precedenti come Kant, Fichte e Rosmini, Pantaleo Carabellese sviluppò un originale proposta di “ontologismo critico”. Se Gentile, partendo da Hegel, finiva per ridurre il tutto ad autocoscienza assoluta, Carabellese intende mantenere il carattere costitutivamente relazionale della coscienza, che quindi non può mai essere puramente autoreferenziale; a questo punto diventa determinante sia il rapporto di ogni coscienza con le altre coscienze, sia il rapporto di tutte con l’essere che di esse costituisce il fondamento ultimo, sottraendosi come tale a un’esistenza comparabile alla loro: «Noi, molti io, sappiamo Dio, l’unico». La pluralità delle coscienze, già molto sottolineata da Varisco, anche in funzione anti-gentiliana, è dunque valorizzata da Carabellese, insieme, d’altro canto, all’unicità dell’essere ad esse intrinseco. Parole chiave: Pantaleo Carabellese, ontologismo critico, problema teologico, noumeno, pluralità delle coscienze.   Discussing with contemporary philosophers such as B. Varisco and G. Gentile, as well as with earlier authors like Kant, Fichte, and Rosmini, Pantaleo Carabellese developed an original proposal of \u27critical ontologism.\u27 While Gentile, starting from Hegel, ended up reducing everything to absolute self-consciousness, Carabellese aims to maintain the constitutively relational character of consciousness, which can never be purely self-referential; he thus emphasizes, on one hand, the relationship of each consciousness to the others, and on the other hand, the relationship of all of them to a being that constitutes their foundation and, as such, cannot have an existence comparable to theirs:  “We, many I, know God, the one.” The plurality of consciousnesses, already emphasized by Varisco, also in an anti-Gentilian function, is thus valued by Carabellese, alongside, on the other hand, the uniqueness of the being intrinsic to them. Keywords: Pantaleo Carabellese, critical ontologism, theological problem, noumenon, plurality of consciousnesses

    Del Noce Augusto

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    Augusto Del Noce è stato un interprete peculiare della modernità e della filosofia della religione, concentrandosi sul rapporto tra cristianesimo e secolarizzazione. A partire dagli studi sul pensiero francese del XVII secolo e sotto l’influenza di J. Maritain, ha riletto il cartesianesimo come fenomeno ambivalente, distinguendo una linea razionalista-immanentistica da una cristiana-trascendente. La sua analisi del marxismo lo ha portato a considerarlo il compimento dell’ateismo moderno e a pervenire alla versione “transpolitica” della storia contemporanea, a quell’idea della filosofia divenuta mondo che caratterizza il XX secolo. Negli ultimi anni si è dedicato allo studio di Gramsci, alla crisi post-comunista e al confronto tra agostinismo e tomismo, sulla strada di É. Gilson. Il suo pensiero offre una prospettiva originale sulla relazione tra trascendenza e libertà nella civiltà moderna. Parole chiave: Augusto Del Noce, secolarizzazione, Cartesio, transpolitico, ateismo   Augusto Del Noce was a peculiar interpreter of modernity and the philosophy of religion, focusing on the relationship between Christianity and secularization. Starting from studies on 17th-century French thought and under the influence of J. Maritain, he reinterpreted Cartesianism as an ambivalent phenomenon, distinguishing a rationalist-immanentist line from a Christian-transcendent one. His analysis of Marxism led him to consider it the fulfillment of modern atheism and to arrive at the “transpolitical” version of contemporary history, that idea of philosophy becoming the world that characterizes the 20th century. In late years, he dedicated himself to the study of Gramsci, the post-communist crisis, and the dialogue between Augustinianism and Thomism, following in the footsteps of É. Gilson.  His thought offers an original perspective on the relationship between transcendence and freedom in modern civilization. Keywords: Augusto Del Noce, secularisation, Descartes, transpolitical, atheism &nbsp

    Gramsci Antonio

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    Antonio Gramsci analizzò la religione come fenomeno storico e politico, sottolineandone il ruolo nell’organizzazione della visione del mondo delle masse e nella costruzione dell’egemonia culturale. Nei Quaderni del carcere, definì il marxismo come una “religione” in senso non confessionale, cioè come una concezione del mondo che, per affermarsi, deve connettere teoria e prassi. Il marxismo partecipa, dunque, a pieno titolo al conflitto religioso che percorre la modernità, nel senso che esso, come le religioni tradizionali, si rivolge alle masse e tenta di dare una risposta alla loro richiesta di coerenza tra pensiero e azione. Tuttavia, la risposta del marxismo dovrà collocarsi su di un piano del tutto nuovo: non potrà proporsi come una nuova «ortodossia», che si sostituisca alle vecchie credenze religiose. Al contrario, il marxismo dovrà fare della mancanza di un’ortodossia già scritta un punto di riferimento costante per la propria filosofia della prassi. Parole chiave: Antonio Gramsci, religione, egemonia culturale, filosofia della praxis, classi subalterne   Antonio Gramsci analyzed religion as a historical and political phenomenon, emphasizing its role in organizing the worldview of the masses and in constructing cultural hegemony. In the Prison Notebooks, he defined Marxism as a “religion” in a non-confessional sense, meaning as a worldview that, to assert itself, must connect theory and practice. Marxism thus fully participates in the religious conflict that runs through modernity, in the sense that it, like traditional religions, addresses the masses and attempts to provide an answer to their demand for coherence between thought and action. However, the response of Marxism must be situated on a completely new level: it cannot present itself as a new “orthodoxy” that replaces old religious beliefs. On the contrary, Marxism must make the absence of a pre-written orthodoxy a constant reference point for its philosophy of practice. Keywords: Antonio Gramsci, religion, cultural hegemony, philosophy of praxis, subaltern classe

    Moretto Giovanni

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    Secondo una linea di “pensiero religioso liberale”, traduzione del termine jaspersiano Liberalität, Giovanni Moretto indaga la religione soprattutto alla luce del principio della libertà che, per voler essere anche un “principio uguaglianza”, fonte di ispirazione per la “chiesa invisibile” del corpo mistico, si contrappone in modo netto al principio esclusivistico-confessionale. È nell’etica e nella storia – una storia però da intendersi alla maniera tragica dello storicismo religioso di E. Troeltsch, – che si celebra, per Moretto, il passaggio dal Sacro, inteso come emblema di ciò che divide e viene strumentalizzato per imporre fondamentalisticamente il dispotismo, la schiavitù e il terrore, al “vangelo della libertà e dell’uguaglianza”, ossia il Principio buono che riconosce nel primato della coscienza morale il luogo di rivelazione universale del divino autentico. Parole chiave: Giovanni Moretto, pensiero religioso liberale, chiesa invisibile, coscienza morale, storicismo religioso   According to a line of “liberal religious thought,” translating the Jasperian term Liberalität, Giovanni Moretto investigates religion primarily in light of the principle of freedom, which, in its desire to also be a “principle of equality,” serves as an inspiration for the “invisible church” of the mystical body, standing in stark contrast to the exclusivist-confessional principle. It is in ethics and history – a history, however, to be understood in the tragic manner of E. Troeltsch’s religious historicism – that Moretto celebrates the transition from the Sacred, understood as an emblem of what divides and is instrumentalized to impose fundamentalist despotism, slavery, and terror, to the “gospel of freedom and equality,” that is, the Good Principle that recognizes in the primacy of moral conscience the place of universal revelation of the authentic divine. Keywords: Giovanni Moretto, liberal religious thought, invisible church, moral conscience, religious historicism &nbsp

    Reale Giovanni

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    Nella sua lunga e prestigiosa carriera di studioso, Giovanni Reale ha indagato intensamente il rapporto della teologia cristiana dei primi secoli con i grandi temi della metafisica greca, in particolare di quella di tradizione platonica, orientata strutturalmente sulla Trascendenza.  Di contro alla tesi dell’“ellenizzazione del cristianesimo”, Reale evidenzia come quel rapporto fu non di mera ricezione, bensì di trasformazione dialettica in una nuova forma di pensiero, in grado di agire in profondità nella nostra storia intellettuale. L’ampio progetto di ricerca che Reale ha promosso e condotto sul «platonismo cristiano»  si è mosso così  nel contesto di quel movimento di «riscoperta» dei Padri e della loro «attualità» in vista di un rinnovamento della teologia scolastica che ha caratterizzato la cultura cattolica a partire dalla metà del Novecento. Parole chiave: Giovanni Reale, metafisica, platonismo cristiano, patristica cristiana teologia e filosofia   In his long and prestigious career as a scholar, Giovanni Reale has intensely investigated the relationship between early Christian theology and the great themes of Greek metaphysics, particularly that of Platonic tradition, which is structurally oriented towards Transcendence. In contrast to the thesis of the ‘Hellenization of Christianity,’ Reale highlights how this relationship was not one of mere reception, but rather of dialectical transformation into a new form of thought, capable of deeply influencing our intellectual history. The extensive research project that Reale has promoted and conducted on ‘Christian Platonism’ has thus moved within the context of that movement of ‘rediscovery’ of the Fathers and their ‘relevance’ aimed at renewing scholastic theology, which has characterized Catholic culture since the mid-twentieth century. Keywords: Giovanni Reale, metaphysics, Christian Platonism, Christian patristics, theology and philosoph

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