UniURB Open Journals (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
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    Omodeo Adolfo

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    Il pensiero storico-religioso di Adolfo Omodeo risentì inizialmente dell’attualismo gentiliano, riportando le res gestae alla historia rerum e delineando questa ultima come «testimonianza» soggettiva e come «valutazione».  Più tardi egli si staccò però da Gentile, sia per motivi politici che di orientamento ideale. Secondo i suoi studi maturi sulle origini cristiane, Giovanni arrestò nella mistica d’amore le correnti distruttive dello gnosticismo antico, mentre Paolo superò i residui legalistici nell’esperienza attuale della salvazione messianica, nell’inizio dell’era salutare. In tali studi si insiste sulla funzione fecondatrice del mito, che irrompe con la sua forza rappresentativa, anticipando le grandi trasformazioni della coscienza umana. Questa energia del mito, che mostrava una chiara ascendenza vichiana, diventò sempre più centrale nella riflessione di Omodeo, caratterizzando i successivi studi sulla storia moderna e, in generale, la fisionomia del suo storicismo. Parole chiave: Adolfo Omodeo, storicismo, mito, storia delle origini cristiane, storia moderna   The historical-religious thought of Adolfo Omodeo was initially influenced by Gentile’s actualism, bringing the res gestae back to the historia rerum and outlining the latter as a subjective ‘testimony’ and as an ‘evaluation.’ However, he later distanced himself from Gentile, both for political reasons and for ideological orientation. According to his mature studies on Christian origins, John halted the destructive currents of ancient Gnosticism in the mysticism of love, while Paul overcame the residual legalism in the current experience of messianic salvation, at the beginning of the salvific era. In these studies, emphasis is placed on the generative function of myth, which bursts forth with its representative power, anticipating the great transformations of human consciousness. This energy of myth, which showed a clear Vichian ancestry, became increasingly central in Omodeo’s reflection, characterizing his subsequent studies on modern history and, in general, the physiognomy of his historicism. Keywords: Adolfo Omodeo, historicism, myth, history of Christian origins, modern histor

    Paci Enzo

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    La filosofia di Enzo Paci ha una marcata connotazione laica, e come tale è stata trattata dagli studiosi della filosofia italiana novecentesca. Dall’inizio alla fine, però, è presente nel cammino speculativo di Paci uno schiudersi, dentro l’esperienza, di un raggio intenzionale verticale, che attraversa il muro dell’immanenza mondana. Nei primi scritti tale raggio traluce nel “mistero”, di fronte al “peccato” e alla “caduta” che connotano l’esistenza, ma anche nella sua successiva fase “relazionistica” “neoilluministica”, Paci fa esplicito riferimento al passo del Vangelo giovanneo (Gv. 3, 1-8), in cui si parla di una seconda nascita come una nascita dall’alto, e ancora nell’ultima fase, densa di confronti con Husserl, Marx e Sartre, egli apre alla possibilità del darsi di un senso oltremondano, non riconducibile alla categorizzazione di un essere necessario e sostanziale. Parole chiave: Enzo Paci, esistenza, relazione, fenomenologia, trascendenza e immanenza The philosophy of Enzo Paci has a marked secular connotation, and as such, it has been addressed by scholars of twentieth-century Italian philosophy. However, from beginning to end, there is a revealing in Paci’s speculative journey of a vertical intentional ray that penetrates the wall of worldly immanence. In his early writings, this ray shines through in the ‘mystery’ in the face of ‘sin’ and ‘fall’ that characterize existence. Yet, even in his subsequent ‘relationalist’ and ‘neo-Enlightenment’ phase, Paci explicitly refers to the passage from the Gospel of John (John 3:1-8), which speaks of a second birth as a birth from above. Furthermore, in his final phase, rich with comparisons to Husserl, Marx, and Sartre, he opens up to the possibility of a transcendent meaning that cannot be reduced to the categorization of a necessary and substantial being. Keywords: Enzo Paci, existence, relationship, phenomenology, transcendence, and immanenc

    Papini Giovanni

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    L’itinerario intellettuale di Giovanni Papini seguì une traiettoria complessa, che lo portò dal fervente pragmatismo antipositivista giovanile alla successiva conversione religiosa e alla difesa del cristianesimo. La svolta decisiva del suo pensiero sulla religione si ebbe con la pubblicazione di Storia di Cristo (1921), espressione di un cristianesimo militante e personale, a cui si era avvicinato a cominciare dagli anni della Grande guerra e dalla «nuova tenerezza fraterna» provata per le vittime della carneficina. Il messaggio e la figura di Cristo restavano attuali – sottolineava Papini - per gli effetti, di amore e odio, che ancora producevano. Gesù – e qui riemergevano i tratti salienti della personalità di Papini – è stato il più grande «Rovesciatore» della storia umana, capace di mettere in crisi il sistema valoriale della società in cui viveva. Parole chiave: Giovanni Papini, pragmatismo, crisi, conversione religiosa, cristianesimo   Giovanni Papini\u27s intellectual journey followed a complex trajectory, leading him from fervent anti-positivist pragmatism in his youth to a subsequent religious conversion and defense of Christianity. The decisive turning point in his thoughts on religion came with the publication of Storia di Cristo (1921), an expression of a militant and personal Christianity, to which he had been drawn starting from the years of the Great War and the "new fraternal tenderness" he felt for the victims of the slaughter. The message and figure of Christ remained relevant – Papini emphasized – due to the effects of love and hate that they still produced. Jesus – and here the prominent traits of Papini’s personality re-emerged – was the greatest "Upsetter" in human history, capable of challenging the value system of the society in which he lived. Keywords: Giovanni Papini, pragmatism, crisis, religious conversion, Christianit

    Quinzio Sergio

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    Sia nella sua opera principale, Un commento alla Bibbia, uscito in 4 volumi dal 1972 al 1976, sia in molti altri scritti, Sergio Quinzio si è mosso nelle tensioni e paradossi “agonici” propri di una riflessione esistenziale “all’interno della fede” cristiana, di contro a ogni filosofia che pretenda una conciliazione razionale di quei paradossi. Sulla via di Giobbe, Paolo, Agostino, Pascal, Dostoevskij e Kierkegaard, la fede in Quinzio non cede mai alla tentazione di mettersi in sicurezza, al riparo di un qualsiasi strumento logico-razionale che la protegga dal suo paradossale radicarsi sull’insecuritas di un fondamento in-fondato. Avventurarsi senza riparo sull’abisso dell’insecuritas e dell’abbandono significa sfidare la possibilità della disperazione: della caduta, della sconfitta. Dinanzi a luogo disperato del silenzio di Dio, si ripropone però in Quinzio il desiderio nostalgico di “vedere Dio”, la tenacia tutta ebraica dell’attendere una Rivelazione. Parole chiave: Sergio Quinzio, fede cristiana, silenzio di Dio, paradosso agonico, attesa messianica   In his main work, A Commentary on the Bible, published in 4 volumes from 1972 to 1976, and in many other writings, Sergio Quinzio navigated the tensions and ‘agonistic’ paradoxes inherent in an existential reflection ‘within the faith’ of Christianity, in contrast to any philosophy that claims a rational reconciliation of those paradoxes. Following the paths of Job, Paul, Augustine, Pascal, Dostoevsky, and Kierkegaard, Quinzio’s faith never succumbs to the temptation of seeking safety, sheltered by any logical-rational tool that would protect it from its paradoxical rooting in the insecurity of a baseless foundation. To venture without protection into the abyss of insecurity and abandonment means to challenge the possibility of despair: of falling, of defeat. However, in the face of the desperate silence of God, Quinzio’s nostalgic desire to ‘see God’ re-emerges, along with the tenacity, entirely Jewish, of waiting for a Revelation. Keywords: Sergio Quinzio, Christian faith, silence of God, agonistic paradox, messianic expectatio

    L’esposizione a sostanze tossiche, emblema della transizione ecologica: dai limiti costituzionali a quelli tecnico-operativi

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    The essay – starting from the emblematic relief of exposure to toxic substances – investigates the most topical issues on the level of principles, rules and case law concerning the protection of workers’ health and environmental salubrity in the delicate phase of ecological transition. The analysis focuses, in particular, on the constitutional amendment of Articles 9 and 41 of the Constitution in the light of the recent constitutional judgment no. 105/2024, but also on the innovations promoted by supranational law, in terms of regulatory and jurisprudential form. The reflection, without omitting the systematic vision, highlights progress and critical aspects of the current prospect of protection – hopefully integrated – of social and environmental datum.Il saggio – a partire dal rilievo emblematico dell’esposizione a sostanze tossiche – indaga le questioni più attuali sul piano dei principi, delle regole e della giurisprudenza relativamente alla tutela della salute dei lavoratori e della salubrità ambientale nella delicata fase della transizione ecologica. L’analisi si concentra, in particolare, sulla modifica costituzionale degli articoli 9 e 41 Cost. alla luce della recente sentenza costituzionale n. 105/2024 ma anche sulle innovazioni promosse dal diritto sovranazionale, sul piano del formante regolativo e giurisprudenziale. La riflessione, senza tralasciare la visione sistematica della materia, pone in luce i passi avanti e le criticità dell’attuale prospettazione di tutela – auspicabilmente integrata – del dato sociale e ambientale

    Ley rider: a new era for digital platform workers’ rights in Spain

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    This study analyses the regulatory evolution of digital platform work in Spain, highlighting the legal challenges faced prior to the adoption of the Ley Rider. In particular, the role of social dialogue in the origin of this law and the difficulties in its implementation are explored, with an emphasis on platform opposition and emerging legal conflicts. The issue of the legal framework of platform workers and the legal presumption of subordination are examined as key elements for understanding the new legislation, as well as the issue of algorithmic management in digital platform work will be explored, paying particular attention to the impacts on workers’ health and safety, all in the light of the dialogue between this law and the EU Digital Platform Work Directive. The Ley Rider, in this context, supported by the provisions of the Directive, had the merit of introducing significant measures for the protection of workers’ rights, promoting transparency and control of algorithmic practices. Through a critical reflection, the paper concludes on the importance both of reforms to the law, aimed at ensuring its concrete compliance, and of the synergy between the social partners and between the law and the Directive, all with a view to improving working conditions and guaranteeing the safety and well-being of workers in an ever-changing context.Questo studio analizza l’evoluzione normativa del lavoro su piattaforma digitale in Spagna, evidenziando le sfide legali affrontate prima dell’adozione della Ley Rider. Si esplora, in particolare, il ruolo del dialogo sociale nell’origine di questa legge e le difficoltà nell’attuazione, ponendo l’accento sull’opposizione delle piattaforme ed i conflitti legali emergenti. La questione dell’inquadramento giuridico dei lavoratori delle piattaforme e la presunzione legale di subordinazione vengono esaminati quali elementi chiave che consentono di comprendere la nuova legislazione, così come verrà approfondita la questione riguardante la gestione algoritmica nel lavoro delle piattaforme digitali, prestando una particolare attenzione agli impatti sulla salute e sicurezza dei lavoratori, il tutto alla luce del dialogo tra questa legge e la Direttiva UE sul lavoro su piattaforma digitale. La Ley Rider, in tale contesto, supportata dalle previsioni della Direttiva, ha avuto il merito di introdurre misure significative per la tutela dei diritti dei lavoratori, promuovendo la trasparenza ed il controllo delle pratiche algoritmiche. Attraverso una riflessione critica, il paper conclude sull’importanza sia di riforme alla legge, volte ad assicurare un concreto rispetto della stessa, sia della sinergia tra le parti sociali e tra le legge e la Direttiva, il tutto in un’ottica di miglioramento delle condizioni lavorative e di garanzia della sicurezza e del benessere dei lavoratori in un contesto in continua evoluzione

    Assessing Risks and Liabilities of AI-Powered Robots in the Workplace. An EU-US Comparison

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    The technological revolution is forcing us to reimagine how we assess the risks and opportunities of human-robot interactions (IWRs) in the workplace. However, the crux of the issue lies not in the technology itself, but in how we, as humans, will integrate AI and robots into our lives and workplaces. We must acknowledge that significant changes are on the horizon, including the emergence of new social and psychological risks associated with human-robot interactions and the most advanced forms of AI (Frontier AI or GPAI). My thesis is grounded in the belief that AI-powered robots (AI/R) should not merely augment human capabilities but should work collaboratively with humans to enhance both productivity and well-being. The absence of a unified scientific framework hinders our understanding of the complex interplay between humans and AI-powered robots in shared physical and social spaces. My research aims to contribute to the development of a new field of labor law, “Robot Labor Law” – RLL, that will address the legal and regulatory challenges posed by human-robot collaboration. To achieve this goal, I will explore the following key questions: What are the desired outcomes of AI and advanced robotics in the workplace? How can we optimize human-AI collaboration? How can we prevent AI/R systems from acting in ways that harm workers? Who should regulate the interaction between workers and AI/R systems? What regulatory mechanisms are appropriate? In the event of a worker injury directly attributable to AI/R, what are the potential legal implications? Do existing insurance systems adequately cover AI/R-related workplace accidents and occupational diseases? How effective are current workplace safety regulations in addressing the unique challenges posed by advanced technologies and human-AI collaboration? Who bears responsibility: the employer, the AI developer, or the AI itself? As AI technologies rapidly integrate into workplaces, how can we ensure the safety of workers interacting with increasingly autonomous AI/R systems? By conducting a comparative analysis of EU and U.S. labor law, I will develop a regulatory framework that safeguards worker well-being in the age of AI-powered robots.Il saggio muove da una constatazione della realtà: la trasformazione tecnologica, dovuta all’intelligenza artificiale di nuova generazione (qui anche “Frontier AI” o “GPAI”), ci costringe a fare una nuova mappatura degli effettivi rischi e delle possibilità di innovazione che derivano dall’interazione tra lavoratori e macchina intelligente. Il che ci pone di fronte a domande più complesse di quelle che ci siamo posti sino a oggi. Qui, a tal fine, si sceglie l’angolo visuale dei nuovi rischi sociali e psico-fisici derivanti da tale interazione persona/macchina intelligente, nella comparazione tra Unione europea e Stati Uniti d\u27America. Pur essendo convinti che da quella interazione possano derivare certamente maggiore produttività e maggiore benessere, non si può non indagare ciò che sta per accadere nei luoghi di lavoro ri-plasmati dalla tecnologia avanzata, nei quali la nozione classica di rischio probabilmente non riesce più a essere adeguata in ragione della presenza operativa di un terzo elemento tra datore di lavoro e lavoratore. Tale terzo elemento esercita poteri, si confronta con obblighi nonché può determinare danni, creando forme di responsabilità contrattuale e extracontrattuale. Le domande da cui muove il saggio sono le seguenti: cosa desideriamo che l’intelligenza artificiale, anche nella forma di robotica avanzata, nei luoghi di lavoro, faccia per noi, o, meglio, “con” noi, e certamente mai a nostro danno? Chi regola questa interazione tra la persona del lavoratore e l’intelligenza artificiale/robot (qui anche “AI/R”)? E come si deve regolare quell’interazione? Inoltre, data tale interazione, cosa potrebbe accadere qualora la responsabilità dell’eventuale danno alla persona del lavoratore dipendesse direttamente/esclusivamente dall’AI/R? L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le tecnopatie presenta già oggi una fisionomia per poter comprendere nel nostro sistema previdenziale anche quel danno da lavoro dipendente direttamente da AI/R? E quanto è efficiente, in termini di mitigazione del danno, la procedimentalizzazione che l’attuale regolazione sulla sicurezza sul lavoro impone, anche nell’ambito di produzioni a tecnologia avanzata o dove il lavoratore co-opera con l’AI/R? Il saggio intende avviare il confronto accademico per poter creare un substrato teorico di una nuova branca della disciplina giuslavoristica che attiene allo studio della regolazione dell’intelligenza artificiale/robot in interazione attiva/biunivoca con lavoratori in contesti produttivi tecnologici avanzati (qui definita anche Robot Labor Law – “RLL”)

    Sicurezza della circolazione ferroviaria e sicurezza sul lavoro: confini disciplinari e responsabilità datoriali nelle “organizzazioni complesse” (Nota a Tribunale Milano, 25 febbraio 2025, n. 2241)

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    The essay comments on the judgment of the Court of Milan, criminal section V, no. 2241 of 25 February 2025, pronounced with reference to the Pioltello railway disaster and in continuity with the position expressed by the Supreme Court in relation to the well-known Viareggio massacre (Cass. pen., section IV, 8 January 2021, no. 32899). First, the Author dwells on the difference between the regulations on health and safety at work and the rules governing the safety of railway traffic, taking into account the distinct areas of risk and the different purposes of protection underlying the two subjects. Secondly, the evaluation parameters useful for identifying the employer\u27s position of guarantee in the field of prevention within company contexts characterized by models of decision-making and organizational decentralization and, therefore, by the "multi-employer" prevention are clarified. In these complex organizations, in fact, the simultaneous presence of an employer at the top of the entire organization is determined - which could therefore be called "top" – and of one or more employers who could be defined as "subordinate", with respect to which it is possible to determine a clear perimeter of the respective prevention obligation so that the former is responsible for organizational prevention and high vigilance functions. while the latter - and only them – are required to fulfil more minute and detailed obligations due to their proximity to the specific functional, structural or geographical area of operation of the organisation itself.Il saggio commenta la sentenza del Tribunale di Milano, sez. V penale, n. 2241 del 25 febbraio 2025, pronunciata con riferimento al disastro ferroviario di Pioltello e in continuità con la posizione espressa dalla Cassazione in relazione alla nota strage di Viareggio (Cass. pen., sez. IV, 8 gennaio 2021, n. 32899). Dapprima, l’Autore si sofferma sulla differenza tra la disciplina in materia di salute e sicurezza sul lavoro e le norme che regolano la sicurezza della circolazione ferroviaria, tenuto conto delle distinte aree di rischio e delle diverse finalità di tutela sottese alle due materie. In secondo luogo, si chiariscono i parametri valutativi utili ad individuare la posizione di garanzia datoriale in materia prevenzionistica all’interno di contesti aziendali caratterizzati da modelli di decentramento decisionale ed organizzativo e, pertanto, dalla “multi-datorialità” prevenzionistica. In queste organizzazioni complesse, infatti, si determina la contestuale presenza di un datore di lavoro al vertice dell’intera organizzazione – che pertanto potrebbe dirsi “apicale” – e di uno o più datori di lavoro che potrebbero definirsi “sotto-ordinati”, rispetto ai quali è possibile determinare una netta perimetrazione della rispettiva obbligazione prevenzionistica di modo che al primo spettino funzioni di prevenzione organizzativa e di alta vigilanza, mentre ai secondi – e solo a costoro – più minuti e dettagliati adempimenti in ragione della prossimità allo specifico ambito di operatività funzionale, strutturale o geografico della organizzazione stessa

    Criticità applicative della patente a crediti

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    The paper critically examines the regulatory framework governing the Italian credit-based certification system applicable to companies and self-employed workers operating in the construction sector, in light of the relevant legislative and regulatory provisions, as well as the operational guidelines issued by the National Labour Inspectorate. In particular, by highlighting its potential practical challenges, the essay raises doubts about the actual capacity of the credit-based certification to function as an effective and efficient health and safety preventive measure within temporary and mobile construction sites.Il contributo esamina criticamente la disciplina della patente a crediti in edilizia alla luce delle previsioni normative e regolamentari in materia, nonché delle indicazioni operative fornite dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro. In particolare, evidenziandone le potenziali criticità applicative, il saggio solleva dubbi sull’effettiva capacità della patente a crediti di operare quale effettivo ed efficace strumento di prevenzione nell’ambito dei cantieri temporanei e mobili

    Em busca dos estudos da educação do período monárquico referenciados no historicismo gramsciano

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    The article with the paths taken to locate gramscian studies of education that focus on objects of analysis dating from the imperial period of brazilian history. By recognizing the centrality of historicism in the development of the philosophy of the praxis, the work aims to identify, among the academic research in the educacional field referecend in Antonio Gramsci’s theoretical contribution, which were guided from a historical perspective, focusing their analyzes on objects located in the 19th century. Through bibliographical research, the study synthetically presents the reception of the sardinian philosopher’s work in the national territory and deals with some important studies that set out to gather and analyze gramsciam production in Brazil in recents decades. In the final considerations, after examining the data gathered, some hypoteses are made that can help to understand the phenomenon revealed by the exploratory research.O artigo trata dos caminhos percorridos para se localizar os estudos gramscianos da educação que focam em objetos de análise datados no período imperial da História do Brasil. Ao reconhecer a centralidade do historicismo no desenvolvimento da filosofia da práxis, o trabalho tem como objetivo identificar, entre as pesquisas acadêmicas do campo educacional referenciadas no aporte teórico de Antonio Gramsci, quais foram guiadas sob uma perspectiva histórica, focando suas análises em objetos situados no século XIX. Por meio da pesquisa bibliográfica, o estudo apresenta sinteticamente a recepção da obra do filósofo sardo em território nacional e versa sobre alguns importantes estudos que se dispuseram a reunir e analisar a produção gramsciana no Brasil nas últimas décadas. Nas considerações finais, após exame dos dados reunidos, são tecidas algumas hipóteses que podem auxiliar à compreensão do fenômeno revelado pela pesquisa exploratória

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