UniURB Open Journals (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
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Household Motivation toward Liquefied Petroleum Gas for Cooking Purposes
In Nigeria the population of households that use biomass and solid fuel for cooking is very high. These fuels have been described as \u27dirty\u27 because of their inefficient combustion. Unfortunately, the high dependence on these fuel types causes economic, social, and environmental problems. Therefore, there is a need to motivate the households using these fuels to adopt a cleaner fuel, Liquefied Petroleum Gas (LPG). This paper examined the factors that motivated current households using LPG in Lagos State to adopt LPG for cooking purposes. Online data were collected from 879 households in four Local Government Areas (LGAs) of the State - Lagos Mainland LGA, Agege LGA, Oshodi-Isolo LGA, and Surulere LGA. The data were analyzed using both descriptive and inferential statistics. The three hypotheses of the paper were tested with a multiple regression statistical method. Results indicated that LPG availability, household incomes, and household education level significantly motivated most of the households that have adopted LPG in the State. It was concluded that regular supply of LPG, growing household income, and high household education can motivate households in the State currently cooking with biomass and solid fuel to switch to LPG. The paper presented the practical implications of the finding
Novità in itinere nel cantiere della sicurezza sul lavoro
The essay, developed within the framework of the NIRP 2020 INSPIRE –“Inclusion Strategies through Participation in Work for Organisational Well-Being” – reflects on two significant legal developments currently emerging in the field of occupational health and safety. The common thread linking these innovations lies in the fact that both concern issues that are crucial to the future of work: worker participation and training, pursued with a view to fostering organisational well-being and social inclusion. In both cases, it becomes clear that training goes hand in hand with the active involvement of those concerned, and that regulation must be assessed not only in formal terms, but in light of its actual effectiveness.Il contributo, elaborato nell’ambito del progetto di ricerca di interesse nazionale PRIN 2020 INSPIRE, dedicato alle “Strategie di inclusione attraverso la partecipazione nel lavoro per il benessere organizzativo”, riflette su due importanti novità in divenire nel cantiere della sicurezza sul lavoro. Il filo rosso che lega le innovazioni è dato dalla circostanza che entrambe riguardano temi cruciale per il futuro del lavoro (la partecipazione e la formazione dei lavoratori), coltivati in un’ottica di benessere organizzativo e di inclusione sociale. In entrambi i casi, risulta evidente che la formazione fa rima con la partecipazione dei soggetti coinvolti e che le regolamentazioni devono fare i conti con la loro l’effettività
Legge 14 maggio 2025, n. 76 e tutela della salute e sicurezza sul lavoro: primi spunti per una lettura organizzativa
The paper provides a view on the possible positive synergies between the recent law n. 76/2025 on participation, with particular reference to the organizational one, and the organizational and management models under Art. 30 Legislative Decree No. 81/2008, questioning the opening of further room of action for collective representation in matters of health and safety.Il contributo propone una riflessione sulle possibili sinergie virtuose fra la recente legge n. 76/2025 in tema di partecipazione, con particolare riferimento a quella organizzativa, e i modelli di organizzazione e di gestione ex art. 30 del d.lgs. n. 81/2008, interrogandosi sull’apertura di ulteriori spazi di azione per la rappresentanza collettiva in materia di salute e sicurezza
Relazioni industriali, esternalizzazioni ed effettività delle tutele: spunti dal Protocollo appalti dello stabilimento Baker Hughes di Avenza
This essay aims to investigate the potential of industrial relations law in managing and regulating outsourcing through the methodology of a business case study. The tragic events that occurred in the past year have once again brought to light the issue of contracts for works and services, a topic historically associated with a terrifying and tragic increase in workplace accidents.In the legislative haste that led to Decree-Law 19/2024 and subsequent legislative interventions (such as Article 28 of Decree-Law of May 7, 2024), we still find regulatory gaps that create a renewed space for industrial relations law. As will be shown in the case study, this can represent a strategic lever to ensure the effectiveness of legal provisions, with a view to balancing interests and fully respecting the organizational autonomy of the parties.Through the analysis of a specific corporate case, this study will verify the feasibility and replicability of a system that enhances the role of the client, contracting companies, and trade union representatives by introducing new and additional requirements to protect all parties involved.Il contributo ambisce ad indagare le potenzialità del cd. diritto delle relazioni industriali nella gestione e regolamentazione delle esternalizzazioni mediante la metodologia dell’analisi di un caso aziendale. Le tragiche vicissitudini occorse nell’anno che sta per concludersi hanno acceso i riflettori (probabilmente mai davvero spenti) rispetto ad un tema, come quello dell’appalto di opere e servizi, storicamente associato al moltiplicarsi pauroso e tragico degli infortuni sul lavoro. Nella foga legislativo-riparativa che ha concepito il decreto-legge n. 19/2024 e nei successivi interventi legislativi (si pensi all’art. 28 del decreto-legge 7 maggio 2024) si riscontrano ancora delle lacune normative che creano un rinnovato spazio per il diritto delle relazioni industriali, che può rappresentare - come si vedrà nel caso analizzato - una leva strategica volta a garantire effettività alle previsioni legislative, in un’ottica di contemperamento degli interessi e nel pieno rispetto dell’autonomia organizzativa in capo alle parti. Mediante l’analisi di un caso aziendale, verrà verificata l’agibilità e la replicabilità di un sistema che valorizza il ruolo del committente, delle società appaltatrici e delle rappresentanze sindacali prevedendo nuove ed ulteriori prescrizioni a tutela di tutti i soggetti coinvolti
Bausani Alessandro
I primi lavori di Felice Battaglia si muovono in una prospettiva che intende mediare motivi deontologici, di ascendenza neokantiana, sulla linea del suo maestro G. Del Vecchio, da una parte, e, dall’altra parte, un’impostazione, invece, di storicismo idealistico, di ascendenza neohegeliana, sulla linea di G. Gentile e di B. Croce. Questo rapporto tensivo tra la formalità relazionale deontologica e la “concretezza” storicistica rimane anche nei lavori più maturi di Battaglia, dove, però, esso viene inquadrato in una prospettiva complessiva di tipo esplicitamente metafisico trascendente e religioso. Docente di filosofia del diritto e di filosofia morale, per molti decenni, all’Università di Bologna (di cui fu anche rettore), la sua prospettiva ha inciso nel dibattito filosofico e giuridico del Novecento italiano, promuovendo una visione del diritto e della morale come espressioni dinamiche di valori in costante tensione tra storia e trascendenza.
Parole chiave: Felice Battaglia, metafisica, storicismo, valori, religione
Felice Battaglia’s early works develop a perspective that aims to mediate deontological motifs, stemming from a neo-Kantian background, in line with his mentor G. Del Vecchio, on one hand, and, on the other hand, an approach rooted in idealistic historicism, influenced by G. Gentile and B. Croce. This tense relationship between deontological formality and historicist “concreteness” remains present in Battaglia\u27s more mature works, where, however, it is framed within an overall perspective of explicitly transcendent metaphysical and religious kind. A professor of the philosophy of law and moral philosophy for many decades at the University of Bologna (where he also served as rector), Battaglia’s persecutive has significantly impacted the philosophical and legal debate of 20th-century Italy, promoting a view of law and morality as dynamic expressions of values in constant tension between history and transcendence.
Keywords: Felice Battaglia, metaphysics, historicism, values, religio
Capitini Aldo
Aldo Capitini è stato un pensatore, pedagogista e attivista italiano, noto per aver introdotto nella cultura italiana il concetto di nonviolenza come pratica etico-politica e religiosa. Influenzato inizialmente dal neoidealismo e poi dall’esempio di Gandhi, sviluppò un pensiero fondato sull’idea di “religione aperta” e “compresenza dei morti e dei viventi”, ponendo al centro la trasformazione etica della realtà. La sua riflessione coniuga la liberazione spirituale con l’impegno sociale, prospettando un modello di democrazia partecipativa (“omnicrazia”) e un’azione collettiva per una realtà liberata. Il suo pensiero sfugge a rigide delimitazioni accademiche e ha influito intensamente nei movimenti pacifisti e non-violenti.
Parole chiave: Aldo Capitini, nonviolenza, religione aperta, compresenza, omnicrazia
Aldo Capitini was an Italian thinker, educator, and activist, known for introducing the concept of nonviolence as an ethical-political and religious practice into Italian culture. Initially influenced by neoidealism and later by Gandhi’s example, he developed a thought based on the idea of ‘open religion’ and the ‘co-presence of the dead and the living,’ placing the ethical transformation of reality at its core. His reflection combines spiritual liberation with social commitment, proposing a model of participatory democracy (‘omnicracy’) and collective action for a liberated reality. His thought escapes rigid academic boundaries and has had a profound impact on pacifist and non-violent movements
Keywords: Aldo Capitini, nonviolence, open religion, co-presence, omnicrac
Castelli Enrico
Quella di Enrico Castelli è una prospettiva esistenzialistica, in effetti piuttosto sui generis, improntata a una lettura teologica della storia e dell’essere umano. L’obiettivo che ne anima la riflessione è superare quello che considera il solipsismo conseguente dalle principali filosofie del tempo, il neoidealismo su tutte, per guadagnare un ‘senso comune’, un terreno fertile all’incontro con gli altri e con il divino. Negli anni Trenta fonda l’«Archivio di Filosofia» e l’Istituto di Studi Filosofici, oggi a lui dedicato. A partire dal 1940 tiene, per incarico, l’insegnamento di Filosofia della Religione all’Università di Roma. A partire dai primi anni Sessanta, si fa promotore di un ciclo di convegni internazionali – o meglio «Colloqui», come ama chiamarli – dedicati al tema della demitizzazione, intessendo una influente rete di dialogo tra diverse correnti di pensiero europee, e tra l’ambiente filosofico laico e quello ecclesiale negli anni del Concilio Vaticano II.
Parole chiave: Enrico Castelli, esistenzialismo cristiano, senso comune, demitizzazione, teologia della storia
Enrico Castelli\u27s perspective is existentialistic, indeed quite unique, characterized by a theological reading of history and humanity. The goal that drives his reflection is to overcome what he considers the solipsism resulting from the main philosophies of his time, particularly neoidealism, in order to gain a ‘common sense’, a fertile ground for meeting others and the divine. In the 1930s, he founded the “Archivio di Filosofia” and the “Istituto di Studi Filosofici”, which is now dedicated to him. Starting in 1940, he held the position of Professor of Philosophy of Religion at the University of Rome. From the early 1960s, he promoted a series of international conferences – or rather “Colloquia,” as he called them – dedicated to the theme of demythologization, weaving an influential network of dialogue between different European currents of thought and between the secular philosophical environment and the ecclesiastical one during the years of the Second Vatican Council.
Keywords: Enrico Castelli, Christian existentialism, common sense, demythologization, theology of histor
Gabrieli Francesco
Francesco Gabrieli è stato uno studioso riconosciuto internazionalmente del mondo arabo-islamico, adottando un approccio storico-critico che riflette una prospettiva ispirata allo storicismo crociano. Il suo lavoro ha analizzato, tra l’altro, la nascita e lo sviluppo dell’Islam, la letteratura araba e le dinamiche tra Oriente e Occidente. In tutta questa sua attività egli ha fino all’ultimo rimarcato la propria “origine e fede di occidentale”, pur riconoscendo come i nazionalismi e i colonialismi di marca europea abbiano influito negativamente sul mondo arabo e islamico, sia in sé stesso sia in rapporto alle civiltà non arabe e non islamiche.
Parole chiave: Francesco Gabrieli, cultura araba, Islam, storicismo crociano, rapporto Oriente-Occidente
Francesco Gabrieli was an internationally recognized scholar of the Arab-Islamic world, adopting a historical-critical approach that reflects a perspective inspired by Crocean historicism. His work analyzed, among other things, the birth and development of Islam, Arabic literature, and the dynamics between East and West. Throughout all his activities, he emphasized his “origin and faith as a Westerner” until the very end, while acknowledging how European nationalisms and colonialism negatively impacted the Arab and Islamic world, both in itself and in relation to non-Arab and non-Islamic civilization.
Keywords: Francesco Gabrieli, Arabic culture, Islam, Crocean historicism, East-West relation
Levi Della Vida Giorgio
«Studioso aconfessionale» e «storico “razionalista”», Levi Della Vida vedeva nella storia un «organismo complesso», animato da fattori eterogenei che non si annullano mai reciprocamente o in una dimensione comprensiva superiore, ma devono essere rispettati come tali. In questo contesto, la religione si presenta come una variabile irrazionale peculiare all’uomo che coincide con il bisogno di credere. Il fenomeno religioso sorge in una dimensione preculturale, precosciente, ancora non strutturata spiritualmente, con caratteristiche proprie. Si tratta di un dato non ulteriormente scomponibile o riconducibile a semplici fattori economici, politici, sociali, geografici. D’altra parte, la religione non può avanzare la pretesa di riassorbire, annullare o anche solo di rendere marginali e secondari gli altri fattori culturali che animano una civiltà. Di qui l’atteggiamento critico dello studioso nei confronti del concetto di “storia sacra” e l’appoggio alla libera e laica ricerca storica.
Parole chiave: Giorgio Levi Della Vida, storia delle religioni, fenomeno religioso, critica alla “storia sacra”, metodo storico
“Secular scholar” and “rationalist historian,” Levi Della Vida viewed history as a “complex organism,” driven by heterogeneous factors that never cancel each other out or merge into a higher comprehensive dimension, but must be respected as such. In this context, religion appears as a peculiar irrational variable inherent to humanity that coincides with the need to believe. The religious phenomenon arises in a precultural, preconscious dimension, still not spiritually structured, with its own characteristics. It is a fact that cannot be further decomposed or reduced to simple economic, political, social, or geographical factors. On the other hand, religion cannot claim to absorb, cancel, or even marginalize and subordinate the other cultural factors that animate a civilization. Hence, the scholar\u27s critical attitude towards the concept of “sacred history” and support for free and secular historical research.
Keywords: Giorgio Levi Della Vida, history of religions, religious phenomenon, critique of sacred history, historical metho
Michelstaedter Carlo
Pressoché tutti gli scritti di Carlo Michelstaedter furono pubblicati solo dopo il suo sucidio, prima dagli amici V. Arangio-Ruiz e G. Chiavacci e, più recentemente, in molte altre edizioni che l’hanno reso uno dei filosofi italiani più letti e studiati del primo Novecento. La sua riflessione si radica in un contesto mitteleuropeo attraversato da crisi esistenziali e influenze filosofiche che spaziano da Parmenide e Eraclito fino a Ibsen e Nietzsche. Egli critica la “rettorica”, che rappresenta la sottomissione agli interessi egoistici e alle strutture di potere; alla retorica egli contrappone il “benificio”, inteso come apertura disinteressata all’altro, e la “persuasione” quale aspetto soggettivo di colui che agisce il beneficio: la carica emotiva che lo abita. Figure esemplari di persuasione sono in Michelstaedter non solo esponenti del pensiero filosofico e artistico, ma anche grandi riferimenti religiosi come l’autore dell’Ecclesiaste e Cristo.
Parole chiave: Carlo Michelstaedter; persuasione e rettorica; beneficio; Ecclesiaste; Cristo
Almost all of Carlo Michelstaedter’s writings were published only after his suicide, first by friends V. Arangio-Ruiz and G. Chiavacci, and more recently in many other editions that have made him one of the most read and studied Italian philosophers of the early twentieth century. His reflection is rooted in a Central European context marked by existential crises and philosophical influences ranging from Parmenides and Heraclitus to Ibsen and Nietzsche. He criticizes ‘rhetoric,’ which represents submission to selfish interests and power structures; against rhetoric, he opposes ‘benefit,’ understood as a disinterested openness to the other, and ‘persuasion’ as the subjective aspect of the one who acts for the benefit: the emotional charge that inhabits him. Exemplary figures of persuasion in Michelstaedter are not only representatives of philosophical and artistic thought but also great religious references such as the author of Ecclesiastes and Christ.
Keywords: Carlo Michelstaedter; persuasion and rhetoric; benefit; Ecclesiastes; Chris