UniURB Open Journals (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
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L’autodeterminazione quale coelemento che concorre alla genesi del regolamento degli interessi nei rapporti pubblici. Impatto applicativo dell’atto di autonomia negoziale in funzione sussidiaria o sostitutiva del provvedimento amministrativo
The methodological choice and the hermeneutic option chosen were oriented towards identifying the implications of the regulation of the art. 2645 quater of the Civil Code on the recognition of the freedom to establish, in a regime of autonomy, restrictions on assets, not only for the pursuit of benefits relating to real estate ownership but, also and above all, based on the interests of the person. An approach inclined to safeguard flexibility and functional subsidiarity underlines the limit to the power or faculty of the owner to identify and fix the functional destination of the asset once this has been predetermined by the law. The reference to use evokes the power of enjoyment and, in particular, the benefits that can be derived from the good. Therefore, a first order of issues concerns the selection of utilities susceptible to apprehension. For example, it allows the transcription of destination constraints that arise following the so-called. unilateral acts of obligation in favor of Municipalities or Regions. An example of this are the restrictions with which a property is used for parking, agricultural or tourist uses. Furthermore, the constraint may consist of a commitment not to build for the entire volume available, in order to allow third parties to use the residual volume to build on a larger volume. Negotiative cultural constraints can also be used in the context of agreements for the valorisation of cultural heritage. A further operational area was found in the urban fabric where a complexity manifests itself due to the interrelationship not only of the real relationships with the state apparatus but also to the growing needs of sociality and use of common spaces in a contemporary vision of the city to which a planning capacity and a planning connotation aimed at promoting economic-social cohesion and quality of life are not unrelated. Among these constraints are those envisaged in the urban planning instruments (in a solidarity and territorial governance dimension). For example, contracts classified and for some profiles qualified under public law or for a public purpose which are in turn divided into subcategories into «accessory», «auxiliary» and «replacement» contracts as well as, more generally, contractual activity CD. of private law instrumental to the pursuit of functional action for the promotion of the person.La scelta metodologica e l’opzione ermeneutica prescelta è stata orientata ad individuare le implicazioni della disciplina dell’art. 2645 quater c.c. sul riconoscimento della libertà di costituire, in regime di autonomia, vincoli su beni, non soltanto per il perseguimento di utilità riferibili alla proprietà immobiliare ma, anche e soprattutto, in ragione di interessi della persona. Un approccio incline a salvaguardare la flessibilità e la sussidiarietà funzionale sottolinea il limite al potere o alla facoltà del proprietario di individuare e fissare la destinazione funzionale del bene una volta che questa sia stata predeterminata dall’ordinamento. Il richiamo all’uso evoca il potere di godimento e, in particolare, le utilità che possono trarsi dal bene. Pertanto, un primo ordine di questioni attiene alla selezione delle utilità suscettibili di apprensione. Per esempio, si consente la trascrizione di vincoli di destinazione che sorgono a séguito dei c.dd. atti unilaterali d’obbligo a favore dei Comuni o delle Regioni. Ne sono un esempio i vincoli con i quali si destina un immobile a parcheggio, a usi agricoli o turistici. Inoltre, il vincolo può essere costituito da un impegno a non edificare per tutta la cubatura della quale si dispone, al fine di permettere a soggetti terzi di utilizzare la cubatura residua per poter edificare ad una cubatura superiore. I vincoli culturali di fonte negoziale possono essere utilizzati anche nell’àmbito delle convenzioni per la valorizzazione dei beni culturali. Un’ulteriore àmbito operativo è stato rinvenuto nel tessuto urbano dove si manifesta una complessità dovuta alla interrelazione non soltanto dei rapporti reali con l’apparato statale ma anche alle crescenti esigenze di socialità e di fruizioni di spazi comuni in una visione contemporanea della città alla quale non sono estranee una capacità progettuale e una connotazione programmatoria intesa a promuovere la coesione economica-sociale e la qualità della vita. Fra tali vincoli si annoverano quelli previsti negli strumenti urbanistici (in una dimensione solidaristica e di governo del territorio). Per esempio i contratti classificati e per alcuni profili qualificati di diritto pubblico o ad oggetto pubblico che si articolano a loro volta in sottocategorie in «contratti accessivi», «ausiliari» e «sostitutivi» di provvedimento nonché, piú in generale, l’attività contrattuale c.d. di diritto privato strumentale al perseguimento dell’agire funzionale per la promozione della persona
Antonio Gramsci e la ricerca del “principio educativo”
This work intends to explore the theme of education in the thought of Antonio Gramsci, in the light of an ‘integral’ approach to his intellectual biography. The first part of the paper will reconstruct the centrality of the ‘educational theme’ in the young Gramsci, starting from the years of his university studies up to the birth of ‘integral journalism’. This part of the work will also highlight the influence exerted on the young Gramsci\u27s education by the early 20th century avant-garde, French spiritualism (Bergson, Sorel) and Benedetto Croce. In the second part, the work will examine the Prison Notebooks, and an attempt will be made to reconstruct the link between the lemma ‘philosophy of praxis’ and education.Questo lavoro intende esplorare il tema dell\u27educazione nel pensiero di Antonio Gramsci, alla luce di un approccio “integrale” alla sua biografia intellettuale. Nella prima parte del lavoro si ricostruirà la centralità del “tema educativo” nel giovane Gramsci, a partire dagli anni degli studi universitari fino alla nascita del “giornalismo integrale”. In questa parte del lavoro si evidenzierà anche l\u27influenza esercitata sulla formazione del giovane Gramsci dalle avanguardie del primo Novecento, dallo spiritualismo francese (Bergson, Sorel) da Benedetto Croce. Nella seconda parte, il lavoro esaminerà i Quaderni del carcere, e si tenterà di ricostruire il legame tra il lemma “filosofia della prassi” e l\u27educazione
Sull\u27articolazione tra i tempi della società e quelli dello Stato: Politica e pedagogia nei Quaderni del carcere
The article questions the intrinsic link between pedagogy and hegemony as set out by Gramsci in his Prison Notebooks. To explain the complexity of this relationship and its implications, the article provides a brief analysis of the concept of \u27personality\u27, demonstrating the plurality of temporal layers that constitute it. This also involves examining the Gramscian concept of pedagogy and demonstrating how it involves translating spontaneity into conscious direction. This process can shape both individual personalities and popular will as part of building hegemony. The question is whether Gramsci believed that coercion was the only way in which the nation-state could order the plural personality of the individual and the temporal plurality of society, or whether the state could not be reduced to this task.L’articolo si interroga sul legame intrinseco tra pedagogia ed egemonia formulato da Gramsci nei suoi Quaderni del carcere. Per spiegare la complessità di questo nesso e una serie di sue implicazioni, viene condotta una breve analisi del concetto di “personalità”, mostrando la pluralità di strati temporali che la costituiscono. Ciò implica anche affrontare la nozione gramsciana di pedagogia, mostrando come essa consiste in un processo di traducibilità tra spontaneità e direzione consapevole, e come può plasmare sia la personalità individuale, sia la volontà popolare come parte del processo di costruzione dell\u27egemonia. In tale contesto concettuale, il problema da affrontare è se Gramsci ritiene che la coercizione sia l’unico modo con cui lo Stato-nazione ordina la personalità plurale dell’individuo e la pluralità temporale della società; o se lo Stato non possa essere ridotto a questo compito
Antonio Gramsci e Igiaba Scego. Per un’educazione postcoloniale attraverso la letteratura
This article investigates the pedagogical potential of literature, specifically contemporary postcolonial literature, from a Gramscian perspective. Starting from the observation that Antonio Gramsci has been a major influence in Anglophone postcolonial theory, it aims to translate his thoughts to the context of contemporary Italian postcolonial literature. To this end, it focuses on Gramsci’s outlook on pedagogy in relation to literature and culture, the theme of subalternity, and subject formation as described in the Quaderni del carcere. It confronts his thoughts with a case study of Figli dello stesso cielo. Il razzismo e il colonialismo raccontati ai ragazzi (2021) by Igiaba Scego. This children’s book combines history, lived experience, and fabulation, in order to explain how Italy’s fascist and colonialist history still affects the present. Making use of Gramscian concepts, this essay explores how this and similar narratives could contribute to a postcolonial education in, and possibly a critical transformation of Italian society and its inhabitants.Questo saggio analizza il potenziale pedagogico della letteratura, in particolare della letteratura postcoloniale contemporanea, da una prospettiva gramsciana. Partendo dalla constatazione che Antonio Gramsci ha avuto una grande influenza sulla teoria postcoloniale anglofona, si propone di applicare il suo pensiero al contesto della letteratura postcoloniale italiana odierna. A tal fine, questo contributo si concentra sul pensiero di Gramsci sulla pedagogia in relazione alla letteratura e alla cultura, al tema della subalternità, e alla formazione del soggetto, come descritto nei Quaderni del carcere. Si confronta il suo pensiero con il caso di studio di Figli dello stesso cielo. Il razzismo e il colonialismo raccontati ai ragazzi (2021) di Igiaba Scego. Questo libro per bambini intreccia storia, esperienza vissuta e fabulazione per spiegare come la storia fascista e coloniale dell\u27Italia continui, tutt\u27ora, a condizionare il paese. Attraverso l’uso di concetti gramsciani, il saggio esplora come questa e altre narrazioni simili possano contribuire a un\u27educazione postcoloniale e, potenzialmente, a una trasformazione critica della società italiana e dei suoi abitanti
Gramsci, Il Club di vita morale e i Ricordi di Marco Aurelio
In what follows I analyse elements of stoicism taken by Gramsci from the Meditations di Marcus Aurelius, a text read by Gramsci as a young man, then conveyed to the members of the “Club of Moral Life”, a small study group of young socialists organized in Turin under his direction in 1917-1918. Gramsci uses the Emperor’s memories to teach how and why the individual must comport themselves as ethical and rational members of society and must strive to improve their community through example and teaching. Gramsci also takes from Marcus Aurelius the need to teach the Other to think independently, engage with the new, and attain a democratic view of life, that is, to see the Other as “another myself” who, like the instructor, finds within themself the truth of their life in society and teaches others to do the same. From such a perspective, this goal of self-education (to know oneself better so as to continually become a better person), teach, and act in the political arena (through propaganda and proselytizing) so as to transform ‘molecularly’ the polis are all one and the same.Di seguito verranno analizzati alcuni elementi di stoicismo mutuati da Gramsci dai Ricordi di Marco Aurelio, letti negli anni della sua giovinezza e da lui successivamente trasmessi ai membri del “Club di vita morale”, un piccolo gruppo di studio di giovani socialisti torinesi organizzato sotto la sua direzione nel 1917-1918. Gramsci utilizza le memorie dell’Imperatore per insegnare perché e come l’individuo, parte integrante di una società, deve comportarsi eticamente e ragionevolmente, e adoperarsi per migliorare la comunità circostante attraverso l’esempio e l’insegnamento. Da Marco Aurelio Gramsci mutua altresì l’esigenza di “educare” l’altro a ragionare con la propria testa, ad aprirsi al nuovo e, infine, a giungere ad una concezione democratica della vita, cioè a vedere nel prossimo un “altro me stesso” il quale, come il maestro, cerca in sé stesso la verità della propria vita in società e a sua volta insegna agli altri a fare lo stesso. Vista da una tale prospettiva, l’autoeducazione (conoscersi sempre meglio al fine di migliorarsi di continuo come persona), insegnare quanto appreso e fare politica (fare propaganda e proselitismo) per trasformare molecolarmente la polis sono tutt’uno
Vietare o regolamentare? Utero in affitto come transazione economica
The paper discusses the surrogacy practice according to economic theory. An economic approach to the topic is justified by the development of a global industry exploiting human reproduction technologies. The characteristics of the service provided by the women to the client couple are analysed, shedding light on several intrinsic difficulties in designing a complete and efficient contract to regulate the transaction. In the light of this analysis the paper discusses the recent proposal to regulate a non-commercial form of surrogacy in Italy.L’articolo propone un’analisi della pratica dell’utero in affitto secondo la logica economica. L’approccio economico è giustificato dallo sviluppo della industria procreatica in una vera e propria filiera globale di produzione. Vengono analizzate le caratteristiche della prestazione fornita dalla donna alla coppia committente, mettendo in luce le intrinseche difficoltà che impediscono una contrattualizzazione completa ed efficiente della transazione. Alla luce dei risultati dell’analisi viene discussa la proposta di introdurre in Italia, tramite una opportuna regolamentazione, una forma “solidale” della pratica della gravidanza effettuata per conto di terze persone
La maternità surrogata nella recente Dichiarazione del Dicastero della Dottrina della Fede e la relazione della dignità umana con i diritti umani. Una questione aperta anche sul fronte civile
The recent Declaration on Human Dignity by the Dicastery for the Doctrine of the Faith does not fail to emphasise the link that the biblical value of dignity has with reason, which is capable of recognising this principle. This fruitful connection with the secular side of national and international legal systems helps to promote a path of dialogue, and one that is fruitful, placing man at the centre. On the state front, the wide-ranging discussion between the objective and subjective value dimension that dignity can take on, in an intense work also at a jurisprudential level, becomes the interpretative key in regulating practice, in the arduous search for a point of balance and safeguard of human rights, including new ones.La recente Dichiarazione sulla dignità umana del Dicastero per la Dottrina della Fede non manca di rimarcare il legame che il valore biblico della dignità intrattiene con la ragione, capace di riconoscere questo principio. Questa feconda connessione con la sponda laica propria degli ordinamenti nazionali e internazionali contribuisce a promuovere un cammino dialogante, e fruttifero, ponendo al centro l’uomo. Sul fronte statale l’ampia discussione tra la dimensione valoriale oggettiva e soggettiva che può assumere la dignità, in un intenso lavoro anche a livello giurisprudenziale, diventa la chiave interpretativa nel regolamentare la pratica, nell’affannosa ricerca di un punto di equilibrio e salvaguardia dei diritti umani, anche di nuovi
Il diritto di conoscere le proprie origini delle persone nate in esecuzione di contratti conclusi attraverso cliniche di fertilità
Among the complex legal issues in modern medically assisted procreation, the right to know one\u27s origins is crucial, enshrining a fundamental right of the child recognized by the 1989 CRC. While, historically, legal systems granted powers to ascendants over descendants, today\u27s focus must be on protecting those born through donor gametes who do not intend to become parents. Monitoring fertility clinics is essential to guarantee this right to children of complex ancestry, as clinics face conflicts of interest when treating persons in situations of \u27procreative vulnerability.\u27 Preventing children from lacking origin information is vital in market regulation. Access to origins protects individual rights, prevents human trafficking, and reduces exploitation risks, particularly for women undergoing oocyte retrieval or pregnancy. The solution proposed aims at averting the replication of historical tragedies as the illegal adoption practices in the context of ART and surrogacy.Tra le complesse questioni giuridiche della procreazione medicalmente assistita, il diritto di conoscere le proprie origini, sancito dalla Convenzione di New York del 1989 (CRC), assume particolare rilevanza. Oltre a essere fondamentale per l\u27infanzia, incide sul rapporto tra ascendenti e discendenti. Storicamente, gli ordinamenti hanno attribuito ai primi una vera e propria potestà sui secondi. Sulla scorta della CRC, occorre garantire alle persone nate con gameti di terzi il diritto di chiedere e ottenere, salvo motivi ostativi, informazioni sulle proprie origini. Prevenire il rischio che non abbiano riferimenti sulle origini è cruciale nella regolamentazione del mercato di gameti, considerato il conflitto di interesse in cui versano le cliniche di fertilità quando propongono i loro servizi a persone in situazione di “vulnerabilità procreativa”. L\u27accesso alle origini protegge i diritti individuali, riduce i rischi di sfruttamento, in particolare per le donne che si sottopongono al prelievo di ovociti o a gravidanze, e previene traffici di esseri umani, già tragicamente sperimentati in varie parti del pianeta in relazione alle adozioni illegali
Il residuo della libertà
Introduction to the thematic section of the journal Studi Urbinati concerning prison, addressing its critical issues with different scientific approaches to identify possible solutionsIntroduzione alla sezione tematica della rivista riguardante il carcere, affrontato nelle sue criticità con diversi approcci scientifici, anche per individuare possibili soluzion