UniURB Open Journals (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
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    Identità civica e forme dell’inclusione

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    Condizione di disabilità e stato di salute del lavoratore alla luce del decreto legislativo n. 62 del 2024

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    The legislative decree n. 62/2024 has a strong impact on the legal framework in the field of disability. It is a wide-ranging reform that affects many aspects, including: the evaluation criteria, the disability assessment process, measures to support an independent life. The aim of this paper is to analyze the innovations introduced by the reform, highlighting the aspects of greater relevance for the labour law perspective, and to point out some critical aspects.Il decreto legislativo n. 62/2024 cambia il quadro normativo in materia di disabilità; si tratta di una riforma organica che incide su numerosi aspetti, tra cui: i criteri di valutazione, l’iter di accertamento della disabilità, le misure a sostegno di una vita indipendente. Il contributo si propone di analizzare le principali novità introdotte dalla riforma, evidenziandone gli aspetti di maggiore rilevanza per la prospettiva giuslavoristica, e mettendo in luce alcuni aspetti critici

    Profili critici della sicurezza e della tutela della salute dei lavoratori agricoli

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    As a result of the “Stati generali della salute e della sicurezza sul lavoro” held at the Chamber of Deputies in the autumn of 2024, the article critically illustrates the (few) provisions that Legislative Decree no. 81 of 2008 devotes to agricultural labour safety and the rules for simplifying training and health surveillance of seasonal workers in the agricultural sector; of the latter, it appreciates the attempt to enhance the system of bilateral organizations to obviate the difficulty of requiring - often small - agricultural entrepreneurs to bear the burden of full training and health surveillance for workers destined to work for them sometimes only for a few days. The article goes on to illustrate the lights and shadows of the system of calls for tenders for the financing of safety measures (machinery modernisation) for agricultural work and the EU rules on social conditionality. The appendix contains INAIL data on the accident phenomenon in agricultural work.In esito agli “Stati generali della salute e della sicurezza sul lavoro” svoltisi presso la Camera dei Deputati nell’autunno 2024 l’articolo illustra criticamente le (poche) disposizioni che il d.lgs. n. 81 del 2008 dedica alla sicurezza del lavoro agricolo e le norme per la semplificazione in materia di formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali del settore agricolo; di queste ultime si apprezza il tentativo di valorizzare il sistema degli enti bilaterali per ovviare alla difficoltà di richiedere a – spesso piccoli - imprenditori agricoli di addossarsi gli oneri di una piena formazione e di una piena sorveglianza sanitaria per lavoratori destinati ad operare presso di essi talora solo per pochi giorni. L’articolo prosegue illustrando le luci e le ombre del sistema dei bandi per il finanziamento di misure di sicurezza (ammodernamento dei macchinari) del lavoro agricolo e delle norme dell’Unione europea sulla condizionalità sociale. In appendice i dati dell’INAIL sul fenomeno infortunistico nel lavoro agricolo

    L’art. 26 del d.lgs. n. 81/2008 e la disciplina dei cantieri temporanei o mobili, fra norma generale e norma speciale

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    The essay focuses on the relationship between Article 26 Legislative Decree No. 81/2008 and the regulation of temporary or mobile construction sites as reconstructed in terms of the association between general and special rules. It analyzes in particular, also in the light of the jurisprudential developments on the subject, the case in which construction work is contracted out by intra-company procurement.Il saggio si concentra sul rapporto fra art. 26 d.lgs. n. 81/2008 e disciplina dei cantieri temporanei o mobili ricostruito in termini di relazione fra norma generale e norma speciale, analizzando in particolare, anche alla luce dell’elaborazione giurisprudenziale in materia, il caso in cui i lavori edili siano affidati con appalto endoaziendale

    Sicurezza del lavoro in appalto e ruolo del Committente: breve cronologia giuridica del principio di responsabilità

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    The essay deals with the issue of the Contractor’s liability for accidents in the procurement chain, examining the legislative development and criminal and civil jurisprudence. The Author underlines the slow erosion of the original principle of the Contractor’s exemption from the duty of safety and his liability for damages towards the workers used in the contract, also as a result of the evolution of the EU regulatory framework.Il saggio affronta il tema della responsabilità del Committente per gli infortuni nella catena di appalti, esaminando lo sviluppo legislativo e della giurisprudenza penale e civile. L’A. sottolinea il processo di lenta erosione dell’originario principio dell’esonero del Committente rispetto all’obbligo di sicurezza e alla sua responsabilità per danni nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto, anche in conseguenza dell’evoluzione del quadro normativo dell’Ue

    Posizioni di garanzia «originarie» e «derivate» nel diritto penale del lavoro: i punti aperti in un microsistema costituzionalmente organico

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    The essay addresses the topic of guarantee positions in labour criminal law, beginning with some methodological premises, relating, for example, to the role played in this field by pre-understanding, to the fortunately increasing dialogue between case law and legal scholarship, and to the primacy of the textual provision. It then sets out an overall framework concerning, inter alia, the meaning of the principle of effectiveness and the notion of mesocriminality. The analysis of the «original» guarantee positions places emphasis on the most controversial figures: namely the works director, the worker, the workers’ safety representative, and the head of the prevention and protection service. In examining the «derivative» guarantee positions, greater attention is devoted to the issue of the residual duty of supervision incumbent upon the employer: it is argued that the adoption and effective implementation of the verification and control model referred to in Article 30, paragraph 4, of Legislative Decree 81/2008 corresponds to an absolute presumption of fulfilment of that duty.Il saggio affronta il tema delle posizioni di garanzia penal-lavoristiche, partendo da alcune premesse di metodo, relative per esempio al ruolo che riveste la precomprensione anche in questa materia, al dialogo fortunatamente crescente tra giurisprudenza e dottrina, e alla legalitariamente necessaria priorità del dettato testuale. Si svolge poi un quadro d’insieme relativo, fra gli altri, al significato del principio di effettività e alla nozione di mesocriminalità. L’analisi delle singole posizioni di garanzia «originarie» pone l’enfasi sulle figure più controverse del direttore dei lavori, del lavoratore, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Nell’esame delle posizioni di garanzia «derivate» la maggiore attenzione è riservata al tema del residuo obbligo di vigilanza che compete al datore di lavoro: si argomenta come l’adozione ed efficace attuazione del modello di verifica e controllo di cui all’art. 30, comma 4, del d.lgs. n. 81/2008 corrisponda a una presunzione assoluta circa l’assolvimento dell’obbligo

    Al crocevia fra orario di lavoro, tutela della salute e malattie professionali: il caso dei lavoratori “senza tempo”

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    The essay investigates the role that working time plays in the development of occupational diseases and seeks to offer a contribution to the interpretation of Article 17, paragraph 5 of Legislative Decree No. 66/2003 from a social-security standpoint. In reconstructing this role, the analysis highlights the significance of occupational health and safety regulations and, above all, of the system of health surveillance embedded therein. Such surveillance ought to treat working time as a specific risk factor and to implement more effective preventive measures with regard to the intensification of work, which is, in itself, inherently hazardous. The assessment focuses in particular on so-called “timeless workers”, outlining that the quantification of working hours is of considerable importance for the regulatory framework governing occupational diseases, and offering at the end a specific insight into smart working.Il saggio analizza il ruolo che l’orario di lavoro ha nella insorgenza di una malattia professionale e mira a fornire un contributo alla lettura dell’art. 17, comma 5, del d.lgs. n. 66/2003 dalla prospettiva della normativa previdenziale. Nella ricostruzione di tale ruolo emerge la rilevanza della normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori e, soprattutto, della sorveglianza sanitaria ivi contenuta. Essa dovrebbe considerare l’orario di lavoro come un rischio specifico e realizzare una più efficace prevenzione rispetto alla intensificazione del lavoro che si presenta di per sé pericolosa. L’analisi si concentra, in particolare, sui lavoratori “senza tempo”, mostrando come per la disciplina contro le malattie professionali sia molto rilevante la quantificazione dell’orario e si conclude con una riflessione specifica sullo smart working

    A proposito della presentazione della nuova edizione italiana del primo libro del Capitale

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    Marx, a braccio. Intorno a un passo del primo libro de Il Capitale

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    La regolazione degli attori digitali tra conformazione ai diritti fondamentali e preservazione della struttura concorrenziale dei mercati

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    The rights-driven approach followed by the European legislator in regulating the digital economy, endorsing some interpretations of Articles 41-47 of the Constitution proposed by the doctrine, is characterized by acting as a guarantee with respect to the enjoyment of fundamental rights of the person, operating in terms of conformity to such claims of the free economic initiative that takes place (also) on (or through) digital markets, thus placing an external limit. This is a regulatory activity carried out by public authorities in light of the recognized inadequacy and dangers inherent in self-regulation by the digital actors themselves which, however, rather than in the exercise of an administrative function of regulation (of the markets), translates into an activity (with much broader boundaries) of conformity of certain activities carried out through new technologies in order to achieve social objectives that, in its absence, would not be achieved. The regulation of the digital phenomenon is therefore difficult to limit exclusively within the scope of an administrative regulatory function, qualifying more properly as a standardization activity, sometimes supported by an administrative implementation-executive activity with variable boundaries and an enforcement activity carried out by administrative authorities (central or peripheral) with specific sanctioning powers, or, having as their aim that of conforming certain economic activities, carried out through technological tools or through access to digital markets, to the fundamental rights of the person in light of the overall framework of constitutional guarantees emerging from the European Union system. The position that this work intends to support is that the Digital Market Act, instead, deserves a separate discussion. In fact, it seems to still operate in order to shape private economic activities, but it impacts on the different level of the organizational structure of digital markets, by implementing an administrative regulation of the markets with the aim of preserving the operation (within them) of the competitive principle in order not to seek efficiency in an economic sense but rather to protect a pluralistic economic and social structure to be understood as a necessary prerequisite of our democratic-constitutional structure founded on the principle of popular sovereignty.L’approccio rights-driven seguito dal legislatore europeo nella regolazione dell’economia digitale, avallando alcune letture degli artt. 41-47 Cost. proposte dalla dottrina, si caratterizza per porsi in funzione di garanzia rispetto al godimento dei diritti fondamentali della persona, operando in termini di conformazione a tali pretese della libera iniziativa economica che si svolge (anche) sui (o attraverso i) mercati digitali, ponendo dunque un limite esterno. Trattasi di un’attività di regolazione posta in essere dai pubblici poteri alla luce della riconosciuta inadeguatezza e dei pericoli insiti nell’autoregolazione da parte degli stessi attori digitali che, tuttavia, più che nell’esercizio di una funzione amministrativa di regolazione (dei mercati), si traduce in una attività (dai confini ben più ampi) di conformazione di determinate attività svolte attraverso le nuove tecnologie al fine di raggiungere obiettivi sociali che, in sua assenza, non verrebbero raggiunti. La regola(menta)zione del fenomeno digitale risulta perciò difficilmente circoscrivibile esclusivamente all’interno del perimetro di una funzione amministrativa di regolazione, qualificandosi più propriamente come un’attività di normazione, talvolta supportata da un’attività attuativo-esecutiva in sede amministrativa dai confini variabili e una di enforcement posta in essere da autorità amministrative (centrali o periferiche) dotate di specifici poteri sanzionatori, ovvero, aventi come scopo quello di conformare determinate attività economiche, realizzate mediante gli strumenti tecnologici o attraverso l’accesso ai mercati digitali, ai diritti fondamentali della persona alla luce del complessivo quadro di garanzie costituzionali emergenti dall’ordinamento eurounitario. La posizione che si intende sostenere in questo lavoro è che un discorso a parte meriterebbe, invece, il Digital Market Act. Esso sembra infatti operare pur sempre in funzione di conformazione delle attività economiche private, incidendo però sul diverso piano della struttura organizzativa dei mercati digitali, ponendo in essere un’attività di regolazione amministrativa dei mercati avente come scopo quello di preservare l’operatività (all’interno di essi) del principio concorrenziale in funzione, non della ricerca dell’efficienza in senso economico bensì, della tutela di un assetto economico e sociale pluralistico da intendersi quale necessario presupposto del nostro assetto democratico-costituzionale fondato sul principio di sovranità popolare

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