UniURB Open Journals (Università degli Studi di Urbino Carlo Bo)
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    Babolin Albino

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    La riflessione filosofica del gesuita Albino Babolin si concentrò in primo luogo sul tema dell’alterità; a partire da studi su autori come M. Buber e R. Guardini, Babolin cerca il fondamento dell’alterità «nel suo Ursprung originario, nell’Assoluto», considerando la persona come alterità, come «datità dinamica», caratterizzata dalla tensione della sua struttura trascendentale «a ricevere l’essere e a rimanere radicata nell’essere». Babolin tematizzò, inoltre, una Filosofia della religione come disciplina autonoma, con una specifica metodologia critica. Fondò il “Centro internazionale di studi di Filosofia della religione” e promosse la ricerca storico-filosofica sul tema, con particolare attenzione alla tradizione inglese del XVII e XVIII secolo. Con una vasta produzione editoriale e l’organizzazione di convegni internazionali, contribuì allo sviluppo della Filosofia della religione in Italia, in rapporto con il più vasto contesto internazionale. Parole chiave: Albino Babolin, Filosofia della religione, alterità, Assoluto, persona.   The philosophical reflection of the Jesuit Albino Babolin primarily focused on the theme of otherness; starting from studies on authors such as M. Buber and R. Guardini, Babolin seeks the foundation of otherness “in its original Ursprung, in the Absolute,” considering the person as otherness, as “dynamic givenness,” characterized by the tension of its transcendental structure “to receive being and to remain rooted in being.” Babolin also thematized a Philosophy of Religion as an autonomous discipline, with a specific critical methodology. He founded the “International Center for Studies in the Philosophy of Religion” and promoted historical-philosophical research on the subject, with particular attention to the English tradition of the 17th and 18th centuries. Through extensive editorial work and the organization of international conferences, he contributed to the development of the Philosophy of Religion in Italy, in relation to the broader international context. Keywords: Albino Babolin, Philosophy of Religion, otherness, Absolute, person

    Calogero Guido

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    Guido Calogero è stato un filosofo italiano noto per la sua concezione dialogica della coscienza e per la sua teoria del liberalsocialismo. Formatosi sotto l’influenza di G. Gentile, se ne distaccò precocemente sviluppando una originale filosofia del dialogo basata sulla relazione deontologica tra le coscienze. Attivo nei dibattiti politici e culturali, fu tra i fondatori del Partito d’Azione e subì il carcere fascista. Nella sua riflessione sulla religione, sostenne l’evoluzione etica della coscienza religiosa e criticò ogni irrigidimento dogmatico, apprezzando le aperture di scritti come la Pacem in terris di Giovanni XXII. Difese la laicità dello Stato e criticò ogni forma di provvidenzialismo, non solo di tipo trascendente, ma anche immanente. Parole chiave: Guido Calogero, filosofia del dialogo, religione ed etica, Stato laico, critica al provvidenzialismo   Guido Calogero was an Italian philosopher known for his dialogical conception of consciousness and his theory of liberalsocialism. Initially influenced by G. Gentile, he distanced himself early on, developing an original philosophy of dialogue based on the deontological relationship between consciences. Active in political and cultural debates, he was one of the founders of the Action Party and suffered imprisonment under the fascist regime. In his reflections on religion, he advocated for the ethical evolution of religious consciousness and criticized any dogmatic rigidity, appreciating the openings in writings such as Pacem in terris by John XXIII. Calogero defended the secularism of the state and criticized all forms of providentialism, not only of a transcendent type but also of an immanent one. Keywords: Guido Calogero, philosophy of dialogue, religion and ethics, secular state, critique to providentialis

    Capograssi Giuseppe

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    Giuseppe Capograssi fu un influente filosofo del diritto e della politica, professore a Sassari, Macerata, Padova, Napoli, Roma. Il suo pensiero è dominato e mosso dall’esperienza etica (giuridica e morale) concepita come difesa dal male e altrettanto radicalmente tale pensiero pone il problema dell’irriducibilità del male all’orizzonte etico e del rinvio a uno spazio che, collocandosi oltre l’etico, ben può dirsi religioso, riallacciandosi esplicitamente alla tradizione cristiana da Agostino a Rosmini. La sua riflessione si apre così alla prospettiva religiosa e alla redenzione, concepita non come superamento dialettico, ma come evento soterico che trova espressione nella Croce e nella Resurrezione. Il suo pensiero storico si ispira a Vico, opponendosi a una concezione hegeliana della Provvidenza e ponendo al centro la sofferenza e la misericordia come chiavi di lettura della storia. Parole chiave: Giuseppe Capograssi, filosofia del diritto, esperienza etica, male, redenzione   Giuseppe Capograssi was an influential philosopher of law and politics, a professor in Sassari, Macerata, Padua, Naples, and Rome. His thought is dominated and driven by ethical experience (both legal and moral), conceived as a defense against evil, and, equally radically, this thought raises the problem of the irreducibility of evil to the ethical horizon and refers to a space that, positioned beyond the ethical, can rightly be called religious, explicitly reconnecting to the Christian tradition from Augustine to Rosmini. His reflection thus opens up to a religious perspective and redemption, conceived not as a dialectical overcoming, but as a soteriological event that finds expression in the Cross and the Resurrection. His historical thought is inspired by Vico, opposing a Hegelian conception of Providence and placing suffering and mercy at the center as keys to understanding history. Keywords: Giuseppe Capograssi, philosophy of law, ethical experience, evil, redemptio

    Juvalta Erminio

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    Erminio Juvalta sviluppa un’impostazione etica basata sulla distinzione tra le motivazioni “esecutive” e un livello “giustificativo” logico-formale. La sua filosofia difende la libertà morale e religiosa come diritti fondamentali, sottolineando il principio di reciprocità tra i membri della società. Pur riconoscendo il ruolo storico della religione nell’evoluzione dell’etica, Juvalta mantiene una netta distinzione tra morale e metafisica, affermando che il valore della libertà individuale risiede nella capacità di rispettare e accogliere la pluralità delle credenze. Il suo pensiero rappresenta una delle più articolate difese della libertà religiosa nella filosofia italiana del primo Novecento, insistendo sull’autonomia della coscienza morale come garante della dignità personale. Parole chiave: Erminio Juvalta, libertà religiosa, reciprocità, morale e metafisica, giustizia sociale   Erminio Juvalta develops an ethical approach based on the distinction between “executive” motivations and a “justificatory” logical-formal level. His philosophy defends moral and religious freedom as fundamental rights, emphasizing the principle of reciprocity among society’s members. While acknowledging the historical role of religion in ethical evolution, Juvalta maintains a clear distinction between morality and metaphysics, asserting that individual freedom’s value lies in the ability to respect and embrace the plurality of beliefs. His thought represents one of the most articulated defenses of religious freedom in early 20th-century Italian philosophy, insisting on the autonomy of moral conscience as the guarantor of personal dignity. Keywords: Erminio Juvalta, religious freedom, reciprocity, morality and metaphysics, social justic

    Lamacchia Ada

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    Per molti anni docente di storia della filosofia a Bari, Ada Lamacchia sviluppa una lettura originale della filosofia kantiana della religione, evidenziando la dinamica tra metafisica e critica come cifra distintiva del pensiero trascendentale, perché la metafisica deve dar prova di sé nella verifica continua circa le possibilità della conoscenza (metafisica come critica), e la conoscenza va definita in riferimento costitutivo a ciò che non è definibile dall’intelletto finito (critica come metafisica). In questo quadro, ella sottolinea che «la nozione di fede religiosa si radica nella consapevolezza dei limiti della ragione e nella esigenza della ragione stessa di trascendersi e di appellarsi all’Infinito, all’Essere necessario», mentre in uno studio sulla cognitio symbolica evidenzia il ruolo dell’immaginazione e del simbolo nell’accesso al soprasensibile, mettendo in parallelo le argomentazioni di Kant e Tommaso d’Aquino sull’argomento. Parole chiave: Ada Lamacchia, Kant, filosofia della religione, dinamica di metafisica e critica, cognitio symbolica   For many years a professor of the history of philosophy in Bari, Ada Lamacchia develops an original interpretation of Kant’s philosophy of religion, highlighting the dynamic between metaphysics and critique as a distinctive feature of transcendental thought. This is because metaphysics must prove itself through continuous verification regarding the possibilities of knowledge (metaphysics as critique), and knowledge must be defined in a constitutive reference to what cannot be defined by finite intellect (critique as metaphysics). In this context, she emphasizes that “the notion of religious faith is rooted in the awareness of the limits of reason and in the very demand of reason to transcend itself and appeal to the Infinite, to the Necessary Being.” Meanwhile, in a study on symbolic cognition, she highlights the role of imagination and symbol in accessing the supersensible, paralleling the arguments of Kant and Thomas Aquinas on the subject. Keywords: Ada Lamacchia, Kant, philosophy of religion, dynamic between metaphysics and critique, cognitio symbolic

    Olgiati Francesco

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    Francesco Olgiati fu tra i più vicini sodali dello psicologo francescano A. Gemelli nella fondazione della «Rivista di Filosofia neo-scolastica» e della Università Cattolica di Milano. Approcci metodologici empirico-fenomenisti o idealistico-storicisti possono risultare per Olgiati selettivamente utili per offrire conoscenze parziali nell’ambito naturale o storico, ma restano, conclusivamente, insufficienti di fronte alla realtà in quanto tale. Di fronte a questa insufficienza egli vede invece aperta la strada per una riattualizzazione di posizioni metafisiche che da un lato mantengano nettamente distinta la realtà come tale dalla sua conoscenza e dall’altro trovino il fondamento primo e ultimo di tale realtà oltre essa stessa. Per questa via egli ritiene, dunque, perseguibile una filosofia improntata al tomismo metafisico che coesista con le moderne scienze naturali e storiche. Parole chiave: Francesco Olgiati, neoscolastica, metafisica, trascendenza, fenomenismo   Francesco Olgiati was among the closest associates of the Franciscan psychologist A. Gemelli in the founding of the “Rivista di Filosofia neo-scolastica” and the Catholic University of Milan. Empirical-phenomenologistic or idealistic-historicist methodological approaches may be selectively useful for Olgiati in providing partial knowledge in the natural or historical realm, but they ultimately remain insufficient in the face of reality as such. In light of this insufficiency, he sees an opportunity for a reactivation of metaphysical positions that, on one hand, clearly distinguish reality as such from its knowledge, and on the other, find the first and ultimate foundation of that reality beyond itself. Through this path, he believes that a philosophy rooted in metaphysical Thomism can coexist with modern natural and historical sciences. Keywords: Francesco Olgiati, Neo-Scholastic, metaphysics, transcendence, phenomenism      &nbsp

    Preti Giulio

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    Professore di storia della filosofia a Firenze, Giulio Preti vide con sospetto sintesi troppo facilmente armonizzanti tra l’argomentazione teorica e la ricerca storiografica. A livello storiografico, Preti si interessò, tra l’altro, ai conflitti e alle tensioni filosofico-religiose della prima modernità e studiò il pensiero religioso di B. Pascal e di G.W. Leibniz, giudicandoli entrambi stimolanti dal punto di vista teorico – nel paradosso, per il primo, e nel razionalismo universalistico, per il secondo - ma entrambi perdenti dal punto vista storico-ecclesiastico. Un rapporto fortemente antinomico tra religione e scienza, a tutto vantaggio di quest’ultima, è trattato direttamente in un capitolo dell’opera teoreticamente più impegnativa di Preti, Praxis ed empirismo, accusando le posizioni del più o meno sofisticato agnosticismo contemporaneo di non prendere abbastanza posizione su questo rapporto. Parole chiave: Giulio Preti, filosofia e storia della filosofia, pensiero religioso di Pascal, pensiero religioso di Leibniz, scienza e religione   Professor of the history of philosophy in Florence, Giulio Preti viewed with suspicion overly harmonious syntheses between theoretical argumentation and historiographical research. At the historiographical level, Preti was interested, among other issues, in the conflicts and philosophical-religious tensions of the early modern period and studied the religious thought of B. Pascal and G.W. Leibniz, considering both stimulating from a theoretical standpoint – in the paradox for the former, and in universalistic rationalism for the latter – but both losing from a historical-ecclesiastical perspective. A strongly antinomic relationship between religion and science, to the advantage of the latter, is directly addressed in a chapter of Preti’s theoretically most demanding work, “Praxis and Empiricism,” accusing the positions of more or less sophisticated contemporary agnosticism of not taking a strong enough stance on this relationship. Keywords: Giulio Preti, philosophy and history of philosophy, religious thought of B. Pascal, religious thought of G.W. Leibniz, science and religio

    Raschini Maria Adelaide

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    Nella prospettiva platonico-agostiniana di A. Rosmini, integrata da M.F. Sciacca, Maria Adelaide Raschini ritiene che l’uomo conosca la sua finitezza soltanto in virtù della consapevolezza che qualcosa gli manca e sempre gli mancherà: sapersi come limite ed essere consapevole dell’infinito potenziale che gli si apre e che lo connota come libero. Dopo aver così sostenuto che la libertà di scegliere ed agire è possibile solo su una base metafisica, contrastando l’antropologia materialistica, Raschini riconnette tale base metafisica alla tradizione cristiana, vista come una trasmissibilità concepibile solo in base al fondamento del pensare, laddove ella ritiene così di giustificare la tradizione in quanto problematica, non in quanto sterilmente autoreferenziale. Parole chiave: Maria Adelaide Raschini, Tradizione cristiana, Platonismo agostiniano, Metafisica, Fondamento del pensare   In the Platonic-Augustinian perspective of A. Rosmini, integrated by M.F. Sciacca, Maria Adelaide Raschini maintains that man knows his finiteness only by virtue of the awareness that something is missing and will always be missing: to know oneself as a limit and to be aware of the infinite potential that opens up before him, which characterizes him as free. After asserting that the freedom to choose and act is possible only on a metaphysical basis, contrasting with materialistic anthropology, Raschini reconnects this metaphysical basis to the Christian tradition, seen as a transmissibility that can only be conceived based on the foundation of thought, where she maintains she justifies tradition as problematic, not as sterilely self-referential. Keywords: Maria Adelaide Raschini, Christian tradition, Augustinian Platonism, Metaphysics, Foundation of thinkin

    Salvatorelli Luigi

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    Già in gioventù Luigi Salvatorelli affrontò temi molto impegnativi riguardo alla storia generale delle religioni e alla storia delle origini del cristianesimo, praticando un modo di lavoro che definì «laico», in quanto né apologetico, né, come diceva, «antiapologetico». Nel proprio lavoro di storico del cristianesimo, Salvatorelli cercò, innanzitutto, di indagare, dall’interno, la storia delle comunità originarie, nel loro specificarsi e individualizzarsi rispetto al contesto giudaico iniziale, per passare poi allo studio dell’ulteriore sviluppo delle comunità cristiane nei contesti di diverse situazioni storico-sociali e storico-politiche, fino all’epoca contemporanea. Valutò positivamente il Concilio Vaticano II in cui vide un segno di una costruttiva «confluenza tra valori e interessi umani e credenze trascendenti», in un dialogo tra ragione e fede, rispettoso della libertà politica e spirituale. Parole chiave: Luigi Salvatorelli, storia delle religioni, storia del cristianesimo, religione e politica, libertà politica e spirituale   Even in his youth, Luigi Salvatorelli tackled very challenging themes regarding the general history of religions and the history of the origins of Christianity, practicing a method of work that he defined as ‘secular,’ as it was neither apologetic nor, as he said, ‘anti-apologetic.’ In his work as a historian of Christianity, Salvatorelli sought, firstly, to investigate, from within, the history of the original communities, in their specification and individualization in relation to the initial Jewish context, and then to study the further development of Christian communities in the contexts of various historical-social and historical-political situations, up to the contemporary era. He viewed the Second Vatican Council positively, seeing it as a sign of a constructive “confluence between human values and interests and transcendent beliefs,” in a dialogue between reason and faith, respectful of political and spiritual freedom. Keywords: Luigi Salvatorelli, history of religions, history of Christianity, religion and politics, political and spiritual freedo

    Regolazione del mercato e autonomia contrattuale

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    The essay addresses the issue of the relationship between contractual autonomy and regulation in regulated credit and savings markets. Starting from the adoption of a historical perspective in the analysis of the content and limits of contractual autonomy, the author argues that the intervention of the supervisory authorities on the dynamics of the contract is not only aimed at guaranteeing the full and correct exercise of private autonomy, but also at conforming the contract in function of the regulation of the market and, therefore, the pursuit of the purposes of supervision. On the basis of these theoretical premises, the essay examines some significant examples of the impact of market regulation on the exercise of contractual autonomy. In particular: shareholders\u27 agreements in listed companies, ius poenitendi in the off-premises offer of financial instruments, the assessment of credit worthiness in consumer credit.Il saggio affronta il tema dei rapporti fra autonomia contrattuale e regolazione nei mercati regolati del credito e del risparmio. Muovendo dalla adozione di una prospettiva storica nella ricostruzione del contenuto e dei limiti dell’autonomia contrattuale, l’autore sostiene la tesi secondo cui l’intervento delle autorità di vigilanza sulle dinamiche del contratto non mira, semplicemente, ad assicurare il pieno e corretto svolgimento dell’autonomia privata, ma anche a conformare il contratto in funzione della regolazione del mercato e, dunque, del perseguimento delle finalità della vigilanza. Sulla base di queste premesse teoriche, il saggio esamina alcuni istituti che evidenziano maggiormente l’impatto della regolazione dei mercati sull’esercizio dell’autonomia contrattuale. In particolare: i patti parasociali nelle società quotate, il ius poenitendi nell’offerta fuori sede di strumenti finanziari, la valutazione del merito creditizio nel credito ai consumatori

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