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"mirabile nel disegno”: Bisanzio nelle collezioni italiane del Settecento
Il saggio è dedicato al collezionismo settecentesco di manufatti artistici bizantini con un rapido focus su tre città: Roma, Venezia e Ravenna. Le opere “greche” o “greche moderne”, come erano definiti fino a tutto il Settecento i manufatti bizantini o postbizantini, erano raccolte soprattutto come testimonianza storica o devozionale. Il giudizio estetico di fatto risulta ambiguo, più spesso negativo ma talvolta anche positivo, specie nel caso di oggetti nei quali appare evidente l’eredità antica. Molti pezzi erano retrodatati per aumentarne il prestigio ed eventualmente il valore sul mercato. L’interesse per Bisanzio nel XVIII secolo fu una tappa fondamentale nella riscoperta del Medioevo e delle radici dell’arte cristiana
Understanding-by-Building Coexistence: Maturana and the Constructivist Roots of Human–Robot Coevolution
I take Humberto Matura-
na’s reflections on robotics, as expressed
in his interview with Ignacio Muñoz-Cris-
ti, as a starting point to explore their rel-
evance for contemporary social robotics.
I suggest that Maturana’s relational con-
ception of sociality offers a framework
for understanding why social robots are
becoming part of human coexistence,
and outline a constructivist approach to
sustaining relational life
La ricostruzione virtuale del patrimonio ecclesiastico post-sisma
Il progetto di ricostruzione virtuale della chiesa
di San Fortunato a Pinaco Arafranca (Amatrice),
sviluppato nell’ambito del PNRR M1C3 – Intervento
2.2, mira a restituire alla comunità la conoscenza di
un bene profondamente danneggiato dal sisma del 24
agosto 2016, valorizzando non solo gli aspetti materiali
dell’edificio, ma anche il patrimonio immateriale
legato alla memoria collettiva, ai vissuti e alle
tradizioni locali. La ricostruzione digitale, realizzata
tramite tecniche di modellazione 3D basate su rilievi,
ricerche d’archivio e testimonianze orali, ha permesso
di salvaguardare e tramandare sia gli aspetti tangibili
dell’edificio che quelli intangibili legati alla memoria e
all’identità collettiva
“Opening the Black Box: Configuring the Algorithm of a GPT-Based Professional Writing Coach”
This article investigates the pedagogical configuration of the Professional Writing Coach (PWC), a GPT-based chatbot developed to support university students in learning professional writing within an English-Medium Instruction (EMI) context. Unlike many studies that broadly assess the impact of generative AI, this paper focuses on its structured use within the classroom as an integrated component of instructional design. It opens the “black box” of chatbot creation, detailing the epistemic foundations, modular architecture, interaction rules, and embedded evaluation rubrics that inform the PWC’s development. Drawing on Berlyne’s theory of epistemic curiosity and Floridi’s concept of semantic capital, the chatbot is framed as a cognitive and dialogic tutor that fosters rhetorical awareness, learner agency, and iterative self-revision. Crucially, the PWC is not designed to simply generate professional texts, but to teach students how to write them — through guided prompting, reflective questioning, and dialogic engagement. The article positions this approach as a rethinking of authorship, responsibility, and the instructor’s role in AI-augmented writing education
Premio Compasso d'Oro. Tender 1984, Lola 1989, Laleggera 1998, Ripples 2004, Takaje Vacuum Seal 2014, Lucetta 2016, Origami 2018, Hannes 2020, Easy Covid-19 2022. Testi critici
Tecnoestetica.Immaginari e pratiche fra musica elettronica e arti visive
La tesi indaga il concetto di tecno-estetica, esplorando le intersezioni tra musica elettronica popular e arti visive in relazione allo sviluppo tecnologico della società. Dalle trasformazioni di inizio Novecento all’avvento di Internet alla fine del secolo, ci si concentra sul rapporto uomo-macchina e sulle sue ripercussioni in musica e arte. Si approfondiscono, dal punto di vista formale, della produzione e dell’immaginario, movimenti artistici e generi di musica elettronica. La fruizione di questi ultimi viene presentata all’insegna dell’idea di sublime tecnologico, collegata alla teoria degli affetti. Infine, si esaminano corporeità e vocalità alla luce delle teorie cyborg e postumane, ricostruendo genealogie e immaginari che uniscono arte e tecnologia