Archivio Istituzionale della Ricerca- Università degli Studi di Foggia
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La giurisprudenza di merito torna sulla soggettività tributaria dei trust ai fini IMU
La Corte di Giustizia Tributaria di II Grado dell’Abruzzo, operando una interpretazione formale del presupposto IMU, attribuisce al trustee la soggettività tributaria in virtù della mera intestazione dei cespiti immobiliari.
Tuttavia, l’introduzione della nuova lett. g-bis all’art. 1, comma 759, della L. 27 dicembre 2019, n. 160 e la recente sentenza 18 aprile 2024, n. 60 della Corte costituzionale offrono importanti indicazioni per una esegesi funzionale del presupposto IMU, che si sostanzia nell’esercizio di un potere dispositivo ed effettivo sui predetti cespiti, valorizzando la potenziale utilità da essi ritraibile.
Per l’effetto, la soggettività tributaria ai fini IMU non appartiene al trustee, titolare di una “proprietà dovuta” e strumentale, ma al trust, quale patrimonio autonomo e separato, a cui afferiscono sul piano sostanziale i cespiti immobiliari oggetto di imposizione
The Changing Religious Landscape and Context for Covenantal Pluralism in Italy
This article examines Italy’s profound transformation
from a Catholic-majority nation to a religiously diverse society
through the theoretical lens of“covenantal pluralism.” The
analysis traces the unique“Italian path” toward pluralism,
beginning with its constitutional and legal foundations. It focuses
on how Italian institutions and political parties have historically
navigated and adapted to the country’s increasing religious
diversity, assessing the nation’s progress toward a society of
mutual respect with persisting criticalities of this transition
Equlibrio di genere nei cda ed efficacia dissuasiva del sistema sanzionatorio: art. 147-ter, c. 1-ter, Tuf, versus artt. 5, 6, 8 e 12 direttiva 2022/2381/Ue
L’impatto della tecnologia digitale sui procedimenti assembleari delle società azionarie. Un’analisi comparata
Nel recente passato, le esigenze di distanziamento connesse all’emergenza pandemica da COVID-19 hanno
impresso un’accelerazione all’utilizzo della Information and Communication Technology (I.T.C.) per lo
svolgimento delle assemblee delle società azionarie. Si è così verificato un fenomeno di digitalizzazione “forzata”
delle riunioni assembleari che, pur attraversando tutti i modelli societari occidentali, ha tuttavia impattato
diversamente quell’insieme di regole normative e prassi operative vigenti in ciascuno dei singoli ordinamenti
giuridici, incidendo, in particolar modo, sul corretto e pieno esercizio di alcuni diritti dei soci. Di fatto, Paesi come
l’Italia e la Germania, al fine di garantire il regolare svolgimento dell’attività aziendale, sono intervenuti sulla
materia con disposizioni di legge straordinarie a mezzo delle quali è stato imposto alle società di azionarie
l’esclusivo uso del collegamento da remoto per lo svolgimento della cd. stagione assembleare. In deroga al regime
ordinario, orientato dal principio di “neutralità tecnologica” e dunque basato sull’uso facoltativo e previamente
autorizzato dallo statuto della tecnologia, è stata normativamente introdotta una nuova ipotesi di assemblea sociale,
definita dalla dottrina “assemblea virtuale totalitaria”. Istituto che va ad aggiungersi alla già esistente assemblea
“ibrida” in cui l’utilizzo di strumenti di partecipazione digitale è meramente facoltativo, affiancandosi tradizionale
intervento fisico. Tratto distintivo dell’assemblea virtuale risulta essere proprio l’assenza di un riferimento fisico,
materiale, per la convocazione della riunione, aspetto foriero di rilevanti problematiche giuridiche. Sul piano
comparatistico, mentre negli ordinamenti italiano e tedesco siffatta digitalizzazione coattiva dell’adunanza ha
avuto un impatto “traumatico” sullo stato dell’arte normativo; negli ordinamenti di common law, in particolare
quello statunitense dello stato del Delaware, essendo l’uso esclusivo della tecnologia, un fenomeno già
positivizzato dal §211 della DGCL, si è invece assistito all’implementazione del ricorso alla “virtual assembly”,
istituto già noto all’ordinamento statunitense e dotato di cittadinanza giuridica, che ha investito anche altri Stati
federali degli USA, attraverso l’impiego delle cd. “leggi modello”.
Pertanto, alla luce tanto dei riflessi che la digitalizzazione forzata è destinata a determinare in ordinamenti estranei
all’istituto dell’assemblea virtuale, quanto del processo di “somatizzazione” della legislazione emergenziale da
parte degli statuti societari, con la ricerca in oggetto è stato effettuato uno studio comparativo dei principali
ordinamenti interessati dal fenomeno (in particolare quello italiano e tedesco da un lato e quello statunitense e
inglese dall’altro) al fine di accertare la sussistenza di tratti comuni tra i modelli coinvolti. Si è così focalizzata
l’attenzione sui recenti interventi de jure condito dei modelli statunitense e tedesco, con uno sguardo alle
prospettive di diritto positivo, utili, e al contempo necessarie, al superamento di alcuni problemi di bilanciamento
dei diversi interessi giuridici in gioco, lasciati aperti – in particolar modo in Italia – dall’assenza di una disciplina
normativa dell’assemblea svolta esclusivamente nel World Wide Web.
L’attività di ricerca si articola in diverse fasi:
In primo luogo, si parte da un’analisi generale degli specifici modelli societari (s.p.a., Aktiengesellschaft,
corporation) allo scopo di delineare quale sia, in ciascun sistema giuridico, il ruolo e il “peso” politico dell’organo
assembleare nell’assetto della governance, e dunque nel procedimento decisionale dell’ente. La seconda fase è
invece caratterizzata da un focus sul rapporto dialettico intercorrente tra il perseguimento dell’interesse sociale e
la tutela dei diritti (patrimoniali e amministrativi) dei singoli soci; in questa sezione, particolare attenzione è rivolta
all’individuazione degli strumenti impiegati dai vari modelli societari per bilanciare i due diversi poli di interesse
che, come noto, rappresentano il cuore dell’oggetto del dibattito assembleare.
Nella terza parte del lavoro partendo dall’approfondimento del tema Corptech, viene evidenziato come nei diversi
ordinamenti, l’impiego della tecnologia per lo svolgimento delle adunanze assembleari, pur essendo circondato
da aspetti positivi, presenti al contempo profili problematici legati all’uso totalitario della Information and
Communication Technology, capace di compromettere il corretto esercizio dei alcuni dei diritti di partecipazione
dei soci e minare tanto il principio di neutralità tecnologica, quanto la fisionomia del metodo collegiale. Si procede
poi ad analizzare, nello specifico, la disciplina e il ruolo dei formanti nell’evoluzione dell’istituto dell’assemblea
virtuale totalitaria, passando in rassegna e comparando gli approdi di diritto positivo degli ordinamenti stranieri e
lo stato evolutivo di quello italiano. Nell’ultima parte del capitolo viene infine illustrato come l’impiego della
tecnologia sia in grado di determinare un’evoluzione, non solo metodologico-procedurale, ma anche giuridico-
sostanziale, dimostrando quali implicazioni sull’equilibrio della governance aziendale, possano scaturire dall’evoluzione della Corptech
Apprendere in gruppo per apprendere dal gruppo. Un’esperienza di Team-Based Learning all’Università di Foggia
Le analisi dei risultati ottenuti (Bellantonio, Basta, 2024), qui presentate in forma ridotta, sono molto promettenti nell’indicare che il TBL possa essere stato percepito dal campione og- getto di studio come un metodo efficace non solo per l'acquisizione di ulteriori e nuove conoscenze, ma anche per lo sviluppo di competenze critiche, l'engagement e la motivazione degli studenti, il che ci consente di avviare ulteriori prospettive di sviluppo del fenomeno oggetto d’indagine sul versante pedagogico e didattico
Blockchain technology in HR management: reflections on its promises and perils
Grounded in transaction cost economics, this paper examines how blockchain features enhance the efficiency of routine HR activities. Using a conceptual analysis supported by illustrative examples, we explore the alignment between blockchain functionalities and different categories of HR tasks such as verification of qualifications, contract management, employee information management, payments and rewards. We argue that while blockchain may streamline transactional processes, its features are ill-suited for relational and discretionary functions that require contextual judgment and human sensitivity. Uncritical adoption risks displacing HR’s strategic role and may introduce new inefficiencies, including psychological transaction costs. We advocate for a balanced and context-aware approach to integrating blockchain in HRM, cautioning against overhyped narratives that underestimate the importance of trust-based, interpersonal dimensions central to effective human resource management
Harnessing serious games to foster healthier and more sustainable food experiences
In an era of rapid technological advancement, global food systems continue to fall short at addressing complex challenges such as malnutrition, food waste, and sustainability. While policy interventions have partially succeeded in addressing these challenges, persistent citizen behavior and systemic barriers necessitate innovative approaches. This review analyzes the role of serious games (SGs) as innovative tools to support a healthier and more sustainable food sector. We conducted a literature search identifying a total of 270 publications. Bibliometric analysis underscores the great diversity of SGs and their effectiveness. A total of twenty-seven serious games were described. Educational role-playing games, simulation-based planning tools, and persuasive mobile applications have been leveraged to support food behavioral change, nutritional education, resource conservation, and climate-resilient practices. Documented outcomes include a 29% increase in broccoli and 17% in cauliflower consumption, alongside reductions of 25% in French fries and 21% in candy, following gameplay in a nutrition-focused SG for children. Adolescents showed reduced intake of high-energy snacks, while adult women experienced measurable body mass index reductions over 90 days. Games targeting environmental impact achieved a 23% reduction in diet-related carbon emissions