Archivio Istituzionale della Ricerca- Università degli Studi di Foggia
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Castiglione e le sue identità: riscrivere la biografia di un luogo
Since 2021, an archaeological team has been conducting research
on the Castiglione hill, located in the Murge region of Southeastern
Bari, Italy. This site, fortified since the Bronze Age and again during the
Middle Ages, preserves significant historical and structural elements. The
project, named CAP70014, focuses on non-invasive diagnostic methods,
including LIDAR scans and extensive surface surveys, to investigate the
settlement’s spatial organization and evolution over time. The goal is to answer
long-standing questions about Castiglione’s development, the reasons
behind its medieval settlement’s founding, its eventual abandonment, and
the landscape transformations that followed. This ongoing research aims
to provide new insights into Castiglione’s historical trajectory as a hub of
cultural and environmental interactions
How Much Longer Can We Tolerate Further Loss of Farmland Without Proper Planning? The Agrivoltaic Case in the Apulia Region (Italy)
Memorie dall'autunno che germoglia
Prefazione al volume di poesie bilingue (romeno-italiano) dello scrittore Ion Deaconescu. Pubblicato nella collana "Magica aliena"
L’Unione Monetaria Europea di fronte agli shock reali. Come uscire dal labirinto della crisi?*
In questo saggio si riconsidera criticamente la teoria delle Optimal Currency Areas e si sostiene, utilizzando un modello IS-LM-BP, che l'Unione Monetaria Europea è stata costruita con regole che la mettono in grado di fronteggiare soltanto shock di domanda monetari rendendola completamente inefficiente di fronte a shock reali (come quello che fece seguito alla crisi innescata dal fallimento di Lehman Brothers nel primo decennio del XXI secolo o quello associato alla diffusione del Covid e al rallentamento del ritmo di crescita del commercio internazionale all'inizio di questo decennio). In presenza di shock reali, le regole previste dal trattato di Maastricht portano all'emergere di divergenze cumulative tra i paesi membri dell'Unione Europea e spingono gli attori economici a privilegiare investimenti finanziari a scapito degli investimenti reali, con conseguenze negative sulla crescita della produttività e della competitività europea. Nella parte finale del lavoro, si prende in considerazione il recente rapporto di Mario Draghi sulla competitività, in cui si enfatizza la necessità per l’UE di un suo cambio di passo radicale nell’affrontare la sfida dell’innovazione nel campo delle tecnologie verdi e digitali e colmare il divario rispetto a competitor globali come USA e Cina. Se da un lato, sul piano globale, la trasformazione dell’Unione Europea da attore neutrale a soggetto geopolitico che punta all’autonomia strategica è auspicabile dopo decenni di politiche industriali orizzontali (politiche della concorrenza, di fatto), dall’altro lato, all’interno dell’Unione, è necessario un ribilanciamento tra i paesi membri delle loro capacità produttive, che non trascuri, nel contempo, un “ribilanciamento distributivo”, attento a ripristinare gli elementi del cosiddetto “modello sociale europeo”, da tempo messo in crisi dalle politiche deflazionistiche e dalle politiche di flessibilizzazione del mercato del lavoro
La letteratura per l'infanzia come strumento delle Medical Humanities. Narrazioni per il benessere e il contrasto alla povertà educativa.
Il saggio analizza il ruolo della letteratura per l’infanzia come strumento narrativo capace di integrare dimensioni educative, cli-niche e sociali nei contesti di vulnerabilità, con un focus sul Meridione d’Italia. Attraverso l’intersezione tra pedagogia, Medical Humanities e medicina narrativa, esplora come fiabe, albi illustrati e silent book favoriscano l’elaborazione di esperienze complesse, promuovendo empatia, benessere e inclusione. Il contributo propone una riflessione critica e interdisciplinare sul potere trasformativo delle storie, intese come dispositivi di cura capaci di rispondere alla povertà educativa e di aprire spazi di senso nei percorsi di crescita, relazione e cura
Long-Term Clinical Remission on Benralizumab Treatment in Severe Eosinophilic Asthma: A Four-Year Real-Life Study
Background: The current availability of monoclonal antibodies against key mediators of type-2 (T2) inflammation has led to a redefinition of the ultimate objectives of severe asthma treatment to a more composite concept of disease remission. Objectives: The aim of this real-life study was to estimate the percentage of patients who achieved clinical remission over 4 years of treatment with benralizumab, and to identify baseline predictors for the achievement of such a composite outcome in the long term. Methods: Data from a 4-year follow-up of 23 patients who were prescribed benralizumab as an add-on therapy because of uncontrolled severe eosinophilic asthma were retrospectively analyzed and compared. Clinical remission was considered to be “complete” if oral corticosteroid (OCS) use was not required, there were no exacerbations, an asthma control test (ACT) score ≥ 20 was achieved and a pre-bronchodilation percent predicted a forced expiratory volume in 1 s (FEV1%) ≥ 80%. Clinical remission was considered to be “partial” if OCS use was not required, plus at least two of the other three aforementioned criteria. Results: The overall percentage of patients who achieved clinical remission was 86.9% after 12 months, and 91.3% after 24 and 48 months of treatment. The rate of complete remission over partial remission increased over time. After 12 months of treatment, 65% of patients fulfilled the criteria for complete remission and 35.0% for partial remission. After 48 months of treatment, 71.4% of patients were in a status of complete remission and 28.6% in a status of partial remission. A long-term composite outcome of complete clinical remission was more likely to be achieved by severe eosinophilic asthma patients with comorbid nasal polyposis, bronchiectasis and osteoporosis, and with OCS dependency, a predicted pre-bronchodilation FEV1% ≥ 80% and a predicted FEF25–75% < 65% at baseline. Conclusions: Our real-life experience suggests that treatment with benralizumab may allow the achievement and long-term maintenance of clinical remission in a high percentage of severe eosinophilic asthma patients, up to 4 years of follow-up