University of Naples - L'Orientale
ARCHIVIO ISTITUZIONALE DELLA RICERCA-UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI NAPOLI "L'ORIENTALE"Not a member yet
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Venezia e i Mongoli. Commercio e diplomazia sulle vie della seta nel medioevo (secoli XIII-XV)
Nel XIII secolo Venezia era la potenza marittima dominante del Mediterraneo e i Mongoli i padroni di un impero immenso che comprendeva Cina, Persia, Russia e Asia Centrale. La conquista mongola integrò politiche ed economie regionali in uno spazio continentale in cui fiorirono scambi commerciali e relazioni diplomatiche. Dall’unione tra i circuiti continentali controllati dai Mongoli e le rotte marittime che portavano all’Europa, gestite da Genova e Venezia, scaturirono enormi possibilità.
Il punto d’incontro e collegamento fu il Mar Nero, dove fiorirono insediamenti italiani, crocevia di genti, culture, e merci. Se la presenza più cospicua fu genovese, Venezia fu attiva protagonista, con le sue specifiche sfide e realtà. I rapporti tra Mongoli e Veneziani sono oggetto per la prima volta di una ricostruzione che chiarisce gli intrecci, i rapporti, le difficoltà e le ambizioni di entrambe le parti in una prospettiva di storia globale
Ezio Levi a Napoli e all’Orientale al tempo delle Leggi Razziali
Il contributo presenta e analizza alcuni momenti della biografia del filologo e ispanista Ezio Levi D'Ancona nei suoi anni napoletani (1925-1938), sulla base di documentazione d'archivio e a stampa poco nota e inedita
After the Internet: Digital Networks between Capital and the Common
On the internet's transformation from communication tool to computational infrastructure.
The internet is no more. If it still exists, it does so only as a residual technology, still effective in the present but less intelligible as such. After nearly two decades and a couple of financial crises, it has become the almost imperceptible background of today's Corporate Platform Complex (CPC)—a pervasive planetary technological infrastructure that meshes communication with computation.
In the essays collected in this book, written mostly between the mid-2000s and the late 2010s, Tiziana Terranova bears witness to this monstrous transformation. Mobilizing theories of cognitive capitalism, neo-monadology, and sympathetic cooperation, considering ideas such as the attention economy and its psychopathologies, and evoking the relation between algorithmic automation and the Common, she provides real-time takes on the mutations that have changed the technological, cultural, and economic ethos of the Internet. Mostly conceived, elaborated, and discussed in collective activist spaces, After the Internet is neither apocalyptic lamentation nor melancholic “rise and fall” story of betrayed great expectations. On the contrary, it looks within the folds of the recent past to unfold the potential futurities that the post-digital computational present still entails
Luigi Marinelli, Noster hic est Dantes. Su Dante e il dantismo in Polonia, Lithos Editrice, Roma 2022, pp. 206
The Many Shapes of the Perfect Reduplicant in Ancient Greek
Il presente contributo si propone di analizzare le diverse forme fonologiche del raddoppiamento del perfetto del greco antico in termini sincronici. Cercheremo di mostrare che una descrizione basata su vincoli morfoprosodici è in grado di catturare una serie di generalizzazioni di base concernenti la polimorfia del duplifisso. Si mostrerà inoltre che i dati del greco, esaminati nel loro complesso, includono alcuni tipi di raddoppiamento (con infissazione, con salto di segmento) a cui non è stata finora rivolta la dovuta attenzione e che pure sono facilmente analizzabili in termini morfoprosodici. In questo quadro anche il raddoppiamento attico (tipo elyth- → elēlyth-), spesso descritto in chiave diacronico- ricostruttiva invocando l’originaria presenza di laringali indoeuropee all’inizio del tema, può essere descritto come un processo morfofonologico sincronico
Il teatro futurista
Il Futurismo, con a capo Filippo Tommaso Marinetti, rivoluzionò il concetto accademico, classico e tradizionale dell’arte, contaminando i precetti creativi delle discipline plastico-visive e letterarie con i tratti della modernità. La velocità, l’energia, la meccanica, esaltate con veemenza e aggressività provocatoria, rappresentarono le coordinate espressive e operative impiegate dagli artisti appartenenti al movimento d’avanguardia per ridisegnare in un’ottica antipassatista gli statuti linguistici delle diverse arti. Rapidamente il teatro divenne il terreno privilegiato di questa ricerca. Teorizzato tra il 1911 e la fine degli anni Venti, il teatro futurista fornì un contributo determinante nel processo di riformulazione del codice scenico del Novecento