Università Iuav di Venezia
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28222 research outputs found
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American frontier : experiments in the desert
American Frontier: Experiments in the Desert is a book by Luca Guido and Emanuele Piccardo. It aims to demonstrate how architecture, photography, painting, films, and art have, at different times, identified the frontier as a field of action to chart new lines of inquiry. American desert spaces emerge as privileged sites for ever-new and more extreme experimentations, precisely because the absence of rules fosters a formal eclecticism free from laws and constraints, except for the relationship with the site and the natural context. This approach was embraced by land artists such as Michael Heizer, James Turrell, Charles Ross, Robert Smithson, Nancy Holt, and Dennis Oppenheim, as well as architects like Frank Lloyd Wright, Paolo Soleri, John Lautner, Bart Prince, Donald Wexler, and Albert Frey, and photographers including Carleton Watkins, Timothy O. Sullivan, William H. Jackson, Richard Misrach, Lee Friedlander, and Francesco Jodice
Tutto il mondo è teatro
Gli obiettivi della ricerca riguardano la documentazione, l’analisi, lo studio e la valorizzazione del patrimonio culturale del teatro barocco italiano. Le tracce materiali e immateriali delle architetture, delle scenografie e delle macchine sceniche che hanno caratterizzato le origini e condizionato il successivo sviluppo del teatro pubblico sono i paradigmi di una nuova idea della scena dello spettacolo come immagine del mondo. I protagonisti di questa innovazione pionieristica e dirompente, descritti dalla letteratura nei termini di inventori di scene e macchine, ingegneri, maestri o pittori di scena, sono proprio coloro che hanno contribuito a costruire un modello di teatro dell’opera, detto “all’italiana”, offrendo un desiderabile modello di riferimento largamente esportato all’estero e ricevendo incarichi dalle più importanti corti europee del Seicento. Data la natura transdisciplinare della ricerca, che oltre alle competenze di docenti Iuav si avvale del contributo di studiosi ed esperti esterni – afferenti alle discipline delle Arti performative, del Design, del Disegno e dell’Informatica – i risultati si concentrano principalmente, ma non esclusivamente, sul patrimonio materiale e immateriale offerto dalla cultura del teatro barocco, la cui riattivazione interroga i modi adatti a documentare le pratiche effimere e gli spazi da queste attraversati. Il punto di partenza è metaforico, l’allegoria dello spettacolo del mondo e il tópos del “tutto il mondo è teatro”. In questo contesto il Disegno assume un ruolo preferenziale nel valorizzare – attraverso modelli digitali interattivi – un patrimonio iconografico spesso dislocato, da interpolare con fonti testuali che ci permettono di risalire alle originarie configurazioni spaziali dei luoghi, delle scene prospettiche e dei loro cinematismi attivati dall’ingegno profuso nella progettazione delle macchine sceniche
Casa Suardi a Bergamo. Restauro architettonico, riqualificazione funzionale ed impiantistica
L’articolo si concentra sugli aspetti architettonico-funzionali, impiantistici e di restauro di Casa Suardi, un palazzo che, grazie alla sua posizione geografica nel cuore di Bergamo Alta, la parte più antica della città, è stato un tempo il fulcro della vita politica, sociale ed economica di Bergamo. Nel corso dei secoli, Casa Suardi ha vissuto una lunga e articolata storia, ma il suo ruolo centrale nella città si è via via ridotto fino a un progressivo declino. L’intervento si è basato su un’attenta analisi delle tecniche di restauro e sull’uso di materiali appropriati al contesto architettonico e ai valori simbolici che essa rappresenta. Inoltre, una progettazione impiantistica accurata ha permesso di adattare la struttura agli standard moderni, senza compromettere la sua dimensione storica e conservativa
AI Waste: The invisible hyper-linear model of Generative AI
In the field of emerging technologies, the issue of the environmental and social impact of the digital domain is becoming a critical area of investigation. Specifically, we aim to initiate a debate on the invisible and hyper-linear consumption model intrinsic to Generative AI, highlighting the implications of a phenomenon that has been little explored so far, but is of growing relevance in the context of a global polycrisis that requires urgent and strenuous rethinking at multiple levels. The goal is to stimulate multidisciplinary reflection on the policies, directives, and design practices necessary to address the waste of resources generated by these systems, aligning with the principles of sustainable digitalization and circularity. Despite circularity being a well-established principle in the design of material artefacts, its transposition into the digital domain at the current state does not have a relevant correspondence. Ongoing research by the authors reveals how the immaterial infrastructure of the digital, often perceived as an “intangible cloud”, embodies a significant consumption of energy, materials, and physical space. Generative AI represents a critical field of study, given its tendency for hypertrophic content production that, if discarded, translates into an unprecedented waste of resources. Generating images is one of the most energy-intensive work of generative AIs: according to a study by Hugging Face and Carnegie Mellon University, generating a single image using an AI model requires the same energy needed to fully charge a smartphone. The article investigates the nature and consequences of AI waste, defining the term and exploring its manifestations. Concrete examples that highlight the severity of the linear production consumption-waste model inherent in these technologies are considered. This “hyper-linear” model, characterised by an actual production cycle that even skips “consumption” to go directly to “waste”, represents a significant challenge to the principles of sustainability and circularity. The research and debate questions focus on the fate of the waste generated by AI: where is it stored, for how long, and with what environmental and social consequences? And even if not stored, what are the possible alternatives that can address the consumption of energy, water, places, and resources related to hypertrophic generation? By critically exploring exemplary cases, we intend to open a discussion on the need to propose innovative solutions for the management and reduction of such waste, including behavioural and systemic design approaches, such as temporary waste databases that avoid its instant oblivion
Sempre in divenire: camminare lungo antiche rotte di pellegrinaggio come pratica patrimonializzante
La valenza turistica e patrimoniale dei paesaggi sta godendo attualmente di una rinnovata
promozione stimolata dalla possibilità di farne esperienza attraverso forme di mobilità lenta. A questo riguardo,
in Europa, i pellegrinaggi storici e i loro tracciati sono riscoperti sempre più in chiave secolare. In questo
contributo adottiamo un approccio fenomenologico alla mobilità, al turismo e al patrimonio culturale per
interrogare il modo con cui il camminare, inteso come performance dei luoghi, contribuisca a patrimonializzare
i paesaggi attraversati nel momento in cui alcune ‘antiche’ rotte di pellegrinaggio sono riproposte più
genericamente come itinerari di vacanza in cammino. Facendo riferimento a due esperienze svolte su tratte del
Cammino di Sant’Antonio che incrociano in Veneto altri itinerari di importanza storico-religiosa, la Via Romea
Strata (nel 2021) e la Via Romea Germanica (nel 2022), il contributo si basa sui risultati emersi da due
etnografie in cammino, integrate dai risultati di un geo-questionario. Entrambe hanno avuto origine come
escursione didattica dove il camminare stesso è stato considerato strumento di indagine incorporato e
immersivo per comprendere la relazione tra turismo e paesaggio. Il venire insieme di corpi, sensi, beni
culturali, ambiente, attraverso il camminare consente di comprendere quanto questa stessa pratica –
patrimonializzante e patrimonializzata – giochi un ruolo chiave nel re-interpretare i pellegrinaggi, mettendo in
discussione temi ricorrenti nella promozione turistica e del paesaggio
«Libro delle cose di Napoli, Capua et Pottioli». Ricerche sulle antichità campane tra Ligorio e altri antiquari italiani ed europei del XVI secolo
This article examines the relationships between Pirro Ligorio's early antiquarian studies of Campanian monuments, as documented in his lost manuscript "Libro delle cose di Napoli, Capua et Pottioli", and the scholarly networks of contemporary European architects and antiquarians. Beyond the previously established connections between the manuscript's surviving fragments and similar drawings in the Destailleur B codex (Hermitage) and the Antoine Morillon codex (Eton College), this study reveals new links with Andrea Palladio's investigations of the Neapolitan temple of the Dioscuri and Philibert de l'Orme's documentation of the ancient thermal complex at Tripergole, destroyed during the Monte Nuovo eruption of 1538. Through comparative analysis of these interconnected graphic sources, the article demonstrates how Ligorio's archaeological drawings circulated throughout sixteenth-century European scholarly networks, influencing architectural theory and antiquarian methodology across national boundaries
Un tetto spicca il volo. L’House in the Hills di Sean Godsell
Tra il 2015 e il 2018 Sean Godsell realizza in Australia l’House in the Hills, un’architettura che si compone di due volumi protetti da un grande tetto di 30×30 metri, apparentemente piano, anodino, standardizzato. In realtà, il coronamento è composto da decine di pannelli di metallo e legno in grado di aprirsi come botole tese al cielo. Il tetto dispiega dunque un insieme di dispositivi espressivi alati che lo connotano formalmente e lo relazionalo alla volta celeste
Preambolo conclusivo
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale.
La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti.
In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni
Integrating Seismic Resilience and Circular Economy: The Role of Cold-Formed Steel in Sustainable Construction.
This study positions Cold-Formed Steel (CFS) at the intersection of seismic resilience, sustainability, and durability. The study describes CFS benefits in recyclability, waste reduction through industrialisation, and lower embodied carbon but lightweight fabrication and efficient transport. The paper refers to how Building Information Modeling (BIM) based design supports accurate production and Life Cycle Assessment (LCA) integration, while detailing and Structural Health Monitoring (SHM) strategies enable near-real-time post seismic evaluation. Using case studies (Casa in Acciaio Modena and San Nicolao), the paper proposes practice-oriented suggestions that marries circular-economy principles with digital workflows for sustainable urban regeneration