Università Iuav di Venezia
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28222 research outputs found
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Nuovi crocevia per lo spettacolo : linee di ricerca e generazioni a confronto
Il volume Nuovi crocevia per lo spettacolo: linee di ricerca e generazioni a confronto offre una riflessione sullo stato attuale delle discipline dello spettacolo e mette in luce i percorsi di ricercatrici e ricercatori emergenti. Promossa dalla Consulta Universitaria del Teatro, la pubblicazione prova a fare il punto su temi, orizzonti e ricerche in corso, con l’obiettivo di avviare la costruzione di reti di relazioni scientifiche, fondate su elementi di discussione, confronto e dialogo trasversali alla comunità. L’eterogeneità dei contributi raccolti ha permesso al comitato di curatela di organizzare l’impianto del volume attorno a macrotemi ricorrenti, articolando i saggi in nove sezioni che tracciano un’ampia mappatura delle tendenze in atto
Camillo Boito e il dispositivo dell'altare di Donatello (1893-1895)
Il volume di atti ripropone, in forma di pubblicazione separata, quanto già pubblicato nella rivista "Il Santo", 65, n. 1-2, 2025. Il saggio propone una rilettura dell’altare di Donatello progettato e realizzato da Camillo Boito tra il 1893 e il 1897 non come esempio di ricostruzione restaurativa, ma come una sorta di ‘‘dispositivo museale’’ destinato alla visione e al pubblico godimento del capolavoro del maestro fiorentino. Un intendimento che trova radici nel processo di ridefinizione della basilica di Sant’Antonio a Padova da luogo di culto a luogo di cultura, avviato nella prima metà dell'Ottocento grazie agli scritti e all’opera del maestro di Boito, Pietro Selvatico Estense. Pur appellandosi a fonti letterarie e filologiche, nella strategia del disporre a visione Boito si affida principalmente a un criterio di visibilità e coerenza spaziale desunto dall’esame autoptico dei bronzi donatelliani, assumendo su di sé la responsabilità interpretativa e in qualche misura ‘‘sentimentale’’ dell’opera del nuovo altare. //engl: The volume of proceedings republishes, in book form, material previously published in the journal Il Santo, 65, no. 1-2 (2025). This essay offers a reinterpretation of the altar of Donatello, designed and executed by Camillo Boito between 1893 and 1897 as part of the extensive restoration campaign for the seventh centenary of Saint Anthony. Rather than viewing it as a case of restorative reconstruction, the altar is presented as a kind of proto-museological dispositif, conceived for the viewing and public appreciation of the Florentine master’s masterpiece. This approach is rooted in the broader transformation of the Basilica of Saint Anthony in Padua from a place of worship to a site of culture a process initiated in the early nineteenth century through the writings and interventions of Boito’s mentor, Pietro Selvatico Estense. While Boito draws on literary and philological sources, his strategy of display privileges criteria of visibility and spatial coherence, derived primarily from direct examination of Donatello’s bronzes. In doing so, he assumes the interpretive and, to some extent, "sentimental" responsibility for shaping the new altar as an autonomous work
Provisions/Dotazioni. Osservazione sensibile: dalla tipologia alle abitudini
Il contributo presenta una riflessione teorico-progettuale sull’architettura del rifugio come gesto minimo ma radicale di attenzione, cura e dignità, sviluppata a partire da un workshop internazionale tenutosi presso l’Università Iuav di Venezia. L’esperienza affronta il tema del riparo per persone senza fissa dimora, interrogando la nozione stessa di abitare e di spazio pubblico nella città contemporanea.
L’originalità risiede nell’aver coniugato pratica progettuale e riflessione critica per indagare come l’architettura – anche nelle sue forme effimere, mobili, temporanee – possa restituire significato alle persone emarginate, agendo come dispositivo di relazione, visibilità e risignificazione.
Il testo assume un impianto metodologico, articolato attorno a riferimenti, quali La Pietra, Agamben, Lefebvre e Hirschhorn, relazionandosi all’analisi contestuale del sito di intervento: Campo Santa Margherita, storicamente luogo emblematico della marginalità e della resistenza popolare veneziana.
Nel dialogo tra composizione architettonica e architettura del paesaggio, il progetto di shelter temporanei diventa occasione per sperimentare nuove forme di coabitazione e appartenenza, per riflettere sul diritto alla città. L’impatto del contributo si misura nella capacità di attivare una progettualità attenta che riconosca nella transitorietà non un limite ma un campo fertile per immaginare architetture di prossimità e coesistenza. L’atto del progettare si configura come forma di provvidenza: pre-vedere per includere, dotare lo spazio urbano di possibilità altre, opponendosi alla logica dello scarto
Conflitti, futuri rurali e nuove materialità della frutta. Le monocolture come assemblaggi oltre l’umano
L’attuale industrializzazione dell’agricoltura mostra lo spazio “rurale” come una geografia in trasformazione che mette in discussione la persistente tendenza a considerarlo un paesaggio autonomo, in contrapposizione all’urbano e alle forme di urbanizzazione. La tesi prende le mosse dalla necessità di analizzare le nuove connessioni rurali-urbane dei territori delle monocolture, come intersezioni tra più entità composte da problemi pubblici, conflitti sociali e ambientali, meccanismi di produzione, tecnologie e patologie. La ricerca si pone quindi il duplice obiettivo di analizzare i problemi pubblici derivanti dai casi studio selezionati, da cui emerge una nuova domanda di futuri rurali intermedia e parallelamente di comprendere i meccanismi di funzionamento delle filiere produttive come assemblaggi composti da diverse entità umane e non-umane. I casi selezionati attraverso una collezione di studi di caso riguardano la produzione di mele della Val di Non nella Provincia autonoma di Trento e la produzione di pesche nell’area di Lleida in Catalogna, rispettivamente importanti per le questioni di policy che pongono. L’Actor-Network Theory e l’assemblage thinking vengono impiegati come strumenti metodologici per esplorare controversie e contingenze che emergono dalle diverse operazioni di filiera. Infine, la tesi riflette sull’opportunità di osservare i conflitti nell’incontro tra interazioni e azioni, da cui si producono i problemi, evidenziando come anche gli oggetti – pur privi di intenzionalità – possano acquisire visibilità ed entrare nel dibattito, contribuendo alla definizione dei problemi. Al contempo, l’assemblaggio conflittuale tra frutta, pesticidi, patogeni, insetti, operazioni della filiera, coltivatori e comunità locali consente piccoli margini di manovra alternativi di coabitazione tra umani e non umani. Questo potenziale offre dunque una lente attraverso cui illuminare le nuove forme del rurale contemporaneo sempre più divergenti dai discorsi politici dominanti attorno alle produzioni di frutta
The Effect of Inclination on the Perceived Usability of Washing Machine Interfaces
Usability is significantly influenced by the perceptual
characteristics of interfaces. This study investigates the effect of the
inclination of elements in a physical interface on the evaluation of
perceived usability. In the first experiment, a psychophysical
methodology was employed to measure the perceived usability of 15
different washing machine interfaces. A model of perceived usability
was adopted, which incorporates four factors: understandability, ease
of use, safety, and attractiveness. The results indicate that participants
were able to discriminate between the stimuli based on the factors
considered. In the second experiment, the inclinations of the interface
elements (buttons, LEDs, icons and text labels) were systematically
modified. The findings reveal that inclination significantly affects
three perceived usability subcomponents: understandability, ease of
use, and attractiveness
Il lungo respiro delle origini
Il contributo, all'inizio della più generale "Storia del cinema documentario" (a cura di Marco Bertozzi e Ivelise Perniola), illustra le origini del cinema documentario, abbracciando una prospettiva internazionale e aperta a un'idea storiografica di lungo respiro, dunque in grado di abbracciare i secoli del precinema, l'avvento del cinematografo Lumière e di altri dispositivi del vedere dinamico
Bibliografia. Nemi tra architettura archeologia e paesaggio
La bibliografia qui presentata nasce come prosecuzione della bibliografia curata da Agostina Incutti e Christian Toson e pubblicata nel numero monografico dedicato a Nemi, Guerra, archeologia e architettura. Le Navi di Nemi, de “La Rivista di Engramma” 203 (giugno 2023). Questo lavoro offre una prima raccolta di saggi, volumi, articoli e materiali critici dedicati alle navi di Nemi, al Museo delle Navi e al territorio nemorense, con l’intento di proseguire e ampliare il lavoro avviato da Lucilla Mariani con il volume Le navi di Nemi nella bibliografia (1942).
Il volume di Lucilla Mariani rappresenta la prima raccolta organica e il primo elenco bibliografico interamente dedicato a Nemi e aggiornato fino al 1942. L’opera si apre con un’ampia introduzione, in cui le singole voci bibliografiche vengono contestualizzate ripercorrendo le tappe principali dell’impresa di Nemi, a partire dai tentativi rinascimentali di Leon Battista Alberti (1446) fino all’inaugurazione del Museo delle Navi romane di Nemi (21 aprile 1940). La seconda parte del volume, intitolata Elenco bibliografico, raccoglie in ordine cronologico tutti i materiali pubblicati su Nemi: dai saggi ai volumi, dagli articoli apparsi in riviste specialistiche fino ai contributi – per lo più anonimi – pubblicati in periodici e quotidiani dell’epoca.
In questo nuovo aggiornamento si ripubblicano i titoli raccolti da Mariani, integrandoli – laddove possibile e in ordine alfabetico – con tutti i titoli successivi dal 1942 a oggi. La scelta di assumere come base il lavoro della studiosa ha reso necessario un approccio fortemente interdisciplinare, indispensabile per restituire in maniera completa la complessità di un tema, come quello di Nemi, che intreccia archeologia, architettura, storia della cultura, mito e paesaggio.
La raccolta non si limita dunque a registrare opere e saggi, ma intende offrire una visione critica e multidisciplinare delle ricerche su Nemi: dalle navi al Museo, dal lago al santuario di Diana, fino al paesaggio circostante e alla storia della sua ricezione. La bibliografia si articola intorno a diverse aree tematiche: il lago di Nemi e le navi di Caligola; il santuario di Diana e le ville del territorio nemorense (tra cui il ninfeo e la villa di Caligola); le pubblicazioni sugli scavi del santuario; la storia e la cronistoria dello scavo delle navi, dall’alaggio al ricovero provvisorio negli hangar dell’Aeronautica Militare fino alla sistemazione definitiva nel Museo delle Navi Romane; i materiali riguardanti la storia del Museo e la sua relazione con il paesaggio circostante; l’incendio del 1944 e i programmi di ricostruzione e riallestimento (1953-2025).
L’obiettivo, dunque, è costruire una bibliografia quanto più completa e condivisa, capace di diventare un punto di riferimento per futuri studi. Si tratta di un repertorio aperto e in costante aggiornamento: per questo invitiamo studiosi e lettori a proporre nuove segnalazioni al comitato editoriale di “Engramma”
Critias’ Pirithous and Aristophanes’ Frogs. Metatheatrical Echoes and the Critical Debate
In his commentary on lines 464 ff. of Frogs, the Scholiast refers five times to Euripides’ Theseus, the play said to be parodied in the comedy. Wilamowitz was the most vocal opponent of the validity of this connection. In his initial refutation, published in Analecta Euripidea in 1875, he argued that the Scholiast had identified only a verbal similarity between the two texts despite significant differences in theme and chronology. According to Wilamowitz, the real object of parody in Frogs was another tragedy: Pirithous. Furthermore, in the same essay, Wilamowitz himself strongly argues for attributing authorship of Pirithous to Critias, and not to Euripides – a notion that still divides critics. This article summarises the arguments of leading contemporary scholars seeking to confirm or refute Wilamowitz’s hypothesis concerning the authorship of the tragedy and the idea that Aristophanes staged a tragic parody of Pirithous by Critias. Regarding the metatheatrical dimension of the 5th Century BCE, the paper proposes that the similarities and assonances between Frogs and Pirithous, acknowledged by critics in the passage from Frogs 464 ff. (the encounters between Heracles and Aeacus, and between Dionysus and the guardian of the Underworld), could extend much further than previously recognised, encompassing thematic and dramatic recurrences, textual parody, and references to the political situation at the time. Rather than considering the initial act of Frogs as a generic parody of the myth of Heracles’ descent into the Underworld, it is concluded that bearing in mind the plot of Pirithous and attributing the tragedy to Critias, the reading of Frogs becomes much more brilliant and meaningful. At the same time, the comedy appears more imbued with the tragic atmosphere of the stasis that shook the polis, when the coup d'état of the Thirty Tyrants was imminent
The role of renewable energies in landscape transformation. Methodological proposal and application to the Valdagno case study
Energy has consistently exerted a profound impact on the landscape and human settlements, and it continues to serve as a pivotal force in the formation of our environment. The current era is characterised by an energy transition, driven by an increasing necessity to transition from fossil fuels to renewable energy sources. In evaluating the adoption of these new energy sources in a specific area, it is essential to consider not only the technical aspects but also the landscape and social factors. This paper examines the significance of harmonising energy requirements with landscape conservation, emphasising the imperative for strategic and methodological approaches to integrating renewable energies into landscape and social contexts. The main renewable energy sources are reviewed, their impacts analyzed, and recommendations for better integration into the context are identified. The objective is to propose an analytical methodology that ensures a balance between energy efficiency and landscape conservation, thereby fostering careful design and conscious integration in order to minimise visual and environmental impacts while contributing to energy sustainability. The methodology is then applied to the case study of the Municipality of Valdagno in Italy