Università Iuav di Venezia
Archivio istituzionale della ricerca - Università IUAV di VeneziaNot a member yet
28222 research outputs found
Sort by
Aby Warburg e l’Atlante Mnemosyne
A partire dagli anni Novanta del secolo scorso si è riattivata l’attenzione verso Aby Warburg (1866-1929). Fondatore di una nuova scienza della cultura che scardina le categorie disciplinari tradizionali, pioniere di nuovi metodi di ricerca, è architetto di spazi disegnati per essere arene del pensiero: la Biblioteca, fondata ad Amburgo e trasferita a Londra nell’esodo degli intellettuali tedeschi durante il Nazionalsocialmo; l’Atlante Mnemosyne, che espone, in una serie di tavole, i meccanismi di trasmissione e tradizione di temi e figure dall’antichità fino all’attualità. “Warburg e il pensiero vivente”, silloge curata da Monica Centanni, attiva un dialogo polifonico che, da prospettive critiche diverse, esplora la complessità del pensiero di Warburg e la sua figura di “intellettuale militante”, per cui la vita è incorporazione della ricerca. Volume edito nell’ambito della 19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia all’interno del progetto "Iuav at Work" quale estensione nel territorio cittadino del Padiglione Venezia
Il fine vita del legno lamellare. Un confronto tra ricerca e pratica industriale
L'articolo propone di esplorare in modo approfondito il tema del fine vita del legno lamellare, fornendo una panoramica sullo stato attuale della ricerca e sulle pratiche industriali esistenti. Attraverso una revisione critica della letteratura scientifica disponibile e un’analisi dettagliata delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) relative ai prodotti in legno lamellare commercializzati in Europa, lo studio mira a fornire spunti e raccomandazioni per la corretta contabilizzazione dei flussi dell’anidride carbonica durante la vita del legno lamellare, con un focus specifico sul fine vita
Informalità urbana e crisi abitativa nel contesto dell'emergenza sanitaria e delle proteste cilene
informale, occupazione, crisi abitativ
Geometry, Pedagogy, and Printing Techniques: An Analysis of Euclid’s Dodecahedron
The article examines visual representations of Euclid’s dodecahedron (Book XIII, Proposition XVII), emphasizing Erhard Ratdolt’s influential 1482 edition, notable for innovative diagrams and clear pedagogical intent. By tracing graphic evolution across key editions, including those by Tartaglia (1560) and Commandino (1572) it explores gradual advances in depicting geometric forms, such as visual hierarchy through varied line thicknesses, color differentiation, and perspective-based constructions. However, widespread adoption of these innovations was significantly delayed by technical constraints of early printing methods, adherence to traditional visual standards, and cautious experimentation. The analysis thus highlights a continuous dialogue between mathematical abstraction, graphic representation, and pedagogical needs
Anna, the Universal Library
This paper attempts to interpret Anna’ Archive in the context of the so called “Shadow Libraries”, and its effects on the global circulation of knowledge and the debate over copiright. Anna is the last of a long series of online repositories of shared written material that originated in the early years of the World Wide Web, especially in post-Soviet academic environments. Anna has a unique approach to digital preservation, based on a radical refusal of any law or insitution that limits the possibility of access and conservation of knowledge, encouraging the act of copying or mirroring her data. Anna’s style has developed from the beginning of the project, and has slowly developed a personality and a sophisticated work procedure. At the same time, Anna seems to seek a simple and radical approach, in order to act at a truly global scale. Anna is perhaps the only libary in the world that aspires to be universal, and is attempting to catalog and visualise the entire humanity’s written collection in innovative ways, that remind of the fictional libraries immagined by Borges and Eco, and questions us on what should be the real nature of a library in the future
Prototype. Designing Within Uncertainty
In the field of urban reconstruction, there is an urgent need to address pragmatic issues such as employment creation, design flow coordination, adaptation mechanisms, urban form control, prototyping design, and concept visualization, going beyond the geopolitical, societal, urban, and architectural debate that concerns the current post-war situations. The proposed strategy incorporates all these aspects, attempting to lay the foundations for a lasting peace
Tessenow nella zona grigia
L’opera di Tessenow è sinteticamente riletta a partire da alcuni progetti emblematici, sviluppati nel contesto storico in cui il nazismo consolida la propria autorappresentazione mitografica attraverso l’architettura. In particolare, i lavori sviluppati negli anni Trenta sembrano rielaborare la relazione tra eteronomia e autonomia dell’architettura, in quanto contesa tra le ragioni interne che presiedono alla sua costituzione e quelle esterne, legate a scopi di natura socioculturale e politica. Il concorso per la Festhalle di Rügen e gli altri progetti dello stesso periodo sono i risultati di una ricerca formale basata su di una sorta di totalità simbolica, in cui il principio autonomo dell’architettura sembra ribaltato in una dimensione estetizzante di derivazione eteronomica. Di conseguenza, questi progetti si prestano ad essere riletti come strumenti di identificazione mitica che, grazie alla trasferibilità metodologica e alla sublimazione della prassi compositiva che Tessenow basa sulla semplicità e l’elementarizzazione delle forme architettoniche, assumono una propria specificità declinata come forma di trasposizione simbolica anche nelle opere realizzate per il nazionalsocialismo dai suoi allievi, Speer in particolare.
La profonda riflessione elaborata da Tessenow sul rapporto tra modernità e tradizione, sulle relazioni intercorrenti tra forma, linguaggio e rappresentazione, così come sull’ideale connessione con il modello paradigmatico degli archetipi greci, trova nella tecnica moderna il mezzo per sintetizzarne i caratteri costitutivi tramite la composizione di nuove architetture emblematiche della metafisica nazista. Tessenow sviluppa in tal modo una sintesi tra l’autorealizzazione della propria concezione della forma architettonica e la sua identificazione mitica, in bilico tra ambiguità politica e opportunismo professionale.
È muovendosi in questa “zona grigia” che Tessenow contribuisce, seppur con pochi ma efficaci frammenti, alla decostruzione storica operata dal nazismo, lasciando aperta la questione sul significato profondo della sua idea di sintesi architettonica, nonché sulle finalità dell’interpretazione dottrinaria che di tale metodo e linguaggio è stata fatta nel secondo Novecento, in particolare in Italia
Philadelphia Tomorrow
Il lavoro parte dal tentativo di suggerire una nuova visione del waterfront orientale di Philadelphia in relazione al suo downtown, ovvero al riconoscibile assetto della città di fondazione, disegnata da William Penn nel 1682. L'obiettivo era di studiare un progetto per una città a scala umana, dove il rapporto tra il centro e i bordi della citta di fondazione tornasse a essere un tema centrale , alternativo allo sviluppo della città delle macchine e delle infrastrutture viarie. Un progetto che guardasse retrospettivamente ai grandi progetti di Louis Kahn e Edmund Bacon, ma con una visione sul futuro della città e di una sua possibile rigenerazione urbana
All’ombra della piramide. Magia e tecnica dell’architettura solare = In the Shadow of the Pyramid. Magic and Technique in Solar Architecture
Il saggio indaga la natura solare della piramide egizia a partire da una riflessione sul pensiero di Georges Bataille, secondo cui la piramide rappresenterebbe un raggio di sole solidificato, capace di irradiare senso e decadimento. L’architettura solare è qui intesa come fenomeno fisico e metafisico, in cui la monumentalità si coniuga con la temporalità e il dispendio. Il testo considera lo spazio desertico non solo come luogo geografico ma come condizione globale del pensiero e del progetto, dominato da luce, polvere e perdita. Attraverso riferimenti a studi di egittologia, esplorazioni contemporanee con raggi cosmici e il progetto di Franco Minissi per la conservazione della Barca Solare di Cheope, il saggio mette in luce come l’architettura possa ancora oggi porsi come emissaria del Sole. L’arca progettata da Minissi non rappresenta il Sole ma ne introietta la forza, opponendosi tecnicamente alla sua azione distruttiva. Il saggio propone così un’idea di architettura in bilico tra magia e tecnica, capace di confrontarsi con la dimensione del cosmo e con la solarizzazione dello spazio contemporaneo, per rinnovare il legame tra Terra e Sole
La mutevolezza della costa nord-adriatica
Il capitolo traccia una breve storia della costa nord-adriatica, attraverso una revisione della letteratura e un'analisi di fonti cartografiche, al fine di mostrare come questo sia stato un territorio che nel corso del tempo ha cambiato sensibilmente la sua conformazione e i suoi usi. Si ripercorre così l'assetto del territorio dai tempi romani fino ai gironi nostri, evidenziando l'esposizione ai rischi attuali, legati soprattutto al cambiamento climatico