Università Iuav di Venezia
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28222 research outputs found
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Stile libero : Un complesso natatorio e un parco lungo il Meschio, Vittorio Veneto
Nell’immaginario comune, la piscina richiama immediatamente una forma riconoscibile: un bacino rettangolare, regolare, pensato per il nuoto o il tempo libero, la cui geometria semplice evoca ricordi condivisi, momenti di socialità e tradizioni storiche, consolidando un’immagine riconosciuta e facilmente identificabile. Eppure, dietro questa riconoscibilità, la piscina non si configura come una tipologia architettonica chiusa e codificata, bensì come un dispositivo spaziale aperto, capace di assumere forme, funzioni e relazioni sempre diverse. La sua struttura non obbedisce a schemi distributivi canonici, né a regole compositive prefissate: al contrario, si presta a molteplici declinazioni, con la possibilità di variare in scala, configurazione e rapporto con il contesto. L’assenza di un modello tipologico vincolante rende la piscina un terreno privilegiato per l’innovazione progettuale: ogni intervento architettonico non si limita a definire un singolo edificio, ma diventa un’occasione per generare nuove porzioni di città e affrontare questioni urbane più ampie. Progettare una piscina pubblica oggi significa pensare a un sistema complesso di relazioni tra edificio, spazi esterni, percorsi, accessi, paesaggio e tessuto urbano circostante. Tutti questi elementi concorrono a creare connessioni e trasformazioni, anche impreviste, che estendono il significato del progetto oltre i suoi confini materiali. Il volume presenta una selezione di progetti per un nuovo complesso natatorio e un parco lungo il fiume Meschio, a Vittorio Veneto, sviluppati all’interno di un laboratorio integrato di progettazione architettonica e urbana e tecnica delle costruzioni dell’Università Iuav di Venezia
Assessment of the Effectiveness of Composite Materials in the Strengthening of Historical Churches: Comparative Analysis of Emilian Case Studies Damaged by Seismic Events
The use of composite materials in the strengthening of historical architectural heritage has been widely adopted over the last decades to enhance structural resilience while preserving the aesthetic and cultural integrity of buildings. However, the long-term assessment of such interventions remains a highly relevant topic, particularly in seismic-prone areas.
This study examines historical churches in the provinces of Modena and Reggio Emilia, which were reinforced with composite materials following the 1996 earthquake. The 2012 earthquake provided a unique opportunity to evaluate the effectiveness of these interventions: while some structures sustained significant damage, others demonstrated good resistance.
Through a comparative analysis of the observed damage and the construction features of each building, this research explores the role of qualitative factors related to the constructive details of reinforcement, compatibility with traditional materials, execution techniques, and the structural specificities of the churches in determining their seismic response.
The aim of this study is to contribute to the ongoing discussion on the use of composite materials in heritage conservation, promoting a more informed and data-driven approach to designing durable and effective reinforcement solutions
Dynamic Characterization Through Ambient Vibration Monitoring Using Synchronized Trominos : Case Study of Venice’s Bridges
Dynamic characterization is essential for understanding structural behavior and ensuring integrity. Structural Health Monitoring (SHM) using ambient vibration analysis offers a non-invasive, rapid, and effective approach for as-sessing historic structures. This study presents a case study on Venice’s his-toric masonry arch bridges, evaluating their structural conditions through synchronized Tromino sensors. These bridges are not only critical for pedes-trian mobility but also represent valuable cultural heritage, making their preservation a priority.
A network of Tromino sensors was strategically deployed on each bridge to capture ambient vibrations induced by wind, pedestrian traffic, and environ-mental factors. The recorded signals were processed using advanced spectral analysis and peak-picking techniques to extract key dynamic parameters, in-cluding natural frequencies, mode shapes, and damping ratios. These insights provide a deeper understanding of structural behavior, enabling the detection of potential damage and deterioration trends over time.
Results confirm that ambient vibration monitoring is a reliable and effective technique for evaluating bridge conditions, offering early warnings of struc-tural changes without invasive testing. The collected data also aids in the cali-bration of numerical models, improving predictive accuracy and facilitating Machine Learning applications for long-term structural health assessment.
By applying this methodology to multiple case studies, this research high-lights the potential of SHM in preserving cultural heritage. The proposed ap-proach enhances structural evaluations, ensuring the longevity and safety of historic bridges while advancing modern engineering practices in infrastruc-ture monitoring and conservation
La narrativa possibile di Lauretta Vinciarelli
Lauretta Vinciarelli (Arbe, 1943 - New York, 2011), dedicò tutta la sua vita a ricoprire la figura di archi-tetta, artista, insegnante e studiosa di arte e architettura. Laureatasi presso l’Università La Sapienza di Roma all’inizio degli anni Settanta, Lauretta Vinciarelli si è poi trasferita a New York dove si è guadagna-ta una posizione di primato e rilievo all’interno di diverse importanti istituzioni del tempo.Nel corso della sua incredibile carriera ha sviluppato un linguaggio pittorico e architettonico capace di resistere alla verbalizzazione, trasformando il disegno in uno strumento narrativo e di ricerca. Il suo lavoro esplora infatti il potere evocativo della luce e dello spazio, ricercando quelle precise volontà narrative capaci di rendere immaginabile l’architettura. Dal 1987 inoltre dà vita a un ciclo pittorico di magnifici acquerelli rappresentanti architetture sospese nel tempo, generate attraverso una ricerca essenziale e un approccio sottrattivo, dove il superfluo viene rimosso per esaltare l’anima delle forme. L’assenza di una possibile traduzione scritta delle vo-lontà sottese alla sua produzione viene compensata da un uso sistematico del disegno considerato come linguaggio primario di espressione, in linea con il modus operandi americano e italiano del tem-po. L’osservatore inoltre è chiamato a completare l’opera attraverso la propria narrazione, creando un’interpretazione visiva che, misurandosi con l’estasi percettiva, supera la parola
Decoro porno. Piccole mitologie del sex toy in due campagne pubblicitarie di PornHub (2020) e Eis (2015)
La ricerca tenta di apprezzare i modi in cui il discorso pubblicitario costruisce l’identità di marca, la sua funzione di interfaccia tra cultura materiale e cultura visiva, e infine i suoi rapporti con la Storia, con quella realtà che, osserva Roland Barthes, “per essere quella in cui viviamo non è meno perfettamente storica”, e che secondo l’autore proprio il “linguaggio della cultura di massa”, compresa la pubblicità, tenderebbe a naturalizzare, epurandola delle sue densità e dei suoi conflitti.
L’approccio semiotico inaugurato in particolare da Jean-Marie Floch sussume di fatto queste tre direttrici in un unico progetto conoscitivo.
Com’è noto, l’autore avvicina la pubblicità a partire da un interesse più in generale sul visivo. Nel libro che raccoglie i suoi studi seminali sul livello plastico della significazione (Floch 1985), il semiologo individua nella semiotica plastica un linguaggio secondo, articolato principalmente per correlazione semi-simbolica, la cui dimensione poetica è sollevata dal giudizio estetico e definita in virtù della sua capacità il ragionamento.
Per bricolage, il discorso pubblicitario esercita una forma di razionalità mitica che definisce lo specifico rapporto, tutto semiotico, che esso intrattiene con la “realtà”. Così come il pensiero mitico, l’identità visiva “opera a forza di analogie e confronti”, riorganizzando creativamente elementi eterogenei le cui possibilità di combinazione sono limitate, perché dense di un senso pregresso che ne limita la libertà d'uso.
Il primo vincolo che condiziona l’identità di marca è quello, evidentemente, del "cambiare rimanendo se stessi" nel quadro di un bagaglio sedimentato di tratti espressivi e semantici distintivi. Tuttavia, lo “stock” cui essa attinge non riguarda semplicemente la propria storia, ma l’insieme dei discorsi sociali. Come osserva Gianfranco Marrone (2001), “la comunicazione commerciale si presenta come uno degli oggetti privilegiati di una scienza della significazione interessata ai fenomeni sociali”. In quanto attività comunicativa i cui scopi manipolatori sono espliciti e socialmente accettati, la pubblicità invita l’occhio semiotico a osservare i modi singolari in cui essa persegue l’obiettivo dichiarato di agire sul destinatario: “per raggiungere questi obiettivi, essa mette in moto una serie di procedure retoriche talvolta molto complesse [...]”, che la rendono insieme un discorso sociale fra e su gli altri discorsi sociali, che parla “della società stessa entro cui di trova a vivere e ad agire” (ivi). Da cui la sua dimensione riflessiva e potenzialmente teorica (Calabrese 2012). Nei due spot in oggetto, la sfida di dar figura a un oggetto infigurabile come il “giocattolo sessuale” mobilita un laboratorio estetico e antropologico che sfocia, come tenteremo di mostrare, in una vera e propria teoria del decoro
Living façade. Fotobioreattori e microalghe nell’involucro architettonico: tecnologie emergenti per ridurre l’impronta di carbonio
Dopo una fase iniziale di sperimentazione, l’integrazione dei fotobioreattori nell’involucro ha conosciuto un’evoluzione verso soluzioni sempre più integrate e rappresenta attualmente un ambito di frontiera nel panorama delle soluzioni architettoniche innovative per la riduzione dell’impronta di carbonio. L’articolo esplora lo stato dell’arte della tecnologia, analizzando casi studio significativi come la “BIQ House” e il prototipo “Biochromic Window”, evidenziandone potenzialità applicative, limiti e sviluppi futur
Territorio Pixel. La trasformazione del Golfo di Venezia alla luce delle sfide poste dalla neutralità climatica
La ricerca indaga il Golfo di Venezia come laboratorio della transizione ecologica, affrontando la relazione tra acqua, energia e territorio nel contesto dei processi di adattamento ai cambiamenti climatici.
Attraverso un approccio transcalare e interdisciplinare, la tesi interpreta il Golfo come un territorio-macchina erede della modernità idraulica e industriale, oggi chiamato a riconfigurarsi di fronte alla crisi climatica e alla neutralità energetica europea.
L’indagine combina analisi storica, rappresentazione e sperimentazione progettuale: dalle genealogie delle infrastrutture idrauliche e energetiche (capitoli Anatomia e Razionalità) alla costruzione di modelli interpretativi e mesocosmi sperimentali, fino all’elaborazione di scenari futuri (Resistenza, Abbandono, Adattamento) per i territori di bonifica dell’Alto Adriatico.
Lo scenario ibrido del Territorio Pixel costituisce la sintesi proiettiva del lavoro: un paesaggio anfibio in cui le infrastrutture novecentesche si ricompongono in unità minime e flessibili, capaci di ibridare soluzioni tecniche e processi ecologici.
Il progetto è inteso come effort of imagination: non esercizio di previsione, ma dispositivo conoscitivo che permette di esplorare la complessità e di tradurla in possibilità.
Ne emerge una riflessione più ampia sul ruolo del progetto di territorio come pratica di conoscenza e di responsabilità, capace di abitare la transizione piuttosto che governarla, e di restituire al paesaggio una dimensione pubblica e collettiva