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28222 research outputs found
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L’orologio catottrico del Lycée Stendhal a Grenoble, analisi geometrica e AR per il cultural heritage/The catoptric Horloge Solaire at the Lycée Stendhal in Grenoble, geometrical analysis and AR for cultural heritage
Nel suo sviluppo storico la geometria proiettiva presenta forti legami con gli studi astronomici, fin dai tempi più antichi il concetto stesso di proiezione ha trovato una sua applicazione strumentale nella realizzazione di orologi solari. L’Horloge Solaire a riflessione del Liceo Stendhal a Grenoble è uno degli esempi più mirabili di come la gnomonica si sia evoluta nei secoli. Il contributo analizza e ricostruisce con metodi grafico-geometrici il raffinato quadrante realizzato dal padre gesuita Jean Bonfa nel XVII secolo. Viene inoltre proposta un’applicazione di realtà aumentata e virtuale per la fruizione e conservazione dell’astrolabio catottrico
L’architettura dell’esporre come sineddoche: costruzioni, proiezioni, astrazioni
Lo scritto affronta il tema delle interconnessioni tra forma, struttura e valore spaziale dei dettagli nell'architettura degli allestimenti, rileggendo questi ultimi quali elementi quintessenziali nella definizione del codice morfologico del progetto
The Evolution of Space
The European night train domain is experiencing a renaissance, with operators like ÖBB investing strategically in innovative design and sustainability. New train concepts from Siemens and Škoda are revolutionizing overnight travel, introducing individual mini-capsules and privacy-focused sleeping pods. Despite challenges of high costs and operational complexity, railway companies are reimagining train interiors to create more comfortable, efficient spaces that align with EU sustainability objectives and meet evolving traveller expectations
Segnali deboli
Comporre gli scenari per la realizzazione regionale e locale degli obiettivi del Green Deal nel Nord-Est significa comprendere quali specificità del territorio in esame possono sostenere un approccio costruttivo e quali un approccio decostruttivo. Si tratta di riconoscere nell’esistente i segnali deboli del cambiamento che possono sostenere il progetto come un telaio portante. I segnali vanno cercati tanto nelle politiche esistenti quanto nei grandi progetti futuri, tanto nelle forme fisiche quanto nelle architetture istituzionali, tanto nei finanziamenti quanto nei comportamenti collettivi. In buona sostanza si tratta di riconoscere un progetto implicito alle condizioni locali
Immaginare la bellezza : Carlo Aymonino, progetto per il Museo del Prado
Nella seconda metà del 1995, mentre sta lavorando a una nuova proposta per la copertura del Giardino Romano in Campidoglio, Carlo Aymonino partecipa al concorso per l’ampliamento del Museo del Prado. I due progetti presentano indubbiamente alcuni punti in comune, ma a Madrid troviamo anche il germe di una ricerca in parte eccentrica, che rimarrà purtroppo senza seguito, ma che è indicativa del tentativo di Aymonino di sondare nuove declinazioni della propria personale poetica
Mondializzazione e riconfigurazione di territori. Introduzione
La sessione “Mondializzazione e riconfigurazione di territori” della XXVI Conferenza SIU – “Nuove ecologie territoriali. Coabitare mondi che cambiano” – si è interrogata sui processi di ridefinizione degli assetti territoriali e sull’emersione di nuovi territori a partire da alcune riflessioni sulle recenti trasformazioni delle relazioni socio-spaziali, osservate, in particolare, dalla prospettiva delle pratiche d’uso, nel quadro dei processi di mondializzazione, che intrecciano in maniera sempre più stretta società, economie e culture su scala globale
Edifici alti con strutture ibride legno-acciaio. Una valutazione comparativa mediante analisi LCA
Un’eterna ghirlanda brillante
Con il titolo Somnium Scipionis circolò dal Medioevo il frammento di un trattato di Cicerone che ossessionò, fra gli altri, Raffaello e Mozart. Vi si leggeva della natura immortale e onnipotente dell’anima. Tanto tempo dopo, appare in sogno un altro libro: un libro impossibile nel quale i pesci sono occhi che ci guardano dai flutti, gli amplessi generano esseri anfibi, e ogni parola innalza un edificio fantastico. Un libro che non si può leggere, e che tutti sanno a memoria.
Con il Codex Seraphinianus – enciclopedia d’invenzione stampata nel 1981 da Franco Maria Ricci, e da allora libro di culto per intellettuali e ragazzi di tutto il mondo – iniziava il sogno di Luigi Serafini. Un sogno che si è materializzato in una mostra e ora di nuovo in un libro, questo (con la più ampia riproduzione delle opere dell’artista, commentate da saggi, con una ricca cronologia e conversazioni). Il sogno di un’arte senza nome che plasma insieme architettura, disegno, scrittura, pittura, scultura, musica e design. Davvero è un Marziano quello sbarcato al Mart: casa ideale che, proprio come in un sogno, ospita la riproduzione virtuale della prodigiosa casa-studio reale dell’artista, la cui salvaguardia è oggi oggetto di un’avventurosa disputa legale.
Così ci si rivela la doppia valenza del genitivo. Il sogno fatto mezzo secolo fa da Serafini è il sogno che oggi tutti facciamo immaginandocelo, forse inventandolo. Perché, come ha dichiarato di recente, «io esisto solo negli occhi degli altri»