Università Iuav di Venezia

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    Accessibility potential of long-distance Mobility-as-a-Service

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    Mobility-as-a-Service (MaaS) integrates multiple transportation modes into a unified, on-demand mobility service tailored to customer preferences and needs. While increasingly explored for short distances and urban settings, there is still a limited academic debate about its applicability for long-distance travels. This contribution examines the potential of long-distance MaaS for long-distance trips and systematic travellers, by assessing its accessibility potential and comparing it to the solo driving option. First, the scheme and possible business models of long-distance MaaS are proposed, expanding on available literature through an extensive review. Then, a method to calculate the potential of long-distance MaaS is proposed, by calculating its accessibility via an adapted version of the travel-cost approach. The convenience is evaluated under different policy scenarios, such as toll reductions for shared vehicles, dedicated infrastructure and incentives in a case study located in Northern Italy. The results offer quantitative insights into the likelihood of long-distance MaaS of being a reliable alternative to both private vehicles and conventional public transport, thus enhancing the accessibility of a destination by means of MaaS-supported multimodal solutions. In particular, the improvement of the multimodal transfer experience and the reduction of out-of-vehicle travel times are found to guarantee better accessibility by long-distance MaaS, compared to driving, for up to 95% of trips. A discussion about the possible modal choice implications and the interplay between stakeholders ends the contribution

    Le architetture costiere

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    ll testo di inserisce nel catalogo della Mostra al Padiglione Italia della 19. Mostra di Architettura della Biennale di Venezia che si configura come un portolano contemporaneo, ispirato alle antiche carte nautiche medievali che, con tratto sapiente e immaginifico, restituivano la complessità del mondo allora conosciuto. Il progetto editoriale si articola in tre volumi distinti ma complementari, ciascuno concepito come una tappa di un itinerario conoscitivo e sensibile. Questo primo volume raccoglie saggi teorici e riflessioni critiche, affiancati da narrazioni fotografiche autoriali che dialogano con le tematiche della mostra, suggerendo rotte interpretative e concettuali. Il mio testo si concentra sulle architetture costiere e focalizza lo sguardo sul patrimonio architettonico di costa e i riusi e le trasformazioni delle opere disseminate lungo il territorio italiano. La mia partecipazione al padiglione italiano ne comitato d'indirizzo. Da pag. 204 a 206 testo in traduzione inglese

    Il tema del margine. Progetti urbani di Francesco Venezia a confronto.

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    Il tema del margine rappresenta una questione centrale nel progetto urbano della città contemporanea: la crescente urbanizzazione ha prodotto infatti una serie di soluzioni di continuità sia tra parti di città differenti per carattere, sia tra città diffusa e campagna urbanizzata. Le dinamiche insediative degli ultimi cinquant’anni hanno infatti determinato l’insorgere di insoluti urbani, luoghi irrisolti dal carattere particolare, che richiedono tuttora, una risposta progettuale. La ricerca individua quelle strategie in grado di attuare una mediazione fra elementi primari della città e margine urbano, interrogandosi se e in che misura la composizione, alla scala del progetto architettonico, sia ancora in grado di rispondere a questo ruolo, costruendo, come in passato, i luoghi dell’abitare umano. Rifiutando l’idea di margine urbano inteso come limite, analizzando e confrontando tre progetti urbani di aree marginali dell’architetto Francesco Venezia, la tesi indaga il modo in cui essi siano in grado di dare risposte alla città contemporanea attraverso la ricerca della sua riconnessione con la tradizione e rafforzando l’idea che l’architettura scandisce e determina mutevolmente mutevole spazio e tempo trasferendo all’uomo nuovamente, all’interno dello spazio urbano, la consapevolezza di una rinnovata temporalità. Il questa prospettiva, Francesco Venezia, applica nel comporre una poetica del progetto dove il tempo dell’ avvenenza, della sospensione guarda al passato mettendoci nelle condizione di immaginare un nuovo futuro. Partendo da questi presupposti, la ricerca rileggere i progetti assumendo la compresenza di significati di natura diversa: il primo che identifica il limite come un dispositivo topologico che coincide con la cattura dello spazio, separando e collegando due realtà eterogenee, il secondo che intende il limite come manifestazione del luogo di soglia che emerge come zona posizionata instabilmente tra interno ed esterno, tra il dentro e il fuori.The theme of the margin represents a central issue in the urban design of the contemporary city: growing urbanization has in fact produced a series of solutions of continuity both between parts of the city that are different in character, and between the widespread city and the urbanized countryside. The settlement dynamics of the last fifty years have in fact determined the emergence of urban unsolved, unresolved places with a particular character, which still require a design response. The research identifies those strategies capable of implementing a mediation between the primary elements of the city and the urban margin, questioning whether and to what extent the composition, at the scale of the architectural project, is still able to respond to this role, building, as in the past, the places of human living. Rejecting the idea of ​​urban margin intended as a limit, analyzing and comparing three urban projects of marginal areas by the architect Francesco Venezia, the thesis investigates how they are able to give answers to the contemporary city through the search for its reconnection with tradition and reinforcing the idea that architecture marks and determines mutable space and time by transferring to man again, within the urban space, the awareness of a renewed temporality. In this perspective, Francesco Venezia, applies in composing a poetics of the project where the time of attractiveness, of suspension looks to the past putting us in the condition to imagine a new future. Starting from these assumptions, the research rereads the projects assuming the coexistence of meanings of a different nature: the first that identifies the limit as a topological device that coincides with the capture of space, separating and connecting two heterogeneous realities, the second that intends the limit as a manifestation of the threshold place that emerges as an area positioned unstably between inside and outside, between the inside and the outside

    Public Futures. Data, Rights, Design

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    Attraverso una selezione dei progetti realizzati all’Università Iuav di Venezia, il volume racconta il lavoro dei designer, una professione in continua evoluzione per rispondere ai cambiamenti del mondo. Progettare è dare forma a prodotti, servizi e artefatti capaci di influenzare i comportamenti umani. Integrando diversi saperi, il designer si concentra sulla riduzione dell’impatto ambientale, la rigenerazione degli ecosistemi e la promozione di pratiche etiche nella produzione e nel consumo

    The Living Body of Architecture

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    ISS SWEETHEART

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    La ISS si aggira sopra di noi da più di 20 anni; un potente promemoria di ciò che l’umanità può raggiungere quando è guidata dallo spirito di cooperazione e dalla curiosità. Nel frattempo, tuttavia, il suo futuro si è fatto incerto e l’esplorazione spaziale sembra seguire interessi privati, relegando i ricordi delle epoche di grandi imprese nell’oscurità dello spazio. La mappa ISS Sweetheart prende ispirazione nel nome dal titolo inglese del romanzo La ragazza dello Sputnik, scritto da Haruki Murakami, e ne riprende nelle intenzioni il tema dell’intangibilità del contatto tra due soggetti lontani, come le persone che osservano con meraviglia dalla Terra le missioni spaziali e gli astronauti immersi nel buio dello spazio. Nel caso della Stazione Spaziale Internazionale, la libera circolazione di dati e contenuti attraverso siti web e social media permette da anni un incontro altrimenti impossibile, avvicinando le persone al progresso scientifico e tecnologico della nostra specie

    Il futuro del lavoro

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    Venezia Città della Conoscenza espone l’idea di restituire centralità alla cultura e all’intuizione nel processo di costruzione continua della città. La piccola dimensione della città storica unita all’attrattività globale consentono di immaginare a Venezia un cluster urbano all’avanguardia in grado di formare e trattenere le migliori menti operanti nei processi di anticipazione. Tracciare l’orizzonte operativo e strategico del progetto è una operazione necessaria per innescarne i processi di attuazione

    Trasformazioni della città e innovazione delle politiche urbane: percorsi di ricerca

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    "No way you can frame it". Da "Art and Objecthood" a "Il buco" di Michelangelo Frammartino

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    The paper is organized in two parts, both devoted to the exploration of immersivity both in a genealogical perspective and through the analyses of a paradigmatic object such as the film Il buco by Michelangelo Frammartino. The first part consists in a theoretical reflection on a possible, and hitherto neglected, genealogy of the idea of immersivity to be found in the context of the art criticism of the 1960s and particularly in the well-known article by Michael Fried Art and Objecthood. The paper explores Fried’s definition of anti-theatricality and his discussion of the objecthood of the minimalist art. The second part proposes the analysis of the film Il buco (The hole) by Michelangelo Frammartino, a paradigmatic object for the question of immersivity theorized by Fried, which, however, is neither coeval with that theoretical reflection, nor homogeneous to the objects it explores

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