Università Iuav di Venezia
Archivio istituzionale della ricerca - Università IUAV di VeneziaNot a member yet
28222 research outputs found
Sort by
Venezia Città della Conoscenza : l’anticipazione come strumento di progetto
Venezia è frutto di un progetto millenario che cambia negli attori e negli strumenti ma mantiene una sostanziale unità di intenti nel tempo. Venezia Città della Conoscenza è solo l’ultimo passo nel processo di re-invenzione continua dello spazio urbano e della comunità veneziane: pone la laguna come campo preferenziale per la sperimentazione di nuove forme di progettualità e ne riafferma
la capacità di anticipazione a scala globale
Concatenazioni
ll volume raccoglie il percorso di ricerca sviluppato dalle autrici e dall’autore, nell’ambito della Scuola di Dottorato Iuav in Urbanistica, attorno all’ampio tema della transizione nei e dei territori. Il volume si articola in tre sezioni: dialoghi, racconti e passeggiate. Nella prima, attraverso una conversazione tra studiosi di diversi ambiti disciplinari, si esplora la transizione come concetto e, in seguito, il suo possibile ancoraggio progettuale. La seconda sezione si compone di undici contributi che, intrecciando prospettive teoriche e approcci situati, analizzano i processi di transizione in contesti urbani e rurali, con un focus su metodologie di ricerca e strumenti di analisi. La terza parte restituisce l’esperienza della « passeggiata Bernardo Secchi » a Napoli; un'esplorazione sul campo che offre una restituzione, per immagini e testi, delle dinamiche territoriali in corso. Il volume si chiude con una riflessione sul ruolo dell’urbanista all’interno del dibattito sulla transizione, evidenziando la necessità di un approccio critico e interdisciplinare capace di affrontare le sfide del presente
Architetture per via compositiva
Il testo si occupa di indagare i progetti berlinesi di O.M. Ungers, attraverso la questione della composizione urbana e di come sia possibile una ricerca in architettura che cerchi di definire una teoria della composizione. Una possibilità dovuta anche alla qualità intrinseca delle opere studiate a rendersi disponibili a un’interpretazione per via compositiva. La ricerca condotta sui progetti berlinesi di Oswald Mathias Ungers ci aiuta a cogliere e chiarire il valore di una teoria che si identifica nel rapporto tra architettura e progetto urbano; uno degli obiettivi di questo lavoro è stato proprio quello di comprendere il significato che oggi l’architettura può ancora esercitare sulla struttura urbana della città, sulla natura profonda dei suoi caratteri spaziali e formali
La valutazione economico-ambientale delle trasformazioni associate al cambiamento climatico
La valutazione economica e ambientale degli impatti del cambiamento climatico nelle aree costiere richiede un approccio multidisciplinare in quanto le trasformazioni del territorio risultanti dall'interazione tra la terraferma e il mare sono un fenomeno complesso che coinvolge processi naturali e azioni antropiche, difficilmente valutabili dalle singole discipline. Queste zone sono interessate con sempre maggior frequenza alle nostre latitudini da fenomeni meteorologici di particolare intensità. Mareggiate, piogge intense, ondate di calore, accompagnati da variazioni di lungo periodo di innalzamento del livello del mare e pressioni originate dalle intense attività antropiche che si svolgono lungo la fascia costiera, accentuano fenomeni erosivi, trasformazione di habitat e perdita della biodiversità. I danni potenziali alle aree costiere derivanti dall’innalzamento del livello del mare e dalle mareggiate comprendono impatti ambientali ed economici come ad esempio l’erosione accelerata delle spiagge e delle scogliere, l’inondazione permanente di alcune zone collocate a pochi metri sul livello del mare, l’aumento di gravi inondazioni, la perdita economica di beni fisici quali edifici residenziali, commerciali ma anche infrastrutture critiche come strade, ponti e reti di trasporto, l’intrusione di acqua salina nelle falde acquifere e nelle risorse idriche superficiali e il degrado delle zone umide costiere ricche di habitat la cui diversità biologica permette di fornire importanti servizi ecosistemici (Hinkel et al., 2013; Diaz, 2015). A queste si aggiunge l’attrattività turistica delle aree costiere, risultante dalla combinazione di infrastrutture e valenze naturalistiche. Va inoltre citato l’utilizzo dei suoli e delle acque costiere e di transizione per le attività primarie, quali l’agricoltura e la pesc
Anticipare per deliberare. Un metodo per definire il campo del progetto
Determinare il progetto per portare il territorio del Nord-Est italiano verso la neutralità climatica è un processo particolarmente complesso, nel senso più proprio, ossia, riprendendo Secchi, sovra-determinato da una vasta pluralità di fattori interdipendenti, e per questo necessita un percorso articolato di sviluppo. Per operare lo sviluppo di uno scenario evolutivo in un contesto così complesso è utile definire un campo sufficientemente stabile e condiviso entro cui operare. Le possibili evoluzioni di un dato sistema, a partire da uno specifico momento di inizio, sono note come cono dei possibili stati alternativi del sistema; esso va immaginato come uno spazio entro cui si situano tutti i futuri potenziali per il sistema scelto, tra cui è possibile muoversi a partire da mutamenti delle condizioni interne ed esterne al sistema in relazione al tema posto: la neutralità climatica. Non tutti i possibili stati alternativi, o futuri possibili, sono desiderabili, né sono coerenti con gli obiettivi dello scenario. Il processo di sviluppo dello scenario serve a determinare un sottoinsieme specifico del cono in cui tutti i progetti possibili siano desiderabili e realizzabili. Chiamiamo questo sottoinsieme campo del progetto
Costruttivo e Decostruttivo. Le due punte delle frecce
Il volume esplora scenari per il Nord-Est, delineati a partire dalle politiche europee e nazionali orientate alla neutralità climatica. Assumendo la transizione ecologica ed energetica come campo critico del progetto territoriale, viene proposta una lettura delle condizioni latenti di cambiamento, definendo un campo di progetto capace di orientare scenari di trasformazione ambientale, economica e territoriale entro il 2050
Verum ipsum factum : Il progetto della storia
Rimandando direttamente al valore della conoscenza storica, il motto «vervm IpsVm fActVum» scolpito nel blocco di pietra che segna il liminare dello IUAV è l’espressione di un progetto intellettuale e didattico che traduce il ruolo centrale della storia nell’immagine pubblica dell’ateneo. La “scuola veneziana” di Storia dell’architettura non ha mai smesso di riflettere sulla disciplina e interrogarsi sui suoi fondamenti, evolvendosi in modo sempre nuovo fino a oggi