Università Iuav di Venezia
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28222 research outputs found
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Progettare l’attesa. Strategie per difendere lo spazio da un avversario assente
Il contributo prende avvio dall’analisi del Piano Regolatore Generale di Urbino progettato da Giancarlo De Carlo tra il 1958 e il 1964, per riflettere sullo scarto tra la previsione demografica di espansione urbana e l’effettiva riduzione della popolazione. Se la modernità architettonica ha ampiamente teorizzato e progettato per il grande numero, questo saggio si concentra invece sulla condizione opposta: il piccolo numero. In questo scenario l’assenza dell’avversario previsto costringe l’architettura a riformulare le proprie strategie: non più dispositivi di contenimento e occupazione, ma forme di attesa, di sospensione e di presidio. Attraverso il caso della Pineta, progettata da De Carlo come un avamposto a nord del centro storico di Urbino, il testo esplora la possibilità che il progetto diventi un dispositivo di delimitazione spaziale e temporale, capace di strutturare l’attesa come condizione attiva. Il confronto con il cortometraggio La forma della città di Pier Paolo Pasolini, dedicato alla difesa dell’immagine urbana di Orte, consente di distinguere tra una strategia conclusiva e conservativa dello spazio e un approccio direzionale e aperto. Il piccolo numero, da questa prospettiva, non è una riduzione quantitativa, ma un principio di progettazione per uno spazio ereditato, sovradimensionato, eppure denso di possibilità latenti. Progettare l’attesa diventa così un modo per tracciare confini, definire e articolare linee di fuga in un territorio in cui l’espansione ha mancato l’appuntamento con la storia
Join the Edges
The paper introduces the "Join the Edges" session of the international conference "Stretch the Edge," San Marino, 2023, and explores how traces, understood as tangible or intangible markers, can serve as design tools to reconnect people and places. It refers to the INTUIT research project (developed by the author for Space spa, 2017), it presents a trace-based methodology for experiential modelling of cultural destinations, integrating spatial semiotics and experiential design. The framework employs five interpretive dichotomies and the Strategic Experiential Modules (Sense, Feel, Think, Act, Relate) to map relationships between physical stimuli and imagined responses. Three case studies (Tremona-Castello Archaeological Park, Digital Civic Collection Quero Vas, Jiming Island Wedding Hall, and Beijing’s Xingfeng sub-district) reflect on how design can activate traces to generate educational, participatory, and multisensory experiences. Joining the edges emerges as a practice enabling design to restore agency and meaning to fragmented territories
Infrastrutture logistiche e gestione delle informazioni territoriali: la Zona Logistica Semplificata Porto di Venezia-Rodigino
The logistical development of a territory is often legitimised by speci c production relations or by political choices linked to transport and market effi ciencies. When hierarchically structured, the growth of the logistic sector can profoundly impact the administrative and nancial arrangements of territories, fostering new forms of centrality and territorial competitiveness, as well as potential phenomena of spatial marginalisation and intra- and interregional (re)scaling. At the same time, its expansion provides an interpretative key to understanding the evolutionary patterns of settlement structures, often anchored to speci c extraordinary funding programs for social innovation and entrepreneurial competitiveness. In this contribution, the theme gains empirical relevance in the Veneto region through an analysis of land consumption driven by logistics in relation to the opportunities off ered by Simpli ed Logistics Zones (ZLS) and the resources made available by the Italian National Recovery and Resilience Plan (NRRP). The analysis makes it possible to grasp how logistics, public policies and infrastructure investments tend to interact, shaping the spatial organisation and competitiveness of places. The research integrates regional data with territorial statistics from heterogeneous sources (Istat, Ispra, and Regis), proposing a spatial analysis model aimed at supporting an integrated management of networks, resources, and territorial synergies
Il patrimonio intangibile d’impresa. Una mappatura design-driven
Il progetto di ricerca mira a formalizzare una metodologia per la mappatura degli ecosistemi imprenditoriali partendo dal caso studio del Nord-Est, per individuare il corpus di conoscenze intangibili espresse dalle imprese locali nelle loro interazioni con la cultura del design. Gli studi sugli asset intangibili tendono spesso a concentrarsi sui valori da cui l’azienda trae un beneficio economico diretto, mentre le culture e le pratiche del design sono raramente studiate in quanto tali e nelle loro connessioni più ampie con la società e la cultura. Date queste premesse, il progetto è orientato a individuare e mappare modalità strategiche di fare impresa design-driven nel territorio di riferimento, attraverso un approccio intersettoriale che intercetta diversi ambiti disciplinari, dalla teoria e storia del design agli studi territoriali, all’economia, alla semiotica, ai beni culturali.
L’intento di misurare l’impatto del design nei confronti del patrimonio intangibile d’impresa delinea un quadro di riferimento alternativo a quelli della contabilità e del reporting finanziario tradizionale, potenzialmente in grado di offrire una prospettiva più olistica del valore aziendale. In quest’ottica, è stato concettualizzato un sistema di indicatori, in corso di validazione attraverso interviste rivolte un gruppo pilota di aziende, utili ad apprezzare e valutare secondo un approccio quali-quantitativo la dimensione di patrimonio intangibile espressa dal sistema manifatturiero del Nord-Est. Parallelamente, si sta lavorando alla compilazione di un repertorio di metadati utili a tradurre le informazioni rilevate in un prototipo di piattaforma digitale rivolto a imprenditori, ricercatori, professionisti, al fine di promuovere il patrimonio intangibile d’impresa del territorio di riferimento.
Un apporto significativo del progetto di ricerca risiede nell’implementazione di strumenti di intelligenza artificiale – in particolare di modelli di machine learning a integrare il processo di analisi qualitativa, al fine di supportare la co-produzione di conoscenza e ottenere valutazioni più affidabili mediante il confronto fra differenti metodi di analisi; tali strumenti sono integrati per favorire una visione globale dell’impresa, incoraggiando una consapevolezza sistemica della complessità aziendale, il riconoscimento delle relazioni tra i diversi asset intangibili e una più profonda comprensione delle modalità secondo cui i vari attori interagiscono all’interno dell’ecosistema aziendale.
Nel complesso, l’obiettivo del progetto di ricerca è di raccogliere, diffondere e promuovere il riutilizzo di conoscenze, capacità e buone pratiche che sono ancora in gran parte non studiate e spesso non percepite, con il duplice scopo di alimentare la riflessione sul Made in Italy e di contribuire al suo rilancio, a favore della competitività delle singole imprese e in generale del marchio territoriale.
207 CULTURE PLURALI !INTER-DISCIPLINARITÀ" The research project aims to formalize a methodology for mapping entrepreneurial ecosystems in the North-East, starting from the body of intangible knowledge expressed by local companies in their interactions with design culture. Studies
on intangible assets tend often to focus on the values from which the company derives a direct economic benefit, while design cultures and practices are rarely studied as such and in their broader connections with society and culture. Starting from these premises, the research project aims to identify strategic ways of design-driven entrepreneurship operating in the target area, through a crosssectoral approach that encompasses various fields, from design theory and history to territorial studies, economics, semiotics, and cultural heritage.
The aim of measuring the impact of design towards intangible corporate assets outlines an alternative framework to those of traditional accounting and financial reporting, potentially capable of offering a more holistic perspective on corporate value. In this perspective, a system of indicators has been conceptualized, currently being validated through in-depth interviews with a pilot group of companies, in order to assess and evaluate, using a qualitative-quantitative approach, the intangible assets expressed by the manufacturing system in North-Eastearn Italy.
At the same time, we are compiling a repertoire of metadata which will be used to translate collected information into the prototype of a digital platform addressed to entrepreneurs, researchers, and professionals, with the goal of promoting corporate intangible heritage of the target area.
A significant contribution of the research project lies in the implementation of artificial intelligence tools – in particular, machine learning models – to integrate the qualitative analysis process, in order to support the co-production of knowledge and obtain more reliable assessments by comparing different analysis methods; these tools are integrated in purpose to provide a comprehensive view of the company, encouraging a systemic awareness of corporate complexity, the recognition of the relationships between different intangible assets, and a deeper understanding of the ways in which different actors interact within the entrepreneuruial ecosystem.
As a whole, the aim of the research project is to collect, disseminate, and promote the reuse of knowledge, skills, and best practices that are still largely unexplored and often overlooked, with the dual purpose of nurturing reflection on Made in Italy and contributing to its revival, supporting the competitiveness of individual companies and the regional brand in general
Presìdi educativi e rigenerazione urbana: il ruolo delle scuole nel quartiere
Il quartiere Arcella di Padova costituisce, da alcuni anni, un caso emblematico di sperimentazione di pratiche di rigenerazione urbana dal basso, caratterizzate da approcci partecipativi e inclusivi (Albanese e Marconi, 2024). All’interno di questo contesto, il presente contributo si propone di analizzare l’emergente protagonismo delle scuole che attraverso l’attivazione di processi collaborativi ed educativi hanno iniziato anch’esse a promuovere attivamente la trasformazione del territorio, contribuendo alla costruzione di legami sociali e alla valorizzazione delle risorse locali (Marini, 2024). L’obiettivo è mettere in luce il potenziale educativo e sociale della scuola come attore chiave nei percorsi di rigenerazione urbana.
L’Arcella ospita numerose istituzioni scolastiche che coprono i diversi cicli dell'istruzione, dall'infanzia alle scuole superiori e agli istituti professionali: una rete capillare di presìdi educativi che ben rappresenta la dotazione di attrezzature del welfare materiale e di dispositivi sociali fondamentali della città pubblica (Pasqui, 2021; Savoldi e Renzoni, 2018).
A partire dalla creazione della rete Grande Scuola Arcella promossa nel 2016 dall’Ufficio Scolastico di Padova, per connettere le istituzioni scolastiche del quartiere si sono susseguite nel tempo numerose iniziative che hanno in diverso modo attivato esperienze di rigenerazione urbana a base culturale e educativa.
Queste iniziative nascono dalle sfide poste da un quartiere complesso come l’Arcella, in rapido cambiamento, eterogeneo nella sua composizione sociale e spaziale, dove si concentrano da un lato fragilità socio-economiche, episodi di microcriminalità e spazi in abbandono e dall’altro una fervente vivacità sociale e creativa che parte dall’azione civica e l'avvio di nuove progettualità di riqualificazione promosse dall’amministrazione.
All’interno di tale contesto, le scuole con la comunità educante hanno iniziato ad uscire sul territorio con laboratori di didattica innovativa, sperimentando l’analisi e la reimmaginazione degli spazi del quartiere, a partire da quelli più problematici. La città e il quartiere sono stati utilizzati per costruire percorsi educativi innestati sull’esperienza dell’esplorazione e dell'attraversamento, della lettura della sua storia e delle sue componenti, dell’interazione con i suoi abitanti e della reimmaginazione, trasformazione e cura dei luoghi.
Il contributo si focalizza su alcuni questi processi per mettere in rilievo gli esiti trasformativi materiali e immateriali raggiunti in Arcella e permette di delineare alcuni degli ingredienti utili a sviluppare sinergie e azioni che possano permanere nel tempo e massimizzare gli impatti di rigenerazione urbana
Valorizzare il patrimonio paesaggistico dal basso. Il caso trentino dell’Ecomuseo della Judicaria tra esigenze di tutela e sviluppo turistico
Il contributo presenta una ricerca effettuata nel 2023 finalizzata ad indagare la relazione paesaggio-
turismo nel contesto trentino della Riserva Unesco delle Alpi Ledrensi e Judicaria. L’area è caratterizzata da una storia importante di progetti e sensibilizzazione della comunità sui temi della gestione sostenibile del territorio. Oggi una delle minacce più rilevanti è rappresentata dalla crescente pervasività di fenomeni di turismo escursionistico ed eterodiretto che non tengono conto della fragilità del contesto. Attraverso le voci dei principali attori locali lo studio evidenzia il ruolo emblematico del locale ecomuseo nello sviluppo di azioni a favore del patrimonio paesaggistico e nell’attivazione della comunità in decisioni e proposte per una fruizione consapevole delle risorse
Scenari retroattivi. Un territorio sedimentato su progetti fortemente trasformativi
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale.
La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti.
In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni
Performance, ironia, collettivo: alle origini dell’avventura artistica di Lucia Marcucci = Performance, Collectivism, Wit: At the Roots of Lucia Marcucci’s Artistic Adventure = Performance, Ironie, Kollektiv: die Anfänge des künstlerischen Abenteuers von Lucia Marcucci
Il saggio analizza le origini dell’avventura artistica di Lucia Marcucci, figura centrale della neoavanguardia italiana e cofondatrice del Gruppo 70. Provenendo da una formazione teatrale, Marcucci elabora una poetica in cui si intrecciano linguaggio scenico, sperimentazione performativa, ironia e riflessione femminista. Attraverso opere come Poesie e no, la sua ricerca mette in crisi la distinzione tra arti visive, letteratura e teatro, facendo della performance un terreno collettivo e anti-disciplinare di confronto con la società dei consumi e la rivoluzione tecnologica. Il corpo, inteso come luogo di relazione e di resistenza, diventa la matrice di un’etica e di un’estetica nuove, capaci di ridefinire i rapporti tra arte, istituzione e pubblico.
The essay explores the origins of Lucia Marcucci’s artistic trajectory, a key figure of the Italian neo-avant-garde and co-founder of Gruppo 70. With a background in theater, Marcucci developed a poetics that interweaves performative experimentation, irony, and feminist awareness. Through works such as Poesie e no, her practice challenges the boundaries between visual art, literature, and theater, establishing performance as a collective, anti-disciplinary field that responds critically to consumer culture and the technological revolution. The body, conceived as a site of relation and resistance, emerges as the core of a new aesthetic and ethical model redefining the relationship between art, institution, and audience.
Der Aufsatz untersucht die Anfänge der künstlerischen Laufbahn von Lucia Marcucci, einer Schlüsselfigur der italienischen Neoavantgarde und Mitbegründerin des Gruppo 70. Ausgehend von ihrer Theaterausbildung entwickelt Marcucci eine Poetik, in der performative Experimente, Ironie und feministische Reflexion ineinandergreifen. Mit Werken wie Poesie e no stellt sie die Grenzen zwischen bildender Kunst, Literatur und Theater infrage und etabliert die Performance als kollektives, interdisziplinäres Feld, das kritisch auf Konsumgesellschaft und technologische Revolution reagiert. Der Körper, verstanden als Ort der Beziehung und des Widerstands, bildet den Kern einer neuen ästhetischen und ethischen Haltung, die das Verhältnis zwischen Kunst, Institution und Publikum neu definiert