Università Iuav di Venezia
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28222 research outputs found
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Da Library a Exploratory. Piattaforma digitale e Mixed Reality
Material Exploratory ha prodotto due output progettuali: una piattaforma digitale e una materioteca interattiva in Mixed Reality. Entrambi trasformano materiali di seconda generazione in dispositivi di conoscenza, combinando dati tecnici, qualità sensoriali e tracciati territoriali. La piattaforma rende navigabili storie, connessioni e filiere, mentre la materioteca integra campioni fisici, sound design e visualizzazioni immersive. Insieme, questi strumenti mostrano come la materia possa diventare un medium per comprendere pratiche circolari e supportare progettazione e formazione
Costruttivo e decostruttivo : due scenari per il Nord-Est: Verso un Piano strategico per l’Alto Adriatico
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale.
La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti.
In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni
Tracce di un percorso architettonico in Suzana e Dimitris Antonakakis
The contribution intends to address the compositional issues raised in two projects built by Suzana and Dimitris Antonakakis, better known as Atelier 66. The first case concerns the house-atelier on Benaki Sreet in Athens (1972-1975), located on the slopes of Strefi Hill, from which Le Corbusier drew the north side of the Acropolis. An Athenian ‘polykatoikia’, manifesto of their idea of architecture for the city, which contains the studio and the archive of Atelier 66 in its basement. The second case is the Alikianos holiday house (1974), a place of summer otium immersed in an orange grove not far from Heraklion, Crete. The two examples are the way to investigate a way to make architecture reinterpreting a tradition made of forms, figures, memories, and matter, which is intrinsically linked to the Greek land
Micro urban mining Azioni informali in risposta alla precarietà ecologica
Il contributo esplora il concetto di Micro Urban Mining come insieme di pratiche informali orientate al recupero, alla trasformazione e alla riattivazione di risorse materiali e immateriali in contesti urbani caratterizzati da precarietà ecologica. Attraverso un approccio design-driven, la ricerca analizza azioni situate e sperimentazioni a scala micro che mettono in discussione modelli estrattivi tradizionali, proponendo alternative basate su circolarità, adattabilità e cura del territorio. Il design emerge come strumento critico e operativo capace di supportare processi bottom-up e forme di resilienza urbana
Il patrimonio religioso tra passato e attualità nello spazio post-sovietico. Il Complesso della Cattedrale in onore delle Forze Armate di Odencovo nella Federazione Russa
Il volume offre una riflessione inedita sullo spazio post-sovietico visto attraverso la lente del patrimonio religioso. Indaga uno degli aspetti che più caratterizza l’attualità, in quanto di grande rottura rispetto al periodo precedente, quando gli Stati oggi indipendenti erano parte dell’Unione Sovietica dove veniva promosso l’ateismo di Stato. Si affronta la trasformazione dello spazio sacro post-sovietico sotto molteplici aspetti analizzando lo stato di conservazione del patrimonio religioso, la ricostruzione di luoghi di culto demoliti in epoca sovietica nonché la massiccia realizzazione di nuovi edifici religiosi. Questi interventi contemporanei danno una propria interpretazione dell’antichità, della tradizione, del patrimonio da tramandare e aiutano a comprendere le tante metamorfosi di questo spazio così strategico negli equilibri globali
Lo spazio non è neutrale. Una riflessione sulla rappresentazione grafica della disabilità di genere = Space is not Neutral. A Reflection on the Graphic Representation of Gender Disability
In a context of increasing social and cultural awareness regarding the role of architecture in promoting
inclusive accessibility – both in new construction and in the conservation of cultural heritage – this
paper offers a critical reflection on different forms of discrimination embedded in design practices and
visual representation. These often-overlooked dimensions contribute to perpetuating exclusionary dynamics, raising significant questions for academic research in architecture.
According to Article 2 of the United Nations Convention on the Rights of Persons with Disabilities and
the contextual definition of ‘discrimination’, the presence of environmental barriers constitutes a form of
discrimination. This condition is further exacerbated when intersecting with other identity dimensions,
such as gender. In fact, women with disabilities experience a dual and often invisible marginalisation
that is reflected both in the material configuration of space and in the symbolic codes that structure it.
A striking example lies in architectural signage: when referring to disability, it typically employs gender-
neutral figures or, implicitly, male-coded representations, aligning with a broader androcentric logic that
dominates pictographic systems. This apparent neutrality conceals meaningful differences, inadvertently
supporting normative visions that exclude female subjectivity and nonconforming identities.
This issue is further illustrated in the design of public restrooms, where accessible facilities are often
unisex and not differentiated by gender. While intended as inclusive, such solutions can fail to respect
individuals’ gender identity and do not adequately address the diversity of user needs.
In this context, Feminist Disability Studies have only recently developed a critique of the Social Model
of Disability, highlighting its tendency to prioritise environmental factors over individual characteristics. The integration of an intersectional perspective into inclusive design thus emerges as a necessary
theoretical and operational shift.
This paper focuses on pictographic language as a cultural device capable of conveying worldviews, show-
ing how it consistently privileges male or neutral representations of disability. These seemingly technical
choices have significant symbolic and spatial implications, contributing to hierarchies of visibility and
belonging. In light of contemporary activism, which calls for a collective engagement with the politics
of inclusion, it becomes urgent to reconsider design paradigms in ways that meaningfully reflect the
complexity of human subjectivities
Fill the gap. Strategie di avvicinamento tra università e PMI nelle attività di TT Fill the gap. Strategies to get universities and SMEs closer in TT activities
Il contributo intende analizzare lo scenario, in Italia, relativo al ruolo delle università nelle attività di Terza Missione e valorizzazione della conoscenza, al settore delle imprese e alla loro propensione alla R&S e ad attività innovative – con particolare riferimento alle PMI (Piccole e Medie Imprese) – e alle relazioni esistenti tra queste e le università, evidenziando gli ostacoli che, oggi, si incontrano per l’avvio di attività di ricerca congiunta. Inoltre, il contributo intende proporre alcune strategie che possano avvicinare università e imprese verso tali attività, in considerazione sia delle sollecitazioni provenienti dal mondo della politica che di diversi esempi virtuosi di cooperazione tra imprese e università presenti in Europa.
The paper aims to analyse the Italian scenario regarding the role of universities in Third Stream activities and knowledge value enhancement, the enterprises sector and their attitude for R&D and innovative activities – with particular reference to SMEs (Small and Medium Enterprises) – and the existing relationships between them and universities, highlighting the obstacles encountered today in starting joint research activities. Moreover, the paper aims to propose some strategies that can bring universities and enterprises closer towards such activities, considering both the requests coming from the world of politics and several virtuous examples of cooperation between enterprises and universities present in Europe