Università Iuav di Venezia
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28222 research outputs found
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Climate change resilience of energy retrofit interventions in historic urban areas
Decarbonizing the built environment has become a critical priority in addressing the impacts of climate change, necessitating comprehensive and effective energy retrofitting of existing buildings. Many historically significant cities feature urban centers rich in cultural and artistic heritage. Authorities impose restrictions on buildings under preservation order but must also assess retrofitting interventions on nearby non-protected structures to preserve the area's cultural integrity. In Padua, a historic area spanning 126,000 m2 was analyzed to identify the most effective energy retrofitting strategies, aiming to provide clear operational guidelines. A modeling approach based on building-plant system dynamic simulation of archetypes shows that interventions on building systems outperform those focused on building envelope insulation. Solar shading systems were incorporated in all retrofit scenarios, whereas other passive strategies were excluded due to their limited applicability in densely built and protected historical areas. Notably, the results highlight the highest energy savings achieved with heat pumps combined with photovoltaic systems, which are also less architecturally invasive, particularly when building-integrated photovoltaic systems and geothermal heat pumps are employed. Ultimately, the combined implementation of energy system measures and building envelope improvements resulted in energy savings of up to 83.9 % of the total energy consumption in the analyzed buildings. Thus, even buildings in historic areas can contribute significantly to achieving the energy transition goals set for 2050. A key factor in reaching this conclusion was the projection of the study into the SSP5-8.5 climate scenario for 2050, the most extreme pathway developed by the IPCC. Despite substantial differences in climate and in the energy behavior of buildings by 2050, new evaluations under this scenario confirmed the results obtained under current climate conditions. Consequently, the proposed intervention strategies remain effective through 2050, even under the most radical climate change projections
Exploring the links between clean energies and community actions in remote areas: a literature review
In the fight against growing energy poverty in Europe, remote and rural areas are most affected but play a crucial role in promoting a fair and sustainable transition. Furthermore, energy communities have been recognized as cost-efficient options and opportunities to enhance the active participation of citizens in electricity markets. Despite the wide recognition of their potential in alleviating energy poverty, evidence is still limited. This paper investigates the ‘missing links’ in producing clean energy through community-based practices in remote areas. This study presents a literature review aimed at identifying case studies at the European level to build a knowledge base on the state of the art in the context of the Green Deal. Of the 4422 publications found, we identified and analyzed 266 publications with one or more European cases. Of these, only 67 publications used keywords relevant to our research objective, which we further explored and categorized according to the primary purpose of the study, i.e., assessment, barriers and gaps, implementation, management and planning, modeling, and public opinion. Our results show that publications serve mainly to test a methodology for potential use and not to recount an experience, lacking practical application and policy integration. Nevertheless, we noticed a tendency to activate citizen engagement forms or gather perceptions to increase social acceptabilit
La predica di San Marco ad Alessandria d’Egitto, di Gentile e Giovanni Bellini. Un’analisi iconologica della facies bizantina di San Marco
Il monumentale telero La Predica di San Marco ad Alessandria d’Egitto a opera di Gentile Bellini – iniziato nel 1504 e completato nel 1507, dopo la sua morte, dal fratello Giovanni – si offre come straordinario esempio di soglia figurativa e culturale per la Venezia del primo Cinquecento. Commissionata dalla Scuola Grande di San Marco, l’opera rappresenta il culmine del ciclo agiografico dedicato al Santo: l’ultimo appassionato sermone nella piazza di Alessandria prima del martirio. Fonti successive, in primis Vasari, identificano l’ambientazione del dipinto non come Alessandria ma come Costantinopoli, tuttavia, l’ambientazione esotica non attenua in alcun modo il senso di familiarità che l’opera suscita: appare infatti evidente all’osservatore che la grandiosa architettura che fa da sfondo alla – e domina la – narrazione agiografica, si configura non già come raffigurazione realistica o capriccio d’invenzione, bensì come una sofisticata elaborazione della Basilica di San Marco. L’architettura della Predica è efficace sintesi della facies marciana: la Basilica, dipinta così com’era al tempo dei Bellini, integra elementi provenienti dalle fasi precedenti della sua fabrica nonché della recente facciata codussiana della Scuola Grande di San Marco, sede a cui il telero è destinato. Al contempo, il maestoso fondale si configura come un complesso palinsesto di rimandi a mondi altri, veri o d’invenzione. Un immaginario egiziano e insieme bizantino e romano, plasma l’immagine di colonne, obelischi, fari e altri elementi architettonici. In questo senso, l’architettura dipinta dai Bellini è un manifesto culturale della translatio e inventio del corpo di San Marco, incorporando luoghi e simboli cruciali per un’epoca segnata da rottura e distanza, avvicinamento e incorporazione con il Levante. L’opera dei Bellini si rivela così come esempio paradigmatico del sofisticato processo di mitogenesi di Venezia, attraverso cui la città si costruisce come altera Roma e come vera erede dell’Antico
Sopravvivere alla transizione digitale. Design e Terzo Settore
Lo sviluppo dell’economia collaborativa e l’affermazione di imprese cooperative gioca un ruolo chiave nel rispondere ai bisogni sociali attuali e nel rafforzare un ecosistema orientato alla sostenibilità sociale. Il Terzo Settore, caratterizzato da una molteplicità di realtà locali e micro-iniziative, rappresenta un ambito in profonda evoluzione, capace di adattarsi alle sfide emergenti attraverso la promozione di processi di innovazione sociale. Tuttavia, la rapida trasformazione culturale e tecnologica presuppone un ripensamento dei modelli organizzativi e delle strategie alla base dei servizi proposti. In questo scenario, il lavoro svolto dal presente gruppo di ricerca mira ad esplorare il rapporto tra design e Terzo Settore, attraverso attività di ricerca condotte con progetti e modalità differenti. Queste esperienze, sviluppate in dialogo con il territorio veneziano, promuovono una progettazione orientata al bene comune e alla valorizzazione delle reti locali.
La ricerca applicata, con il progetto “ISTTec - Innovazione Sociale nella Transizione Tecnologica”, si concentra sull’ibridazione tra innovazione sociale, design dei servizi e digitalizzazione nel Terzo Settore veneziano, attraverso l’elaborazione di un framework teorico e pratico che combina il metodo del Design Thinking con quello della catena del valore.
Il progetto “Amplify Social Initiatives” nasce per valorizzare e connettere le iniziative sociali, proponendo un ecosistema digitale collaborativo che integra strumenti per la comunicazione, la raccolta fondi e la gestione organizzativa. Attraverso processi di co-design e metodologie di peer production, il framework guida le organizzazioni in una transizione consapevole, evitando approcci standardizzati e favorendo soluzioni personalizzate. Il design diventa così un elemento chiave per supportare il Terzo Settore nell’adattamento ai cambiamenti tecnologici, promuovendo la costruzione di visioni collettive e soluzioni orientate al bene comune
La griglia e il tassello. Una nuova ontologia per il Nord-Est
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale.
La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti.
In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni
Isole nella tempesta. Scenari di rischio e aree sicure
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale.
La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti.
In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni
Il lago di Nemi e le sue rive. Indagini non invasive e prospettive di ricerca
As part of the Implementation Agreement for Collaboration "Documentation and Study Centre of the Museum of Roman Ships of Nemi (Rome) – Non-invasive investigations in Lake Nemi', the CNR-ISMAR carried out a campaign of non-invasive geophysical surveys to map the bottom of Lake Nemi in order to highlight the possible presence of structures of archaeological interest emerging from the bottom or buried. To this end, between September and October 2024, state-of-the-art equipment was used, namely a high-resolution multibeam echo sounder for morphobathymetric surveys of the lake bed (mebs) to obtain a new high-resolution bathymetry of the lake. This paper summarises the non-invasive methodologies used and provides an initial cartographic representation of the lake bed and a preliminary analysis of the data acquired. These data form the basis of a new historical-archaeological and geomorphological-sedimentological investigation to acquire new data on both the ways in which the lake surface was interfered with in ancient times and the morphological and environmental dynamics that have occurred over time. The new mapping of the lake basin has revealed the presence of several submerged landslides and has also made it possible to document the submerged remains of the shipbuilding yard and to hypothesise the exact position of the ships
Amplificare le iniziative sociali Design framework per la comunicazione digitale del Terzo settore
L’articolo analizza il potenziale delle pratiche di design orientate all’innovazione sociale nel sostenere le progettualità comunicative delle organizzazioni del Terzo Settore, in una prospettiva di rafforzamento delle infrastrutture sociali e delle
reti di prossimità. Attraverso azioni su piccola scala, le entità del Terzo Settore formano una rete vasta e spesso non mappata che modella attivamente un settore incline all’innovazione sociale. Nel contesto attuale, molte organizzazioni sfruttano la tecnologia digitale per promuovere l’innovazione sociale. Tuttavia, questo processo prospera come approccio partecipativo e sensibile al contesto piuttosto che come modello universale imposto dall’alto. Le imprese sociali devono affrontare sfide dovute a risorse, finanziamenti o competenze limitate. La natura iterativa della progettazione, caratterizzata da continua rivalutazione dei problemi e la sintesi delle soluzioni - è particolarmente adatta alla sperimentazione in questo campo. “Amplify Social Initiatives” è un’iniziativa di innovazione sociale
nel terzo settore sviluppata dal gruppo di ricerca “ISTTec - Innovazione Sociale nella Transizione Tecnologica” (progetto finanziato FSE in compartecipazione
con Università Ca’ Foscari di Venezia, Sociologia del Lavoro). Si allinea a un approccio partecipativo sostenendo soluzioni interne alle organizzazioni partner e documentando la metodologia e i risultati per una più ampia diffusione. Il progetto esplora come la combinazione di innovazione sociale e design dei servizi possa promuovere relazioni di cura, avviare pratiche rigenerative e contribuire a una società equa e sostenibile. Strumenti come il brainstorming, la prototipazione e
lo storytelling giocano un ruolo cruciale nel generare, testare e comunicare valori
e visioni organizzative. Con l’obiettivo di sviluppare un modello di ecosistema
web, il progetto supporta le organizzazioni del Terzo Settore nel migliorare i
loro servizi incentrati sull’utente, incorporando le più recenti pratiche di UX/UI e human-centered design. Rispetta l’identità di ogni impresa sociale, garantendo al contempo un’organizzazione delle informazioni e l’usabilità coerenti. Il quadro di ricerca integra metodologie di progettazione con modelli analitici per ricostruire i processi del Terzo Settore, valutandone l’impatto in termini di affidabilità, efficienza e allineamento. Questo approccio non solo fornisce spunti per miglioramenti strategici, ma guida anche le strategie di comunicazione per le iniziative che incarnano l’innovazione sociale. Questo articolo presenta i primi risultati della ricerca d’azione condotta con le organizzazioni partner e discute lo sviluppo dell’estensione dell’ecosistema digitale “Amplify Social Initiatives”. Inoltre, delinea il framework che guida il progetto. Amplify Social Initiatives” risponde fornendo una struttura progettuale che favorisce la collaborazione, la cultura digitale adattiva e l’innovazione sociale. La comunicazione è fondamentale per l’innovazione sociale, non solo come scambio di informazioni ma anche come generatore di legami sociali. Integrando design e tecnologia, “Amplify Social Initiatives” agisce come catalizzatore dell’intelligenza collettiva, rafforzando le iniziative guidate dalla comunità e migliorandone la scalabilità e l’impatto
Architettura dialettica : composizioni di Oswald Mathias Ungers per il centro di Berlino
Anche se è possibile considerare l’opera di Ungers un’opera unitaria, un unico grande progetto di architettura, a partire dal 1991 sembra avere inizio una stagione del tutto nuova e riconoscibile: quella della città dialettica. Questi progetti indagano la complessità e le contraddizioni insite nella città contemporanea, provando a riconoscere un ruolo per l’architettura nel definire spazi riconoscibili e nominabili. Interpretando il lavoro che negli anni Ungers ha proposto per la città di Berlino, questa ricerca tenta di ricostruire riferimenti, modi e figure del comporre di questa stagione, riconoscendo infine che non è la città a essere dialettica, ma l’architettura stessa, che con le sue forme e le sue geometrie è chiamata a instaurare un inesauribile dialogo tra la necessità del comporre – del creare – e la storia, la purezza insita nell’idea e le antinomie della città e della cultura contemporanea. Attraverso la lettura del lavoro di Ungers, infine, si cerca di comprendere meglio la città del nostro tempo, le architetture nelle quali abitiamo e a cui, da architetti, aspiriam
Scenario business as usual. Un Nord-Est fragile verso lo stato critico
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale.
La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti.
In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni