Università Iuav di Venezia
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Valutazione del rischio per la salute della popolazione durante le ondate di calore: un metodo a supporto delle politiche di adattamento nelle aree urbane del Friuli Venezia Giulia
Le aree urbane solitamente registrano temperature più elevate rispetto alle aree che le circondano, a causa dei materiali che le caratterizzano e la scarsa vegetazione. Questo fenomeno è chiamato isola di calore urbana e si manifesta soprattutto di notte. Le persone che vivono in queste aree risultano quindi particolarmente esposte a potenziali problemi di salute causati dalle alte temperature durante la stagione calda. Tale situazione è destinata a peggiorare ulteriormente a causa dei cambiamenti climatici, con il conseguente accrescimento dei costi sanitari associati agli impatti delle ondate di calore e delle diseguaglianze socio-ecologiche. La struttura socio-emografica della popolazione incide in maniera significativa nella determinazione delle condizioni di vulnerabilità della stessa, con le fasce di popolazione più deboli e svantaggiate dal punto di vista sociale ed economico che risultano maggiormente vulnerabili. Con l’obiettivo di supportare piani e politiche a meglio indirizzare gli interventi migliorativi della resilienza del territorio laddove maggiormente necessario, questo studio mira a sviluppare un indice di rischio che tiene conto (anche) delle caratteristiche socio-demografiche della popolazione. Tale indice, applicato alle aree urbane della regione Friuli Venezia Giulia, permette di identificare i diversi gradi di rischio potenziale, a cui corrispondono diverse situazioni prioritarie di intervento. I fattori che concorrono alla determinazione del rischio sono infine analizzati e discussi assieme alle potenziali soluzioni che possono essere implementate per adattare le aree più a rischio
Architecture of the Fourth Machine Age : A Handbook
This book follows two trajectories. The first addresses a theoretical question: how can we design in the Fourth Machine Age while embracing the paradigm of sustainability? The second trajectory stems from a practical question: how can we design a contemporary glass factory within the historic context of an old glass factory in Murano? These two trajectories intersect, generating additional tensions and connections.
Thinking about the Architecture of the Fourth Machine Age means reflecting on architecture within the context of our time, its preceding narratives and the stories yet to unfold. The complexity and contradictions of data, information, space-time coordinates, and rapid environmental changes will not necessarily result in formally articulated architectures but will demand conscious and sentient spaces, that need to be imagined now
The fields of field recording. Ethics and politics of recorded sounds
"Sound Chapters: Voices of Sound Experimentation in Italy" è un volume ibrido dedicato alla scena delle arti sonore in Italia. Utilizzando la testualità come una forma intima del suono, il libro riproduce la temperatura della voce in scrittura. La parola agisce come ventriloquia e imita vocalità remote. Nei capitoli suonano senza gerarchie racconti, saggi, ricerche, poesie, partiture e canzoni, mettendo in risalto la pluralità. Intrecciando contributi che sfuggono alle consuetudini della scrittura, il progetto amplifica una bibliografia sull'argomento fluida e inclusiva. Le autrici e gli autori di questo libro sono artiste, ricercatrici, curatrici e organizzatrici culturali che, negli ultimi dieci anni, hanno avuto un ruolo attivo nella scena sperimentale della arti sonore in Italia. Il libro non è solo una riflessione teorica sulla scena sonora italiana, ma anche il catalogo di "Mezz'aria. La strana apertura della ricerca sonora", collettiva che ha esplorato la ricerca sonora nel contesto espositivo del Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni a Pistoia (20.05-15.08 2023)
Exploring the Venetian Lagoon: Toward A New Culture of Environmental Heritage
Venice and its Lagoon, a UNESCO World Heritage property, epitomizes
the challenges of water-related climate change. Historically,
it has been an exemplary site of human life in close interaction
with water. Today, with rising sea levels and intensifying
storm surges, it offers a powerful case for developing cohesive,
inclusive, and adaptive water management. The lessons emerging
from Venice have relevance to other UNESCO heritage sites.
In all its complexity, Venice underscores the need to recognize
water’s dynamic nature in governance and to avoid reliance on
rigid, fail-safe solutions, instead emphasizing collaborative actions
supported by political commitment. This article reframes
the heritage of Venice and its lagoon as a dynamic, amphibious
process, and argues that collaborative, adaptive governance is
the only viable path to a sustainable future
Il pavimento di neve
Nell’appartamento c’erano due stanze, tutte e due senza mobili. La prima aveva tre sedie e un cuscino posato a terra, l’altra era coperta da uno spesso strato di riso. Chi ne trovava rifugio, supino con la testa posata sul cuscino, si era lasciato morire di fame. Non appena il corpo venne portato via, qualcuno provò a distendersi nella stessa posizione. Disteso sul pavimento, rivolto verso l’altra stanza, quella distesa di riso sembrava un paesaggio innevato, di cui la parete sembrava formare lo
sfondo. Il racconto di Tonino Guerra, nel Polverone. Storie per una notte quieta, illustra quanto la miseria abbia la necessità di progettare lo spazio della realtà. L’esperienza di chi attraversava questi spazi era segnata da un’intensità visiva e affettiva che sembra attivarsi solo in presenza di uno sguardo. Lo spazio, apparentemente inerme, reagisce alla qualità dell’attenzione, si accende o si spegne in base alla relazione che instaura con l’osservatore. In questa condizione, la miseria non è solo testimonianza di mancanza, ma diventa strumento progettuale: costruisce scenari dove la realtà viene riscritta a partire da elementi inadeguati, deformi, scartati, reimpiegati in forma nuova. È proprio nell’impossibilità di una risposta razionale o funzionale che emergono immagini di pensiero alternative, capaci di mescolare passato e futuro in un unico piano disarticolato. Come accade nei montaggi critici e nelle regressioni concettuali, la miseria non si limita a negare il linguaggio o l’ordine, ma ne altera la coerenza interna, li fa deviare, li moltiplica, rivelando attraverso il disordine un sintomo nascosto. Così lo spazio, rigenerato dalla sua stessa mancanza, diventa dispositivo di rivelazione
Popolare spopolare ripopolare la montagna. Il caso di Selva di Cadore
Il libro affronta il tema dell’abitare la montagna guardando alle trasformazioni avvenute nel corso del tempo, e legate a dinamiche di spopolamento, perdita di attrattività, di attività economiche e di servizi.
Negli ultimi anni il tema ha dato spazio a riflessioni e posizioni articolate, che hanno visto fiorire studi
e analisi di carattere socio-economico, culturale, demografico e abitativo.
Questo libro prova a leggere e analizzare da diversi punti di vista un contesto specifico – quello di Selva
di Cadore – anche grazie all’interlocuzione con gli attori locali e gli esperti del tema. Selva diventa uno spazio di lavoro e ricerca, nel quale analizzare e descrivere i fenomeni che attraversano i contesti montani, esaminare progetti e politiche capaci di invertire dinamiche di spopolamento e scivolamenti a valle di persone, imprese e servizi.
Le foto di Marina Caneve offrono un ulteriore chiave di osservazione e lettura
Strumenti di regolazione per promuovere la realizzazione di azioni adattive nei piani per il governo del territorio: esempi e casi d’uso in Italia
Questo studio identifica e analizza le diverse tipologie di strumenti di regolazione adottate in alcuni piani di governo del territorio italiani per promuovere azioni che concorrono all’adattamento climatico, fornendo spunti di discussione sulla loro applicabilità, modalità di funzionamento ed efficacia nel promuovere fattivamente la realizzazione di diversi tipi di intervento adattivi per rendere le trasformazioni del territorio, e le aree urbane in generale, maggiormente resilienti
Paesaggi del Piave e Progetto
La complessità che connota i luoghi di fascia fluviale offre al progetto ambiti di straordinario interesse, dove le svariate risorse ambientali e culturali si sommano a molteplici criticità.
Di fronte a fenomeni che richiedono sempre più una adeguata riflessione sugli obiettivi della trasformazione, la ricerca progettuale può estendere il suo campo d'indagine per includere particolari valori patrimoniali in relazione ai processi naturali e antropici. È necessario infatti saper ampliare lo sguardo per comprendere in una visione del paesaggio sia le criticità, sia i valori e le potenzialità dei sistemi che modellano il suolo e governano le acque.
L’individuazione di strategie adeguate ad attivare processi e conformare scenari di trasformazione sostenibile mette al centro il potenziale espresso dalle “forme tecniche” di produzione, tanto quelle attive, quanto quelle dismesse.
A ciò si affianca la necessità di alimentare la consapevolezza di chi abita i territori modellati dal fiume nell’essere parte di un sistema territoriale esteso, per interpretarne le diverse variazioni e delineare nuovi spazi che ne rendano possibile la fruizione e la cura costante, come risorsa e patrimonio.
L’energia del Piave va inevitabilmente oltre l’articolato sistema idroelettrico per raccogliere intorno ad esso le tante storie di produzione sorte in terre solcate dal fiume, conformate dalla sua forza e dalla variabilità dei livelli d’acqua.
Il saggio prende in tal senso in esame alcune esperienze progettuali per i Paesaggi del Piave, sviluppate con tesi di ricerca nell’ambito del corso di laurea magistrale in Architettura. Al racconto del progetto di riuso di una centrale dismessa e di ex spazi produttivi nel Bellunese, tra Pelos e Lozzo di Cadore, segue la prefigurazione di un Parco produttivo tra Fener e Pederobba, per poi rileggere il paesaggio del fiume dalle Grave di Ciano, a Nervesa della Battaglia fino a raggiungere l'isola delle Grave di Papadopoli