Università Iuav di Venezia

Archivio istituzionale della ricerca - Università IUAV di Venezia
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    28222 research outputs found

    La moda che trasforma

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    Il testo presenta le linee di ricerca di chi scrive e anlaizza il rapporto tra moda, trasformazione e cambiamento culturale. Riflettere sul potere trasformativo della moda significa aumentare la consapevolezza del ruolo che questa riveste nel riconfigurare l’ambiente in cui viviamo. Significa anche contribuire a superare lo stigma della moda come fenomeno effimero da un lato e, dall’altro, come forza dal solo impatto distruttivo

    Adriatico salutifero, 1. Archeologia del termalismo al Fons Timavi e al Fons Aponi

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    L’acqua minerale, tanto più se ribollente e fumante, ha da sempre attirato l’attenzione degli antichi, che nel tempo hanno imparato a sfruttarla e a classificarla su base empirica e organolettica per curare l’uomo e gli animali domestici, ma anche per attività non terapeutiche legate all’economia. Attraverso le pagine inedite di un manoscritto settecentesco, il volume propone una rilettura di fonti e manufatti archeologici pertinenti ai due principali bacini salutiferi del nord-Adriatico, il Fons Timavi e il Fons Aponi. La prospettiva dell’indagine, aperta anche a contesti mediterranei, permette di valutare come la risorsa termominerale abbia influenzato le società antiche nell’elaborazione di miti e culti entro un palinsesto spazio-temporale tanto concreto quanto immaginario

    Vetro, luce, design = Glass, Light and Design

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    Uno dei designer di lampade in vetro più prolifici in Italia, Carlo Nason, cresciuto all’interno della cultura tradizionale muranese, ha saputo orientare la sua ricerca e la sua vasta produzione verso il design, coniugando sapientemente la padronanza delle tecniche e delle lavorazioni tradizionali con l’attitudine alla sperimentazione innovativa. Il volume, nato dall’iniziativa di Fragile di Alessandro Padoan e Alessandro Palmaghini, e che inaugura una serie di pubblicazioni dedicata al design italiano, indaga la ricca produzione del designer Carlo Nason, conosciuto prevalentemente come progettista di lampade in vetro, proponendo una prima sistematizzazione della sua attività. One of Italy’s most prolific lamp designers, Carlo Nason, raised in the heart of traditional Murano glass culture, oriented his work and vast production in the direction of design, expertly uniting his mastery of traditional techniques and processes with an aptitude for innovative experimentation. This volume, the result of an initiative of Alessandro Padoan and Alessandro Palmaghini’s Fragile, and inaugurating a series of publications dedicated to Italian design, explores the rich production of designer Carlo Nason, known mainly as a creator of glass lamps, and offers the first organised account of his activity

    L'architettura dell'enclave. La possibilità di un progetto totale

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    Heritage and landscape narratives: how rural stereotypes are shaping UNESCO biosphere reserves

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    Protected areas and other areas with well-known designations, such as national parks and UNESCO World Heritage Sites, respectively, are paramount to tourism. These designations offer a narrative through which visitors can interpret and experience the local landscape and culture. For many designation types, those narratives are clear: iconic landscapes and nature experiences in national parks and outstanding cultural value at world heritage sites, for example. But what about UNESCO Biosphere Reserves (BRs)? Which landscape narratives are shaping the discourse and perception of BRs, and how do they integrate their sometimes contradictory or contentious dual mandate of both conservation and sustainable development? To understand how BRs interpret and narrate their landscapes, we conducted a comparative analysis of the communication of nine European BRs located throughout Germany, Italy and Sweden. Using a constructivist concept of essentialization, we examined how the BRs define their characteristic features and signature experiences. Despite the cultural, ecological, and socioeconomic diversity of the sites analyzed, we observed an overarching narrative of 'rurality', which repetitively over-simplified rural areas with stereotypical and nostalgic depictions. Considering this against the framework of UNESCO's Man and the Biosphere Programme, the findings of this research reveal a gap, as topics that are commonly associated with sustainable development, like innovation, technology, digitalization, renewable energy, transportation, subculture, and art are rarely ever addressed. By framing BRs as rural idylls, the processes of urbanization are largely overlooked, even though they are crucial for sustainability and should therefore have a firm place in the MAB programme, whose mandate is to design models for sustainable development. Moreover, prioritizing tourism as the primary development strategy, particularly when based on idealized rurality narratives, risks creating a path dependency that hinders alternative drivers for innovation that do not align with this narrative

    Trieste. Sinnlichkeit adriatica

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    The Role of Land Consolidation Associations in Enhancing Mountain Attractiveness: The Case of ASFO Erbezzo

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    This study investigates the role of Land Consolidation Associations in enhancing the attractiveness of mountain areas, with a focus on the ASFO Erbezzo in Stregna (Friuli-Venezia Giulia, Italy). Using a mixed-methods approach that combines a quantitative survey with qualitative interviews, the research explores perceptions of the ASFO’s environmental, economic, and social impacts. The findings indicate widespread appreciation for the ASFO’s contributions to landscape restoration, improved land management, and renewed engagement in agro-silvo-pastoral activities. Respondents noted increased safety, enhanced property value, and the symbolic revitalization of the territory. The initiative also fostered social cohesion and community participation, though challenges persist, including uneven engagement, limited services, and reliance on a small core of active individuals. While the ASFO’s contribution to the area’s attractiveness, especially for potential new residents, was generally acknowledged, structural constraints like housing shortages and weak local economies remain barriers. The results highlight the strategic relevance of collective land management for ensuring the sustainable regeneration of mountain areas, thereby contributing to the advancement of the Sustainable Development Goals outlined in the 2030 Agenda

    L’ecosistema come progetto: ricerca, patrimonio e innovazione nel Nord-Est

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    l progetto iNEST nasce dalla consapevolezza che la transizione ambientale, digitale e produttiva non possa prescindere da un profondo ripensamento dei territori. Finanziato nell’ambito del PNRR, iNEST coinvolge undici università del Nord-Est italiano in un progetto di ampia scala che connette ricerca, imprese e istituzioni con l’obiettivo di costruire un ecosistema dell’innovazione regionale capace di integrare le traiettorie dello sviluppo sostenibile e della competitività industriale del territorio

    Raccontare casi

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    Le pratiche di transizione sociale ed ecologica oggi sono un tema assai presente nelle discussioni accademiche e non accademiche. Ciò avviene entro un’ampia articolazione di campi del sapere, ponendo temi e questioni che riguardano da vicino anche il fare urbanistica: di quest’ultimo aspetto discute questo numero del Quaderno del Dottorato in Urbanistica. Tra le occasioni di dibattito dedicate al tema della transizione si colloca, ad esempio, il Festival dell’economia svoltosi a Trento nel 2022. Organizzato negli stessi giorni in cui ha avuto luogo la masterclass di cui il presente volume raccoglie gli esiti, il festival si era proposto di discutere temi e questioni tendenzialmente sovrapponibili agli argomenti trattati in questo Quaderno. Adottando una postura simile a quella con cui abbiamo parlato di transizione a Venezia, gli economisti riunitisi a Trento hanno sottolineato la necessità di un discorso sulla transizione capace di mettere in tensione un approccio ecologico con uno sociale, emancipandosi da quella prospettiva, coltivata soprattutto dai soggetti coinvolti in attività imprenditoriali, orientata a considerare quasi esclusivamente la dimensione tecnologica della transizione

    Le illustrazioni dantesche di Amos Nattini nelle mostre di propaganda fascista all’estero: dal Jeu de Paume di Parigi (1931) alla Società Dante Alighieri dell'Aja (1939)

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    Avvocato di origini cremasche, appassionato di arte e letteratura, Rino Valdameri (Crema 1889 – Milano 1943) è stato un collezionista e promotore di arte italiana negli anni tra le due guerre. Iscrittosi al Partito Nazionale Fascista nel 1922, militò nelle frange del regime fino all’anno della sua prematura morte, avvenuta a Milano nel 1943. La sua iniziazione al mondo del mecenatismo coincise con l’avvio di una repentina scalata in alcuni dei più importanti settori della cultura istituzionale milanese. Nel corso degli anni Venti decise di curare una grande edizione della Divina Commedia di Dante con illustrazioni del pittore Amos Nattini. “Volevo creare un libro”, spiegava Valdameri, “che dal punto di vista tecnico-editoriale fosse il più importante del mondo e costituisse un’opera davvero monumentale”, una sorta di “altare della Nuova Italia al sommo poeta”. L’opera fu recepita dalla critica come il frutto di “un risorto mecenatismo”, e con lo scopo di diffondere su tutto il territorio nazionale e anche all’estero i nuovi ideali di ‘italianità’ e le sue matrici, l’impresa sfociò in un’esposizione itinerante che presentò al pubblico i volumi e i disegni originali di Nattini. Inaugurata a Roma presso la Casa di Dante, l’esposizione delle immagini Dantesche viaggiò per numerose città, in Italia e all’estro, approdando, nel 1931, al Jeu de Paume di Parigi e, nel 1939, presso la Sala Reale Kleycramp della Società Dante Alighieri dell’Aja. Attraverso l'analisi delle due mostre dedicate alla Commedia dantesca all'estero, e lo studio di documenti d’archivio in massima parte inediti, il presente contributo intende mettere in luce la diplomazia culturale e la retorica costruita dal fascismo intorno all'opera e la figura di Dante nel corso degli anni Trenta

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