Università Iuav di Venezia

Archivio istituzionale della ricerca - Università IUAV di Venezia
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    28222 research outputs found

    Sovranità. Comprendere il legame tra ecologia, territorio e collettività

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    Il design per la transizione ecologica spinge al ripensamento delle filiere produttive, riprogettandole corte, ri-localizzate sul territorio nazionale, con un accentuato legame con le caratteristiche ecologiche bio-regionali e le conseguenti risorse naturali presenti. Questo approccio, motivato da necessità ecologiche, porta ad attuare pratiche che potrebbero essere intese, invece, come nazionaliste o protezionistiche e, quindi, facendo emergere la necessità di contestualizzarle ed approfondirle, anche con riferimento al linguaggio utilizzato per demistificarne l’uso. Il termine sovranità, portato all’attenzione nazionale dalla scelta dell’attuale governo di utilizzarlo per istituire il Ministero dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare, può esserne considerato un esempio, e vuole essere oggetto di questo contributo. La riflessione sul termine sovranità, ed il suo utilizzo, è da sempre stata caratterizzata da problematiche di tipo teorico e definitorio. Sebbene tale termine sia storicamente ricollegabile all’analisi del concetto di potere originario e indipendente da ogni altro potere, quale punto di riferimento delle teorie politico-giuridiche contemporanee, il suo impiego ne ha visto applicazioni spesso diverse a seconda delle situazioni storiche e dei contesti di riferimento. Alcuni concetti atti a circostanziarne l’utilizzo sono il ruolo dell’egemonia del potere politico e il rapporto tra popolo e territorio. Se da una parte, il concetto di sovranità ha dato unità ai processi storici, dall’altra il loro esito è frutto di un conflitto avverso la sovranità stessa. Il nostro contributo muove dunque dalla necessità di soffermarsi sulle diverse applicazioni semantiche del termine sovranità, anche grazie all’utilizzo di strumenti e linguaggi multidisciplinari, ricostruendo la storia d’uso del termine, partendo dall’origine in ambito politico-giuridico, in quegli aspetti che possano facilitarne la comprensione delle diverse applicazioni, guardando anche all’appropriazione fatta da parte del movimento Via Campesina, cercando di comprenderne le implicazioni nel discorso contemporaneo sulla gestione delle risorse naturali

    L'incanto "dal vero". Atmosfere veneziane del primo cinema

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    The essay explores the early Venetian cinematic representations, situating them within abroader historical framework. It proposes a narrative capable of transcending the notions of “veduta” and “dal vero” as mere documentary acts, pushing beyond the reality effects ensured by mechanical devices. Reflecting on Venice through these early films expands media-archaeological practices, moving away from the established paths of traditional film archive work and the historical reductionism to which these early documentaries were relegated. The “atmospheric” revision demanded by Venetian non-fiction from the early days of cinema becomes a privileged perspective on the act of viewing as an sentimental moment. Thinking beyond a history based on fixed textbook principles confirms the need to broaden the cinematic horizon to include these films: an ecological perspective and a hierarchical inversion, where what was once considered an iconic periphery becomes central to new definitions of meaning within a broader field of visual culture

    Ri-abitare

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    Vengono presentati due libri che inaugurano la collana "RI-abitare_progettare il riuso. Quaderni del Centro studi RI-Lab Università Iuav di Venezia" per parlare di nuovi temi – o temi noti da riconsiderare – che l’architettura contemporanea deve affrontare, sollecitando una riflessione sui modi di intervenire sul patrimonio costruito e sul ruolo esercitato dalle diverse discipline

    Segni, spazio, figure. Giuseppe Samonà: le icone dello Stretto

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    Perché scrivere oggi una tesi di Composizione architettonica sull’opera e la figura di Giuseppe Samonà? L’esistenza di una vasta produzione critica sul lavoro del maestro siciliano che si muove trasversalmente rispetto a una copiosa quantità di argomenti, oltrepassando i confini dell’architettura dalla sfera teorica e operativa a quella didattica, potrebbe indirizzare la questione verso una conclusione problematica. Una possibile risposta – tra le risposte – sta nel proporre un’indagine puntuale che, selezionando alcune opere emblematiche, sia in grado di ricostruire le questioni generali mostrandole attraverso l’analisi di casi particolari. Questa ricerca individua lo Stretto di Messina come nucleo fondativo dell’opera di Samonà, una presenza costante lungo tutta la sua vita e capace di tenere insieme tutti gli aspetti della sua produzione, intellettuale e progettuale, all’interno di un lungo processo di maturazione che si svolge nell’arco di circa cinquant’anni. Il problema dell’unità architettura-urbanistica legato alle questioni di elaborazione linguistica e di espressione formale, visti attraverso il filtro di quello che Samonà definisce “iconismo semantico”, sembrano affondare le proprie radici negli anni di formazione giovanile, aprendo la strada ad un’interpretazione che segue un principio di continuità nella ricostruzione di queste vicende. Dagli anni delle prime esperienze progettuali, passando per la realizzazione della Nuova Palazzata di Messina, fino ad arrivare al Concorso per il Ponte sullo Stretto, questo “luogo” convoglia la quasi totalità dei temi affrontati da Samonà nel corso della sua opera – contemporaneamente sul piano teorico e su quello operativo – e quindi cercare di mostrare questo processo sembra essere una chiave di lettura stimolante per tentare di offrire una visione unitaria della costruzione del suo pensiero, oggi forse non del tutto chiarita

    Nord-Est fragile verso lo stato critico

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    Cosa succederebbe se non ci fossero grandi cambiamenti negli atteggiamenti e nelle priorità delle persone, nella tecnologia, nell’economia o nelle politiche pubbliche locali, tali da immaginare che le condizioni tendenziali degli ultimi 50 anni continuino a rimanere invariate nei futuri decenni? Urge progettare l’anticipazione di questi processi, attraverso una profonda trasformazione del territorio nella sfera edilizia e socio-economica. Senza questo tipo di processo a diverse scale, assisteremo a un aumento degli eventi minori che inevitabilmente porteranno a condizioni stratificate di disastro

    Cronache dall'acqua (granda)

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    The essay analyze show the exceptional high-tide events that occurred in Venice in 1966 and 2019 can be considered as two historical moments when the representation of the lagoon ceased to adhere to a “classical” cinematic-photographic logic. Starting from the “ecstatic” dimension of the two acqua granda phenomena, the contribution seeks to highlight the water's ability to act as an elemental medium capable of challenging a premeditated imaginary of the catastrophe

    Luci del Nord. Ricerca, osservazione e traduzione scultorea di un pensiero scientifico = Lights of the North. Research, observation and sculptural translation of a scientific thought

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    Il saggio approfondisce la tematica delle aurore polari, soffermandosi sulla metodologia di ricerca del matematico Carl Störmer (1874-1957). Spazian-do dal calcolo sperimentale alla sua personale pratica fotografica, lo studioso riflette nell’ambito della conoscenza scientifica e dell’interpretazione geo-metrica realizzando una serie di accurati modelli fisici atti a rappresentare e comunicare l’affascinante movimento dei bagliori di luce. Al pari del lavoro dell’artista John Pickering (1934-2016), in entrambi i casi emerge l’ossessio-ne di interpretare e comunicare attraverso il calcolo, il disegno e il modello un pensiero scientifico

    Bilanciare prosperità, sicurezza e benessere nella progettazione di robot collaborativi industriali: il ruolo del design e dell'ergonomia nella Human-Robot Collaboration.

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    La tesi indaga la relazione tra il design, con particolare riferimento all'Ergonomia per il Design (Tosi, 2016), e la cooperazione uomo-robot (HRC), concentrandosi sulla collaborazione tra operatori umani e robot collaborativi per il settore industriale (cobot). In questo contesto, l'approccio uomo-robot collaborativo (HRC), definito da Goodrich et al. nel 2007, e l'Ergonomia per il Design (Tosi, 2016) sono strumenti cruciali per semplificare l'interazione tra umani e robot (Buti, 2008), anche se l’aspetto legato alla sicurezza ha ricevuto sempre maggiore attenzione. Ciò evidenzia la necessità di regolamentare il co-working uomo-robot con un approccio bilanciato tra la sicurezza e l’ergonomia (Demir et al., 2019), affrontando i gap attuali, ovvero elaborando normative che considerino sia la sicurezza che gli aspetti ergonomici della collaborazione uomo-robot (EN ISO 10218-1, EN ISO 10218-2, ISO/TS 15066). La tesi di dottorato si propone di analizzare il contributo del design, in particolare dell'Ergonomia per il Design (Tosi, 2016), alla progettazione di applicazioni robotiche collaborative industriali (Sbietti, 2020; Vicentini, 2017) e alla Human-Robot Collaboration (HRC), al fine di consentire la realizzazione di strumenti di lavoro sicuri e confortevoli per gli operatori (Colgate et al., 1999; Buti, 2008). Tuttavia, l'approccio ergonomico alla progettazione di robot collaborativi è complesso, in quanto deve considerare le necessità psicofisiche degli esseri umani, l'organizzazione sociale e l'ambiente circostante (Buti, 2008). Dunque, si evidenzia la necessità di diffondere ulteriormente le conoscenze ergonomiche e le pratiche di design nell'ambito della progettazione dei robot collaborativi industriali, integrandole con il quadro normativo di riferimento per affrontare efficacemente le sfide legate all'implementazione di tali sistemi (Rampino, 2012). Il contributo innovativo del design, nella progettazione di robot collaborativi, garantisce non solo di creare strumenti sicuri ed efficienti ma anche di promuovere il benessere degli operatori nei luoghi di lavoro (Chirico, 2022), apportando benefici sia dal punto di vista tecnico e progettuale che sociale e psicologico (Frey & Osborne, 2017; Schumpeter, 2013). La ricerca si propone di esaminare il ruolo del design e del Design per l'Ergonomia (Tosi, 2016) nell’ambito della Human Robot Collaboration per il settore industriale, al fine di creare un framework utile alle ricerche sulla cooperazione tra operatori e robot collaborativi e per elaborare delle linee guida progettuali, utili ai designer che si occupano della progettazione di tali sistemi. Le attività di ricerca comprendono l'analisi dello stato dell'arte sulla cooperazione tra robot collaborativi e operatori, l'individuazione dei limiti e delle potenzialità del design nella progettazione di questi strumenti, l'analisi qualitativa e quantitativa della cooperazione uomo-robot in ambienti industriali e la formulazione di indicazioni progettuali per migliorare l'ergonomia fisica e cognitiva di queste interazioni. Quindi, la ricerca si propone di identificare le corrispondenze e le divergenze tra la letteratura scientifica, le normative tecniche e le realtà industriali, formulando delle considerazioni sulla cooperazione tra operatore e robot collaborativo in ambito industriale e delle indicazioni progettuali volte a sviluppare uno strumento flessibile per supportare i designer nella creazione di robot collaborativi industriali, al fine di garantire una cooperazione efficace e sicura tra lavoratori e macchine

    Territorializzare la Transizione

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    ll volume raccoglie il percorso di ricerca sviluppato dalle curatrici e dal curatore, nell’ambito della Scuola di Dottorato Iuav in Urbanistica, attorno all’ampio tema della transizione nei e dei territori. Il volume si articola in tre sezioni: dialoghi, racconti e passeggiate. Nella prima, attraverso una conversazione tra studiosi di diversi ambiti disciplinari, si esplora la transizione come concetto e, in seguito, il suo possibile ancoraggio progettuale. La seconda sezione si compone di undici contributi che, intrecciando prospettive teoriche e approcci situati, analizzano i processi di transizione in contesti urbani e rurali, con un focus su metodologie di ricerca e strumenti di analisi. La terza parte restituisce l’esperienza della «passeggiata Bernardo Secchi» a Napoli; un’esplorazione sul campo che offre una restituzione, per immagini e testi, delle dinamiche territoriali in corso. Il volume si chiude con una riflessione sul ruolo dell’urbanista all’interno del dibattito sulla transizione, evidenziando la necessità di un approccio critico e interdisciplinare capace di affrontare le sfide del presente

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