Università Iuav di Venezia

Archivio istituzionale della ricerca - Università IUAV di Venezia
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    Venezia, Laguna : persistenze e metamorfosi di luoghi in divenire

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    Il volume riporta gli esiti del lavoro dell’unità di ricerca dell’Università Iuav di Venezia "Archeologie, architetture e paesaggi d’acqua. Venezia, oltre Venezia", coordinato da Maddalena Bassani, Giuseppe D’Acunto, Luigi Latini, Gundula Rakowitz, Maria Teresa Sambin De Norcen e con Lorenza Gasparella, Alessandro Virgilio Mosetti, Christian Toson, che intende proporre un modello di ricerca interdisciplinare dedicato all’ analisi di contesti minori della Laguna di Venezia i quali ‒ per la ricchezza archeologica, architettonica e paesaggistica che presentano ‒ possono costituire luoghi e contesti privilegiati per sperimentare nuove ipotesi progettuali. A partire da una schedatura di siti stratificati e soggetti a mutamenti storici importanti, dalle saline ai casoni, dalle valli da pesca ai territori di gronda, appartenenti sia alla Laguna meridionale che settentrionale, il progetto di ricerca prefigura azioni innovative che possono essere esportate anche in altre realtà con criticità e opportunità simili a quelle veneziane, consentendo di riflettere su metodi e soluzioni per nuovi modi di vivere, di abitare e di conoscere il paesaggio lagunare

    Il quadro giuridico dei musei di enti locali tra tradizione e innovazione

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    Riabitare la montagna. Riabitare Cibiana di Cadore. Risultati preliminari da un lavoro di campo

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    La riflessione sui temi dell’abitare la montagna si è arricchita negli ultimi anni grazie ad una serie di contributi, soprattutto geografici, sui nuovi modi di relazionarsi alle terre alte che si spiegano alla luce di specifiche dinamiche socio-economiche accentuate dalla crisi pandemica e dagli effetti dei cambiamenti climatici su città sempre più calde e inquinate. In particolare, le opportunità di ibridazione di spazi lavorativi e privati offerte dallo smart working e dall’aumento delle competenze digitali, la diffusione di pratiche outdoor e la ricerca di un maggiore contatto con la natura hanno favorito nuove traiettorie verticali dalle aree urbane verso i contesti montani. Pur descrivendo fenomeni molto variegati – dai veri e propri trasferimenti permanenti, alle forme di residenzialità lunghe o a intermittenza, ai soggiorni più brevi a scopo meramente ricreativo, solo per fare qualche esempio – queste mobilità sembrano definire stili di vita e scelte che sono maggiormente orientate al benessere psico-fisico, al rispetto per l’ambiente e ad una dimensione comunitaria delle relazioni. Inquadrato da questi riferimenti teorici, il contributo presenta una ricerca in corso presso Cibiana di Cadore, uno dei comuni della Valle del Boite nel Bellunese che ha avuto accesso ai fondi del “Piano Nazionale Borghi” (Linea 2) per la rigenerazione dei piccoli centri attraverso progetti locali a base culturale finalizzati a contrastare lo spopolamento, la marginalizzazione e la progressiva riduzione di attività e servizi. La ricerca avviata a inizi 2024, nell’ambito della partnership tra il comune e l'Università IUAV, ha previsto una serie di attività di coinvolgimento della comunità finalizzate alla valorizzazione, anche in chiave turistica, del patrimonio storico locale a partire dal recupero della memoria collettiva e dal rafforzamento del senso di identità. In particolare, l’esperienza della scuola estiva “Abitare la montagna” realizzata nelle prime due settimane di settembre 2024 ha permesso di effettuare un lavoro di campo di tipo etnografico con la collaborazione di 20 studenti di architettura e un gruppo di esperti e studiosi che hanno collaborato all’iniziativa. La presenza della classe in residenza ha favorito la creazione di relazioni di fiducia con la comunità e reso possibile la realizzazione di una trentina di video-interviste a residenti, nuovi residenti, operatori economici, proprietari di seconde case, ex emigrati, lavoratori pendolari e turisti che a diverso titolo hanno raccontato che cosa ha significato, significa e significherà abitare Cibiana. Il lavoro ha fatto emergere ricordi, percezioni, fatti, opinioni, critiche che descrivono i diversi modi di relazionarsi a questi luoghi nel tempo, con particolare riferimento alle posizioni dei nuovi residenti e ai suggerimenti e alle aspirazioni che delineano le possibili forme di abitare la montagna nel futuro. La profilazione delle risposte raccolte offre uno spaccato esemplificativo della molteplicità di vissuti e punti di vista da considerare nella riflessione teorica su questi temi ma soprattutto nelle politiche da implementare per orientare lo sviluppo di questi contesti

    Infrastruttura autostradale e regimi concessori

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    Segnali deboli di adeguamento del patrimonio costruito

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    A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale. La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti. In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni

    La più antica Città del Futuro

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    La questione abitativa e il problema "casa"

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    Il tema casa è stato a lungo oggetto di attenzione nella ricerca Iuav in particolare tra i docenti del Dipartimento di Analisi economiche e sociali del territorio – DAEST che si sono occupati del tema nelle sue diverse articolazioni e prospettive. Si tratta di ricerche che hanno esplorato il fenomeno in particolare tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70, anni caldi sul tema sia per la problematicità dell’argomento che per le azioni normative messe in atto. La ricerca sulla casa non è però una ricerca “isolata” perché il tema non solo viene declinato in maniera molto articolata ma contribuisce a sviluppare e ad aprire altri campi di ricerca. Il problema della casa e il ruolo preponderante del settore edilizio nello sviluppo economico del paese degli anni ’70 hanno spinto molti ricercatori a orientare le loro attività di ricerca in quella direzione: il dibattito che ne scaturisce è fertile, e gli esiti della ricerca significativi

    Discounting and the environmental valuation: should dual discount rates be used?

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    Intertemporal choice plays a central role in economic decision-making, as many individual and public choices involve trade-offs between costs and benefits occurring at different points in time. These trade-offs are typically summarized by the discount rate, which reflects the extent to which future outcomes are devalued relative to present ones. Accurate estimation of discount rates is therefore crucial for understanding individual behavior, evaluating public policies, and conducting cost-benefit analysis, particularly in contexts involving long-term impacts such as environmental protection and resource management. Despite a substantial empirical literature employing both laboratory and field data, there remains no consensus on the most appropriate method for measuring time preferences. This paper reviews and discusses the conceptual foundations of intertemporal choice and discounting, with particular attention to their role in cost-benefit analysis and policy evaluation. It outlines the ethical and practical challenges associated with discounting future outcomes and examines the main empirical approaches used to estimate discount rates, distinguishing between exogenous and endogenous methods. Special emphasis is placed on experimental and stated preference techniques, including discrete choice experiments and discount rate elicitation tasks, which have been widely applied to infer individual time preferences. By synthesizing insights from the existing literature, this study highlights the strengths and limitations of alternative estimation strategies and underscores the importance of carefully accounting for time preferences when analyzing decisions with intertemporal consequences

    Tracing Waste, Envisioning Sustainability: Reflections on Tourism and Community Practices

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    In our world, waste is everywhere: from its most obvious manifestation as residual material, it has developed and evolved into being investigated as a trope for our contemporary era. This collective volume explores how the tourism industry is a significant producer of waste and surplus in its material, cultural and symbolic forms, affecting local communities and territories. Developed as part of the PNRR – funded iNEST – Young Researchers project, the book adopts an interdisciplinary approach – spanning chemistry, economics, arts, and humanities – to examine sustainability beyond institutional rhetoric and capitalist perspectives. Starting with the case study of waste cooking oil as a recyclable element, looking at its multiple layers of complexity, each chapter presents an original outlook on these themes and their geographical relevance in the North East of Italy. Contributors investigate extractive tourist dynamics, marginalized narratives, and circular practices. Across nine chapters, which include visual illustrations by the artist Elena Mazzi, the book highlights how community initiatives, artistic interventions and participatory methods can regenerate both places and knowledge, suggesting alternatives for reimagining tourism as a more equitable, collaborative, and environmentally grounded practice

    Sulla debolezza del progetto. Utopia, postmodernità, realismi

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    Presentando la Tesi di laurea "L’utopia nell’età dei realismi. Progettare la meta", il presente contributo dispone la matrice teorica che ha permesso di rinnovare possibili spazi di sopravvivenza dell'utopia nell’odierna cultura progettuale. La dialettica fra modernità e postmodernità e, soprattutto, quella fra quest’ultima e l’approdo “nuovo realista”, realizzano un inedito depotenziamento della possibilità di agire a determinare il destino del reale. La tesi sostiene, infine, come l’odierno naufragio dell'utopia liberi un vuoto progettuale che, nella fragilità apparente, si rivolge in densità del possibile inattese

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