Università Iuav di Venezia
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Infrastrutture di trasporto e politiche di coesione: il caso delle autostrade
Il contributo riflette sul rapporto tra infrastrutture di trasporto e politiche di coesione, esaminando più in particolare il caso delle autostrade, che si affermano quale indubitabile vettore per la realizzazione di tali politiche. Lo scritto si sofferma sulle fasi di affidamento e gestione delle autostrade, ponendo in luce alcuni nodi di criticità che il sistema presenta e delinea delle traiettorie evolutive al fine di superare
alcune delle disfunzioni ad oggi presenti. L’esigenza di intervenire nel settore pare ancora più rafforzata se si considera il fisiologico e necessario legame tra politiche di coesione ed infrastrutture per i trasporti terrestri
Il movimento, la chiave per ricominciare ad evolvere. Intervista a Paolo Malaguti
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale.
La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti.
In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni
Glossario #4
A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale. La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti. In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni
AMaze. Un gioco chiamato Venezia. A game called Venice
AMaze è un percorso fisico e cognitivo, muscolare e percettivo all'interno del tessuto urbano di Venezia. Un percorso attento alla scoperta dello spazio fluido che struttura la città. Un labirinto multicursale in grado di attivare un'esperienza aptica nella quale il corpo è inteso come elemento di connessione tra la terra e l'aria, tra l'alto e il basso, tra peso e leggerezza.
Sperimentare un'interazione articolata e consapevole del corpo con la sostanza dello spazio reale della città è l'obiettivo di AMaze.
Il percorso/viaggio di AMaze è stato articolato in più esercizi di interazione tra la forma del corpo e la forma costruita fino alla realizzazione di un progetto collettivo: un gioco urbano
La matrice inglese. Progetto e ricezione delle gradonate residenziali del Christ’s College di Cambridge, Denys Lasdun & Partners
Questo libro è dedicato a Yves Ambroset (1958-2023), dottorando Iuav in Storia dell’architettura scomparso prima di poter discutere la sua dissertazione. Ospita un suo saggio inedito, dedicato al film Posizione sull’architettura di Angelo Mangiarotti, che sarebbe dovuto divenire il nucleo centrale della sua tesi di dottorato, insieme a una raccolta di testi composti in sua memoria dai colleghi di dottorato
Quali processi di piano per quali istituzioni
Il cambiamento istituzionale volto a generare servizi e spazi urbani più inclusivi, accessibili ed equi – consapevoli che non ogni trasformazione rappresenta un progresso, come dimostrano alcune derive delle democrazie contemporanee – è un processo complesso, in cui politica e politiche pubbliche rivestono un ruolo cruciale. In questa prospettiva, risulta importante collocare le pratiche di azione dal basso all’interno di una visione strategica, pur tenendo fermo che lo sguardo – tanto della ricerca quanto dell’azione – debba sapersi muovere simultaneamente dentro e fuori i corpi istituzionali ex lege
Controcampo. Sguardi sulle forme di una filiera
L’idea propone di indagare come la rappresentazione possa diventare strumento di analisi, apprendimento e definizione di inedite connessioni generative nel dialogo tra discipline del progetto che operano su temi affini, come la filiera agroalimentare, a scale diverse: design, urbanistica e architettura del paesaggio. Operando attraverso la tecnica del controcampo sul paesaggio – intercettando quindi continuamente un punto di vista opposto a quello assunto in precedenza e con un approccio interscalare e interdisciplinare – emergono le tracce materiali e immateriali dell’azione delle filiere produttive sul territorio. Tracce che permettono di comprendere come una filiera si possa manifestare nella biodiversità, nelle normative, nella cultura, nelle forme del lavoro etc, superando la concezione di un’analisi limitata alla sola ricostruzione delle relazioni tra gli attori (Fuad-Luke, 2022). Quali sono le forme di una filiera produttiva? Le sue tracce possono diventare strumento per contribuire alla definizione di una filiera diversa? In che modo le loro rappresentazioni sono rilevanti per la ricerca in design? Attraverso la definizione di uno strumento di dialogo, l’idea di ricerca propone una metodologia interdisciplinare strutturata in fasi