Università Iuav di Venezia

Archivio istituzionale della ricerca - Università IUAV di Venezia
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    28222 research outputs found

    L'esecuzione coattiva del potere amministrativo tra legalità e risultato

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    L’esecuzione coattiva del potere amministrativo è un concetto “meta-giuridico”, radicato nelle scienze filosofiche e sociologiche prima ancora che giuridiche, ed è un elemento presente tanto nei regimi autoritari quanto nelle democrazie liberali. In queste ultime, si atteggia però in modo diverso perché, per essere lecita, va esercitata da un’autorità giuridica in coerenza con le apposite previsioni normative. Tuttavia, come emerge dal confronto tra l’art. 21-ter, l. n. 241/1990, e le discipline di settore, la legge non è in grado di predeterminare in modo “tipico” lo sviluppo del potere esecutorio; pertanto, al fine di salvaguardare la vigenza delle norme esistenti in materia e di non concludere per la tacita abrogazione delle leggi settoriali ad opera dell’art. 21-ter, in una prospettiva de jure condito si ritiene che l’esecuzione coattiva del potere amministrativo sia ancorata ad un principio di legalità inteso in senso formale. Ne deriva che l’amministrazione, nell’eventuale applicazione degli strumenti coercitivi, è soggetta alla logica del risultato, pur con importanti correttivi da applicare per evitare intollerabili compressioni dei diritti costituzionalmente garantiti dell’individuo. Il risultato non è però solamente un parametro per orientare e integrare l’esecuzione coattiva, ma anche il criterio con cui l’amministrazione stabilisce a priori se il provvedimento non ottemperato dal privato debba essere attuato tramite gli strumenti coercitivi ovvero un’apposita azione giudiziale

    “L’abitazione del nostro tempo non esiste ancora”. Lilly Reich e Ludwig Mies van der Rohe (1927-1931)

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    La mostra "Die Wohnung unserer Zeit" (L'abitazione del nostro tempo), tenutasi a Berlino nel 1931 sotto la direzione artistica di Ludwig Mies van der Rohe, segnò un momento cruciale nel dibattito sull'abitazione moderna. Al centro di questo evento vi fu il contributo significativo, ma spesso trascurato, di Lilly Reich, il cui coinvolgimento si estese dal lavoro curatoriale alla sperimentazione architettonica. Tra il 1927 e il 1931, la collaborazione tra Reich e Mies van der Rohe si sviluppò attraverso una serie di progetti espositivi – da "Die Wohnung" a Stoccarda al "Café Samt und Seide" a Berlino – rivelando un linguaggio spaziale e materico in continua evoluzione. Progetti come il "Glasraum" e il "Linoleumraum" dimostrano un interesse comune nel ridefinire lo spazio architettonico attraverso la continuità dei materiali, la trasparenza e il movimento, mettendo al contempo in evidenza la profonda competenza di Reich nella progettazione di mostre e il suo vocabolario progettuale autonomo. La mostra di Berlino del 1931 culminò nella realizzazione di due prototipi di abitazioni adiacenti: la “Casa al piano terra”, attribuita a Reich, e la “Casa per una coppia senza figli” di Mies van der Rohe. Queste costruzioni articolavano una grammatica spaziale comune basata su griglie modulari, partizioni atettoniche e l'esplorazione delle soglie tra interno ed esterno, rivelando affinità e differenze nei loro approcci progettuali. Questa intersezione tra autorevolezza collaborativa e individuale sfida la storiografia architettonica tradizionale, posizionando Lilly Reich non come una figura ausiliaria, ma come una figura chiave nella formulazione dello spazio domestico moderno. Il suo lavoro, fondato su decenni di esperienza con il materiale tessile, il progetto di interni e allestimenti, traduce un linguaggio progettuale coerente definito da chiarezza spaziale, economia dei materiali e un'intelligenza architettonica sviluppata in contesti disciplinari diversi. Le opere di questo periodo definiscono un dialogo complesso e in evoluzione che ha costruito la risposta architettonica alla domanda: qual è l'abitazione del nostro tempo? | The 1931 exhibition "Die Wohnung unserer Zeit", held in Berlin under the artistic direction of Ludwig Mies van der Rohe, marked a pivotal moment in the discourse on modern dwelling. Central to this event was the significant yet often overlooked contribution of Lilly Reich, whose involvement extended from curatorial work to architectural experimentation. Between 1927 and 1931, the collaborative engagement between Reich and Mies van der Rohe developed through a sequence of exhibition projects – from "Die Wohnung" in Stuttgart to the "Café Samt und Seide" in Berlin – revealing an evolving spatial and material language. Projects such as the "Glasraum" and "Linoleumraum" demonstrate a shared interest in redefining architectural space through material continuity, transparency, and movement, while simultaneously highlighting Reich’s deep expertise in exhibition design and her autonomous design vocabulary. The 1931 Berlin exhibition culminated in the realisation of two adjacent dwelling prototypes: the “House at the Ground Floor”, attributed to Reich, and the “House for a childless Couple” by Mies van der Rohe. These constructions articulated a common spatial grammar based on modular grids, atectonic partitions, and the exploration of thresholds between interior and exterior, revealing both convergence and distinction in their design approaches. This intersection of collaborative and individual authorship challenges traditional architectural historiography, positioning Lilly Reich not as an auxiliary figure, but as a key contributor to the formulation of modern domestic space. Her work, grounded in decades of experience with fabrics, interiors, and exhibition settings, translates a coherent design language defined by spatial clarity, material economy, and an architectural intelligence developed across disciplinary contexts. The works from this period embody a complex and evolving dialogue that shaped the architectural response to the question: what is the dwelling of our time

    Aeropanorama e Vedute. Una mostra e una agorà digitale sul paesaggio nel cinema muto italiano.

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    Il saggio illustra la progettazione di due prototipi digitali per lo studio e la divulgazione del paesaggio nel cinema muto italiano: la mostra virtuale "Aeropanorama" e la tele-agorà "Vedute", che moltiplica le possibilità di condividere con gli utenti i film del muto italiano, inserendoli in mappe navigabili e interattive. Si tratta di alcuni risultati dell'unità di ricerca dell'Università Iuav di Venezia all'interno del progetto"RevIS - Revisualizing Italian Silentscapes 1896-1922. Paesaggi e location del primo cinema italiano cent'anni dopo" (PRIN 2020)

    Notturna. La percezione della sicurezza nell’uso della città attraverso una prospettiva di genere = At Night. Safety Perception in the City Use Through a Gender Perspective

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    Moving through the city entails engaging with both written and unwritten rules, as ranging from habits and lifestyles to areas deemed acceptable or off-limits, accessible routes, and restricted zones. These constitute boundaries that are more or less permeable depending on individuals’ psychophysical conditions, ethnicity, and gender. The perception of insecurity can significantly shape urban life, influencing not only the functionality and attractiveness of certain areas but also the everyday experiences of the most vulnerable segments of the population, particularly the elderly, persons with disabilities, and women. For these groups, simply moving from one street to another often involves navigating a series of subtle discontinuities and uncertainties. These micro-signals are interpreted by the body and mind, ultimately affecting one’s time, routines, and sense of self. Night-time, in particular, becomes a hostile environment for many people. This is largely due to its status as an unregulated and under-planned temporal space, where urban policies – typically de- signed around private motorised transport and a standardised user profile (an able-bodied, adult, white, middle-class male in paid employment) – fail to account for those who travel differently, for different purposes, and who embody different gendered experiences. This paper offers a critical review of the literature on urban safety, with a particular focus on women and intersectional forms of discrimination. While environmental factors influencing crime occurrence are increasingly being acknowledged, urban planning and policy still lack comprehensive frameworks that integrate a gender-sensitive perspective. Moreover, most studies on night- time urban use tend to emphasize neighbourhood revitalization through commercial activities. Although they acknowledge the relevance of gender, they often reduce the night to a recreational domain, thus presenting a partial and insufficient picture. Transfeminist movements have placed the reclaiming of urban space during evening hours at the core of their activism. Through targeted initiatives such as “urban walks”, these movements assert the right of women and gender-diverse individuals to move freely and autonomously through the city. They advocate for an urban environment where all subjectivities can inhabit space based on their desires and freedoms. It is therefore imperative that night-time be recognized as a central concern in urban policy and planning, not as a mere interruption of daytime activities, but as a distinct temporal sphere characterized by specific dynamics and needs

    Il tratturo Magno da L'Aquila a Foggia. Conoscenza, conservazione, valorizzazione

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    The L’Aquila-Foggia royal sheep track, also called the King’s Sheep Track or Great Sheep Track, with its 244 km is the longest and most important of the Italian sheep tracks. On it from the Gran Sasso, Sirente and Majella massifs passed through it, heading towards the vast pastures of Tavoliere delle Puglie. It is a path traced in the valley bottom, which crosses the entire length of the L’Aquila basin. The Great Sheep Track, only apparently disappeared, historically and physically constitutes the main axis of the road network that has developed over the millennia, it carries with it the millenary traces of activities linked to the natural resources of the region: pastoralism and livestock farming. Along the roads, the cultural heritage consists of material evidence, the presence of civil, military and religious settlement structures distributed along the entire route. In addition to all this, there is an intangible part of the same cultural heritage, including customs, traditions, stories and legends. In 2019, transhumance was included by UNESCO in the list of Intangible Cultural Heritage

    Recycled aggregates in urban redevelopment processes: The "Magone" of Colle Aperto

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    This thesis deals with the theme of sustainable urban regeneration through the recovery of abandoned buildings, with particular attention to the reuse of demolition materials. The case study is the “Magone” in Colle Aperto, Mantua: an unfinished commercial building that has been abandoned for over thirty years. The project proposes a strategy of selective demolition and on-site reuse of recycled concrete (from demolition) in combination with wood, a renewable material, in order to improve its structural and environmental performance. Experimental laboratory tests have validated the compressive strength of mixtures containing up to 60 percent recycled aggregates. The intervention envisages the construction of new buildings with different uses, valorising existing resources and reducing the use of virgin materials. The results confirm the possibility of using recycled concrete for structural reinforcement, cladding and fire protection, promoting a replicable model for the sustainable management of disused building stock and the reduction of the environmental impact of construction

    Post Sostenibilità : avvistamenti

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    Dall’ombra del pensiero sostenibile emergono quattro posizioni che riconoscono, in altrettanti progetti, degli avvistamenti sulla post sostenibilità. In retroazione, In ridondanza, In-sieme e In processo registrano l’eco e il portato teorico di quattro strategie operative, a tratteggiare i rapporti di visualizzazione di un futuro caratterizzato da uno stato d’eccezione costante

    Distruggere e ricreare. Architetture sacre a Mosca e nello spazio post-sovietico

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    Il volume offre una riflessione inedita sullo spazio post-sovietico visto attraverso la lente del patrimonio religioso. Indaga uno degli aspetti che più caratterizza l’attualità, in quanto di grande rottura rispetto al periodo precedente, quando gli Stati oggi indipendenti erano parte dell’Unione Sovietica dove veniva promosso l’ateismo di Stato. Si affronta la trasformazione dello spazio sacro post-sovietico sotto molteplici aspetti analizzando lo stato di conservazione del patrimonio religioso, la ricostruzione di luoghi di culto demoliti in epoca sovietica nonché la massiccia realizzazione di nuovi edifici religiosi. Questi interventi contemporanei danno una propria interpretazione dell’antichità, della tradizione, del patrimonio da tramandare e aiutano a comprendere le tante metamorfosi di questo spazio così strategico negli equilibri globali

    Anticipare per deliberare. Un metodo per definire il campo di progetto

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    A partire da un’estesa attività di ricerca applicata durata tre anni, sviluppata in collaborazione con imprese e territori, il testo esplora il potenziale spaziale della transizione ecologica, articolando scenari progettuali che mettono in relazione conversione energetica, valorizzazione del patrimonio, gestione del rischio e attrattività territoriale. La prima sezione del volume ricostruisce il quadro metodologico e concettuale della ricerca, individuando due scenari esplorativi: strumenti analitici e progettuali che consentono di ipotizzare traiettorie di trasformazione e azioni coordinate nei contesti complessi del Nord-Est. La seconda sezione si concentra su segnali deboli di trasformazione già in atto nei territori dell’Alto Adriatico, nei quali è possibile riconoscere le tracce latenti degli scenari proposti. In un contesto dominato da vulnerabilità ambientali e da una stratificazione infrastrutturale e patrimoniale di lungo periodo, il volume propone la costruzione di un quadro strategico condiviso per orientare, selezionare e coordinare le scelte di progetto dei prossimi venticinque anni

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