Università Iuav di Venezia
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28222 research outputs found
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Performance meccaniche, potenzialità e criticità strutturali del calcestruzzo stampato 3D.
Il 3DPC è un processo, strato su strato, in cui la malta cementizia estrusa attraverso un ugello segue un circuito predeterminato. Data la non omogeneità dell’elemento finito, questo nuovo processo necessita approfondimenti dal punto di vista meccanico e normativo. L'obiettivo di questa tesi di ricerca è studiare le azioni a compressione, flessione e taglio dei provini realizzati per indagare le performance meccaniche, le potenzialità e le criticità strutturali del calcestruzzo stampato 3D. Durante il periodo di ricerca sono state approfondite varie tematiche che vanno dalla storia della stampa 3D e le evoluzioni recenti, ai vari approfondimenti in ambito ingegneristico. Proprio in quest’ottica, durante la ricerca, il percorso di studio ha affrontato il tema delle criticità strutturali del calcestruzzo realizzato mediante questa tecnica innovativa. La malta cementizia scelta è priva di fibre e rinforzi in acciaio e i provini testati sono realizzati mediante tre tipi di stampa: provini realizzati mediante un processo di stampa continuo, provini che hanno avuto un intervallo temporale di un'ora tra il secondo e il terzo strato e provini che, all’intervallo temporale, è stata aggiunta una speciale malta additivata utilizzata per le riprese del getto. Per indagare le deformazioni intrinseche ed estrinseche del materiale durante i test, sono stati applicati strain-gauges e trasduttori a filo e, dai risultati ottenuti tramite i test, emergono differenze tra le singole tipologie di provini. I risultati estrapolati dai test distruttivi sono stati comparati dai risultati estrapolati da modellazioni FEM tramite l’utilizzo del software Ansys, dalla normativa vigente e da risultati di test presenti nella bibliografia contemporanea. La ricerca si chiude con un’analisi visiva anche sulle potenzialità e criticità del calcestruzzo stampato 3D mettendo in luce le variabili di viscosità delle malte cementizie e mettendo in luce il tema della coesione tra gli strati stampati.Italian
Usato garantito? Riuso di elementi e nuovo Regolamento per i Prodotti da Costruzione = Certified second hand? Re-use of elements and the new Construction Products Regulation
Acting towards the efficient management of material resources in construction represents a shared priority. To reduce the environmental impacts of the building sector, European institutions have been promoting the adoption of more circular processes at the buildings end of life, also by developing methodologies aimed to foster deconstruction and selective demolition practices to limit construction and demolition waste and to favour the benefits of preparing for re-use over recycling processes. Nevertheless, once a product or component is salvaged, it must be recovered from the waste regime and comply with the Construction Products Regulation (CPR) to be put in the European market. What do the recent changes in the regulatory framework entail for the building elements re-use?
Through a critical analysis of the evolution of the normative context, the contribution examines the conditions for reclaimed building products and components to circulate in the market, to outline the main opportunities and barriers re-use processes in building operations deal with. By comparing the previous and current CPRs, the paper summarises the two diff erent procedures required to obtain the CE mark, depicting the transition from a normative void to an apparent specific and fully regulated context. It then examines the main implications for the circulation of reused and remanufactured products in the European market, identifying the most relevant conditions that infl uence their potential spread and outlining the implications about the product use as intended, the related assessed performances and possible procedures to undertake.
Although the new Regulation clearly steers the building supply chain towards circularity in building products’ design and ease of repair and refurbish, some inconsistencies and barriers remain for used construction products, possibly limiting their market to the Member State one
Is the Energy Transition of Housing Financially Viable? Unlocking the Potential of Deep Retrofits with New Business Models
The transition to energy-efficient buildings is a priority of the European EPBD (Energy Performance Building Directive) and requires deep retrofits to reduce consumption and emissions. However, their financial viability remains underexplored. This research assesses the financial feasibility of deep retrofit interventions through innovative business models, focusing on the Managed Energy Services Agreement (MESA), which is considered the most effective for residential buildings. Additionally, we integrate off-site production from the Energiesprong model, which optimizes costs and time through long-term contracts and industrialized retrofit technologies. The analysis targets two investment profiles—owner/tenant and developer/entrepreneur—in Italian urban contexts with different market dynamics. A static analysis evaluates retrofits based on existing costs and technologies, while a dynamic analysis considers future profitability improvements because of cost reductions enabled by off-site production. The results indicate that, under current conditions, residential retrofitting is not financially sustainable without public subsidies. However, cost reductions driven by off-site technologies improve profitability, making large-scale retrofits feasible. Moreover, real estate market characteristics affect financial sustainability: in smaller cities, deeper cost reductions are necessary for retrofit interventions to become viable
Making History and Making Fashion
Fashion designers are a constitutive part of fashion cultural production, of which are among the most intriguing and controversial figures. In spite of the extraordinary amount of attention that fashion designers have generally received in the last centuries, critical literature of fashion has hitherto given little consideration to what designers have said and written. By taking into account fashion designers’ writings, and histories, the paper provides insiders’ views on the complexity and contradictions of the fashion industry. It relies on what fashion designers think about key issues such as identity, gender, training and education, creativity and constraints. Finally, it explores the dialectical relationships between creating fashion and being consumed by it
Design di soluzioni data-driven per il Travelling Management in Veneto
Il progetto presentato è parte di una ricerca più ampia, condotta da un gruppo di lavoro multidisciplinare, finalizzata ad esplorare le possibilità di integrazione dello storytelling regionale con strumenti digitali innovativi con l’obiettivo di rafforzare le strategie di marketing territoriale, valorizzare le economie locali, i distretti industriali e le reti di conoscenza del proprio territorio. In questo contesto, la ricerca si focalizza specificatamente sulla componente relativa alla base informativa, alle modalità di acquisizione e organizzazione delle informazioni e sugli strumenti di accesso alla conoscenza e di supporto decisionale. Gli approfondimenti sviluppati afferiscono al Visual, Information e Interaction Design e all’applicazione delle ICT nella progettazione di soluzioni di valorizzazione del territorio con approccio plurale, di co-design e condivisione di conoscenze.
Abstract:
Nuovi programmi di finanziamento uniti alle specificità del territorio nazionale e le necessità portate dalla doppia transizione, ecologica e digitale, inducono sempre più le comunità locali, per azione di enti e istituzioni oppure di cooperazioni pubblico-privato, ad esplorare le possibilità offerte dalla knowledge economy per la valorizzazione delle proprie eccellenze e valenze socio-culturali, paesaggistiche ed economiche.
Un approccio di tipo “smart” in tema di travelling management spinge a pratiche plurali nel Design in quanto caratterizzato da obiettivi volti a creare opportunità e sinergie dalla valorizzazione delle diversità socio economiche, culturali e paesaggistiche dei territori. Gli approcci “smart”, pur numerosi e diversificati, si caratterizzano trasversalmente da un ruolo centrale dato alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. In questo, il digitale è risorsa strategica ma per sfruttare efficacemente le sue potenzialità, non incorrere in errori già commessi o sviluppare soluzioni inutili o inutilizzabili è necessario adottare approcci user-centered nonché applicare correttamente gli strumenti e le tecniche del design dell’informazione e dell’interazione.
Il progetto “Strumenti per il travelling management in Veneto” è parte di una ricerca più ampia condotta da un gruppo di lavoro multidisciplinare finalizzata ad esplorare le possibilità di integrazione dello storytelling regionale con strumenti digitali innovativi con l’obiettivo di rafforzare le strategie di marketing territoriale, valorizzare le economie locali, i distretti industriali e le reti di conoscenza del proprio territorio. In questo contesto, il progetto di ricerca si focalizza specificatamente sulla componente relativa alla base informativa, alle modalità di acquisizione e organizzazione delle informazioni e sugli strumenti di accesso alla conoscenza e di supporto decisionale. Gli approfondimenti sviluppati afferiscono al Visual, Information e Interaction Design e all’applicazione delle ICT nella progettazione di soluzioni di valorizzazione del territorio con approccio plurale, di co-design e condivisione di conoscenze. L’obiettivo a lungo termine è porre le basi per la creazione di un sistema di informazioni dinamico e multi-attore che possa alimentare nuovi servizi di marketing territoriale basati su approcci di tipo esperienziale e volti allo sviluppo sostenibile dei territori locali
Italy 1945-2000
Part of the Volume 3 of the “World History of Design”, this chapter recounts the developments in the practice and culture of design in Italy during the period from the end of World War II to the end of the 20th century, primarily focusing on product design, industrial design, and graphic design
A multi-criteria evaluation tool for the adaptive regeneration of the residential heritage
The construction sector consumes 40% of resources globally, produces 40% of global waste and 33% of all emissions. Considering the projected global population growth to 9.6 billion by 2050 and the resulting increase in the use of materials in the built environment, a different approach will be necessary to construct, maintain, and renovate future buildings. The transition from a linear economy to a circular economy (CE) has the potential to reduce resource use, environmental impacts, and waste in the built environment. Creating a circular economy in the built environment is therefore of fundamental importance to achieve a sustainable society.
Through the application of a systemic approach that considers the building as a set of technological subsystems (e.g. vertical closures, roof, furniture, etc.), components (e.g. infill panels), and materials, il paper - starting from a review of the literature on the topic of the circular economy applied to construction – establish a framework of circular design strategies and definitions that links the VRP framework, based on the R-imperatives, to the Design-for-X strategies (DfX). The first research objective was to develop a design tool for circular building components and technological subsystems
Dalla mostra Venezia viva, 1954 al Piano Regolatore Generale, 1962: temi e visioni per la Venezia del dopoguerra
La mostra ”Venezia viva”, promossa dal Centro Internazionale delle Arti e del Costume e tenutasi a Venezia a Palazzo Grassi nel 1954, si pone come obiettivo quello di esprimere “un atto di fede nell’avvenire della città” e in questo senso “illustrare i differenti aspetti che attraverso i secoli, dalle origini ad oggi, hanno determinato Venezia come unità vivente, frutto dell’opera dell’uomo e di una società che fu al centro di eventi grandi e piccoli, testimonianza di valori personali nell’ambito di una coscienza collettiva”.
Sottolineare sin dall’enunciato il carattere vitale della città significa andare alle radici della sua struttura fondativa e figurativa non per farne una – ennesima - celebrazione, ma per stabilire nessi di continuità con la contemporaneità e, soprattutto, tracciare rotte per il suo futuro.
Infatti, sempre nell’introduzione della guida al visitatore si legge: “Senza volere essere polemica, la mostra si propone di arrivare in fondo ai più accesi dibattiti [...] In questo senso la mostra vuole concorrere a individuare la realtà sulla quale impostare i problemi vitali di Venezia”. Il metodo di fondare l’azione sulla conoscenza profonda della realtà è proprio della Scuola di Samonà, ossia dell’Istituto di Architettura di Venezia, dove Samonà stesso, Trincanato, Mazzariol, svolgono ricerche sul tessuto urbano e la sua figurazione, sia nella sua consistenza attuale che nelle sue origini e sviluppo.
Su questa premessa metodologica viene affiancata al promotore Centro Internazionale delle Arti e del Costume per la cura della mostra, che assume il carattere di una imponente rassegna storico artistica, una Commissione di studio, presieduta da Paolo Marinotti e composta da Egle Renata Trincancato, Salvatore Carboni, Giorgio Emanuele Ferrari, Luigi Lanfranchi, Giovanni Mariacher, Giuseppe Mazzariol, Terisio Pignatti, Gianni Rubin de Cervin e coordinata da Marzio Simonetto.
La mostra si sviluppa intorno a tre temi: quelli che vengono definiti “i raggiunti aspetti della vita di Venezia – ossia i suoi aspetti caratterizzanti -; le trasformazioni attraverso i secoli; l’individuazione e illustrazione dei problemi del presente e del futuro della città”.
Il carattere fortemente progettuale della mostra è chiaro, così come è chiara l’indicazione di metodo circa la necessità di fondare le azioni di rigenerazione su una conoscenza profonda del passato inteso come il susseguirsi di trasformazioni da leggere sia nel senso della continuità che in quello della discontinuità, ma che in ogni caso hanno portato alla città moderna.
Tutto ciò avveniva nel 1954, dopo il secondo conflitto bellico e quindi in piena ricostruzione, che a Venezia si connota – non avendo subito significativi bombardamenti in centro storico – come sostituzione del tessuto edilizio insalubre e sviluppo della città bipolare – insulare e di terraferma - temi presenti nella mostra.
Solo tre anni dopo – nel 1957 – si svolgeva il Concorso nazionale di idee per la impostazione del piano regolatore generale del Comune di Venezia, per giungere alla adozione del Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Venezia con delibera Commissariale n.15429 del 20/03/1959 e alla sua approvazione con Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) del 17/12/1962.
Questa fase di pensiero sul futuro della città è accompagnata dallo studio da parte del Governo – come ricorda la Guida alla Mostra - di una legge speciale per Venezia, le cui fragilità erano ormai evidenti, a cominciare dall’esame della Giunta del C.L.N. Consiglio di Liberazione Nazionale dal 1946 e arrivando alla sua prima formulazione solo con la legge L. 171/1973, intitolata "Interventi per la salvaguardia di Venezia"; tale legge pone tre obiettivi ritenuti prioritari e correlati, ossia la salvaguardia fisica, ambientale e socio-economica della città.
Ma in questi anni ’50 si vedono anche in città gli esponenti della cultura e dell’imprenditoria veneziana chiamare architetti di fama nazionale e internazionale a costruire la loro immagine, si vedono i progetti per il Villaggio S. Marco a Mestre dal 1946, la Scuola estiva CIAM del 1952, il concorso per un Quarterie CEP alle Barene di S. Giuliano del 1959.
Significativamente la stagione più fervida di pensiero sulla città si svolge prima della grande alluvione del 1966, che improvvisamente travolse qualsiasi progetto di sviluppo della città e ne cambiò gli orizzonti.
The exhibition Venezia viva (1954) sought to express «an act of faith in the future of the city» in full post-war reconstruction.
The need for a special law had been under discussion since 1946, and the national competition of ideas for the drafting of the Master Plan was held in 1957. The Master Plan was adopted in 1959 and approved in 1962, before the great flood of 1966
Public Futures: Data, Rights, Design
The progressive consolidation of legal design as an approach aimed at making law more accessible and comprehensible highlights the need to train designers capable of applying design tools consciously and appropriately to the specificities of regulatory contexts and, more broadly, the public sector. The integration of visual communication design methodologies with the requirements of public institutions paves the way for the introduction of innovative practices into governance processes, going beyond the mere application of design thinking. This paper explores the role of speculative design as an approach capable of supporting legal and institutional innovation in the public sector, with particular attention to its methodological and educational implications. Through a teaching experiment conducted in collaboration with central Italian administrations, the research examines how narrative and visual practices can be integrated into anticipatory governance processes. From this perspective, speculative design, in its narrative dimension, functions as an exploratory and anticipatory tool, capable of prefiguring potential outcomes, criticalities, and interdependencies arising from policy decisions. The study proposes a replicable methodological model for training public-sector designers and for integrating speculative narratives into decision-making processes, offering a contribution to the reflection on innovation practices in the public sector