Università Iuav di Venezia

Archivio istituzionale della ricerca - Università IUAV di Venezia
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    Idea e progetto

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    Venezia città campus. Progettare il cluster della conoscenza

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    Premessa. Geometrie del terrore

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    Geometrie del terrore raccoglie i saggi scientifici dei curatori del corso di disegno tenuto presso la laurea magistrale in Architettura dell’Università Iuav di Venezia e degli invitati al I ciclo di conferenze , ma soprattutto (nella sua seconda parte) le tavole grafiche (con relative schede testuali) inerenti a dieci casi studio svolti da un nutrito gruppo di studenti, che hanno attinto alle loro emozioni più primordiali, spingendosi ad affrontare la domanda senza tempo “cosa avviene dopo la morte?”, e soprattutto, in quali spazi architettonici e/o urbani? Le risposte sono contenute in ricostruzioni grafiche e retoriche talvolta spaventose, talaltra divertenti, qualche volta filosofiche, oppure commoventi. Con onestà e passione gli studenti del corso hanno sempre esplorato lo spazio liminale tra il fantastico e il quotidiano con profondità e intensità, scoprendo nuovi modi di guardare chi siamo e cosa conti per noi, esplorando quanto sia misterioso, triste, strano e comico essere vivi o, ancora peggio, quando non lo siamo più

    Ecopublica. Una rete come chiave di lettura e progetto per l’adattamento al cambiamento climatico dei territori costieri altoadriatici

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    Il contributo presenta le fasi iniziali di un progetto di ricerca, nell'ambito del raggruppamento iNEST Interconnected North-East Innovation Ecosystem) dell'Università Iuav di Venezia. Ecopublica intende indagare il concetto di rete eco-pubblica, una prima formulazione teorica che descrive le reti verdi e blu in relazione alla città pubblica fatta di servizi e infrastrutture. La definizione di rete eco-pubblica costituisce uno strumento originale per l’interpretazione e la trasformazione territoriale in ottica di resilienza e connessione a partire dall’infrastruttura ecologica e dai materiali che la compongono, considerati come “supporto strutturale” e risorsa strategica non solo ambientale ma anche sociale, storica e culturale. L’ambito di indagine è il Nord-Est Adriatico, un’area che registra una tendenza alla sconnessione alimentata dalla separazione funzionale tra infrastrutture, patrimonio edilizio e attrezzature, e da un modello di crescita e produzione che ha determinato frammentazioni e fragilità territoriali, economiche ed ecologiche. Le maglie larghe che contraddistinguono questo territorio, tuttavia, suggeriscono di individuare occasioni di valorizzazione altre, incentrate sullo spazio aperto come ossatura ecologica de-polarizzata. Questo include da un lato elementi fisici e spaziali, dall’altro aspettative e immaginari che nel tempo hanno definito ruoli e valori ecologici in relazione agli usi e alle pratiche. La relazione tra questi elementi ha bisogno di nuovi strumenti per rispondere alle sfide del cambiamento climatico, attraverso azioni incisive di modificazione, gestione e capacità di risposta sociale

    Tutto cambia : una diversa mobilità tra acque e terre. Verso progetti di territorio per l’Alto Adriatico e la regione Friuli Venezia-Giulia

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    Il volume raccoglie i primi risultati del progetto iNEST, sviluppato dalle Università degli studi di Trieste e Iuav di Venezia, nell’ambito dello Spoke 8 “Tecnologie marittime, marine e delle acque interne” e del Research Topic 4 “Pianificazione spaziale integrata terra-mare”. Il progetto si ispira alla missione UE Restore our Ocean and Waters per sperimentare strumenti e tecnologie per l’adattamento ai cambiamenti climatici degli ambienti marini e litoranei. Lo studio si concentra sul Nord Adriatico, in particolare sulla fascia costiera e di bassa pianura del Friuli Venezia Giulia, dove terre asciutte e zone umide si alternano in modo sempre più incerto. Proponendo una prospettiva inedita, ossia dal mare verso la terra, la ricerca individua nella mobilità sostenibile (marina, fluviale, ciclabile, integrata con il trasporto pubblico) una leva per ripensare l’accessibilità e l’organizzazione di questi territori. L’obiettivo è di fornire visioni di progetto in grado di confrontarsi con i tempi brevi delle emergenze e con quelli più lunghi delle mutazioni ambientali e climatiche, sociali ed economiche in atto. La navigabilità dei fiumi afferenti alla laguna porta così a riconoscere quattro “transetti marino-fluviali” attorno alle aste del fiume Isonzo e dei canali di bonifica del Monfalconese, del Natissa, dell’Aussa e del Corno, dello Stella e del Tagliamento. Tali contesti sono proposti come ambiti pilota per sperimentare progetti integrati di territorio, capaci di rispondere alle esigenze delle comunità locali coinvolgendo vari livelli istituzionali e mettendo a sistema diversi strumenti di pianificazione

    Progettare per la cura che cambia

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    Verde pensile, tecnologie digitali e gestione dell’acqua piovana = Hanging green, digital technologies and stormwater management

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    Addressing climate change is a critical priority. Regulatory frameworks establish constraints and limitations, while growing societal awareness significantly influences the evolution of projects that prioritise the interaction between natural and built environments. Land use changes cause these dynamics and result from them, often contributing to increased hydrogeological risks in specific regions. Moreover, advancements in technology and the emergence of intelligent systems enable the creation of innovative solutions. Research on cutting-edge green roof systems and the integration of design strategies using Building Information Modelling (BIM) methodologies demonstrate measurable progress in stormwater management and the mitigation of extreme weather events

    Tempi responsabili

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    Tempi responsabili è un progetto focalizzato sulla cultura della sostenibilità. Emanazione di un’indagine condotta all’Università Iuav di Venezia dal ricercatore Saul Marcadent, il progetto è realizzato nell’ambito del PON Programma Operativo Nazionale Ricerca e Innovazione 2014-2020, con la responsabilità scientifica di Gabriele Monti, professore associato Iuav. Tempi responsabili si articola in una serie di giornate di studio e di attività didattiche, realizzate in collaborazione con Manteco, azienda italiana specializzata nel settore tessile e nell’economia circolare della lana. Centrale è l’urgenza di discutere, approfondire e tentare di risignificare il concetto di sostenibilità, studiando le relazioni tra moda e transizione ecologica, tra industria e saperi artigianali, con peculiare attenzione a tre obiettivi dell’Agenda 2030: istruzione di qualità, parità di genere, consumo e produzione responsabili

    Designing the future of workwear. Smart solutions for thermal safety in the climate change era

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    In contemporary times, the rise in the Earth's surface temperature has been largely attributed to anthropogenic causes. The increasing intensity of extreme weather events and prolonged heat waves has significantly impacted work and production activities, leading to widespread thermal discomfort and elevated heat stress. Construction and road workers are particularly exposed to health and occupational safety issues in this context, as they face heightened workplace risks and an increased risk of developing short- and long-term occupational diseases. A study of existing literature reveals that personal protective equipment designed for thermal mitigation remains underutilised, largely due to ergonomic limitations, high production costs, inadequate integration into daily workflows, and cultural resistance. In response, wearable technologies have emerged as a promising avenue for counteracting heat-related risks. Thermoregulation systems that can detect, respond to and adapt to thermal stimuli show significant potential for protecting the most exposed workers. This paper provides a synthesis of existing wearable thermoregulation systems, identifies key gaps in their ergonomic implementation, and outlines future directions for interdisciplinary research and design innovation

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