Università Iuav di Venezia
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Anntonio Beato. Ritorno a Venezia. Introduzione
Il testo introduce il volume dedicato all'opera del fotografo veneziano Antonio Beato, attivo in Medio Oriente e specialmente in Egitto tra il 1850 e il 1905, mettendone a fuoco i tre obbiettivi principali che sono, nell'ordine: rileggere l’intera vicenda professionale di Antonio a partire dell’incontro, suo e di Felice, con cognato James Robertson; contestualizzare sia lo sguardo fotografico di Antonio Beato, sia dell'oggetto fotografato, in uno spazio storico e culturale plurale; continuare quella riflessione sulle progressive mutazioni dello statuto disciplinare di questo straordinario medium che è la fotografia, così importante per comprendere anche l'architettura e il paesaggio
Le modifiche in corso di esecuzione alle concessioni autostradali: il caso di Aspi
La Corte di Giustizia UE, causa C-683/22, si è pronunciata sulla questione relativa alla modifica
dell’assetto societario di uno dei principali concessionari autostradali avvenuta senza la organizzazione
di una procedura ad evidenza pubblica, riflettendo così sui casi di modifica soggettiva ed
oggettiva delle concessioni in corso di esecuzione consentiti senza la previa indizione di una gara. Il
giudice europeo rileva come solo in caso di modifica sostanziale tale obbligo si rende necessario,
spettando al giudice nazionale valutare in concreto la possibile riconduzione dell’operazione contestata
entro il perimetro della modifica sostanziale o non sostanziale della concessione
Mobilità attiva e progetto nei territori periurbani in transizione
Se si osserva la questione dal punto di vista dell’accessibilità al trasporto pub- blico, oggi le aree periurbane soffrono maggiormente in termini di margina- lizzazione dalle politiche, tagli e impoverimento dell’offerta. A valle della fase pandemica, l’osservatorio Audimob Stili e comportamenti di mobilità degli italia- ni nel 2022 restituisce un sostanziale ritorno all’uso dell’automobile privata fino al 13% soprattutto in questi contesti (Isfort, 2022). Il fenomeno è però contra- stante in quanto, allo stesso tempo, le aree periurbane rivelano caratteristiche di innovazione e trasformazione in termini di pratiche di mobilità attiva. Se, infatti, esse a volte riescono a tradurre e incorporare caratteristiche e forme di mobilità proprie dei contesti urbani più densi (pur con alcuni paradossi come, ad esempio, quelli tra nuove configurazioni dello spazio aperto, multiculturali- tà spesso associate a crescenti divari e conflitti politici, inedite coscienze ecolo- giche), altre volte il periurbano manifesta resistenze radicate in modi di vivere o in metodi di consumo e lavoro sostanzialmente più tradizionali
Material Exploratory. Introduzione al progetto
Material Exploratory è un progetto dedicato ai materiali di seconda generazione e al loro ruolo nei processi di innovazione del Nord-Est. Attraverso mappatura, raccolta dati e sperimentazione di prototipi digitali e immersivi, il progetto ripensa la materioteca come infrastruttura narrativa, capace di connettere imprese, ricerca e comunità. Gli output progettuali restituiscono relazioni, storie e potenzialità dei materiali, attivando una cultura del riuso situata e condivisa
L’opera che non c’è : arte e progetti non realizzati tra 20. e 21. secolo
Quali sono i motivi che portano un progetto sviluppato da un artista a fallire? É possibile
parlarne nei termini di un’opera d’arte non realizzata? Ha senso studiare e conservare idee
che non sono arrivate a compimento, che si sono – o sono state – interrotte in un determinato
momento del loro sviluppo?
Questi sono solo alcuni dei tanti interrogativi che il volume si pone di fronte a un insieme
eterogeneo e perlopiù sommerso di progetti che sono stati pensati e spesso parzialmente
sviluppati, ma che non hanno mai trovato un esito definitivo. Rimasti a vari stadi sulla carta, nei
cassetti o negli hard disk degli artisti, nascosti in scambi epistolari o in documenti prodotti per
candidature a bandi e concorsi, questi progetti racchiudono un enorme potenziale inespresso
e altrettante idee di futuro.
Nato dall’esperienza di MoRE. Museum of refused and unrealised art projects, un archivio e
museo digitale che raccoglie, conserva ed espone online opere non realizzate di artisti dalla
seconda metà del XX secolo a oggi, il volume affronta questo tema concentrandosi sui progetti
artistici non realizzati dal punto di vista della storia dell’arte, delle culture progettuali, della
critica, della filosofia e del diritto dell’arte.
Organizzato come un lemmario, L’opera che non c’è accompagna la lettrice e il lettore alla
scoperta di una costellazione di temi che indagano il non realizzato. Ogni lemma, curato da
una diversa autrice o autore, si articola partendo da un punto di vista storico e teorico,
servendosi di casi studio documentati per offrire un’ampia casistica di progetti pensati,
immaginati, sognati, ma mai completati
Ettore Sottsass, l’attività grafica : Una ricerca d’archivio
Ettore Sottsass, l’attività grafica ricostruisce per la prima volta in modo sistematico un capitolo poco indagato dell’opera di Sottsass: quello del grafico, posto al crocevia fra arti visive, editoria e comunicazione per l’impresa. Muovendo dall’Archivio Ettore Sottsass jr. conservato presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, gli autori tracciano oltre sessant’anni di progetti: dagli esordi e dagli esperimenti torinesi del 1940, alle collaborazioni con l’industria, fino al clima internazionale degli anni Settanta. La grafica emerge così come un vero laboratorio generativo, dove si formano idee, linguaggi e “visioni” destinate a riverberarsi sull’intera attività dell’architetto e designer.
Il volume si apre con una sezione di saggi che chiarisce il rapporto di Sottsass con le arti e ne discute criticamente il profilo, “più da grafico che da graphic designer”. Seguono approfondimenti su nuclei emblematici: dalle consulenze per Redan e Italia Disegno, alle identità di prodotto (anche nel mondo dei vermouth), fino ai progetti per Fiat e per la famiglia Agnelli. Chiude l’opera un ampio regesto, ordinato cronologicamente, che censisce i materiali d’archivio e li mette in relazione con altri fondi documentari. Ne risulta un ritratto di progettista capace di attraversare architettura, oggetti, editoria, allestimenti e comunicazione industriale senza ridurre la grafica a semplice “servizio”, ma facendone strumento di ricerca poetica e sperimentazione formale: una chiave solida per rileggere Sottsass a partire dai segni e dalle pagine che hanno accompagnato il suo lavoro
Spazio latente della rappresentazione e rappresentazione dello spazio nell’epoca dell’èkphrasis artificiale
Il contributo indaga il concetto di Spazio Latente (LS) come struttura semantica e matematica alla base delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa, in particolare nei Large Multimodal Models (LMM). In una prospettiva genealogica, il LS emerge non solo come astrazione computazionale, ma come forma di rappresentazione della conoscenza, capace di tradurre dati tra diverse sostanze espressive (testo, immagine, audio, video, 3D). La tesi sostenuta è che il Disegno, e più in generale la rappresentazione dello spazio, siano oggi forme di traduzione intersemiotica artificiale, analoghe ai processi di èkphrasis operati dagli LMM. L’articolazione del LS nei modelli generativi – autoencoder, VAE, GAN, modelli di diffusione, Transformer – mostra come le immagini artificiali non siano semplici artefatti visivi, ma proiezioni geometriche e semantiche di dati in spazi matematici multidimensionali. La ricerca mostra inoltre come la rappresentazione latente dello spazio consenta nuove modalità di trasformazione e sintesi visiva: dalla segmentazione e reinterpretazione di opere pittoriche, alla loro ricostruzione in modelli 3D e immersivi, utilizzando tecnologie come Neural Radiance Fields (NeRF), Gaussian splatting e algoritmi di stima della profondità. In questo scenario, il concetto tradizionale di immagine si espande no a includere strutture latenti di significato, ridefinendo il ruolo del disegno e della rappresentazione nello studio della visione umana e artificiale
Voci, archivi orali e monopoli computazionali: diritto alla memoria e governance della conoscenza
Interrogando la natura dialogica e intersoggettiva delle fonti orali, il saggio si pone l’obiettivo di analizzare, sotto il profilo giuridico, le implicazioni connesse alle tecnologie che ne regolano la conservazione, l’accesso e la diffusione - a partire dagli archivi digitali. La fonte orale è uno 'spazio relazionale' che si crea in un momento specifico fra chi parla e chi ascolta. Le norme che regolano la gestione di tali materiali sono poche e soprattutto frammentarie; in generale esse si muovono nella direzione della tutela dei diritti delle persone la cui voce viene registrata, conservata e utilizzata