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Erectile dysfunction and obstructive sleep apnea syndrome: a post-hoc evaluation of Italian survey results
BACKGROUND: The aim of the current study was to identify predictors of erectile dysfunction (ED) and obstructive sleep apnea syndrome (OSAS) in male participants at Italian web-survey. METHODS: A cross-sectional web-based survey was administered via Google Forms between July 17 and October 31, 2022, among Italian participants. The erectile function and the excessive daytime sleepiness were measured through the International Index of Erectile Function – 5 (IIEF5) and Epworth Sleepiness Scale (ESS), respectively. Two separate and independent multivariable logistic regression models (mLRMs) were fitted to predict ED and OSAS, respectively, in men answering to the survey. RESULTS: A total of 238 patients were identified. Of those, 58 (24%) reported to be affected by OSAS disease. Higher proportion of mild (21 vs. 6%), mild-to-moderate (9 vs. 5%), and severe (16 vs. 7%) ED were recorded in OSAS vs. non-OSAS patients (P<0.001). In mLRMs predicting ED (IIEF5≤7), age (OR: 1.04, 95% confidence interval [CI]: 1.01-1.06; P=0.002), and IPSS total score (OR:1.08, 95% CI: 1.02-1.15; P=0.006) were independent predictors. In mLRMs predicting OSAS, age (OR: 1.08, 95% CI: 1.05-1.12; P<0.001), Body Mass Index (BMI; OR: 1.12, 95% CI: 1.05-1.21; P<0.001), and ESS score (OR:1.14, 95% CI: 1.05-1.24; P=0.001) were independent predictors. In the subgroup analyses predicting severe ED, ESS and age or BMI or IPSS resulted as independent predictors (OR from 0.7 to 0.8; all P<0.05). CONCLUSIONS: The ESS score independently predicted severe ED in males. As a result, the OSAS disease should be explored in patients who harbored severe ED to address those patients for a prompt ear, nose and throat evaluation
2. Reati tributari: alcuni nodi interpretativi in ordine alla causa di esclusione della punibilità di cui all’art. 23 d.l. 30 marzo 2023
A Proposal for the Sustainable Enhancement of the Cultural and Social Heritage of the Alps: The Project “La Montagna al Femminile”
The snow-based tourism, long a cornerstone of economic development for mountain destinations in the Italian Alps, is increasingly unsustainable. This study explores the potential of a cultural project dedicated to showcasing the representation of women in Alpine spaces as an alternative pull factor to alpine tourism. The project aims to revitalise the cultural and social heritage of Alpine regions, offering them renewed appeal while promoting sustainable development practices. Aligned with the Declaration of Jena, the project also aims to foster cultural sustainability by amplifying the often-overlooked contributions of women across professional, cultural, artistic, and recreational spheres in the Alps
Rereading the history of pedagogy between apocalyptic and integrated. A Critical Pedagogy in the Age of Ubiquity. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching
Sul possibile ruolo del Presidente della Repubblica quale garante della leale collaborazione tra poteri dello Stato
Il lavoro indaga il ruolo del Presidente della Repubblica nell’ordinamento giuridico alla luce del principio di leale collaborazione tra poteri dello Stato. Ancora oggi, il Capo dello Stato risulta una figura dal difficile inquadramento teorico, posto all’incrocio di numerose figure istituzionali. In particolare, laconica risulta la disciplina costituzionale, soprattutto in relazione alle sue attribuzioni. Questo quadro ha lasciato spazio all’affermazione di numerose prassi, in alcuni casi vere e proprie convenzioni costituzionali, che si sono anche arricchite nel tempo. Al presente si assiste ad una sempre più ampia e ‘visibile’ azione di moral suasion presidenziale, quale nuova forma di declinazione del potere implicito di esternazione. Partendo da una ricognizione teorica sul ruolo del Presidente e dall’analisi del principio di leale collaborazione, nel presente scritto si cercherà di verificare se questa nuova prassi possa configurarsi come uno strumento utilizzato per assicurare il corretto funzionamento del sistema istituzionale, dunque quale strumento di inveramento della leale collaborazione tra poteri dello Stato, e se tale principio possa essere riconosciuto come il proprium del ruolo garantista del Capo dello Stato nell’ordinamento giuridico
Comunità educative e creatività docente in presenza di classi multiculturali: Ipotesi di lavoro
Il contributo riferisce alcune osservazioni e prospettive, tratte da una ricerca sul campo di durata triennale (settembre 2018 – agosto 2021) avviata presso il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna (coordinatore prof. Michele Caputo). Nel primo biennio il lavoro si è concentrato sull’Istituto paritario “Vladimiro Spallanzani” (comprendente una primaria e due secondarie di primo grado site nelle provincie di Modena e Reggio Emilia) con l’obiettivo di verificarne il dichiarato progetto formativo, tramite osservazioni partecipanti, interviste in profondità, analisi di materiali e di attività didattiche. Nel terzo anno sono state coinvolte sei ulteriori scuole secondarie, di cui tre statali e tre paritarie, distribuite tra le provincie di Reggio Emilia, Modena e Bologna, con uno sguardo privilegiato al tema della personalizzazione didattica e al configurarsi in queste scuole di comunità di pratiche/comunità educative.
Le modalità di ricerca praticate hanno permesso di raccogliere diversi materiali significativi, anche al di là degli obiettivi iniziali della ricerca. In particolare, e specialmente in alcuni degli istituti osservati, è emersa la presenza di classi di fatto multiculturali, strutturate anche in modo ramificato e complesso. In questi contesti gli insegnanti incontrati mostrano la tendenza ad attivarsi e creare reti, evidenziando all’osservazione una concreta intenzionalità educativa nei confronti dei propri studenti e una percepibile consapevolezza dei loro bisogni formativi. Questa dinamica virtuosa li rende capaci di superare ostacoli linguistici e comunicativi e di “sbloccare” situazioni particolarmente complesse, con strategie tendenzialmente “creative”. In sintesi, si può ipotizzare che il costituirsi intenzionalmente, oppure solo implicitamente, da parte dei docenti come una comunità di pratica, sia pure tra le difficoltà e le inevitabili dialettiche che intervengono fra loro, trasformi la comunità di pratica in una effettiva comunità educativa. Questo rappresenta un punto di forza metodologica e di dimostrata efficacia didattica, soprattutto in chiave multiculturale. La dinamica in questione risulta tuttavia poco esplorata pedagogicamente, e dunque non interviene – al di là delle intenzioni - nella formazione attuale degli insegnanti
Ripensare i “paesaggi educativi”: il contributo della pedagogia dell’ambiente per una formazione sostenibile a scuola
In light of the provisions set out in the recent National Guidelines, there is a need for pedagogical reflection on education for sustainability as a capacity for inhabiting the world and learning. Sustainable educational planning provides an opportunity to restore the centrality of the experiential and personal dimension of education. Through direct contact with the environment, especially at school, environmental pedagogy reflects on the possibility of promoting authentic, transformative and contextualised educational processes. The teacher takes on the role of cultural-environmental mediator and “co-explorer” of educational landscapes, rather than merely transmitting and assessing knowledge, countering the reduction of education to a process of training and detection of rigidly measurable skills, rethinking the relationship between oneself, school and the world