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Dramatic Play as a Promotor of a Well-being for Primary School Pupils
Since the beginning of the last century, the interest of pedagogical research on childhood play
has been growing consistently. The contribution of active pedagogy, from the Agazzi sisters
to Montessori, to more recent authors, has initiated and enhanced the educational potential
of play. Indeed, play represents a privileged resource for learning and relationships. Through
different play experiences, the child opens himself to meeting others, explores the
environment, comes into contact with objects, expresses himself and tells stories.
Furthermore, he becomes aware of his own body and personality, experiments well-being
and pleasure (Patruno, 2014). At the same time, the child acts out the first conflicts and
discovers different perspectives and points of view. The present work aims to investigate the
current role of play in primary school, as an opportunity for the child's personal and overall
development (Berger 1989; Farnè 2021). More specifically, we intend to consider dramatic
play as an experiential mode able to activate all child’s sensory channels. Dramatization
involves body and emotions. It promotes expressive skills and helps build relationships with
others, impacting positively on the child's overall well- being, reinforcing autonomy and self-
regulation. Dramatic play proves to be an effective educational strategy in these Liquid
Modernity (Bauman, 2007; 2012; 2023), where the child also experiences forms of
individualism, states of loneliness and isolation. The experience of dramatization can help
the child in the process of achieving his or her own well-being
Energy transition and investment protection: balancing EU Regulations and Arbitration Mechanisms
Wealth distribution in Italy
This chapter revisits Pantaleoni’s analysis of wealth distribution in the light of recent empirical evidence on rising inequality. It further contributes new empirical insights into wealth distribution among Italian households, drawing on data from the Bank of Italy’s Survey on Household Income and Wealth from 1991 to 2022. The analysis tracks changes in inequality levels over time, highlighting the social groups or classes that have gained or lost wealth. It also examines the influence of individual and household characteristics on wealth distribution patterns, offering a deeper understanding of the forces driving wealth concentration and economic polarization
L’imposta sul patrimonio
Quale tributo non causa la privazione di una porzione dei propri averi? Sicuramente nel prelievo patrimoniale quest’effetto è ancora più evidente, perché ad essere colpita è, il più delle volte, una ricchezza che non può essere riprodotta facilmente. Mentre il reddito porta con sé l’idea di un suo periodico rinnovo, il patrimonio – spesso sedimentato con fatica nel corso di più anni – suscita, con molta più facilità, un senso di avversione nei confronti del prelievo che intende colpirlo. L’istinto della costruzione è insito nell’essere umano: «il padre non risparmia per sé; ma spera di creare qualcosa che assicuri nell’avvenire la vita della famiglia» . Si costruisce per avere una maggiore sicurezza a fronte di eventi futuri incerti; per garantire a sé e alla propria famiglia le risorse necessarie alla realizzazione personale; per creare le condizioni necessarie a condurre un’esistenza libera e dignitosa.
Se è vero che la privazione di una porzione della ricchezza è congenita al tributo, è altrettanto vero che tale effetto è potenzialmente maggiore nel prelievo patrimoniale, tanto da potersi tradurre in (ed avvertire come) una vera e propria espropriazione, laddove non adeguatamente calibrato.
“L’imposta sul patrimonio” è una monografia a carattere scientifico, che si propone di analizzare il tema, sempre ricorrente, dell’imposizione diretta sul patrimonio e delle forme che finora ha assunto nel nostro ordinamento. L’opera pone particolare attenzione alla questione degli effetti potenzialmente espropriativi congeniti a questa forma di prelievo, al tema della personalità dell’imposta e alla ricerca del giusto connubio tra discriminazione qualitativa della ricchezza, limiti quantitativi al prelievo e progressività sistematica. Anche per effetto degli spunti comparatistici provenienti da altri sistemi fiscali quali quello francese, britannico, tedesco, spagnolo e svizzero, vengono messe in luce le criticità sulle quali intervenire, con l’obiettivo finale di individuare - in una prospettiva evolutiva - delle regole generali in materia che siano effettiva espressione dei principi costituzionali, comunitari ed internazionali cui il prelievo dovrebbe ispirarsi
Malipiero, Gian Francesco
Vita e opere di Gian Francesco Malipiero, con una postilla su Riccardo Malipier
Il valore educativo della transizione di comunità verso l’ "adattamento" climatico
Nell’attuale congiuntura di transizione ecologica, la pedagogia è chiamata a supportare le comunità verso la realizzazione di futuri più sostenibili e in- clusivi, a partire dallo sviluppo di un’adeguata coscienza ambientale. Per “educare ai futuri” e affrontare questioni ineludibili in chiave sostenibile, sono sempre più imprescindibili competenze per pensare criticamente, con- siderare differenti punti di vista, cogliere le connessioni che ci legano gli uni agli altri, prospettare soluzioni innovative. In questa luce, può essere interessante la presentazione di un’esperienza progettuale virtuosa che l’Alta Scuola per l’Ambiente (ASA) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore sta conducendo con l’obiettivo di considerare l’educazione tra le misure di soft solution da inserire nei piani di adattamento climatico e avviare processi formativi locali di potenziamento di life e green competences a supporto della sostenibilità dello sviluppo
METAVERSE TOURISM E NEURO-TOURISM: PROSPETTIVE PER UNO SVILUPPO TECH-DRIVEN E SOSTENIBILE DELL’ESPERIENZA TURISTICA
Evaluation of Warm Mix Asphalts with High Reclaimed Asphalt Content
The present chapter provides a synthesis of the research activity of RILEM TC 264-RAP Task Group 2 (Performance of Recycled As-phalt Mixtures Manufactured at Lower Temperatures). The study fo-cused on evaluating the mechanical performance of asphalt mixtures incorporating 40% reclaimed asphalt (RA) and produced using warm mix asphalt (WMA) technologies. This chapter is structured into six sections. First, an abstract is provided, followed by a detailed moti-vation (Section 2), outlining the need for the study. Section 3 pro-vides a comprehensive background on WMA technologies and their integration with RA, supported by a detailed literature review. Sec-tion 4 summarizes the literature findings, emphasizing performance variability and research gaps. Section 5 describes the materials and methodology of the inter-laboratory testing program involving six in-ternational laboratories, including mix design choices, material char-acterization, and testing protocols. Section 6 presents the results of the mechanical testing campaign, covering compactability, moisture susceptibility, rutting, modulus, and fatigue performance. Finally, Section 7 concludes the chapter with key insights and recommenda-tions for practice, emphasizing the importance of reliable RA charac-terization, binder selection, and long-term field validation. Overall, the findings emphasize the potential of WMA+RA mixtures for achieving better performance and sustainable growth
L'errore in sanità
Le professioni sanitarie come quelle di medico, infermiere, fisioterapista, ma anche di massaggiatore, chiropratico, osteopata hanno in comune il contatto delle nostre mani con il corpo del paziente.
Curiamo il corpo con il corpo.
Una certa soggettività è insita nella tipologia del contatto.
È inevitabile che nell’attività clinica avvengano errori o «quasi errori», che devono essere affrontati e gestiti nel modo migliore con minimo danno per il paziente e per il professionista.
Nello studio dell’errore resta il problema dei riferimenti bibliografici, del confronto con la letteratura.
Poiché la maggior parte degli studi e degli interventi hanno visto come protagonisti il personale sanitario medico, attingeremo per i riferimenti bibliografici alla ricca letteratura dell’errore in medicina.
Per quanto concerne i singoli scenari e gli esempi concreti sono tratti invece direttamente dall’attività di osteopati e di massaggiatori affermati che hanno registrato gli errori ed i «quasi errori» con meticolosità ed onestà confrontandosi in equipe e trasformando le loro rilevazioni in materiale didattico.
L’errore è di fatto responsabile della nostra evoluzione.
“In ogni singola cellula quando si verifica una duplicazione può avvenire un errore. Nelle fasi iniziali del ciclo riproduttivo della cellula ogni unità funzionale di DNA si duplica formando due cromatidi che si uniscono nel cromosoma.
Alla prima divisione meiotica, ossia la divisione che porta alla formazione dei gameti, può avvenire lo scambio di materiale fra cromatidi di due copie di cromosomi omologhi che si appaiano prima di separarsi, in questo modo il cromatidio che verrà trasmesso a un gamete con la seconda divisione meiotica (cromatide ricombinante) sarà una combinazione di frammenti che provengono da entrambi i cromosomi della generazione precedente.
L'effetto è una ricombinazione degli alleli dei geni associati ai frammenti scambiati che è una fonte molto importante di variabilità genetica.
Lo scambio è facilitato dall'allineamento dei cromosomi omologhi in un processo che non prevede né perdita né acquisizione di materiale genetico ma semplicemente scambi. L’evoluzione seleziona le tipologie di scambi che favoriscono la specie”.
L’errore di fatto favorisce l’evoluzione della specie.
L’errore inizialmente è stato studiato per quanto riguarda la produzione industriale solo in un secondo momento le teorie sono state esportate in ambito sanitario.
Importante è le definizioni e la teoria dell’errore in sanità, questi rilievi un po’ scolastici sono indispensabili per offrire le modalità di indagine dell’errore riconosciuto dalla comunità scientifica.
L’obiettivo non è dar la caccia all’errore o peggio al colpevole, ma comprendere quali sono i punti di forza o di debolezza nelle professioni sanitarie per poter migliorare.
Un particolare aspetto riguarda le terapie manuali, come in caso di terapie svolte da fisioterapisti, osteopati, massaggiatori, nelle terapie manuali l’approccio fondamentale dev’essere concepito quale adattamento dell’operatore nei confronti del paziente e mai il contrario.
Sembra un’affermazione scontata ma spesso lontana dalla pratica e realmente è il primo errore commesso presso uno studio di trattamenti terapeutici.
La mancata volontà nel ricevere una determinata manipolazione, così come la paura del paziente, devono rappresentare una controindicazione assoluta alla tecnica che si decide di mettere in atto.
L’affermare che l’adattamento alle esigenze del paziente sia fondamentale include tutte le capacità, l’esperienza e la ricchezza di alternative di cui è ricco il bagaglio tecnico del terapista.
Ogni tipologia di approccio manuale prevede delle alternative e la loro scelta è dettata da componenti multifattoriali
“Ce que j’appelais moi”: sujet et mensonge chez Pierre Jean Jouve
This article analyzes the treatment of subjectivity and self-deception in Hécate and Vagadu by Pierre Jean Jouve, positioning his work at the core of modernist concerns. While Jouve’s formal techniques—such as interior monologue, shifting perspectives, and narrative fragmentation—align with the modernist aesthetic, it is above all his radical interrogation of introspection and the instability of identity that situates his novels within the modernist movement. Through the main character, the actress Catherine Crachat, Jouve explores the intricate relationship between subjectivity and fabrication, revealing how identity is shaped by self-deception and unconscious illusions. In Hécate, the confessional framework exposes the impossibility of self-transparency. Through theatrical and cinematic metaphors, Jouve portrays Catherine’s identity as a performance rooted in illusion and falsehood. Vagadu uses the psychoanalytic process to dismantle unconscious deceptions and confront the fictive narratives that underpin the protagonist’s sense of self. By examining the pervasive presence of illusion, theatricality, and self-fabrication, this article demonstrates how Jouve destabilizes the very notion of authentic subjectivity. His work engages deeply with the modernist crisis of selfhood and truth, where introspection becomes inseparable from narrative invention and the fabrication of identity.L’article analyse le traitement de la subjectivité et du mensonge dans les romans Hécate et Vagadu de Pierre Jean Jouve, en situant cette exploration au cœur des préoccupations modernistes. Plus qu’une simple affinité formelle ou thématique avec le modernisme – perceptible dans l’usage du monologue intérieur, la fragmentation narrative ou l’alternance des perspectives – c’est la remise en question de l’introspection et de la stabilité du sujet qui place l’œuvre de Jouve dans cette constellation littéraire. À travers la protagoniste, l’actrice Catherine Crachat, Jouve problématise la construction identitaire en l’entremêlant de manière inextricable à la dimension de la fiction et à l’auto-tromperie inconsciente. Dans Hécate, les métaphores théâtrales et cinématographiques diffusent la dimension de la fausseté : Jouve montre comment la subjectivité se dérobe sous les effets du mensonge et de l’illusion, réduisant l’identité à une performance. Même le dispositif confessionnel, pourtant fondé sur une promesse de transparence, ne garantit aucune authenticité. Vagadu prolonge cette réflexion à travers le cadre psychanalytique : les séances thérapeutiques permettent de démasquer les impostures inconscientes et les récits trompeurs qui structurent l’identité de la protagoniste. En interrogeant la présence du faux sous ses formes variées – illusion, théâtralité et récit – l’article souligne comment Jouve déconstruit la croyance en une intériorité authentique, accessible par l’introspection, marquant ainsi l’inscription de son œuvre dans une crise moderniste de la subjectivité et de la vérité