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Programma di monitoraggio ordinario per la contaminazione interna dei lavoratori di industrie del settore nucleare civile e NORM e rispondenza ai requisiti della Radiation Protection 188
Il monitoraggio periodico della contaminazione interna costituisce una componente essenziale della sorveglianza fisica dei lavoratori esposti, in particolare nelle pratiche radiologiche afferenti ai settori Nucleare e NORM. Le attività lavorative che comportano un potenziale rischio di incorporazione di radionuclidi — per inalazione, ingestione o assorbimento cutaneo — richiedono l’adozione di un piano di monitoraggio ordinario, predisposto dall’Esperto di Radioprotezione ed approvato dal Datore di Lavoro, in conformità al Decreto Legislativo 101/2020. Tale piano rappresenta un sistema integrato di prevenzione e protezione volto alla tutela della salute dei lavoratori.
Il presente studio propone un approccio metodologico generalizzato per la strutturazione dei programmi di monitoraggio ordinario della contaminazione interna. L’obiettivo è fornire agli Esperti di Radioprotezione indicazioni operative sui metodi di monitoraggio più appropriati, sulla sensibilità desiderata, sulle frequenze di monitoraggio e sui valori critici (VCR) da considerare per l’ottimizzazione della radioprotezione. I risultati ottenuti saranno finalizzati allo sviluppo di uno strumento operativo per la verifica della congruità dei programmi di monitoraggio rispetto alle principali linee guida internazionali, tra cui la Radiation Protection 188, le raccomandazioni ICRP (Occupational Intakes of Radionuclides 134, 137, 141) e la guida tecnica IAEA RS-G-1.2
Next-generation MIMO empowered mobile edge computing. A comprehensive survey toward 6G systems
The integration of Mobile Edge Computing (MEC) with Next-Generation Multiple-Input Multiple-Output (NG-MIMO) technologies has emerged as a cornerstone of next-generation wireless networks, enabling low-latency, high-bandwidth, and computationally efficient applications.This survey offers a comprehensive, structured analysis of recent advancements, key applications, and pressing challenges at the MEC–NG-MIMO interface. We emphasize performance optimization—resource allocation, spectral and energy efficiency, latency, fairness, and scalability in MEC-aided NG-MIMO systems, and examine a spectrum of architectures including massive MIMO (mMIMO), cell-free mMIMO (CF-mMIMO)/user-centric CF-mMIMO, extremely large-scale MIMO (XL-MIMO), holographic MIMO (H-MIMO), and movable antennas (MA). Beyond fundamentals, we introduce architectural patterns (centralized, distributed, and hybrid) to clarify orchestration and control/data-plane design, and deepen the discussion of RIS-aided systems (phase optimization, CSI overhead) and XL-MIMO (near-field propagation, visibility regions). We further review the convergence with emerging technologies including UAVs, RIS, NOMA, SWIPT, energy harvesting, and AI/ML-driven optimization, highlighting joint communication-computation strategies that enhance coverage, efficiency, and robustness. Practical relevance is reinforced through empirical deployment insights and KPI–use-case mappings, including references to key standards and environmental/implementation constraints (synchronization, hardware impairments, power/cooling/backhaul). Finally, we identify open problems and research directions that are critical to realizing intelligent, adaptive, and energy-efficient MEC-aided NG-MIMO networks on the path to 6G
Letture oblique della sala buia
Recensione del volume Chiuso per noia (Adelphi, 2025) che raccoglie gli interventi di Ennio Flaiano sul cinema tra il 1939 e il 1970. Il volume è curato da Anna Longoni
Integrated experimental and numerical investigation of unsteady aerodynamics and aeroelasticity in horizontal and vertical axis wind turbines
La tesi indaga l’aerodinamica e l’aeroelasticità in condizioni non stazionarie di turbine eoliche ad asse
verticale (VAWT) e orizzontale (HAWT), focalizzandosi sul fenomeno dello stallo dinamico, mostrando come
esso sia presente in entrambe le configurazioni geometriche indipendentemente dalla scala dimensionale.
Da un punto di vista sperimentale, sono state condotte delle misure di velocimetria ad alta risoluzione
temporale per una turbina ad asse verticale di tipo Darrieus con rotore ad H a due pale, in regime di stallo,
tramite la tecnica time-resolved Particle Image Velocimetry. Quest’ultima consente di ottenere i campi
istantanei e medi in fase di velocità, con i quali è possibile descrivere l’evoluzione dinamica dei vortici e
ricavarne i parametri del ciclo di vita. Vengono, inoltre, ricostruite altre metriche rilevanti per il confronto
fra i risultati dei modelli numerici e quelli sperimentali. In particolare, è stato implementato un modello
DMST con correzioni high-thrust e sottomodello di stallo dinamico, i cui risultati sono stati confrontati
con quelli ricavati dalle analisi PIV, con altri dati sperimentali presenti in letteratura e con una simulazione
bidimensionale Reynolds Average Navier-Stokes (RANS), evidenziando il ruolo, potenzialità e limiti dei
modelli d’ordine ridotto nelle condizioni di stallo.
Per le HAWT, il codice aeroelastico AEOLIAN (BEMT + multibody a masse concentrate) viene validato
impiegando una turbina NREL Phase VI (UAE) ed una NREL 5 MW, simulando diverse condizioni: un
flusso a monte del rotore uniforme, la presenza di uno strato limite atmosferico, una direzione del vento non
ortogonale al rotore, e condizioni galleggianti-offshore. L’analisi è estesa anche alla IEA 15 MW realizzando
un confronto fra diverse classi di modelli quali: Blade Element Momentum Theory (BEMT), actuator-line,
free-vortex wake e RANS risolte alla scala delle pale. Le risultanze mostrano che la deformazione torsionale
della pala governa le variazioni locali dell’angolo d’attacco e dei carichi, soprattutto nella porzione esterna
della pala (outboard).
Infine, una revisione sistematica e una calibrazione guidata dalla fisica del modello di Beddoes–Leishman
su profili oscillanti ampliano significativamente il suo campo predittivo.
Contributi principali:
(i) Valutazione sperimentale–numerica blade-level di una Darrieus in regime di stallo.
(ii) Procedura per la determinazione della posizione ed orientamento della pala in ogni immagine PIV,
seguita da una ricostruzione dei campi medi in fase di velocità assoluta, indotta e relativa, della
circolazione, e delle metriche necessarie alla validazione dei modelli numerici nello specifico regime
di flusso.
(iii) Sviluppo e verifica di AEOLIAN per HAWT on/offshore.
(iv) Analisi aeroelastica e verifica di Reference Wind Turbines (RWTs) industriali (NREL 5 MW,
IEA 15 MW) in condizioni complesse.
(v) Rivalutazione e ricalibrazione del modello di Beddoes–Leishman.
Nel complesso, i risultati di questo studio consentono lo sviluppo e la validazione di nuovi modelli industriali
ad alta fedeltà per le turbine eoliche di nuova generazione.A rigorous treatment of unsteady aerodynamics and aeroelasticity are essential to reducing design uncertainty, improving lifetime assessment, and ultimately contributing to lowering the cost of wind energy for
next-generation assets. Wind turbines (WTs), in both horizontal- (HAWT) and vertical-axis (VAWT) configurations, are routinely exposed to unsteady inflow and loading arising from an array of individual/collective
sources, all of which impose varying intensity and characteristics on the blade(s) response.
Aeroelastic simulations of utility-scale HAWTs on floating platforms indicate that induced surge–pitch
motions can advect stall from the blade root towards and above mid-span, with non-negligible fatigue
implications due to the combined effect of stronger elastic response and increased wind shear in these
sections. Dynamic-stall mechanisms are long documented on Darrieus-type WTs (DWTs) at low tip-speed
ratios. Because both configurations share the same class of unsteady physics and are routinely modelled with
Beddoes–Leishman-type dynamic stall closures, a model-scale Darrieus rotor provides an experimentally
accessible analogue for stress-testing and calibrating stall models intended for multi-MW rotors.
This dissertation addresses these issues through two complementary strands that span from bladelevel flow physics to system-level aeroelastic response. First, a time-resolved Particle Image Velocimetry
(PIV) campaign is conducted on a two-bladed H-type Darrieus rotor operating in a stall-dominated regime.
Using a host of experimental methodologies, the statistically converged blade-level quantities are extracted
and the life cycle of vortices across azimuths are documented. The vortex tracking framework quantifies
convection and morphology, enabling a regime-resolved description of vortices in the attached flow, stall
onset, transition to deep stall, and deep stall. These measurements provide blade-resolved, high-temporalresolution reference data for validation purposes. Against this dataset, a Double-Multiple Streamtube
(DMST) model is implemented and tested. While DMST reproduces attached-operation aerodynamics with
small deviations in angle of attack and relative velocity, its predictive capability degrades during stall onset
and transition and in the downwind region, highlighting the need for physics-informed unsteady closures.
The second strand implements and assesses an in-house engineering-fidelity aeroelastic framework,
AEOLIAN, which couples Blade Element Momentum Theory with a Lumped Parameter structural model.
The solver is validated against NREL Phase VI, NREL 5 MW and IEA 15 MW reference WTs under realistic
inflow conditions (sheared, yawed) and, for floating configurations, under individual/combined surge and
pitch motions. Comparative analyses show that AEOLIAN faithfully reproduces higher-fidelity outcomes in
most operating regimes, while revealing systematic discrepancies in root and tip regions where separation
and induction modelling are most challenging. Coupled aeroelastic analyses emphasize the role of blade
torsion in shaping local angle of attack and loads, especially in the outboard span of more flexible blades.
The Beddoes–Leishman dynamic stall model is also revisited, with its theoretical structure clarified
and its calibration examined on canonical pitching-airfoil datasets. Physics-informed tuning improves its
performance in thicker profiles, but also delineates its remaining limitations in deep stall.
The dissertation shows that carefully designed experiments, disciplined blade-level metrics, and judicious
engineering-fidelity models can be brought into quantitative agreement where it matters for design. It
delivers a high-quality experimental benchmark for stall-dominated DWT aerodynamics, a validated modular
aeroelastic framework for utility-scale HAWTs in fixed and floating operation, and refined guidance on the
use and calibration of a dynamic-stall closure
Trophic drivers of organochlorine and PFAS accumulation in Mediterranean smooth-hound sharks. Insights from stable isotopes and human health risk
Commercial smooth-hound sharks of the genus Mustelus are commonly landed and consumed in Mediterranean fisheries, raising concerns about potential human exposure to persistent contaminants. This study investigated the occurrence of organochlorine compounds (OCs), including hexachlorobenzene (HCB), dichlorodiphenyltrichloroethane (DDT) and its metabolites, and polychlorinated biphenyls (PCBs), together with per- and polyfluoroalkyl substances (PFAS), in muscle and liver tissues of Mustelus mustelus and Mustelus punctulatus collected in the waters of the Egadi Archipelago (central Mediterranean Sea). OCs were detected in all analyzed samples, with total PCB concentrations reaching higher values in liver compared to muscle tissues, reflecting tissue-specific accumulation and detoxification processes. PFAS were detected in all analyzed muscle samples (1.10–58.5 ng/g w.w.), with PFOS, PFOA and PFNA generally below current European regulatory thresholds, although isolated exceedances were observed. Stable isotope analysis (δ13C and δ15N) highlighted differences in trophic ecology between the two species and suggested that feeding habitat and trophic position may influence contaminant exposure patterns, particularly in M. punctulatus. The human health risk assessment, conducted as a screening-level evaluation, indicated potential concern associated with PCB concentrations in liver tissue, while risks associated with muscle consumption were generally lower. Overall, the integration of contaminant analysis and stable isotopes provides insights into organismal exposure pathways and supports the use of smooth-hound sharks as sentinels of contaminant presence in Mediterranean coastal ecosystems
Associazione tra Psoas Muscle Index, Densità dello Psoas e complicanze post-operatorie nella chirurgia colo-rettale oncologica in urgenza
Introduzione:
La sarcopenia, definita come la perdita progressiva di massa e qualità muscolare, rappresenta un
importante predittore di fragilità e di outcome avversi in chirurgia. Nei pazienti oncologici, la
riduzione della massa muscolare misurata radiologicamente, in particolare attraverso lo Psoas Muscle
Index (PMI), la Psoas Muscle Density (PMD) e l’Intramuscular Adipose Tissue Content (IMAC), è
stata associata a un aumento della morbilità e mortalità postoperatorie. Tuttavia, i dati relativi alla
chirurgia colo-rettale in urgenza risultano ancora limitati.
Obiettivi dello studio:
Valutare l’associazione tra PMI, PMD e IMAC e l’incidenza di complicanze postoperatorie e
mortalità nei pazienti sottoposti a chirurgia d’urgenza per neoplasia colo-rettale complicata.
Materiali e Metodi:
Studio osservazionale prospettico monocentrico condotto presso la Chirurgia d’Urgenza del
Policlinico Umberto I di Roma, su 67 pazienti operati in urgenza o urgenza differibile per cancro
colo-rettale complicato (occlusione, perforazione, sanguinamento o ascesso). Sono stati raccolti dati
demografici, clinici e radiologici. PMI, PMD e IMAC sono stati calcolati a livello della vertebra L3
su TC preoperatoria. Gli outcome considerati erano le complicanze postoperatorie (Clavien–Dindo
≥III) e la mortalità ospedaliera. Le analisi statistiche hanno incluso modelli di regressione logistica
uni- e multivariata, curve ROC e Decision Curve Analysis (DCA).
Risultati:
L’età media del campione era di 72,1 ± 12,1 anni; il 58,2% era di sesso maschile. La mortalità
ospedaliera è stata del 19,4%, mentre le complicanze maggiori si sono verificate nel 26,9% dei
pazienti. All’analisi univariata, PMI, PMD, ASA, mFI e mGPS risultavano significativamente
associati agli outcome avversi. All’analisi multivariata per la mortalità ospedaliera, nessuna variabile
raggiungeva la significatività statistica, pur mantenendo lo stesso trend osservato nella univariata,
mentre nel modello multivariato delle complicanze maggiori (CD≥3), nessuna variabile raggiungeva
la soglia di significatività.
Conclusioni:
Il Psoas Muscle Index rappresenta un utile e semplice indicatore radiologico per identificare
preoperatoriamente i pazienti ad alto rischio di complicanze e mortalità nella chirurgia colo-rettale
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oncologica in urgenza. La combinazione di indici quantitativi e qualitativi della massa muscolare,
integrata agli score clinici di fragilità, può migliorare la stratificazione del rischio e orientare strategie
personalizzate di ottimizzazione perioperatoria
Harmonic focus, ligasure small jaw e thunderbeat open fine jaw negli interventi di tiroidectomia totale in pazienti affetti da carcinoma differenziato della tiroide: analisi comparativa degli outcomes chirurgici
Il carcinoma della tiroide è la più frequente neoplasia del sistema endocrino e costituisce circa il 4% di tutte le nuove diagnosi di neoplasia maligna. La chirurgia costituisce il pilastro del trattamento dei pazienti affetti da tale patologia e ne consegue che la tiroidectomia rappresenti l’intervento chirurgico più praticato nell’ambito dell’endocrinochirurgia. Tra le innumerevoli innovazioni tecnologiche di cui si è arricchita la chirurgia della tiroide negli ultimi decenni vi è l’impiego dei dispositivi di dissezione/sintesi vasale (energy-based devices) che rispondono all’esigenza di garantire un adeguato controllo dell’emostasi e ottenere, grazie alla velocizzazione del gesto chirurgico, una riduzione dei tempi operatori. Materiali e metodi: Obiettivo di questo studio prospettico randomizzato è stato quello di comparare Harmonic Focus (gruppo A), Ligasure Small Jaw (gruppo B) e Thunderbeat Open Fine Jaw (gruppo C) negli interventi di tiroidectomia totale eseguiti in pazienti affetti da carcinoma differenziato della tiroide in termini di outcomes chirurgici. Risultati: Un totale di 150 pazienti sono stati sottoposti a tiroidectomia totale per carcinoma differenziato della tiroide: 50 pazienti nel gruppo A (Harmonic Focus), 50 pazienti nel gruppo B (Ligasure Small Jaw), 50 pazienti nel gruppo C (Thunderbeat Open Fine Jaw). I dati demografici e i rilievi istopatologici sono risultati essere omogenei nei tre gruppi in assenza di differenze statisticamente significative. Tra i tre gruppi non sono state rilevate differenze statisticamente significative per quanto riguarda l’incidenza di complicanze, la durata della degenza, la quantità del contenuto dei drenaggi e la richiesta di terapia antalgica aggiuntiva. La differenza nella durata dell’intervento chirurgico è risultata statisticamente significativa tra il Gruppo C e i gruppi sia A (p-value ≈ 0.0047) che B (p-value ≈ 0.02). Altro dato che ha raggiunto la significatività statistica è stato il VAS score e le differenze tra il gruppo A e il gruppo C (p = 0.002) e tra il gruppo B e il gruppo C (p = 0.00002) sono risultate significative. Conclusioni: Nel nostro studio tutti i dispositivi si sono dimostrati sicuri ed efficaci negli interventi di tiroidectomia totale sutureless: l’incidenza di complicanze è stata infatti comparabile tra i tre gruppi. Tuttavia, il Thunderbeat ha dimostrato di garantire tempi operatori più brevi e di essere associato a un minor dolore post-operatorio. Nonostante i limiti del nostro studio, i risultati ottenuti rappresentano un contributo in un ambito ancora poco esplorato e tali evidenze potranno costituire la base per futuri studi volti ad ampliare ed approfondire le osservazioni emerse
Addressing long-term care risk through pension-linked insurance in the Italian context: a stochastic approach using severance pay scheme
This paper addresses the growing challenge of long-term care (LTC) dependency in aging populations by proposing the integration of LTC insurance with pension funds through the allocation of severance pay. A stochastic model is introduced to evaluate the financial sustainability and effectiveness of this approach, using Monte Carlo simulations to analyse the trade-offs between pension income and LTC benefits. The findings emphasize the need for welfare reforms and improved health and financial literacy to ensure broader adoption of LTC solutions, contributing to a more sustainable and equitable management of aging-related risks
Gastric preneoplastic and neoplastic conditions: endoscopic evaluation, histopathological characterization, and assessment of neoplastic risk.
Gastric preneoplastic conditions, including chronic atrophic gastritis and gastric intestinal metaplasia, represent the histopathological substrate from which gastric dysplasia and adenocarcinoma may develop. Among these, corpus atrophic gastritis (CAG) is a condition of increasing clinical relevance due to its pathophysiological complexity and neoplastic potential. This doctoral thesis aimed to provide an integrated characterization of CAG through four main research areas. First, an endoscopic evaluation of gastric preneoplastic conditions was conducted using electronic chromoendoscopy, identifying specific mucosal patterns associated with active or past Helicobacter pylori (H. pylori) infection and validating the EGGIM system for the staging of gastric intestinal metaplasia. Artificial intelligence models based on Support Vector Machine and Convolutional Neural Networks were developed to stratify neoplastic risk and automatically recognize gastric intestinal metaplasia in endoscopic images. Second, longitudinal histological changes of the gastric mucosa were analyzed, assessing differences according to H. pylori infection status and the presence of autoimmune features. Third, the therapeutic management of chronic and atrophic gastritis was investigated, with particular attention to H. pylori eradication regimens in patients with CAG. Finally, the incidence and predictors of gastric neoplastic lesions were evaluated, as well as the risk of gastric cancer in first-degree relatives of patients affected by gastric adenocarcinoma. Overall, this doctoral project contributes to defining an integrated framework for the management of gastric preneoplastic conditions, in which endoscopic innovation, histopathological evaluation, therapeutic optimization, and computational modeling converge to improve diagnostic accuracy, clinical management, and surveillance of the risk of gastric adenocarcinoma development
Mappatura e consistenza dei Musei del Polo
Lo studio analizza lo stato dei diciannove musei del Polo Museale Sapienza (PMS) attraverso una mappatura sistematica condotta con sopralluoghi, questionari e rilievi grafici. Sebbene l’Ateneo custodisca un patrimonio di eccezionale valore scientifico, la ricerca evidenzia una forte criticità museografica: molti spazi, non progettati per l'esposizione, risultano inadeguati, poco visibili alla città e privi di apparati comunicativi moderni. Il contributo sottolinea la necessità di superare il divario tra cura dei materiali (museologia) e qualità degli spazi (museografia), proponendo un progetto di gestione integrato che trasformi le collezioni in un sistema narrativo organico e accessibile