125878 research outputs found
Sort by
Disciplinary Practices and Labor Accounting in a Southern Italy-Based Swiss Company (1851–1899)
This study focuses on Schlaepfer, Wenner & C., a cotton mill set up by Swiss businessmen around Salerno (Southern Italy) in the 19th century. Such an industrial area had grown so much that it was named the “Manchester of the Two Sicilies.” The paper draws on a wealth of primary sources to examine the disciplinary system and labor accounting, primarily the company’s accounts books, managers’ memories, ministerial documents, magazines, and pamphlets. It explores the role played by timesheets, direct supervision, control of pieces worked, accounts opened at production and labor costs, fines, and the relief fund. This paper enriches the literature on accounting history in two respects. It contributes to the existing literature on labor accounting practices. Subsequently, the paper emphasizes the pivotal role of Swiss businessmen in establishing the textile industry in
Southern Italy, together with the related accounting techniques
Parlato e teorie grammaticali
Varie e numerose sono state le ricerche in questi ultimi anni e più aumentava l’adeguatezza descrittiva del parlato naturale connesso più si evidenziavano fenomeni non registrati anche nelle grammatiche scientifiche. L'allargamento dei dati empirici non obbliga necessariamente a cambiare la teoria, e infatti nonostante gli studi sul parlato siano ben sviluppati da diversi decenni, l’incidenza che essi hanno avuto sui modelli grammaticali è piuttosto marginale. Esiste una sostanziale separatezza tra chi si occupa di parlato spontaneo, qualunque sia la prospettiva, e chi fa grammatica. Dunque, la sfida teorica è quella di costruire un modello unitario che spieghi come uno stesso sistema linguistico permetta forme di grammaticalità diverse, ovvero testi ugualmente grammaticali, ma che sono costruiti seguendo strategie anche molto diverse tra loro a seconda della modalità di comunicazione usata
Real-time neural network-based thermal stress compensation for pressure sensors in precision localization systems
Mezzogiorno borbonico e Mediterraneo orientale. Le Isole Ionie (1797-1807)
Il volume ricostruisce le relazioni diplomatiche del Regno di Napoli con le Isole Ionie nel più ampio quadro della Questione d’Oriente e nel contesto politico europeo, da Campoformio alla pace di Tilsit. La disgregazione dell’impero marittimo di Venezia nell’Adriatico e nello Ionio stimolò non solo le ambizioni delle grandi potenze europee, in particolare della Francia, della Gran Bretagna e dell’Austria, ma anche quelle della monarchia borbonica napoletana e della sua diplomazia, che aveva l’obiettivo di un possibile scambio di Corfù e delle altre isole con lo Stato dei Presidi di Toscana.
L’azione della diplomazia napoletana in queste vicende viene messa in luce attraverso l’opera di figure di notevole spessore, quali Marzio Mastrilli, marchese del Gallo, plenipotenziario a Leoben e a Campoformio, l’incaricato d’affari a Costantinopoli Costantino Ludolf, il diplomatico e plenipotenziario Antonio Micheroux, come pure, anche se a un livello minore, il console a Corfù Leonardo Grattagliano. Attraverso una vasta documentazione archivistica, perciò, si ripercorrono tutte le tormentate fasi di una vicenda che giunse fino alla costituzione, e poi alla caduta, della Repubblica delle Sette Isole Unite dello Ionio
Ai confini tra evidenzialità e miratività: usi d’apparenza dei verbi sintagmatici di movimento con fuori
La classe dei verbi d’apparenza costituisce una delle principali strategie evidenziali in italiano. Al suo interno sono annoverati alcuni verbi sintagmatici di movimento con la particella fuori. La nostra ipotesi è che le caratteristiche azionali di
questi ultimi li rendano adatti non solo a codificare valori evidenziali, ma anche
la sorpresa del parlante, ovvero valori mirativi. Il nostro obiettivo è offrire una
prima analisi di questi verbi sintagmatici per verificare se esprimano sia evidenzialità che miratività, e in che rapporto siano queste due categorie nella classe
dei verbi d’apparenza. La ricerca, condotta su 200 occorrenze delle costruzioni
impersonali di questi verbi su itTenTen20, rivela che essi esprimono sia significati
evidenziali che mirativi, e che gli elementi del contesto rendono possibile mettere
in primo piano alternativamente uno dei due significati. Inoltre, la loro natura
azionale e, più in generale, le loro caratteristiche semantiche li qualificano come
verbi di “apparizione” piuttosto che di “apparenza”, e ciò suggerisce la necessità di
ridiscutere la strutturazione interna della classe dei verbi d’apparenz
Spontaneous motor investment in the bio-psycho-social perspective: video modeling for an inclusive embodied training
In a productivedialogue between pedagogy and neuroscience, this contribution places re-flections around the themes of inclusion in a bio-psycho-social key and motor learning in an ecological dynamic perspective, in an epistemological and practical parallelism that enhances the complex, dynamic and non-linear nature of individual/environment interaction pro-cesses. The observation of spontaneous motor investment represents a valuable opportunity to understand movement initiatives and their underlying motivation, as well as to identify emerging competences, the starting point for designing meaningful movement and rela-tionship experiences. This preliminary exploratory study involved the administration of an ad hocstructured questionnaire that systematises the advantages of video modelling found in the literature. With the aim of investigating the efficacy of video modelling as an experiential training tool for future support teachers, the survey involved 179 students attending the la-boratories of Methods and didactics of motor-sports activities of university specialisation courses for support. The average values, always close to the maximum value, indicate the general tendency of the sample to identify in the mediated observation of motor and relational behaviour a strategy capable of enabling, in the process of observa-tion/perception/simulation/action, an effective reading of the student’s emerging compe-tences and of directing interventions, in the field of motor activities, effectively placed in the zone of proximal development of each individual
Electrical Characterization of Vanadium Flow Battery-Cell Test Facility (VFB-CTF): Early Results and Methods for Scaling Up
PERCEPTION OF TEACHING ACTION: CHROMATISMS OF SIMPLEXITY
L’azione didattica è un processo complesso e adattivo, in cui il
docente dovrebbe considerare le peculiarità dei discenti con metodi
diversificati e seguendo logiche prassiche non lineari. Il lavoro, nello
specifico, propone un disegno di ricerca sull’interconnessione tra la
teoria dei sei cappelli di De Bono e il paradigma della semplessità di
Berthoz, per rendere i futuri docenti più consapevoli circa il proprio
modo di riflettere e agire, promuovendo un’educazione inclusiva e
adattabile a tutti e ciascunoDidactic action is a complex and adaptive process, in which the
teacher should consider the students' individual characteristics
through diversified methods and non-linear logics. The paper
proposes a research design focused on the interconnection between
De Bono’s Six Thinking Hats theory and Berthoz’s paradigm of
simplexity. It aims to make participants more aware of their way of
thinking and acting, thus promoting an inclusive and adaptable
education for everyone
IL PIÙ RECENTE DIALOGO TRA CORTI NEL GOVERNO DELLE MIGRAZIONI. NOTE MINIME
Il presente contributo ha ad oggetto la comparazione tra la sentenza della UK Supreme Court
sui ricorsi contro il «Safety of Rwanda (Asylum and Immigration) Act 2024» e quella della Corte costituzionale
albanese sui ricorsi contro il «Protocollo Italia-Albania per il rafforzamento della collaborazione in materia
migratoria». Le riflessioni riguarderanno le tecniche decisorie delle due Corti, con riguardo al dialogo con le
‘altre’ ed ‘Alte’ Corti. Si verificherà se le modalità di ricorso alla tecnica dialogica creano effetti differenti
sulla tutela dei diritti fondamentali dei migranti. Se la Corte britannica costruisce un delicato bilanciamento
massimizzante la tutela di tali diritti, la Corte albanese, invece, pare rimandare la definizione degli aspetti
giuridici concreti dell’accordo alla dialettica politica, precludendosi una sentenza dagli effetti più espansivi.
In conclusione, dopo alcune considerazioni di giurisprudenza costituzionale comparata, utili a delineare la
comparabilità delle sentenze esaminate, a partire da alcuni arresti della Corte costituzionale italiana si
verificheranno nuovi e diversi spazi interpretativi in materi