Roma Tre University

Archivio della Ricerca - Università di Roma 3
Not a member yet
    132051 research outputs found

    New perspectives for teacher training: peer training through observation-reflection processes/Nuove prospettive per la formazione degli insegnanti: la formazione tra pari attraverso processi di osservazione-riflessione

    No full text
    International literature has long argued that the most effective programs for initial and in-service teacher training are those that involve them in cyclical processes of action and reflection. This involves moving from a delivery-transmission type of training to forms that involve strong interaction between the subjects involved and full immersion in real contexts. At the same time, in order to intervene in everyday contexts, it is necessary to provide teachers with the essential skills to observe, describe, analyze, reflect, and develop controlled intervention plans for problem solving. Teachers today are required to be able to manage a multidimensional process that requires a combination of disciplinary, methodological-didactic, communicative-relational, organizational, reflective, and research skills

    Linear Realisability over nets: multiplicatives

    No full text
    We provide a new realisability model based on orthogonality for the multiplicative fragment of linear logic, both in presence of generalised axioms (MLL+) and in the standard case (MLL). The novelty is the definition of cut elimination for generalised axioms. We prove that our model is adequate and complete both for MLL+ and MLL

    Letteratura per l’infanzia e editoria scolastica nel fondo librario dell’Ufficio della proprietà letteraria artistica e scientifica (1926-1945)

    No full text
    Il presente lavoro ha come obiettivo quello di indagare gli sviluppi dell’educazione e della letteratura per l’infanzia durante il ventennio fascista, attraverso l’analisi del fondo archivistico dell’Ufficio della proprietà letteraria artistica e scientifica, oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato. Formato dalla sedimentazione delle opere pervenute all’Ufficio a seguito del Regio decreto del 7 novembre 1925 n. 1950, il quale, riformando il diritto d’autore, assegnava a questo ente il compito di registrare i lavori per i quali veniva richiesta la tutela e di depositare un esemplare di questi presso i suoi locali, il fondo archivistico conserva al suo interno un grande numero di materiale a stampa relativo ai più vari settori della cultura italiana dal 1926 ̶ anno effettivo dell’inizio delle sue attività ̶ al 1945, comprendendo anche due sezioni denominate Letteratura per l’infanzia e la gioventù e Testi scolastici, oggetto di questo studio. Dopo la ricostruzione dei vari passaggi relativi alla storia del diritto d’autore in Italia che, partendo dall’età preunitaria, arriva al provvedimento del 1925 e alla successiva legge del 22 aprile 1941 n. 633, la ricerca offre un quadro degli interventi archivistici precedentemente svolti sul fondo e di quelli portati avanti nel corso del periodo di dottorato. Sotto il piano storico-educativo il lavoro, prendendo in esame le due sezioni precedentemente nominate, si è basato sull’analisi degli aspetti legati alla propaganda del regime, esaminando attraverso i testi presenti nel fondo, coadiuvati dallo studio di altre fonti, il coinvolgimento dell’infanzia nel periodo autarchico e della lotta contro le sanzioni. Di grande rilevanza è stata poi la ricostruzione del racconto storico a fini educativi, la cui analisi si è incentrata su alcune grandi figure della storia nazionale. A conclusione lavoro, in una prospettiva di ricerca futura, si è voluto brevemente esaminare il settore dei testi per le vacanze, molto numerosi nella sezione Testi scolastici

    Sull'it. anglosassone in rapporto all'ingl. Anglo-Saxon

    No full text

    SELF-NARRATIVE AS AN ORIENTATION TOOL AIMED AT PROMOTING THE PROFESSIONAL DEVELOPMENT OF SPECIALIZED TEACHERS: RESULTS OF A QUALITATIVE STUDY

    No full text
    This paper describes a training and research experience in the field of Special Needs Education, emphasizing the significance of autobiographical narratives as a tool for self-reflection and professional development among educators. The study analyzes a corpus of over 500 autobiographical narratives, collected across multiple cycles from 2020 to 2024, to explore how participants recognize both their own needs and those of others. By engaging in self-narration, educators undergo an introspective process that enhances their individual awareness and provides opportunities to address external demands and pressures. Qualitative analysis, conducted using NVivo software, reveals a complex set of motivations underlying the renunciation expressed by participants. The predominance of internal, controllable factors over external ones suggests that many educators are strongly influenced by reciprocal expectations and socially recognized models. These elements play a significant role in shaping their professional choices, personal identities, and aspirations. The study particularly highlights the role of familial and social expectations, showing how educators – as influential figures – can have a substantial impact on the trajectories of emerging generations. This dynamic underscores the importance of a pedagogical approach that acknowledges and values both individual and collective dimensions

    Percorsi editoriali dell’albo illustrato: pratiche didattiche al MuSEd

    No full text
    L’albo illustrato, quale oggetto che si configura sempre più come il risultato della collaborazione fra molteplici competenze professionali e prospettive progettuali, conosce in tempi recenti una fioritura straordinaria. Per questo motivo, una riflessione in profondità sulle forme e i linguaggi attraverso cui esso comunica ci appare indispensabile oggi nei percorsi formativi dei futuri educatori non soltanto sul piano teorico-culturale, ma anche sul fronte metodologico-didattico per la costruzione di un sapere utile a orientarsi consapevolmente dinnanzi a una vivace e variegata produzione editoriale. Questa tipologia di libro rappresenta, infatti, una preziosa risorsa educativa nel percorso di crescita dei bambini. Grazie al particolare linguaggio della narrazione verbo-visuale, i piccoli lettori sviluppano insospettabili abilità di lettura che i professionisti impiegati nei servizi educativi per la prima infanzia possono sollecitare attraverso la conoscenza delle potenzialità di questo peculiare congegno narrativo. Consapevoli di ciò, una parte consistente dell’insegnamento di Letteratura per l’infanzia di cui siamo titolari nell’ambito del Corso di Laurea in Educatore di Nido e dei Servizi per la Prima Infanzia (EduNido) presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Università Roma Tre, è finalizzato alla costruzione di specifiche competenze in questo campo sia monitorando la produzione contemporanea, sia affinando strategie per una proposta letteraria di qualità. A questo scopo, il corso di Letteratura per l’infanzia prevede sessioni seminariali in collaborazione con il Museo della Scuola e dell’Educazione “Mauro Laeng” (MuSEd), nel quale promuoviamo percorsi diversificati a contatto con l’albo illustrato. Tra questi, ci preme ricordare la partecipazione degli studenti in qualità di membri della giuria al Premio Malerba per l’albo illustrato e le attività di lettura ad alta voce all’interno del Fondo Poesio. Il Fondo, acquisito nel 2019, consta di una parte significativa della biblioteca personale di Carla Poesio e contiene quasi 2700 pubblicazioni per bambini e ragazzi, raccolte di fiabe, albi illustrati, testi di divulgazione scientifica per lo più editi a partire dagli anni Settanta/Ottanta del Novecento, più alcuni numeri di riviste specializzate come «Schedario» e «LiBeR». All’interno di questo corpus, vi sono anche interi cataloghi di editori che alle soglie del XXI secolo hanno rinnovato la produzione italiana dell’albo illustrato, come pure troviamo le grandi collane di narrativa per bambini e ragazzi degli anni Ottanta e Novanta. Le attività laboratoriali svolte in questo particolare contesto consentono il contatto materiale con i libri, l’hand on, il percepirne la consistenza per stabilire un vero e proprio “apprendistato oggettuale” che va nella direzione di considerare questi prodotti culturali caleidoscopici «opere d’arte totali» perché promotori di esperienze creative di notevole intensità

    Characterization and evaluation of commercial biochar for surface water purification

    No full text
    Biochar is a promising material for carbon storage and water purification, particularly for heavy metal removal. The transition from laboratory studies to real-world applications remains challenging due to variability in commercial biochar properties and lack of testing on multi-contaminant matrixes. The study aims at bridging such a gap by characterizing and testing nine commercial biochar in the real case scenario of the area surrounding the decommissioned Malagrotta landfilling site (Latium region, central Italy). The area is notorious for legal, social, health and environmental issues. Periodic monitoring performed by local authorities classifies chemical water quality as scarce. In this context, the effect of environmental water-biochar interactions was tested on surface water samples. Biochar multi-method characterization was carried out through optical microscopy, SEM, EDX spectroscopy, X-ray diffraction, ICP-MS, pH-electric conductivity and FT-IR spectroscopy. Biochar characterization allowed systematic comparison not possible trough commercial labels: bulk composition is carbonaceous (78–92 %); mineralization mostly consists of calcite (<8 % for most samples); heavy metal contaminants are present (up to >100 ppm for Chromium and Zinc); pH ranges from 8 to 12, bearing exponential relationship with electrical conductivity (EC230–2417 μS); FT-IR spectra testify high aromaticity and variability in oxygenated (≈1700 cm-1) functional groups, less abundant in pyro-gasification-produced biochar compared to pyrolysis-produced ones.Contrary to expectations, trace pollutant concentrations in Malagrotta waters are within legal limits. Thus Malagrotta case study explores bottom thresholds for surface water treatment using biochar. Low trace contaminant concentrations hinder detection of adsorption phenomena. Moreover, leaching tests utilising drinking water and high biochar dosage (10 g/L) demonstrate biochar's safety, as leaching is limited to few μg/L. These results are instrumental in elaborating biochar specific water treatment regulations

    Assessment of invasion dynamics and impact of the alien Ludwigia species on freshwater ecosystems in Italy

    No full text
    Gli ecosistemi d’acqua dolce forniscono una serie di servizi ecosistemici e coprono un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità. Nonostante la loro importanza, sono tra gli ambienti più minacciati a causa dello sfruttamento antropico, del cambiamento climatico e delle invasioni biologiche, a cui sono particolarmente suscettibili. Le invasioni biologiche, cioè la diffusione di specie al di fuori del proprio areale nativo, sono una delle cause più importanti di perdita di biodiversità a livello mondiale, e gli ecosistemi acquatici sono particolarmente vulnerabili ad esse a causa della grande disponibilità di risorse e alto dinamismo ambientale, spesso causato dalla pressione antropica. Le piante aliene invasive, infatti, sono note per essere specie opportunistiche, altamente competitive, che possono sfruttare i “gap” creati dal disturbo antropico, vincendo la competizione con le specie native, e disturbando l’equilibrio ecosistemico, alterando la struttura delle comunità e riducendo la biodiversità locale. Due specie Sudamericane del genere Ludwigia, L. hexapetala e L. peploides subsp. montevidensis, mostrano un carattere invasivo fuori dal loro areale nativo, presentandosi come delle minacce alla conservazione degli ambienti d’acqua dolce e della loro biodiversità. Introdotte in Europa e in Italia come piante ornamentali, entrambe le specie possono diffondersi rapidamente, colonizzando habitat acquatici e spondali. Essendo le due specie morfologicamente molto simili, in particolare allo stato vegetativo e quindi in assenza di fiori, sono state talvolta confuse l’una con l’altra, generando segnalazioni errate. Entrambe le specie mostrano elevata plasticità ecologica e i tratti tipici delle piante aliene invasive, come rapida crescita vegetativa, alta produzione di semi, e il rilascio di sostanze allelopatiche nell’ambiente circostante, caratteristiche che gli permettono di formare densi popolamenti monospecifici nelle aree invase, dove alterano negativamente la qualità dell’acqua e vincono la competizione con le piante native. In Italia, nonostante la loro invasione rappresenti una potenziale minaccia alla conservazione di habitat appartenenti alla rete di Natura 2000, sono disponibili solo dati frammentari sullo specifico impatto di queste specie aliene sull’ecosistema acquatico invaso e sulle relative comunità vegetali native. Affrontare questa invasione è urgente, data la vulnerabilità di questi ecosistemi già minacciati. In tale contesto, il presente progetto di dottorato è finalizzato a valutare le caratteristiche e il comportamento invasivo delle due specie aliene di Ludwigia, quantificando il loro impatto sugli ecosistemi d’acqua dolce in Italia. Il progetto si è sviluppato in sei fasi successive. La prima fase è consistita nello studiare le differenze morfologiche tra L. hexapetala e L. peploides subsp. montevidensis, le due specie aliene di Ludwigia presenti in Italia, per trovare caratteri vegetativi che permettano la distinzione tra le due specie anche in assenza di fiori. Allo scopo è stata sviluppata una chiave dicotomica per il loro riconoscimento tassonomico. La seconda fase ha previsto la determinazione dei principali fattori ambientali che favoriscono l’invasione di L. hexapetala. Le caratteristiche ambientali di siti acquatici dove questa specie era presente sono state analizzate. I risultati hanno mostrato che sebbene L. hexapetala possa crescere in un ampio range di condizioni ambientali, preferisce siti disturbati, con acque calde, poco profonde, alcaline, poco ossigenate e moderatamente ricche in ioni e nutrienti, specialmente fosfati. La successiva fase è consistita nel valutare l’impatto di L. hexapetala su una specie nativa vulnerabile, la pianta acquatica carnivora Utricularia australis. Un esperimento di competizione in laboratorio è stato effettuato allo scopo, utilizzando vasche dove le due specie sono state fatte crescere sia insieme (arene vegetali) che separate (vasche di controllo). Ludwigia hexapetala ha alterato significativamente la qualità dell’acqua nelle vasche sperimentali, riducendo la disponibilità di ossigeno e incrementando la conducibilità, allo stesso tempo ostacolando la crescita di U. australis e rilasciando sostanze allelopatiche in acqua. La quarta fase ha previsto la valutazione dell’impatto di L. hexapetala sugli ecosistemi d’acqua dolce in Italia. Sono stati campionati 50 siti selezionati in corpi idrici dove la specie era presente, e in ogni sito sono stati registrati i parametri ambientali e la presenza e abbondanza di specie vegetali. I risultati hanno mostrato che, in ambienti acquatici, un aumento nella copertura di L. hexapetala è significativamente correlato a un decremento della diversità vegetale locale, mentre gli ambienti spondali hanno mostrato una maggiore resistenza all’invasione, specialmente in siti con comunità vegetali stabili e diversificate. Nella quinta fase è stata valutata la compatibilità ambientale dei siti acquatici dove cresce la congenerica nativa L. palustris con l’eventuale invasione delle due specie aliene di Ludwigia. Non è stata trovata alcuna sovrapposizione tra i parametri ambientali di habitat colonizzati dalla specie nativa e quelli con l’invasiva L. peploides, mentre sono state trovate somiglianze significative con gli habitat invasi da L. hexapetala; questo risultato suggerisce che L. hexapetala può rappresentare una reale minaccia alla conservazione di questi habitat acquatici. Nella sesta e ultima fase sono state valutate per L. hexapetala alcune strategie di controllo, in particolare l’eradicazione manuale della specie da un sito test, con il fine di quantificare sia il tempo di ricolonizzazione della specie aliena che l’eventuale recupero locale delle comunità vegetali native. La rimozione della specie è stata efficace nel ridurne la copertura percentuale nel lungo termine, ma non si è rivelata sufficiente per permettere un incremento in ricchezza di specie vegetali, suggerendo che dopo una eradicazione meccanica della specie aliena sia necessaria anche una successiva fase di piantumazione di specie native. Attività di ricerca future potranno includere l’integrazione dei dati ecologici su L. hexapetala con quelli relativi a L. peploides per permettere un confronto tra le due specie, studi di distribuzione e di nicchia per valutare l’eventuale cambiamento nelle preferenze ecologiche di queste specie al di fuori del loro areale nativo, e inoltre la realizzazione di altri esperimenti di competizione per valutare l’impatto delle specie aliene di Ludwigia su altre piante acquatiche native d’interesse, come la congenerica L. palustris.Freshwater ecosystems offer a variety of ecosystem services and play a crucial role in biodiversity conservation. Despite their importance, they are among the most threatened ecosystems due to human exploitation, climate change, and biological invasions, to which they are particularly susceptible. Biological invasions, meaning the spread of species outside their native range, are one of the major drivers of native biodiversity loss worldwide, and freshwater ecosystems are particularly vulnerable to them due to high resource availability and high environmental dynamism, often caused by human pressure. Invasive alien plants, in fact, are known to be opportunistic and highly competitive species that can take advantage of gaps created by anthropogenic disturbances, outcompeting native species and disrupting ecosystem balance, altering the structure of communities and ultimately degrading local biodiversity. Two South American species of the genus Ludwigia, L. hexapetala and L. peploides subsp. montevidensis, have recently emerged as invasive threats to the conservation of European freshwater ecosystems and their biodiversity. Introduced in Europe and Italy as ornamental plants, both species can spread rapidly, colonizing both aquatic and riparian habitats. Being morphologically similar, especially in the absence of flowers, the two species have sometimes been confused with one another, generating erroneous reports. Both species exhibit high ecological plasticity and the typical traits of invasive alien plants, such as fast vegetative growth, high seed production, and the release of allelopathic compounds in the surrounding environment, allowing them to form dense, monospecific populations in invaded areas where they negatively alter water quality and outcompete native plant species. In Italy, their invasion poses a potential threat to the conservation of habitats protected under the Natura 2000 network, yet there are little to no studies assessing their specific impacts on invaded freshwater ecosystems and their native plant communities. Addressing this invasion is urgent, given the vulnerability of these already threatened ecosystems. In this framework, the present PhD project was devised, with the aim to evaluate the characteristics and invasive behaviour of the two alien Ludwigia species, assessing their impacts on freshwater ecosystems in Italy. The project was developed through six consecutive phases. The first phase involved studying the morphological differences between L. hexapetala and L. peploides subsp. montevidensis, the two alien Ludwigia species present in Italy, to find vegetative characters that could allow distinction between the two even in the absence of flowers. An updated identification key based on these characters was developed. The second phase consisted in determining the main environmental drivers favouring the invasion of L. hexapetala. Environmental characteristics of aquatic sites where the species occurred were analysed. Results show that although L. hexapetala can grow in a wide range of conditions, it prefers disturbed sites, with shallow, warm, alkaline and poorly oxygenated waters, moderately rich in ions and nutrients. Then, in the third phase the impact of L. hexapetala on a target vulnerable native species, the aquatic carnivorous plant Utricularia australis, was assessed. An indoor competition experiment was set up using tanks where the two species grew together (plant arenas) and tanks where U. australis grew on its own (control tanks). L. hexapetala caused a significant alteration of water quality, lowering dissolved oxygen and raising conductivity, while negatively impacting the growth of U. australis, and releasing allelopathic substances in the water. The fourth phase involved assessing the impact of L. hexapetala on freshwater ecosystems in Italy; 50 sites in different waterbodies where the alien species occurred were surveyed, evaluating both environmental abiotic parameters and the presence and abundance of plant species. An increase in cover of L. hexapetala was significantly correlated with a decrease in local plant diversity in aquatic habitats, while bank habitats showed some level of resistance to its invasion, especially in sites with a well-established and diversified plant community. The fifth phase consisted in evaluating the compatibility of aquatic habitats where the native congeneric species Ludwigia palustris occurs with the potential invasion of alien Ludwigia species. No environmental overlap was found between sites where the native species occurred and those colonised by L. peploides subsp. montevidensis, while there were significant similarities between the environmental preferences of L. palustris and those of the alien L. hexapetala, suggesting that the latter species represents a greater threat to the conservation of those aquatic habitats. In the sixth and last phase, some control strategies for L. hexapetala were evaluated, eradicating it in a test site to assess its recolonization timing and the eventual recovery of native plant species after the removal of the alien one. Mechanical removal of the species by hand proved to be effective in reducing its percentage cover in the long term, but not enough to increase species richness in the test site, suggesting that the planting of native plants is also needed after the removal process of this alien species. Future research activities may involve integrating ecological data with surveys in sites where L. peploides subsp. montevidensis occurs to compare it with L. hexapetala, distributional and ecological niche studies to assess the potential change in ecological preference of these species when they move from the native to the invaded range, as well as setting up more plant arena competition experiments to evaluate the impact of alien Ludwigia species on different native plants, such as the congeneric L. palustris

    2,308

    full texts

    132,051

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Archivio della Ricerca - Università di Roma 3
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇