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Utilizzo della macinazione a sfere per la modulazione delle funzionalità tecnologiche di amidi di diversa origine botanica
La macinazione a sfere (ball milling, BM) è una tecnologia che negli ultimi anni ha mostrato potenziali applicazioni nella modifica delle proprietà e funzionalità delle biomolecole alimentari. Gli shock meccanici impartiti durante i trattamenti di BM possono indurre modifiche strutturali, alterare le interazioni molecolari e indurre transizioni di fase.
L’amido nativo subisce frequentemente modifiche chimiche o fisiche per superare le proprie limitazioni tecnologiche migliorandone l’applicabilità nel settore alimentare.
L’obiettivo di questo studio è indagare gli effetti del BM sulla funzionalità tecnologica di amidi nativi di diversa origine botanica.
Amidi nativi di mais, patata, tapioca e frumento sono stati sottoposti a BM per tempi variabili (5, 15 e 30 min) a velocità costante. I campioni BM sono stati caratterizzati per % amido danneggiato, proprietà termiche, gelatinizzazione, capacità di assorbimento dell’acqua (WAC), capacità di assorbimento dell’olio (OAC), rigonfiamento (SP) e solubilità (CWS). Le soluzioni di amido nativo e trattato con bm sono state riscaldate per sintetizzare idrogel, valutati per le proprietà reologiche.
Tutti gli amidi soggetti a BM hanno mostrato una temperatura e un’entalpia di gelatinizzazione inferiori rispetto ai rispettivi amidi nativi. Le funzionalità tecnologiche sono state significativamente influenzate dal trattamento BM, con una correlazione positiva con il tempo di trattamento, ad eccezione dell’OAC. L’amido di tapioca trattato con BM ha mostrato uno SP triplo rispetto alle altre varietà, mentre l’amido di patata ha mostrato un aumento della CWS (p < 0,05). La valutazione reologica ha indicato la formazione di gel “deboli”, caratterizzati da un valore inferiore di G’ negli amidi BM rispetto ai riferimenti nativi. Questi cambiamenti nella funzionalità tecnologica sono stati associati al rapporto amilosio/amilopectina e alla dimensionale dei granuli.
Il BM è risultato essere efficace nella modifica delle funzionalità degli amidi inducendo modificazioni strutturali. I risultati ottenuti aprono la strada allo sviluppo di nuovi ingredienti alimentari per formulazioni innovative
Il tempo come lealtà costituzionale. Critica e prospettive della responsabilità relazionale della pubblica amministrazione dopo il TAR Abruzzo n. 85/2025
La sentenza del TAR Abruzzo n. 85/2025 offre un caso paradigmatico di danno da ritardo nella
contrattualizzazione sanitaria, risarcito ai sensi dell’art. 2043 c.c. per violazione dei principi di buon andamento e
imparzialità. Il giudice riconosce un danno patrimoniale calcolato sui tetti di spesa non fruiti, attribuendo la
responsabilità al Comune e alla Regione Abruzzo. La pronuncia, tuttavia, pur collocandosi nel solco dell’Adunanza
Plenaria n. 7/2021, rivela la persistente ambiguità del sistema del danno da ritardo: il tempo è trattato come mero
parametro cronologico, anziché come bene relazionale della legalità amministrativa. La nota propone di superare
l’alternativa tra illecito e obbligo, delineando la figura della responsabilità relazionale della pubblica
amministrazione, fondata sul dovere di lealtà temporale verso il cittadino. In tale prospettiva, il buon andamento
ex art. 97 Cost. si configura come lealtà costituzionale, e la tempestività diventa forma di giustizia sostanziale, non
mero requisito procedurale
Signalling pathways and cellular functions of KDEL receptors: implications in cancer biology
KDEL receptors (KDELRs) are a small family of seven-transmembrane domain proteins primarily localized to the membranes of the Golgi apparatus and endoplasmic reticulum (ER). These receptors are responsible for retrieving ER-resident chaperones that have trafficked to post-ER compartments. Beyond their primary role in retrieval, chaperone binding to KDELRs trigger diverse signalling pathways. These include the activation of protein kinase A, Src tyrosine kinase, and Rab1a/Rab3a that are mediated respectively by the α-subunits Gαs, Gαq, and Gαo of heterotrimeric G-proteins. KDELR-activated signalling pathways regulate intracellular transport of proteins and membranes, extracellular matrix (ECM) degradation, and the formation of membrane protrusions from the plasma membranes. More recently, crosstalk with the EGF receptor has been reported, offering a potential explanation for how chaperones, often overrepresented on the plasma membrane of cancer cells, may contribute to enhanced cell proliferation. Reflecting their established cellular roles, numerous studies have documented significant involvement of these receptors in a broad spectrum of cancers including colorectal cancer, breast tumours, glioblastoma, melanoma, chondrosarcoma, and lung adenocarcinoma. The strong association between KDELRs and cancer is further highlighted by the observed correlation between KDELR expression and immune cell infiltration in tumours. This effect may arise from the influence of KDELRs on the secretory pathway, alongside the immunomodulatory role of KDELR1 within immune cells. In conclusion, endomembrane-initiated signalling through KDELR plays a pivotal role in regulating fundamental cellular processes, maintaining physiological functions, and modulating key aspects of cancer biology
Lavoratori soddisfatti e produttività in aziende private: un'analisi sull'impatto dei processi di conciliazione vita-lavoro e lavoro agile
La tesi analizza la correlazione tra il benessere dei lavoratori e la produttività in contesti lavorativi privati che adottano strutture organizzative innovative basate sulla flessibilità e sul lavoro agile. L’obiettivo è esaminare l’impatto dell’integrazione di modelli organizzativi orientati alla flessibilità e ai risultati, come quelli sviluppati da Phyllis Moen ed Erin L. Kelly, sulla performance lavorativa, con particolare attenzione al ruolo degli orari flessibili nel miglioramento dell’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata e nell’incremento della produttività aziendale.
Lo studio esplora inoltre modelli organizzativi focalizzati sui risultati, piuttosto che sul numero di ore lavorate, analizzando l’effetto delle pratiche organizzative agili e delle politiche di conciliazione vita-lavoro sulla soddisfazione dei dipendenti e sulle loro prestazioni produttive. L’analisi si basa su indicatori quali il turnover del personale e il tasso di assenteismo, integrati da interviste ai dipendenti volte a rilevare le percezioni relative a motivazione, innovazione, qualità delle relazioni interpersonali e stile di leadership.
Sono stati esaminati il livello di soddisfazione lavorativa, l’attitudine verso il lavoro flessibile e la possibile correlazione con il gender gap. I risultati evidenziano che l’adozione di modelli di lavoro flessibili e agili è associata a un aumento della produttività, a una riduzione del turnover e dell’assenteismo e a un miglioramento complessivo della qualità della vita dei dipendenti. La ricerca contribuisce in modo originale al dibattito teorico ed empirico sui modelli organizzativi flessibili, offrendo evidenze utili per la progettazione di politiche di gestione delle risorse umane orientate al benessere e alla performance
La musica sacra e le accademie nel Settecento: dibattiti e ibridazioni rituali
Nella seconda metà del Settecento, numerose accademie e società filarmoniche furono fondate o rifondate per rilanciare il loro ruolo e per creare punti fermi nei processi di rinnovamento sociale e culturale, promossi e sorvegliati dai governi. La vasta messe di regolamenti, cronache e dissertazioni riferibile a quel periodo, spesso poco nota, include anche temi di interesse religioso, quali l’utilità educativa della musica sacra e lo status di chi ne doveva garantire la dignità e l’ortodossia. Nel quadro di dette riforme attuate dal governo asburgico nei ducati di Lombardia, questo contributo evidenzia, attraverso il caso della chiesa di S. Maria del Popolo di Mantova, come la storia materiale e immateriale dei luoghi sacri annessi, per prossimità o per pertinenza, ad accademie e filarmoniche abbia avuto riflessi sulle condizioni di fruizione di eventi non ordinari da parte di diverse fasce sociali, e abbia favorito intrecci, anche musicali, fra rituali civili e liturgici, creando spazi di contatto fra le distantisfere delle scienze e del divino.Sacred music and academies in the 18th century: debates and forms of ritual cross-pollination
ABSTRACT – In the second half of the 18th century, numerous academies and philharmonic societies
were founded or re-founded to revive their role and establish cornerstones in the processes of social and
cultural renewal governments were promoting and overseeing. The extensive collection of regulations,
chronicles, and dissertations from that period, often little known, also includes topics of religious interest
such as the educational utility of sacred music and the status of those responsible for ensuring its dignity
and orthodoxy. This essay examines the case of the Church of S. Maria del Popolo in Mantua to highlight
how, in the framework of these reforms carried out by the Habsburg government in the Duchies of Lombardy, the material and immaterial history of the sacred places attached, or related, to academies and philharmonic societies influenced the conditions for different social groups to access non-ordinary events; they fostered interactions, including musical ones, between civil and liturgical rituals and in so doing created
spaces of contact between the distant spheres of the science and the divine
Industria 5.0 e progettazione territoriale: verso una transizione sostenibile delle infrastrutture critiche
Nel 2015 l’ONU presenta i SDGs, ovvero i Sustainable Development Goals nell’ambito dell’Agenda 2030, il
più importante risultato della Conferenza di Parigi, pensati “per ottenere un futuro migliore e più
sostenibile per tutti” 1 . In riferimento al numero 11, il quale richiama l’attenzione sui contesti urbani al
fine di renderli “inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili”, la presente proposta vorrebbe unire prospettive,
tentativi e idee di progettazione territoriale della Transizione ecologica e della cosiddetta Industria 5.0.
L’Industria 5.0 nasce come un approccio sostenibile, human-centric e resiliente, che si adatta agilmente
alle mutevoli condizioni sociali, di mercato, geopolitiche e tecnologiche. Questo paradigma va oltre i
tradizionali indicatori economici, ampliando i criteri di competitività per includere le esigenze dei
lavoratori e la sostenibilità ambientale.
Si vorrebbero esplorare le opportunità e le sfide di tale paradigma innovativo, introducendolo nel
contesto delle transizioni digitali e verdi per le infrastrutture critiche (CIs). Di fronte alle attuali crisi
ambientali e climatiche, alla crescente domanda di giustizia sociale e alle pressioni geopolitiche globali,
l’Industria 5.0 emerge come un approccio che amplia la visione tradizionale della competitività
economica, integrando la necessità di tutela ambientale e il benessere dei lavoratori.
Nel particolare, la presente proposta si concentra su come l’Industria 5.0 possa favorire una gestione
del territorio più sostenibile e inclusiva, per contribuire a sviluppare una progettualità che emerga dalle
peculiarità dei luoghi e dall’esperienza degli abitanti, coinvolgendoli come co-progettisti e valutatori
degli interventi. Le tecnologie emergenti e i modelli economici alternativi – come la “Doughnut
Economics” di Kate Raworth, che ripensa la crescita all'interno di confini ambientali e sociali, e il
progetto OECD’s RE-CIRCLE, volto a promuovere l’economia circolare – rappresentano esempi
concreti di come l’Industria 5.0 possa integrarsi con nuovi paradigmi di sostenibilità. Attraverso l’analisi
di casi studio e best practice globali, la proposta vorrebbe arrivare a dimostrare come l’Industria 5.0
possa trasformare le infrastrutture critiche in chiave resiliente, facilitando pratiche territoriali che
rispondono alle sfide del cambiamento climatico, della scarsità di risorse e della coesione sociale
Il Banco di Napoli e la storia della cultura economica meridionale: il caso del Bollettino dell’Archivio storico (1950-1965)
DROSOPHILA: THE CENTURY-LONG FLIGHT FROM THE WILD TO THE PATIENT
: Background: Evolutionary conservation of key biological pathways between the fruit fly Drosophila melanogaster and humans and reduced genetic redundancy have long made flies a valuable genetic model organism. Thanks to the arsenal of sophisticated genetic tools developed and refined by the fly community, the use of Drosophila has expanded well beyond basic research. From the fundamental notion that genes are located on chromosomes to modeling human complex diseases such as cancer and neurological disorders, to designing fly "avatar" lines that precisely reproduce the specific mutations found in single cancer patients for personalized medicine, Drosophila continues to fuel biomedical advances. Numerous examples of drug testing in flies have yielded novel drug candidates, new uses for approved drugs, and applications for rapid drug optimization in modern approaches combining biology with medicinal chemistry. Thanks to the effectiveness of "fly pharmacology" approaches, Drosophila is also proficiently used to study the mechanism of action of environmental pollutants that represent a serious concern to human health. This review traces the history of some of the main advances in Drosophila biomedical and cancer research
Flip-PAD integrating laser-scribed platinum-nanozyme for rapid smartphone-based colorimetric determination of ascorbic acid
Background: The development of portable easy-to-use devices to selectively determine antioxidants still represents an open issue; antioxidants, in fact, often coexist and have similar redox reactivity. In this framework, ensuring selective colorimetric reactivity in Paper-based Analytical Devices (PAD) for a single antioxidant compound is a challenge, and the selective determination still requires time-consuming and cumbersome methods. Results: A disposable paper-based device (Flip-PAD) for the rapid and selective colorimetric determination of ascorbic acid (AA) is proposed. The Flip-PAD is equipped with a platinum nanostructured (L-nPt) catalytic paper realized using a CO2 laser, able to oxidize 3,3′,5,5′-tetramethylbenzidine (TMB); the selective inhibition of the reaction by AA gives the analytical signal. The L-nPt paper in the Flip-PAD is coupled with fiberglass loaded with TMB, and assembled in an array format to allow the simultaneous analysis of 5 samples in 1 min; a smartphone camera is used for the RGB signal acquisition. The L-nPt CO2-laser-based synthesis was carefully optimized to maximize the nanozyme (oxidase-mimicking) activity; TMB-catalytic conversion and AA-mediated inhibition were carefully studied via colorimetric, spectroscopic and microscopical analysis. The catalytic conversion of uncolored-TMB in blue-colored TMBox occurs in 1 min, with no additional reagent needed; the AA-induced TMB-catalytic conversion inhibition results in a dye conversion ‘switch-off’ employed as analytical signal. Significance: AA dose-response signal resulted linear from 31 to 250 mg kg−1 (R2 = 0.992), showing a LOD of 6 mg kg−1; analytical performance resulted constant over 6 weeks (RSD = 4 %). The Flip-PAD exploitability was proved for the AA determination in different foods and pharmaceutical samples, returning accurate (recoveries 92−114 %; relative error −11/+4 %) and reproducible (RSD ≤10 %; n = 3) data. The proposed laser-based approach opens new paths for PADs and nanostructured systems development
Clinical, Histological, and Immunohistochemical Insights into a Canine Hepatic Myofibroblastic Sarcoma
Hepatic sarcomas are rare and aggressive tumors in veterinary medicine, with limited reports in the literature. This case report describes a canine hepatic myofibroblastic sarcoma in a 5-year-old spayed female Dobermann. The dog presented with abdominal enlargement and was diagnosed with a large hepatic mass following comprehensive diagnostic evaluations, including blood tests, imaging, and histopathology. Histological and immunohistochemical analyses confirmed the tumor’s myofibroblastic origin, characterized by positivity for markers such as vimentin, glial fibrillary acidic protein (GFAP), nerve growth factor receptor (NGFR), alpha-smooth muscle actin (SMA), and muscular actin (HHF35). Treatment involved a combination of intense-dose chemotherapy using doxorubicin and a subsequent metronomic chemotherapy protocol, which resulted in prolonged survival of over 690 days at the time this manuscript was written. This case highlights the importance of extensive diagnostic and immunohistochemical profiling in the accurate classification of and treatment planning for hepatic sarcomas, and emphasizes the role of advanced veterinary diagnostics in improving patient outcomes. Future studies with larger sample sizes are needed to enhance understanding of the biological behavior and optimal therapeutic strategies for such rare tumors