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    Oldrado da Ponte

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    Oldrado da Ponte, giurista del XIV secol

    La necessità come categoria giuridica: un’ipotesi di lavoro per Jacopo Menochio

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    Nella biblioteca trivulziana di Milano si conserva, in un unico voluminoso manoscritto, il trattato De necessitate, eiusque privilegiis et prerogativis di Jacopo Menochio.L’impostazione scelta da Menochio può essere meglio compresa grazie al confronto con altri trattati cinque-seicenteschi che affrontano temi dalla stessa natura trasversale e articolata (la povertà, la malattia e simili).Benchè l’opera sia incompleta, la lettura si rivela di notevole interesse sia nella prima parte, più rifinita e meditata, dedicata all’introduzione teorica sul concetto filosofico-giuridico di necessità, sia in quella, assai più confusa e frammentaria, in cui l’autore progettava di analizzare in modo analitico i numerosi privilegia, che nell’ambito del diritto si collegano alle diverse concezioni e situazioni di necessità. Proprio il carattere disorganico del codice lo rende anzi di particolare rilievo: oltre a dare un saggio del sapere giuridico del professore pavese, alle prese con un concetto dalle molteplici sfaccettature teorico-pratiche, il testo offre una interessante visione del metodo di lavoro con il quale va costruendosi un trattato su un tema così complesso, e ci mostra il modo in cui un illustre giurista dell’età del tardo diritto comune padroneggia l’immensa mole delle fonti e delle autorità di riferimento per giungere alla soluzione di ogni possibile caso concreto.In the Trivulziana Library in Milan, the treatise De necessitate, eiusque privilegiis et prerogativis, by Jacopo Menochio, is preserved in a single voluminous manuscript.The method chosen by Menochio can be better understood through comparison with other sixteenth-seventeenth century treatises that deal with themes of the same transversal and complex nature (poverty, illness and the like).Although the work is incomplete, the reading reveals itself of considerable interest both in the first part, more refined and meditated, dedicated to the theoretical introduction on the philosophical-juridical concept of necessity, as in the much more confused and fragmentary part, in which the author planned to analytically analyze the numerous privilegia, which in the field of law are connected to the different conceptions and situations of necessity. The very disorganized nature of the code gives it a particularly significant: in addition to providing a sample of the juridic knowledge of the professor from Pavia, dealing with a concept of multiple theoretical and practical facets, the text offers an interesting vision of the working method with which a treatise on such a complex theme is being constructed, and shows us the way in which an illustrious jurist of the late ius commune era masters the immense mass of sources and reference authorities to reach the solution of every possible concrete case

    "L'argomento più arduo ed importante della politica nazionale": la questione romana nelle circolari ministeriali. Corollari e ricadute

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    Nell’ età del Risorgimento e dell’unificazione italiana il tema dei rapporti Stato – Chiesa è costantemente presente nell’azione politica e legislativa del costruendo Stato italiano; per interventi normativi e direttivi, il Governo si serve con molta frequenza della cosiddetta normativa interna, producendo una ingente mole di istruzioni, note e circolari, sia di portata generale sia concernenti situazioni specifiche. Molte sono le circolari Ministeriali concernenti la delicata Questione romana, con le sue diverse ricadute pratiche, come lo svolgimento di processioni, attività caritative, raccolte di fondi e simili, nonché i provvedimenti disciplinari nei confronti dei vescovi ribelli. Sono atti di varia natura e portata, che documentano tuttavia la costante e puntuale attenzione degli organi governativi per tutto ciò che concerne le istituzioni ecclesiastiche e il fenomeno religioso, nel quadro della politica ispirata al principio ‘libera Chiesa in libero Stato’

    La ricerca della paternità deve essere ammessa. La civilistica postunitaria e le riforme del diritto di famiglia. Questioni di diritto transitorio

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    La norma del codice civile italiano del 1865 che prevede il divieto di indagini sulla paternità naturale costituisce una profonda innovazione, sia rispetto alla prassi giudiziaria medievale e moderna, sia rispetto alla legislazione preunitaria di primo Ottocento. La circostanza determina un vasto dibattito dottrinale, con una forte corrente di civilisti impegnati nel chiedere una riforma del codice, ma produce anche una rilevante casistica giurisprudenziale, in relazione soprattutto alla risoluzione di questioni di diritto transitorio. Complessa in specie la situazione dei territori già appartenuti al Lombardo-Veneto e sottoposti in precedenza alla molto diversa disciplina dell’ A. B. G. B. austriac

    Una vita per l'accademia. L'abate Giambattista Pertile professore di Diritto Ecclesiastico

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    si delinea la figura professionale di Giambattista Pertile, professore di diritto Ecclesiastico e Rettore nell'università di Pavia prima e di Padova po

    «Quanto ornamento e splendore». Gli Stati italiani e la tutela del patrimonio storico e artistico in età moderna

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    In the modern age, the idea of property tends to become simpler and more defined than in the past. Likewise, the notion of public assets begins to become more definite. As a consequence, a new perception emerges also in relation with goods of artistic value and their protection. A conflict arises between public needs and the prerogatives of the owner. This paper focuses on the legislative provisions adopted by the Italian States between the Sixteenth and Eighteenth centuries and wonders about the purposes and reasons which move political authorities

    Diritto, Chiesa e cultura nell'opera di Francesco Zabarella. 1360-1417

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    «Oggi è morto il papa!». Con queste parole si dice che Sigismondo del Lussemburgo, re dei Romani, abbia accolto la notizia della scomparsa, sopraggiunta a Costanza il 26 settembre 1417, del cardinale Francesco Zabarella. Canonista tra i maggiori della sua età e docente universitario di fama europea, uomo di Chiesa (canonico e arciprete di Padova, vescovo di Firenze, cardinale dal 1411), diplomatico di vaglia, Zabarella diede un contributo decisivo – dottrinale e politico – al superamento del Grande Scisma d’Occidente, che da un quarantennio lacerava la Chiesa e la società europea, tanto che alcuni – fra i quali, lo si è visto, Sigismondo – preconizzavano sarebbe uscito con la tiara dal conclave che stava per essere convocato. Fu anche uomo di ampi interessi culturali, legato alla memoria – vivissima a Padova – del magistero petrarchesco e in rapporti stretti con umanisti come Coluccio Salutati e Pier Paolo Vergerio il Vecchio. Su tutti questi aspetti di una personalità poliedrica e per più versi eccezionale i saggi raccolti in questo volume apportano contributi nuovi e storiograficamente rilevanti
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