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Giudizio
Il lavoro illustra la disciplina del giudizio, iniziando con gli atti preliminari al dibattimento e concludendo con quelli a esso successivi. Particolare importanza assumono la presentazione delle prove, lo studio dei principi dibattimentali, la disciplina dell’esame diretto e del controesame, la contestazione suppletiva e la sentenza
Prove
Il contributo esamina tutti gli strumenti probatori, con particolare attenzione alle testimonianze, alla prova scientifica e ai documenti, senza ignorare il problema della diffusione dell’invalidità, discutendo la teoria del frutto dell’albero avvelenato
Atti
Sono anzitutto illustrate le nozioni relative agli atti giudiziari e ai provvedimenti giurisdizionali, individuando i requisiti inerenti alla loro documentazione. Successivamente, si esamina la disciplina delle notificazioni e dei termini processuali. Infine si presenta una teoria generale dell’invalidità e si espongono le diverse discipline delle differenti specie che si trovano nel diritto processuale penale
LA "RIVOLUZIONE D'OTTOBRE" DELLA CORTE COSTITUZIONALE E ALCUNE DISCUTIBILI REAZIONI
Ricordati i principali contenuti delle sent. cost. n. 348 e 349 del 24 ottobre 2007, si esamina dapprima una critica dottrinale alle medesime, evidenziando l'inadeguato apparato argomentativo di essa e illustrando il quadro sistematico, tanto costituzionale quanto internazionalistico, in cui la "rivoluzione d'ottobre" si inserisce.
Si prendono poi in considerazione due pronunce della Corte di cassazione che, con esiti opposti sui diritti del contumace, intaccano la ripartizione delle competenze tra giudici comuni e Corte costituzionale nella tutela dei diritti fondamentali, allo scopo di chiarire anche esemplificativamente i limiti dei poteri attribuiti in materia ai primi
La prova acquisita all’estero e la sua utilizzabilità in Italia
Il contributo segnala anzitutto che l’evoluzione dei rapporti internazionali conduce al superamento del principio locus regit actum e all’accoglimento di un sistema informato al principio di tendenziale fungibilità delle giurisdizioni. Vengono quindi esaminate le forme attraverso cui avviene l’inserimento nel procedimento italiano della prova acquisita all’estero, autonomamente o su sollecitazione dell’autorità italiana, da quella straniera, che la può trasmettere in Italia spontaneamente o su richiesta. La formazione del fascicolo per il dibattimento e l’utilizzabilità della prova acquisita all’estero nella fase investigativa, nei riti premiali e nel dibattimento sono oggetto della successiva analisi, volta pure a evidenziare le problematiche collegate alla tutela del diritto di difesa
Interdisciplinarità, diritti fondamentali, informatica: una cornice generale
Le questioni giuridiche inerenti agli apparati informatici spesso concernono gli sviluppi scientifici delle materie cui sono destinati. Al giurista è quindi richiesto un confronto non solo con l’informatica, ma anche con le altre discipline rilevanti per risolvere un concreto problema giudiziario. In ogni caso, le norme che attengono all’uso della tecnologia informatica devono garantire contemporaneamente sia il diritto alla privacy nella raccolta e gestione delle informazioni sia la sicurezza dei dati e dei sistemi informatici, proteggendoli da accessi abusivi. Con specifico riguardo alla prova digitale, non basta poi rispettare i requisiti del giusto processo, ma occorre che siano osservate pure le regole tecniche per il raggiungimento di un’attendibile ricostruzione fattuale: ancora una volta necessitando un approccio interdisciplinare
Diritti fondamentali e dialogo tra le Corti: fantascienza giuridica?
L’iniziale inquadramento del tema evidenzia, tra l’altro, la “natura costituzionale” dei diritti umani e l’efficacia oltre il caso deciso delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Sono quindi esaminati nella prospettiva del dialogo tra le Corti sia i Prot. n. 15 e 16 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo che il Progetto revisionato di accordo concernente l’adesione dell’Unione europea alla medesima Convenzione. Infine, vengono illustrate le prospettive aperte dalla futura entrata in vigore di tali Protocolli e del suddetto Accordo di adesione
Profili di epistemologia giudiziaria
Nel volume, il processo è individuato quale luogo di verbalizzazione dell’esperienza e la concezione semantica della verità viene riconosciuta come la più idonea per mantenere la neutralità epistemologica del processo nel suo svolgersi per la ricostruzione del fatto controverso, il cui conseguimento è funzionale all’emanazione di una sentenza giusta. Dopo avere quindi presentato le opzioni legislative per la disciplina di quel sistema di conoscenza in cui si sostanzia qualunque attività giurisdizionale (civile, penale o ammnistrativa), si procede alla delineazione della concezione dialettica della prova e al chiarimento che la distinzione tra quaestio facti e quaestio iuris, giudizio di fatto e giudizio di diritto, ha carattere metodologico ed è attuata all’interno di un contesto unitario, da cui può volta a volta emergere solo una diversa proporzione tra gli atteggiamenti, comunque presenti, della constatazione e della valutazione giuridica. Si esamina quindi la struttura della prova, definendone le diverse accezioni in ottica epistemologica e illustrando l’uso giudiziario delle massime d’esperienza e delle leggi tanto logiche quanto scientifiche, nonché differenziando la prova in senso stretto dall’indizio. Infine, il fenomeno probatorio viene studiato nella prospettiva dinamica di procedimento volto ad acquisire gli strumenti conoscitivi non vietati dalla legge, pertinenti e rilevanti, sulla cui base il giudice possa compiere le scelte decisorie, esponendo le regole che pure per giungere a queste egli deve osservare
Elementos de epistemología del proceso judicial
Nel volume, il processo è individuato quale luogo di verbalizzazione dell’esperienza e la concezione semantica della verità viene riconosciuta come la più idonea per mantenere la neutralità epistemologica del processo nel suo svolgersi per la ricostruzione del fatto controverso, il cui conseguimento è funzionale all’emanazione di una sentenza giusta. Dopo avere quindi presentato le opzioni legislative per la disciplina di quel sistema di conoscenza in cui si sostanzia qualunque attività giurisdizionale (civile, penale o ammnistrativa), si procede alla delineazione della concezione dialettica della prova e al chiarimento che la distinzione tra quaestio facti e quaestio iuris, giudizio di fatto e giudizio di diritto, ha carattere metodologico ed è attuata all’interno di un contesto unitario, da cui può volta a volta emergere solo una diversa proporzione tra gli atteggiamenti, comunque presenti, della constatazione e della valutazione giuridica. Si esamina quindi la struttura della prova, definendone le diverse accezioni in ottica epistemologica e illustrando l’uso giudiziario delle massime d’esperienza e delle leggi tanto logiche quanto scientifiche, nonché differenziando la prova in senso stretto dall’indizio. Infine, il fenomeno probatorio viene studiato nella prospettiva dinamica di procedimento volto ad acquisire gli strumenti conoscitivi non vietati dalla legge, pertinenti e rilevanti, sulla cui base il giudice possa compiere le scelte decisorie, esponendo le regole che pure per giungere a queste egli deve osservare
La ricostruzione del fatto nel processo penale
Se nell’evoluzione storica è riscontrabile il passaggio dalla concezione della prova come argomentazione a quella della prova come dimostrazione, occorre ora coniugare le due prospettive accogliendo una concezione dialettica della prova. Essa implica il riconoscimento della neutralità metodologica del giudice nella ricostruzione del fatto, che deve però essere ritenuta attendibile per potersi riconoscere la giustizia della decisione. Ma la verità della ricostruzione fattuale, per essere da tutti condivisa, deve conseguire a una neutralità epistemologica del processo, poiché in una società multiculturale non possono essere privilegiate alcune impostazioni filosofico-gnoseologiche rispetto ad altre: risponde a tale esigenza la concezione semantica della verità. Per l’ottenimento di quest’ultima serve la prova, di cui sono esaminati i profili concettuali e i criteri di valutazione. Viene quindi individuato nell’epistemologia giudiziaria uno specifico ambito di studio, volto ad analizzare criticamente i metodi e la validità della conoscenza giudiziale
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