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    Transizioni. Conoscenza e progetto climate proof

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    Il volume Transizioni. Conoscenza e progetto climate proof affronta il tema del progetto di adattamento climatico secondo una visione multidisciplinare, individuando la scala del distretto urbano come dimensione di riferimento per un efficace contrasto degli impatti dovuti al cambiamento climatico. Il volu - me espone gli esiti di un percorso di ricerca approfondito a diverse scale di intervento, maturato in occasione di ricerche competitive e convegni interna - zionali svolti negli ultimi anni presso il DiARC - Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II, con partenariati nazionali e internazionali e con diversi gruppi di stakeholder. Queste attività hanno rappresentato l’op - portunità di un passaggio graduale dall’esposizione di esiti intermedi di ricerca alla proposta di metodologie, strategie e soluzioni progettuali per interventi di adattamento climatico volti a contrastare le diverse tipologie di impatti e a stabilire le indispensabili coazioni con le strategie di mitigazione climatica e di sviluppo eco-sostenibile. Il volume riporta un quadro di molteplici angolazioni culturali, operative e scientifiche teso a restituire riflessioni, consapevolezze, approcci e best practice che fanno comprendere da un lato la complessità costitutiva della nuova realtà climatica ma, dall’altro, la necessaria complessità interpretativa da sviluppare prevalentemente alla scala dei distretti urbani. Le tesi-chiave esposte nel volume sono inquadrabili nella necessità di trasformare i distretti urbani esistenti in eco-distretti climate proof e resilienti, prefigurando programmi e progetti strategici che si caratterizzino attraverso processi aperti, approcci multidisciplinari interagenti e appropriate metodologie. Viene evidenziata l’incidenza dei processi di downscaling e upscaling in grado di fornire gli input per una progettazione progressivamente mirata alla scala lo - cale, attenta ai processi di retroazione e capace di modificare contesti urbani non più adatti a un clima che cambia. Gli argomenti sono sviluppati per resti - tuire un articolato panorama di conoscenze e progettualità per azioni di adat - tamento climatico finalizzate a sensibilizzare le comunità scientifiche dell’area del progetto, gli stakeholder istituzionali e imprenditoriali e gli abitanti sul ruolo innovativo e responsabile che l’approccio ambientale può assumere per una progettazione efficace rispetto alla sfida climatica

    Il bazar contro l’archivio : un’archeologia del discontinuo

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    A partire dall’analisi di un progetto di rivista letteraria italiana mai realizzata (dal titolo provvisorio Alì Babà), e del materiale d’archivio ad esso relativo, la ricerca è volta a indagare, avvalendosi degli strumenti concettuali forniti dal metodo archeologico di Michel Foucault, la formazione di un discorso sul discontinuo. Tale discorsività si costituisce e si sviluppa in Francia a partire da fonti differenti lungo tutto il XX secolo e costituisce, nella sua ricezione, la base teorica dell’idea di rivista, il cui caso particolare costituisce il punto di partenza e il banco di prova della ricerca proposta. La formazione di un discorso del/sul discontinuo può essere rilevata fondamentalmente in tre ambiti: la letteratura, la ricerca storica e la filosofia. All’interno di ciascuno dei tre ambiti si possono individuare una serie di dispositivi che mirano alla frammentazione dell’unità e univocità del Discorso logico-rappresentativo, della Storia monumentale teleologicamente orientata nel senso di progresso della razionalità, e del Soggetto moderno, considerato da un lato come coscienza trascendentale e sovrana e, dall’altro, come oggetto di discorsi e pratiche normative-normalizzanti. La sfida aperta da questi dispositivi di frammentazione delle tre istanze menzionate, è costituita dall’articolazione di strategie di svincolamento nei riguardi dei dispositivi di assoggettamento, e, nello stesso tempo, dalla manifestazione di una potenzialità creatrice in grado di contestare le pratiche e i discorsi che emanano dai rapporti di potere istituiti nella società occidentale.À partir de l’analyse du projet d’une revue littéraire italienne qui n’a jamais vu le jour (dont le titre devait être Alì Babà), et du matériel d’archive relatif à celle-ci, il s’agira d’interroger, en mobilisant une boite à outils conceptuelle foucaldienne, la formation d’un discours sur le discontinu. Celui-ci se constitue et se développe en France à partir de sources différentes tout au long du XX siècle ; c’est précisément sa perception et sa reprise qui ont engendré l’idée de la revue qui fournit à la fois le point de départ et le banc d’essai de la recherche. Cette constitution d’un discours du/sur le discontinu peut être repérée fondamentalement dans trois domaines : la littérature, les recherches historiques et la philosophie. A l’intérieur de chacun de ceux-ci, il est possible d’indiquer une série de dispositifs mis en place pour fragmenter l’unité et l’univocité du discours logico-représentatif, d’une histoire monumentale téléologiquement orientée par l’idée d’un progrès de la rationalité, et du sujet moderne lui-même, qu’il soit considéré comme transcendant et souverain, ou bien comme pur objet de savoirs et de pratiques normalisantes. L’enjeu de ces différents procédés de fragmentation des trois unités mentionnées est de révéler et de libérer à la fois certaines stratégies de déprise à l’égard des dispositifs d’assujettissement, et de faire valoir la potentialité créatrice de discours inédits susceptibles de contester les pratiques et les discours émanant de rapports de pouvoir institués
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