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Prove di rilevanza sistemica dei capitoli su commercio e sviluppo sostenibile negli accordi commerciali dell’UE: la decisione arbitrale nel caso UE c. Ucraina
Il presente contributo propone l’analisi della controversia UE c. Ucraina nell’ambito dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina concluso nel 2014 e della relativa decisione adottata dal Panel arbitrale19. A premessa di ciò, è opportuno sottolineare che il conflitto in corso tra Ucraina e Russia non rende meno rilevante il contenuto della decisione del Panel. Astraendo, infatti, il lodo arbitrale può rappresentare un punto di partenza per una più decisa lettura sistemica delle disposizioni dei capitoli su commercio e sviluppo sostenibile presenti negli accordi commerciali conclusi dall’UE. A tal fine, verrà proposta anzitutto una riflessione sull’Accordo UE-Ucraina con particolare attenzione al contenuto del capitolo su commercio e sviluppo sostenibile per poi focalizzarsi sulla decisione del Panel arbitrale nel caso menzionato. Di quest’ultima verranno evidenziati gli elementi di maggiore interesse, tra i quali, per l’appunto, la possibilità di intravedere un’interpretazione che conferisca rilevanza sistemica ai capitoli su commercio e sviluppo sostenibile
Enforcement & Law-Making of the EU Trade Policy
The digital open access volume is the first publication realized within the Jean Monnet Module “Reforming the Global Economic Governance: The EU for SDGs in International Economic Law (Re-Globe)”, coordinated by Professor Elisa Baroncini. It presents the approach of the European Union to the reform processes for new substantive and procedural rules for the governance of the global economy, and the EU articulated and innovative strategy to contribute, through its trade policy, to the achievement of the Sustainable Development Goals (SDGs) of the UN 2030 Agenda. The e-book therefore considers the role of the EU within the multilateral and regional dispute settlement mechanisms of International Economic Law, the participation of civil society in the definition, implementation and enforcement of the EU trade policy tools, and the promotion of the principle of sustainable development through the new generation of EU Free Trade Agreements (FTAs) and the proposed EU autonomous instruments like the Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM). The volume devotes particular attention to the EU / China relations and the highly interesting case law developed within the EU FTAs systems dealing with trade and sustainability complaints
L’approccio al contenzioso internazionale per il libero scambio dell’Unione europea
Di fronte al costante acuirsi delle difficoltà del meccanismo di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), il cui funzionamento è compromesso dal dicembre 2019 a causa della persistenza del veto statunitense alla nomina dei nuovi membri dell’Organo d’appello , l’Unione europea (UE) ha reagito con una strategia a tutto campo per preservare e rafforzare una governance degli scambi internazionali imperniata anche su un contenzioso capace di promuovere il pieno rispetto delle regole internazionali. Il presente contributo è dedicato all’analisi di tale strategia. Infatti, l’azione europea per opporsi e superare il versante del contenzioso ginevrino della crisi del multilateralismo presenta profili di particolare interesse, essendo caratterizzata da un lavoro attento e innovativo delle istituzioni dell’Unione, in particolare della Commissione, il cui tratto distintivo è il richiamo alla rule of law internazionale . Quest’ultima, come indicato anche dal Trattato di Lisbona, deve essere alla base dell’azione internazionale della UE . Le Nazioni Unite hanno definito la rule of law a livello nazionale ed internazionale come “a principle of governance in which all persons, institutions and entities, including the State itself, are accountable to laws that are publicly promulgated, equally enforced and independently adjudicated, and which are consistent with internationally recognized human rights” ; la rule of law, inoltre, richiede “measures to ensure adherence to the principles of supremacy of law, equality before the law, accountability to the law, fairness in the application of the law, separation of powers, participation in decision-making, legal certainty, avoidance of arbitrariness and procedural and legal transparency” . Pertanto, anche l’esito di una controversia tra soggetti internazionali deve essere fondato su un’applicazione delle regole oggettiva e coerente, e non, invece, determinato dalle relazioni di potere tra le parti in disputa . Occorre, quindi, che tale esito provenga da un meccanismo internazionale vincolante che assicuri equità, predictability e autorevolezza nella trattazione di una causa, nonché l’indipendenza degli esperti chiamati a giudicare . Inoltre, nel garantire il rispetto delle regole internazionali, l’Unione valorizza un altro profilo della international rule of law, quello della legittimazione dell’operato delle sue istituzioni attraverso la partecipazione della società civile all’elaborazione dell’azione europea, predisponendo procedure inclusive dei soggetti portatori di interesse e, più in generale, di associazioni e cittadini, nella definizione della trade policy europea e dei suoi strumenti, e nella loro attuazione.
L’analisi del tema qui proposto verrà articolata in tre parti, corrispondenti ai tre elementi della strategia europea per garantire un contenzioso internazionale in materia di economia che sia trasparente, partecipato ed efficace. In primo luogo, ci si soffermerà sull’azione dell’Unione europea in seno all’OMC per mantenere il diritto all’appello nel sistema ginevrino di risoluzione delle controversie ; quindi, si considererà la dinamica del contenzioso degli accordi bilaterali di libero scambio dell’Unione europea ; infine, l’attenzione verrà riservata alle misure unilaterali della disciplina europea, cui ricorrere quale extrema ratio laddove i tentativi di risolvere una controversia con mezzi diplomatici, o ricorrendo a gruppi di panelists o arbitri, non producano l’auspicato risultato positivo . Nella presentazione della strategia dell’Unione verrà, inoltre, messa costantemente in risalto l’importanza della partecipazione della società civile e del principio di trasparenza nell’enforcement della politica commerciale della UE, per assicurare che il contenzioso internazionale per il libero scambio sia piena espressione della international rule of law . Seguiranno alcune prime conclusioni, ove verrà anche evidenziato il contributo che, attraverso l’approccio al contenzioso internazionale sul libero scambio, l’Unione intende dare alla realizzazione degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite
Obblighi positivi degli Stati e ineffettività della tutela delle vittime di tratta di esseri umani
Nel corso degli ultimi anni, parallelamente all’aumento dei flussi migratori verso l’Europa, il trafficking ha conosciuto un’evoluzione costante. È cresciuto il numero delle vittime: uomini, donne e soprattutto minori, tutti soggetti estremamente deboli sottoposti a varie forme di sfruttamento. È conseguentemente cresciuto il volume di affari di coloro che traggono vantaggio dalla situazione di irregolarità e vulnerabilità delle proprie vittime. Si tratta di membri di reti criminali transnazionali che compiono gravi violazioni dei diritti umani e, sempre più spesso, agiscono in collaborazione con la criminalità organizzata presente nel Paese di destinazione.
Quest’evoluzione ha reso necessaria l’elaborazione di nuovi strumenti internazionali che accogliessero una nozione di trafficking sufficientemente ampia da comprendere le diverse declinazioni del fenomeno. Ciononostante, le problematiche giuridiche connesse alla tutela delle vittime di tratta sono ancora molteplici.
In primo luogo, il principale limite delle norme internazionali sulla tutela dell’integrità psico-fisica delle persone è dato dal fatto che tali norme si rivolgono solo alle autorità statali cui, però, generalmente, non è imputabile alcuna responsabilità diretta per gli atti di violenza perpetrati da soggetti privati. Se non mancano casi in cui il fenomeno si realizza con la complicità di agenti statali, gli episodi di tratta, com’è noto, si riconducono all’ambito di sodalizi criminali tra privati. Il problema dell’imputabilità delle condotte poste in essere da attori non-statali riaffiora a fronte di una recente giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che riconosce la responsabilità indiretta degli Stati per omessa due diligence, anche nel caso di violazioni di diritti umani configurabili come trafficking. D’altra parte, in base alla normativa elaborata nel quadro delle Nazioni Unite, del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea, gli Stati sono tenuti ad attuare norme puntuali al fine di garantire protezione, accoglienza e accesso alla giustizia alla vittime di tratta. È un dato di fatto, tuttavia, che molti Stati sono oggi impegnati nell’adozione di politiche migratorie restrittive e nell’innalzamento di nuovi muri che favoriscono la diffusione del trafficking e scoraggiano le vittime dal denunciare il loro sfruttamento. Il livello di attuazione, peraltro, è tutt’altro che uniforme. Mentre il Regno Unito lo scorso ottobre introduceva gravi sanzioni a carico delle aziende britanniche colpevoli, anche all’estero, di forme moderne di schiavitù, l’Italia continua a registrare ritardi attuativi della normativa internazionale ed europea.
Da questo tragico, contradditorio ma quanto mai attuale scenario nasce l’esigenza di chiarire se ed in che modo gli obblighi internazionali posti a tutela dei diritti fondamentali dell’individuo siano in grado di incidere sull’azione statale diretta a tutelare le vittime di tratta. Prendendo spunto dal recente Rapporto della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sul trafficking di persone, verificheremo il nesso tra i problemi di attribuzione delle condotte di tratta e il persistente gap di protezione delle sue vittime. Analizzeremo rimedi alternativi, anche ante iudicium, che si rivolgano tanto agli Stati quanto ad attori non-statali, tenendo in particolare considerazione la condizione di asservimento e la perdita di capacità di autodeterminarsi delle vittime di tratta
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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