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Drosscaoe e rifiuti urbani
Drosscape e Rifiuti urbani raccoglie i saggi e le sperimentazioni progettuale dell'Unità di ricerca di Pescara nell'ambito del Prin Recycle Italy. Nuovi cicli di vita per archtietture e infrastrutture della città e del territorio. Il contributo è inserito nel Capitolo n. 2 Drosscape (a cura di Carlo Gasparrini, Vincenzo Bagnato, Matteo di Venosa, Paola Guarini, Anna Terracciano) nel libro Recycle Italy, Atlante (a cura di Lorenzo Fabian e Stefano Munarin).
Il contributo indaga le potenzialità rigenerative per i paesaggi urbani e territoriali, associate al progetto integrato della filiera dei rifiuti solidi urbani
Infrastrutture dismesse e reti ambientali. Il riciclo come strategia per le aree interne
Tassonomie dell'abbandono
Nel 1990 esce il numero monografico di Rassegna dedicato a “I territori abbandonati”. La sua lettura alla luce della situazione attuale, al volgere della crisi, introduce riflessioni importanti sia sul terreno della durata del processo di deindustrializzazione, sia delle dinamiche “cicliche” dell’abbandono e del riuso, sia sul terreno delle strategie progettuali e degli strumenti descrittivi ad esse connesse. Il costituirsi nel tempo del processo di abbandono, come susseguirsi di discontinuità, è il carattere di questo fenomeno che ancora si rappresenta a noi. Perciò appare necessario tracciare i caratteri dell’industrializzazione, ovvero le modalità attraverso cui interi territori e suoli sono
stati infrastrutturati per comprendere rispetto a quale grado di artificializzazione si pone la dialettica tra abbandono, riuso, riciclo, innesto di nuove pratiche produttive. La dinamica della doppia dismissione è spesso presente e investe non tanto i grandi ambiti dismessi ma i tessuti produttivi misti, dove attività industriali di scala minore sono state spesso sostituite da attività commerciali, a loro volta dismesse e sostituite nel tempo. Nuove forme di produzione, tendenzialmente minute si insediano in strutture produttive preesistenti recuperate all’ uso, così come parti di città vengono rigenerate attraverso il recupero dello spazio aperto (orti, giardini, playgrounds, tracciati infrastrutturali ripresi come passeggiate urbane, ...). I territori che sono interessati da abbandoni ciclici e da rigenerazioni puntuali possono divenire il supporto di metamorfosi produttive, dopo la crisi. Il progetto deve assumere, oggi, la profondità temporale delle dinamiche cicliche della dismissione
Oltre i Sassi. Un Moderno trascurato.
Matera, prima città del Mezzogiorno eletta Capitale Europea della Cultura, si appresta a mostrare, ai milioni di turisti che la visiteranno, il suo profilo migliore fatto
di proposte e sviluppo culturale per una “capitale simbolica del mondo contadino”
(Adriano Olivetti)
Segni visibili di riciclo. Fabbrica e paesaggio tra infrastruttura fluviale e ferroviaria.
L'Atlante è frutto della ricerca “Re-cycle Italy. Nuovi cicli di vita per architetture e infrastrutture di città e paesaggio”, orientato da un’idea di riciclo inteso come “manipolazione ricreativa”, capace di attivare “nuovi cicli di vita”. Nel volume la dismissione, lo scarto, il consumo di suolo, non sono solo fenomeni da mappare ma sfide e opportunità da interrogare. Il carotaggio ne I Territori Infrastrutturati relativo all'’area produttiva di Nera Montoro, consente di orientare le trasformazione verso scenari compatibili sia con le esigenze della riqualificazione architettonica, urbana e ambientale sia con gli obiettivi di efficienza produttiva imposti dai recenti e consistenti investimenti finanziari
Ri-formare Milano | Riattivare l'esistente
L'Atlante, frutto della ricerca “Re-cycle Italy. Nuovi cicli di vita per architetture e infrastrutture di città e paesaggio”, è orientato da un’idea di riciclo inteso come “manipolazione ricreativa”, capace di attivare “nuovi cicli di vita”. Nel volume la dismissione, lo scarto, il consumo di suolo, non sono solo fenomeni da mappare ma sfide e opportunità da interrogare. Il carotaggio "Ri-formare Milano | Riattivare l'esistente", si inserisce nella sezione I Territori Infrastrutturati, relativa alle infrastrutture dismesse, alle reti ambientali, al riciclo come strategia delle aree interne. Tra inerzie e latenze di ambiti urbani in disuso, di edifici ed aree libere in stato di degrado e incuria, di declino fisico, spaziale e sociale, Riformare Milano esplora il mutamento attraverso il progetto multiscalare e multidisciplinare, immaginando nuovi scenari possibili
Azioni di rigenerazione urbana del volontariato : l'esperienza di #tuttamialacittà© : progetto di CAVV-CSV di Venezia
Rigenerare la città implica molti aspetti: organizza lo stare insieme, ricompone luoghi e supporta attività differenti; le pratiche della rigenerazione si intrecciano con la possibilità di innovare le forme
di condivisione dello spazio, dei beni comuni e del tempo libero. Negli ultimi anni si assiste a un proliferare di iniziative dal basso, coordinate da associazioni di volontariato e da gruppi informali che si impegnano tenacemente come agenti di sviluppo locale. In molti casi in gioco c’è uno spazio fisico da recuperare, in altre situazioni occorre riattivare spazialità, idee, tradizioni o nuove forze sociali.
Il libro pone al centro dieci azioni progettuali selezionate e finanziate dal progetto #tuttamialacittà©: le azioni di rigenerazione urbana del volontariato per le comunità locali, coordinato dal CAVV-CSV
di Venezia e ideato in sinergia con i Centri di Servizio per il Volontariato di Padova, Verona, Vicenza e Rovigo, l’Università Iuav di Venezia e finanziato dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato (CoGe).
La riflessione ha come sfondo lo spazio fisico e fa convergere l’iter e lo sviluppo delle pratiche progettuali, la formazione e le relazioni tra i diversi soggetti, ponendole a contatto con le realtà locali, con i privati e con gli obiettivi del Terzo Settore orientati a sviluppare un disegno concettuale
e materiale per la rigenerazione
urbana e l’innovazione sociale come sperimentazione per un welfare di comunità per il territorio veneto
Riciclo di strutture incompiute. Tecniche di riutilizzo dello scheletro edilizio
Per scheletri architettonici intendiamo quegli edifici in cui l’interruzione del processo costruttivo ha determinato una condizione di “non finito” caratterizzata dalla presenza dominante del telaio strutturale oppure dalla potenziale opportunità di riciclo esclusivamente della struttura portante.
Nell’ambito territoriale delle principali vallate adriatiche delle Marche, la grande diffusione (generata dalla crisi economica) di strutture incompiute induce una riflessione sulle possibili strategie di “riciclo” e la valutazione dell’effettiva necessità e capacità della città di mantenere questi spazi ereditati da un passato recente.
La ricerca ha sviluppato un ragionamento sul rapporto progetto/tempo indagando un nuovo aspetto della dismissione nel disegno dei territori e nei destini che li attendono.
La sfiducia di poter rifunzionalizzare delle strutture che necessitano di interventi di verifica, consolidamento e modifiche di assetto (economicamente non convenienti), così come la non convenienza ad accollarsi i costi di demolizione, ha suggerito un ribaltamento di ruolo: uno “scheletro” nasce come “pieno” di un ambito territoriale più ampio che comprende uno spazio “vuoto”. E lo spazio della pertinenza, degli standards, dei parcheggi, del verde, dei servizi collettivi.
Attraverso la selezioni di casi studio, definiti sulla base di tipologie strutturali differenti, si è sperimentata la vocazione dello scheletro a costituire la struttura di un nuovo organismo architettonico, oppure a giustapporsi al nuovo, integrandolo prima di avviarsi ad una successiva eliminazione.
In particolare si è esplorata la possibilità di insediare un nuovo organismo architettonico nella spazio della pertinenza dell’edificio incompiuto che, ricondotto alla sua condizione di “scheletro”, diviene supporto per un nuovo suolo (sui vari livelli) dove inserire le funzioni collettive e facilitare la riappropriazione di spazio da parte della vegetazione.
Nel tempo, mentre il “nuovo” inizia il suo ciclo di vita, lo scheletro prolunga la sua esistenza disgregandosi fino a scomparire restituendo il “vuoto” in un nuovo assetto territoriale ribaltato
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