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    Capitolo 1. Introduzione. Le problematiche dell'abitare contemporaneo e i modelli abitativi alternativi.

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    “Considerata come un bene fondamentale dalla stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la casa oggi è diventata una merce, oggetto di speculazione economica. A causa della privatizzazione dell’housing pubblico, sempre più cittadini sono a rischio di insicurezza ed esclusione abitativa. In questi anni, in reazione alle politiche neoliberiste e ai processi di finanziarizzazione, sono nate pratiche partecipative e forme di housing collaborativo tese a influenzare le amministrazioni locali e nazionali con l’obiettivo di creare spazi cittadini inclusivi e ripristinare condizioni di giustizia socio-spaziale. Mediante l’analisi di modelli residenziali alternativi, capaci di riattualizzare una lunga tradizione caratterizzata da solidarietà e cooperazione, Abitare Pioniere, guardando diversi casi europei, esplora l’urgenza di trovare nuove soluzioni per fornire a tutti i cittadini e a tutte le cittadine una casa adeguata, sicura e sostenibile.

    Abitare Pioniere. Innovazione democratica e nuovi paradigmi economici in risposta alla finanziarizzazione

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    “Considerata come un bene fondamentale dalla stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la casa oggi è diventata una merce, oggetto di speculazione economica. A causa della privatizzazione dell’housing pubblico, sempre più cittadini sono a rischio di insicurezza ed esclusione abitativa. In questi anni, in reazione alle politiche neoliberiste e ai processi di finanziarizzazione, sono nate pratiche partecipative e forme di housing collaborativo tese a influenzare le amministrazioni locali e nazionali con l’obiettivo di creare spazi cittadini inclusivi e ripristinare condizioni di giustizia socio-spaziale. Mediante l’analisi di modelli residenziali alternativi, capaci di riattualizzare una lunga tradizione caratterizzata da solidarietà e cooperazione, Abitare Pioniere, guardando diversi casi europei, esplora l’urgenza di trovare nuove soluzioni per fornire a tutti i cittadini e a tutte le cittadine una casa adeguata, sicura e sostenibile

    Capitolo 2. Abitare collaborativo, le pratiche. Mietshauser Syndikat. Fondazioni Edith Maryon e Trias, Community Land Trust.

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    Considerata come un bene fondamentale dalla stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la casa oggi è diventata una merce, oggetto di speculazione economica. A causa della privatizzazione dell’housing pubblico, sempre più cittadini sono a rischio di insicurezza ed esclusione abitativa. In questi anni, in reazione alle politiche neoliberiste e ai processi di finanziarizzazione, sono nate pratiche partecipative e forme di housing collaborativo tese a influenzare le amministrazioni locali e nazionali con l’obiettivo di creare spazi cittadini inclusivi e ripristinare condizioni di giustizia socio-spaziale. Mediante l’analisi di modelli residenziali alternativi, capaci di riattualizzare una lunga tradizione caratterizzata da solidarietà e cooperazione, Abitare Pioniere, guardando diversi casi europei, esplora l’urgenza di trovare nuove soluzioni per fornire a tutti i cittadini e a tutte le cittadine una casa adeguata, sicura e sostenibile

    Abitare alternativo, modelli in azione Housing collaborativo, accessibile e inclusivo in Europa

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    La scarsità di alloggi a prezzi accessibili è un problema serio e in costante crescita in tutta Europa. Un problema sia per le fasce più fragili della popolazione, sia per il ceto medio via via espulso dalle città a causa di processi speculativi che incoraggiano l’accumulazione e favoriscono i grandi gruppi della finanza. Se gli Stati solo ora pongono al centro il tema dell’abitare nei processi di city-making e rigenerazione urbana, per far fronte a questo problema già dagli anni Novanta sono nate pratiche community-led capaci di concretizzare valori quali la sussidiarietà, la democrazia e la cooperazione in risposta ai nuovi bisogni dei cittadini. L’obiettivo delle nuove comunità è quello di trasformare gli immobili da merce in bene comune, per rilanciare così un mercato virtuoso in cui la maglia dei diritti di cittadinanza si allarga e in cui i rapporti umani si fanno più vivaci. In questo modo il mercato immobiliare è valorizzato non per il profitto che genera, ma per essere l’epicentro di una città più inclusiva, accessibile e accogliente. Il volume – dopo aver presentato il fenomeno community-led housing e approfondito le dinamiche che hanno portato all’odierna situazione di criticità – presenta un Atlante di progetti europei e internazionali di “abitare collaborativo”, analizzando tre città particolarmente attive e interessanti – Barcellona, Zurigo e Bruxelles – e la situazione italiana

    Introduzione. L’abitare fluido in città e metropoli per niente fluide

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    The fact that young people's lifestyles are to some extent characterised by forms of residential mobility, movement and multi-activity (let's call them traits of fluidity), does not mean that the method of analysing them and the theory of interpreting them must be fluid. Neither cities, nor metropolises, nor the social structures of intergenerational and territorial inequality, nor the configurations of actors, businesses, corporations and institutions are fluid; they are, if anything, very stable, structured and structuring, based on long-term processes and governed (albeit with discontinuities) with institutional arrangements that tend to be solid (Le Galès, Vitale, 2015; Cremaschi, Le Galès, 2018; Vitale, 2024). Urbanity persists there and a more intense logic of urban action is concentrated there, according to Julie-Anne Boudreau's (2010) beautiful expression, which is anything but fluid and dispersed

    Un dialogo con Giacomo Borella. Vitalità dell’habitat umano. Valori e architettura.

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    Considerata come un bene fondamentale dalla stessa Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la casa oggi è diventata una merce, oggetto di speculazione economica. A causa della privatizzazione dell’housing pubblico, sempre più cittadini sono a rischio di insicurezza ed esclusione abitativa. In questi anni, in reazione alle politiche neoliberiste e ai processi di finanziarizzazione, sono nate pratiche partecipative e forme di housing collaborativo tese a influenzare le amministrazioni locali e nazionali con l’obiettivo di creare spazi cittadini inclusivi e ripristinare condizioni di giustizia socio-spaziale. Mediante l’analisi di modelli residenziali alternativi, capaci di riattualizzare una lunga tradizione caratterizzata da solidarietà e cooperazione, Abitare Pioniere, guardando diversi casi europei, esplora l’urgenza di trovare nuove soluzioni per fornire a tutti i cittadini e a tutte le cittadine una casa adeguata, sicura e sostenibile

    L’interesse dei giovani innovatori sociali per i modelli di abitare collaborativo

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    Between precarious contracts and low salaries, it is difficult to be young today. So many, every year, move to the big metropolises, attracted by the promises that only cities like Milan, Bologna or Florence seem to offer. The city is perceived as a springboard for new income opportunities, career opportunities, cultural activities, sociality. Yet, in all Italian metropolises, the cost of rent grows rapidly, eroding more than half of the monthly income. The impossibility of securing a roof over one's head at affordable prices, the absence of a real social lift and the contraction of forms of permanent employment even within the most attractive metropolises lead to the rapid precariousness of young people, seriously undermining their well-being. In response to these critical issues, new forms of housing - collective, cooperative and popular - are rapidly emerging. Focusing mainly on Turin and Milan, this volume aims to describe the emerging contours of a new 'fluid living': flexible and unstructured solutions with their risks and potential

    Report del tavolo “Abitare pioniere: disegnare modelli alternativi”

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    Nell’ultimo decennio l’abitare sta attraversando una nuova fase di cri- si che crea inedite disuguaglianze socioeconomiche e acuisce dinami- 5 Per una Città Umana - About a City 2020 che escludenti. Infatti, la difficoltà di accesso alla casa non è più solo caratteristica delle fasce più fragili della popolazione, ma anche della cosiddetta middle class e dei giovani. Emerge così il bisogno di modelli alternativi per rispondere alle nuove esigenze abitative, in grado di af- frontare due questioni sostanziali: l’ampliamento del diritto di accesso alla casa e la creazione di un’ecologia urbana e umana attraverso la messa in campo di rinnovate strategie economiche, sociali, politiche, architettoniche e sensibile ai nuovi contesti familiari. Il tavolo di lavoro ha discusso queste esigenze a partire dall’analisi di alcuni modelli abitativi alternativi proposti dal libro Abitare Pio- niere, Innovazione democratica e nuovi paradigmi economici (a cura di Silvia Cafora, Fondazione G. Feltrinelli 2020) in risposta alla finan- ziarizzazione, proponendo le esperienze del Mietshauser Syndikat, i Community Land Trust europei, e la Fondazione Trias. Questi ultimi esempi nascono dall’azione diretta di cittadini e comunità: sono prati- che community-led che creano efficaci modelli di habitat i cui obiettivi principali prevedono la demercificazione della casa attraverso forme di mutualismo e la socializzazione dei modelli abitativi stessi; lo svi- luppo di nuove strategie proprietarie che mettono in pratica usi altri delle risorse e dei modelli capitalisti esistenti; la responsabilizzazione degli abitanti e la creazione di modelli disintermediati o di nuovi mo- delli di intermediazione; e la ricerca di un nuovo ruolo per il pubblico in questa sostanziale produzione di welfare abitativo

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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