1,726,388 research outputs found

    La bilateralità nel mandato

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    Il giorno 21 novembre 2018, nell'ambito delle attività della Cattedra di Istituzioni e Storia del diritto romano del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope, la Prof. Salomone ha partecipato al ciclo “Ius Romanum”. I seminari del mercoledì, con una relazione dal titolo La bilateralità nel mandato

    Apparenza della vendita ed effettività del prezzo

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    Nell'ambito del progetto Regulae iuris: from the construction of the rule to the interpretation of the rules. History, theory, practice (bando STAR 2013, Sostegno Territoriale alle Attività di Ricerca, linea 1) ed in collaborazione con le attività del Dottorato di ricercain Filosofia del diritto dell'Università di Napoli, Federico II, il 4 dicembre 2015 la Prof. Annamaria Salomone ha tenuto un seminario su Apparenza della vendita ed effettività del prezzo

    La condanna nei limiti del possibile

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    Il titolo ‘de diversis regulis iuris antiqui’ dei Digesta giustinianei tramanda, attraverso due noti testi di età severiana, principi giuridici apparentemente ispirati ad un indirizzo di humanitas: che in ipotesi determinate, come quella di un rapporto obbligatorio intercorrente tra donante e donatario, il debitore sia condannato nei limiti delle sue possibilità economiche (Ulp. 36 ad Sab. D. 50.17.28: Divus Pius rescripsit eos, qui ex liberalitate conveniuntur, in id quod facere possunt condemnandos) e che al convenuto condannato sia lasciato il necessario affinché non viva in completa povertà (Paul. 6 ad Plaut. D. 50.17.173: In condemnatione personarum, quae in id quod facere possunt damnantur, non totum quod habent extorquendum est, sed et ipsarum ratio habenda est, ne egeant). Oggetto di intenso interesse a partire dalla Glossa fino alla Pandettistica, l’istituto del cd. beneficium competentiae tocca tematiche centrali nella storia ed attualità del diritto. Alla ricostruzione delle eterogenee ipotesi di condanna limitata nel diritto romano è dedicato l’importante lavoro di A. Guarino su ‘La condanna nei limiti del possibile’

    Dall'antropocene al Biocene. La sindrome di Phileas Fogg e i suoi antidoti. Dalla crescita esponnziale alla crescita organica: l'evoluzione verso nuove società verdi

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    L'autore presenta in questo volume, in modo chiaro e avvincente, tutto quello che c’è da sapere per essere dei cittadini informati e attivi e spiega quella che chiama “sindrome di Phileas Fogg” (dal nome del protagonista del romanzo di Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni). Scale temporali e spaziali, indicatori, complessità e senso del limite sono alcuni dei temi trattati in "Dall’Antropocene al Biocene", per giungere infine all’esame delle diverse soluzioni prospettate alla crisi contemporanea (sostenibilità, green economy, blue economy, riconversione ecologica, decrescita,...). Il volume delinea infine le caratteristiche di una “società verde” e le dà un nome: Biocene, da “bios”, una nuova era, dopo l’Antropocene, che rispetti le leggi della vita sul pianeta, formatisi nei miliardi di anni del processo evolutivo e co-evolutivo. Secondo l'autore, l’economia del Biocene potrebbe essere un’economia “della mitezza” (“modello MEEKNESS”, lo chiama Salomone, dall’acronimo dei suoi elementi costitutivi): alle leggi antisociali del mercato, agli squali della finanza, all’appropriazione anche violenta delle risorse naturali, all’esaltazione della disuguaglianza, alla massimizzazione del profitto per avidità personale si contrappone un modello di economia attenta, ecologica, etica, gentile, naturale, equa, sicura, sostenibile. Biocene è dunque l’era in cui la società umana ha compiuto il suo processo di riconversione ecologica, ha riassoggettato l’economia sia agli interessi del bene comune (come dovrebbe essere), e non della massimizzazione del profitto e dell’egoismo individuale, sia al principio dell’entropia ed è quindi diventata compiutamente una società verde. Utopia? No, dice l'autore, le condizioni perché l’umanità possa fare passare la storia della Terra dall’Antropocene al Biocene esistono. La conversione è possibile e già se ne vede la possibilità concreta di attuazione

    Le colonne e il Tempio di Salomone: la storia, la leggenda, la fortuna

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    Il libro analizza il complesso e simbolico percorso del salomonismo come fenomeno che investe la cultura religiosa, filosofica e architettonica del mondo non solo occidentale e non solo cristiano. Nella tradizione giudaico-cristiana Salomone, obbedendo alla volontà divina, costruisce il Tempio utilizzando, per tracciare la pianta, le stesse proporzioni dettate da Dio a Mosè per il Tabernacolo. Dio, quindi, è il vero architetto e si serve di Salomone come artefice dell’edificio. Per questo il Tempio di Salomone ha sempre avuto una straordinaria attrazione su teologi, storici e artisti come microcosmo progettato dalla intelligenza divina e modello di perfezione artistica. Dall’antica Gerusalemme alle chiese latinoamericane, passando per il Baldacchino di San Pietro al Vaticano, il Tempio di Salomone a Gerusalemme e le sue colonne propongono, quindi un paradigna costruttivo che raggiunge il suo culmine nell’arte sacra del barocco. La ricerca è centrata su due temi che in alcuni casi divergono ma spesso si intrecciano: da una parte il Tempio di Salomone e l’influenza che l’idea di questo ha esercitato sull’architettura e la teoria architettonica, dall’altra le sue colonne, o meglio le leggendarie colonne “salomoniche” o tortili. Nei differenti capitoli, vengono analizzati gli sviluppi del mito e le immagini ad esso collegate, dove il Tempio, o meglio la sua idea, e le colonne costituiscono temi diversi e complementari, che si separano quando la colonna tortile, o salomonica, diviene elemento autonomo, che si allontana dal significato simbolico e religioso e raggiunge una codificazione propria nel sistema degli ordini architettonici. L’articolazione del volume consente di conferire una logica alla sterminata casistica di documenti visivi e letterari. La suddivisione degli argomenti ricostruisce un percorso coerente che dall’antichità arriva alla fine del Settecento seguendo un itinerario cronologico e una verifica delle fonti. Nei differenti capitoli viene esaminato il mito del Tempio e la sua immagine attraverso i periodi più controversi e oscuri, per accertarne e verificarne la continuità. Nel libro vengono così affrontate discipline e tematiche molto diverse, lontane nel tempo e nello spazio; dall’analisi testuale delle fonti antiche (Bibbia, Mishnah, testi classici) all’esegesi della Controriforma e dell’epoca barocca, dall’analisi dei dati archeologici del bacino Mediterraneo alla verifica dell’uso delle colonne nell’architettura e nelle arti figurative fino al XVIII secolo. Viene delineato per la prima volta in maniera unitaria il quadro delle conoscenze e delle interpretazioni sull’architettura del “Tempio” per eccellenza, facendo interagire molti diversi livelli di indagine - dall’archeologia, alla storia dell’architettura e dell’arte fino alla storia delle religioni - che nel loro complesso fanno chiarezza su storia, leggenda e fortuna, come recita il sottotitolo, di un paradigma di edificazione divina e dei suoi elementi costitutivi, e in particolare sulle colonne salomoniche definite da Germain Bazin “emblema del’arte sacra barocca”

    Salomone Marino, Salvatore

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    Bio-bibliografia del demologo e folklorista siciliano Salvatore Salomone Marin

    Vita di Salomone

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    Ricostruzione delle vicende storiche e delle condizioni sociali e culturali del regno di Salomone

    Salomone

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    La voce illustra la figura di Salomone nelle opere di Bruno, mettendo in evidenza le modalità di utilizzo delle fonti bibliche e il ripensamento dei versi sapienziali salomonici nelle opere latine (in modo particolare nel De umbris idearum) e nelle opere volgari (De la causa principio et uno, Eroici furori
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