1,721,114 research outputs found
L’emozione di crescere. Educare all’affettività nella relazione adulto-bambino
Nell’ambito delle relazioni sociali, le dimensioni implicite svolgono un ruolo determinante nel pre gurare idee, interpretazioni, modelli d’azione e di comporta- mento, poiché costituiscono uno sfondo importante di significati culturali e di senso comune da cui ogni individuo inconsapevolmente attinge per dare senso e dire- zione a sé ed al mondo circostante. In particolare, l’ambito delle relazioni familiari, rappresentando un contesto socio-relazionale primario per la formazione delle sovrastrutture di fondo della conoscenza socioculturale ed essendo, al contempo, caratterizzato da informalità ed intimità, costituisce un ambito d’esperienza in cui le dimensioni implicite della conoscenza svolgono un ruolo di massima in uenza: vivere all’interno di un sistema di relazioni familiari signi ca, per un bambino in formazione, sperimentare, tacitamente apprendere e tendenzialmente riprodurre un sistema di gestione dei rapporti socio-affettivi, una interpretazione dell’emotività, uno sfondo di valori e di giudizi, una idea di sé e del mondo; elementi, questi ultimi, che formano implicitamente l’individuo sagomandone, di conseguenza, il destino socio-relazionale ed affettivo. All’interno di questo complesso sistema di traduzione del sapere implicito, assume una particolare rilevanza la dimensione dell’affettività, poiché è attraverso di essa che, in particolar modo nelle relazioni familiari, vengono comunicati, vissuti, introiettati e restituiti i signi cati che saran- no successivamente elaborati in una dimensione del sentire personale e, dunque, in un sistema di idee e di valori. In altri termini, le modalità in cui l’affettività e i sentimenti si esprimono in un contesto familiare struttura il sentire delle persone e, di conseguenza, il modo di pensare e di agire i sentimenti stessi su cui, a sua volta, trova fondamento un “modo d’essere”. Il contributo intende, dunque, evidenziare la qualità e la densità di tali dinamiche in ambito familiare allo scopo di indicare, tra i versanti di interesse della formazione genitoriale, la gestione critica e consapevole dell’implicito relazionale come contenuto essenziale di una educazione all’affetti- vità e come chiave interpretativa e strategia proattiva per il benessere individuale e familiare e per lo sviluppo socio-culturale
LA RESPONSABILITÀ DEL DISAGIO A SCUOLA. DIMENSIONI TACITE E ASPETTATIVE NELLA RELAZIONE EDUCATIVA
il mestiere di educatore sia un mestiere sociale; un mestiere che implica cioè delle profonde capacità nella gestione della relazione, nell’interpretazione e nella conoscenza di sé e dell’altro e, di conseguenza, nell’espressione di un tenore comunicativo consapevolmente regolato ed efficace. In altri termini, l’ambito della professione docente costituisce un terreno di lavoro nel quale le dimensioni implicite di sé e del contesto costituiscono elementi determinanti nel prefigurare il fare lavorativo concreto, nonché forme di influenza che sagomano tacitamente le rappresentazioni del ruolo e del contesto professionale e che dirigono l’agire in termini di valutazioni, scelte, comportamenti: il modo di immaginarsi docenti “crea” il proprio essere docente; così come, il modo di immaginare i propri alunni “crea” gli alunni stessi.
Il riferimento a tali dinamiche tacite richiama, dunque, il tema della “responsabilità”, nel mostrare la quota di incidenza che rappresentazioni ed aspettative personali hanno nel prefigurare le condizioni della relazione educativa e, quindi, i destini formativi che da essa derivano.
A partire da queste premesse il contributo intende delineare le prerogative di una formazione professionale critico-riflessiva degli insegnanti, focalizzata cioè sulla soggettività del docente che dialoga con la soggettività dell’alunno, ovvero sulle problematiche, sui pensieri, sulle condizioni che costituiscono le variabili nascoste che tacitamente influenzano e dirigono la relazione stessa e, di conseguenza, l’agito professionale
LA PROSPETTIVA DELL’ORIENTAMENTO FORMATIVO
A partire dai caratteri di complessità, liquidità, frammentazione che, come evidenziato in letteratura (Sennett, 2008; 2012; Bauman, 2011; 2013), caratterizzano la condizione post-moderna, si evidenzia la necessità che il sistema educativo definisca e proponga strategie di formazione che, acquisendo il passaggio dalla razionalità tecnica alla riflessività personale e professionale, si rivelino in grado di orientare i soggetti nella capacità di progettare il futuro, essendo guidati da una più ampia consapevolezza circa le prospettive, i sistemi ed i processi di significato che com- pongono le proprie traiettorie di vita. In tal senso, l’articolo propone una lettura dei processi di orientamento come processi di formazione riflessiva con- centrati sulle traiettorie di vita. Il contributo assume e descrive, dunque, un preciso punto di vista circa il processo di orientamento, intendendolo come azione strategica che necessita di una qualità intrinsecamente educativa
INTERPRETARE LA DIVERSITÀ. LA FORMAZIONE PER L’INCLUSIONE COME ARGINE DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA
La dispersione scolastica costituisce un fenomeno estremamente complesso. Alla sua origine vi sono molteplici cause riconducibili ad aspetti culturali, sociali, economici i quali chiamano in causa variabili di contesto, come la qualità dell’esperienza familiare e scolastica, poste in relazione con le dimensioni soggettive dell’esperienza, quali le caratteristiche psico-emozionali e comportamentali degli individui. L’attenzione su tale fenomeno rappresenta certamente una responsabilità centrale dell’educazione, poiché sono le stesse agenzie educative a concorrere in misura prevalente a determinarne gli esiti, tramite la qualità delle interpretazioni e delle azioni che esprimono circa la capacità di coinvolgere, dialogare, mediare, comprendere, sostanzialmente includere. Il binomio esclusione sociale-dispersione scolastica è, difatti, l’espressione di una circolarità che descrive la so- stanziale influenza esistente tra i due fenomeni: l’esclusione genera dispersione e, allo stesso modo, la dispersione delinea destini individuali che tendono all’esclusione. In ragione di tale binomio, dunque, una via efficace per il contrasto del fenomeno dell’abbandono scolastico trova fondamento nella configurazione di strategie educative di natura intrinsecamente inclusiva, in grado, cioè, di accogliere, sostenere e guidare l’insieme e la pluralità dei soggetti all’interno di una esperienza di formazione che accolga la diversità e la singolarità di ognuno. Il centro di questo importante scopo dell’educazione coinvolge, quindi, in prima istanza, la professionalità educativa ed è, dunque, sulla formazione degli educatori per l’inclusione che si gioca una sfida centrale dei sistemi educativi contemporanei, inseriti sullo sfondo della complessità e della pluralità che caratterizzano gli scenari socio-culturali contemporanei. Alla luce di queste essenziali linee dichiarative, il contributo intende, dunque, riflettere sul fenomeno della dispersione scolastica, inquadrandolo come causa ed esito di processi di esclusione, allo scopo di generare una chiave di lettura delle dinamiche in oggetto che possa fungere da strumentazione interpretativa per chi opera concretamente nei contesti educativi. In particolare, il contributo si soffermerà sulla categoria della diversità allo scopo di delineare una sintesi di contenuti utili a guidare la maturazione di competenze relazionali adeguate nell’ambito di una formazione degli insegnanti per l’inclusione
Being educators in extreme contexts. When practice challenges theory
Educating in extreme contexts means accomplishing a challenge with at the same time different degrees of complexity and difficulty. Of course, the skills and pro- fessionalism of an educator (professional, teacher, children’s entertainer) who works in such contexts must have characteristics of such specialization so as, in some way, to “systemize” the emergency, its being not a random event to be man- aged, but a condition of the working context. Starting from these premises, this contribution intends highlighting the importance which the professional training of educators takes on in the construction of transversal skills in particularly prob- lematic contexts, in the proposal of a phenomenological perspective of education, focused on the subjective value of experience and sense making
EDUCARE NELLA RELAZIONE. IL RUOLO DELLA DIMENSIONE COMUNICATIVA E SOCIO-AFFETTIVA IN DIDATTICA
Il contributo si interessa della dimensione più sfuggente dell’agito didattico: la dimensione relazionale e comunicativa. Lo scopo è quello di sottolineare i processi complessi coinvolti nella comunicazione didattica, attraverso l’individuazione di teorie e criteri utili ad interpretare e gestire in maniera competente tali processi in riferimento alla gestione dello scambio interpersonale. Il contributo intende rappresentare, pertanto, un approfondimento utile per quei professionisti (insegnanti, educatori) che abbiano la necessità di essere introdotti alle dinamiche di fondo che sottendono la complessità della relazione educativa al fine di acquisire alcuni tra gli elementi di base della riflessione scientifica circa le azioni connesse alle pratiche d’insegnamento
A hierarchical approach for bounding the completion time distribution of stochastic task graphs
The analytical evaluation of the completion time distribution of a general directed acyclic graph (DAG) is known to bean NP-complete problem. In this paper we present a new algorithm, named Tree Bound , for the evaluation of bounds onthe completion time of stochastic graphs assuming ideal conditions for shared resources and independent random variablesas task execution times. The Tree Bound method uses a hierarchical approach that first gives a tree-like representation ofthe graph, and then evaluates lower and upper bounds through a single visit of the tree. As lower bound the method takesthe distribution of an embedded series–parallel graph which is evaluated by means of a simple recursion. The upper boundis based on a hierarchical application of other bounding techniques. In this paper, we use the Shogan algorithm because itsdeterminism allows us to demonstrate some interesting properties of the Tree Bound method.Indeed, through stochastic ordering and stochastic comparison techniques, we demonstrate analytically that our approachprovides tighter bounds than Shogan’s and Yazici-Pekergin’s bounds. On the other hand, we cannot compare formally theTree Bound accuracy to that of other important methods, such as Kleinöder and Dodin, because of their non-determinism.Various empiric comparisons show that the Tree Bound algorithm provides analogous or superior results than heuristicsderived from main non-deterministic methods. Moreover, the Tree Bound algorithm keeps linear complexity and avoidsnon-determinism. Finally, it represents a useful basis for the combination of different bounding techniques which seems theonly way to achieve even tighter bounds on the completion time distribution of stochastic graphs
Le competenze relazionali in ambito sanitario. Per una formazione all'agire riflessivo.
La necessità, avvertita da più parti, di un innalzamento della qualità del nostro sistema sanitario trova risposte spesso parziali e insoddisfacenti; la possibilità di prefigurare interventi che si rivelino significativi per il miglioramento di tale contesto dipende dal riconoscimento del legame indissolubile tra aspetti culturali, organizzativi, operativi e strumentali, legame che richiede di agire simultaneamente sui piani del fare e del pensare, degli aspetti manifesti come di quelli impliciti.
In ambito sanitario, il rapporto con l’altro e la percezione di sé rispetto al contesto sono spesso considerati elementi di accompagnamento di un fare lavorativo che si ritiene debba ruotare attorno a competenze di tipo tecnico, nonostante sia oramai acquisito che tali aspetti alimentano un fondamentale spazio di competenza – inerente alla pedagogia sociale – in grado di rispondere alle emergenze ed alle situazioni critiche di cui la quotidianità degli operatori sanitari è intessuta.
La proposta del volume va, pertanto, nella direzione di pensare alla relazione come ad un oggetto intenzionale della formazione in ambito sanitario ed alle competenze relazionali come elementi strutturanti le professionalità socio-sanitarie. La formazione a cui ci si riferisce è quella in grado di far divenire le pratiche la conseguenza di un agire consapevole; una formazione controcorrente che recupera la dignità di un pensiero che riflette su quali siano le azioni che possano realizzare al meglio gli scopi che ci si prefigge e dei quali ci si assume la responsabilità; una formazione, infine, che accoglie lo spazio della crisi e dell’incertezza come attivatore di processi di cambiamento
- …
